Cercopithecus petaurista

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Cercopiteco nasobianco minore
Stato di conservazione
Prossimo alla minaccia (nt)
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseMammalia
InfraclasseEutheria
SuperordineEuarchontoglires
(clade)Euarchonta
OrdinePrimates
SottordineHaplorrhini
InfraordineSimiiformes
ParvordineCatarrhini
SuperfamigliaCercopithecoidea
FamigliaCercopithecidae
SottofamigliaCercopithecinae
TribùCercopithecini
GenereCercopithecus
SpecieC. petaurista
Nomenclatura binomiale
Cercopithecus petaurista
(Schreber, 1774)
Sinonimi

Simia petaurista
Cercopithecus fantiensis
Cercopithecus buettikoferi

Sottospecie
  • C. p. petaurista
  • C. p. buettikoferi
Areale

Il cercopiteco nasobianco minore (Cercopithecus petaurista (Schreber, 1774)) è una specie di primate della famiglia Cercopithecidae, appartenente alla sottofamiglia Cercopithecinae e alla tribù Cercopithecini. È diffuso nelle foreste dell'Africa occidentale, soprattutto dalla Guinea-Bissau al Togo, attraverso la Guinea, la Sierra Leone, la Liberia, la Costa d'Avorio e il Ghana.

È un cercopiteco di dimensioni relativamente piccole, caratterizzato da un mantello bruno-olivastro, da una regione ventrale chiara e da una caratteristica macchia bianca sul naso, nettamente contrastante con la colorazione scura del volto. Presenta inoltre vistose basette biancastre e una lunga coda non prensile. Il cercopiteco nasobianco minore è una specie diurna e prevalentemente arboricola, che frequenta soprattutto gli strati inferiori e intermedi delle foreste tropicali. Vive in gruppi sociali generalmente costituiti da un maschio adulto, diverse femmine e la loro prole. La dieta comprende frutti, foglie, germogli, fiori e piccoli invertebrati.

La specie è particolarmente nota per le frequenti associazioni con altri cercopitechi forestali, soprattutto il cercopiteco di Campbell (Cercopithecus campbelli) e il cercopiteco diana (Cercopithecus diana). Gli studi condotti nel parco nazionale di Taï, in Costa d'Avorio, hanno dimostrato che queste associazioni svolgono un ruolo importante nella difesa contro i predatori e nella comunicazione tra specie differenti.

Il cercopiteco nasobianco minore è classificato come specie prossima alla minaccia (Near Threatened, NT) nella Lista rossa IUCN, a causa della progressiva diminuzione delle popolazioni, soprattutto per effetto della caccia e della distruzione degli habitat forestali.

Tassonomia

Illustrazione storica del cercopiteco nasobianco minore, realizzata da Simon-Charles Miger su disegno di Nicolas Maréchal e pubblicata all'inizio del XIX secolo con il nome Simia petaurista.
Illustrazione storica del cercopiteco nasobianco minore appartenente alla collezione Iconographia Zoologica dell'Università di Amsterdam.

Il cercopiteco nasobianco minore venne descritto scientificamente nel 1774 dal naturalista tedesco Johann Christian Daniel von Schreber, con il nome originale Simia petaurista.

La descrizione apparve nell'opera Die Säugthiere in Abbildungen nach der Natur, mit Beschreibungen, accompagnata dalla tavola 19B. La località tipica venne indicata genericamente come Guinea. La specie fu successivamente trasferita al genere Cercopithecus. Nel corso della storia tassonomica sono state descritte numerose forme geografiche, alcune delle quali inizialmente considerate specie distinte. Tra i nomi storicamente associati al cercopiteco nasobianco minore figurano Cercopithecus buettikoferi, Cercopithecus fantiensis e Simia albinasus.

Le classificazioni moderne riconoscono generalmente Cercopithecus petaurista come specie distinta dal cercopiteco nasobianco maggiore (Cercopithecus nictitans). Le due specie condividono una macchia nasale chiara, ma differiscono per dimensioni, colorazione, distribuzione geografica e altri caratteri morfologici ed ecologici.

Sottospecie

La classificazione tradizionale riconosce due sottospecie, mantenute anche dall'Integrated Taxonomic Information System:

  • Cercopithecus petaurista petaurista (Schreber, 1774), sottospecie nominale, associata soprattutto alle popolazioni orientali dell'areale, comprese quelle della Costa d'Avorio e del Ghana.
  • Cercopithecus petaurista buettikoferi Jentink, 1886, associata principalmente alle popolazioni occidentali, soprattutto della Liberia e delle regioni forestali limitrofe.

La distinzione tra queste forme riflette differenze morfologiche e geografiche riconosciute nella letteratura tassonomica tradizionale. Il Mammal Diversity Database riconosce Cercopithecus petaurista come specie valida e registra le denominazioni infraspecifiche storiche, ma non adotta necessariamente un elenco di sottospecie correntemente accettate equivalente a quello di ITIS. La delimitazione geografica delle due sottospecie richiede quindi particolare cautela, soprattutto nelle regioni in cui potrebbero essere presenti popolazioni con caratteri intermedi.

Descrizione

Un cercopiteco nasobianco minore fotografato in Ghana nel febbraio 2025.
Un cercopiteco nasobianco minore allo zoo di Achimota, ad Accra, fotografato nel giugno 2022.

Il cercopiteco nasobianco minore è una scimmia di taglia relativamente piccola, con una corporatura slanciata, arti adattati alla locomozione arborea e una coda lunga e sottile.

La lunghezza della testa e del tronco varia indicativamente tra 40 e 60 cm, mentre la coda può raggiungere dimensioni comparabili o superiori a quelle del corpo. Il peso presenta un evidente dimorfismo sessuale, con maschi mediamente più grandi delle femmine. Le dimensioni esatte variano tra gli individui e le popolazioni geografiche. Il mantello è relativamente folto e presenta una colorazione prevalentemente olivastra o bruno-grigiastra sul dorso, con una fine screziatura dovuta alla presenza di peli caratterizzati da bande alternate di colore chiaro e scuro. La sommità della testa può mostrare tonalità verdastre o giallo-olivastre, mentre il dorso e i fianchi assumono generalmente una colorazione più scura.

La regione ventrale è biancastra o color crema. Anche la superficie interna degli arti e la parte inferiore della coda possono presentare tonalità relativamente chiare. Gli arti, soprattutto nella parte distale, sono generalmente più scuri del tronco. Le mani e i piedi presentano una colorazione quasi nera.

Colorazione facciale

Un cercopiteco nasobianco minore allo zoo di Accra, in Ghana. Sono visibili la caratteristica macchia bianca sul naso e le basette chiare.

La caratteristica più riconoscibile della specie è una piccola macchia bianca o color crema situata sulla parte superiore del naso, nettamente contrastante con la pigmentazione scura del muso.

Questa marcatura costituisce il principale elemento distintivo del cercopiteco nasobianco minore rispetto a numerose altre specie del genere Cercopithecus. Il volto è prevalentemente scuro, con tonalità grigio-nerastre o brune, mentre le guance sono incorniciate da ciuffi di peli relativamente lunghi e chiari. Le basette possono essere biancastre, color crema o giallastre e si estendono ai lati del muso, formando una caratteristica cornice facciale. La gola è generalmente più chiara rispetto alla parte superiore della testa e al dorso. Le orecchie sono relativamente piccole e parzialmente nascoste dai peli delle guance. La particolare colorazione del volto contribuisce al riconoscimento della specie, soprattutto nelle foreste dell'Africa occidentale, dove convivono diversi cercopitechi con marcature facciali differenti.

Caratteristiche anatomiche

Come gli altri membri della sottofamiglia Cercopithecinae, il cercopiteco nasobianco minore possiede tasche guanciali, utilizzate per immagazzinare temporaneamente il cibo raccolto.

Queste strutture permettono di trasportare frutti e altri alimenti lontano dai punti di raccolta, riducendo il tempo trascorso in prossimità delle risorse alimentari concentrate. Le mani e i piedi possiedono dita relativamente allungate e mobili, che consentono di afferrare efficacemente i rami. La lunga coda è non prensile e contribuisce soprattutto al mantenimento dell'equilibrio durante gli spostamenti nella vegetazione arborea. Sono inoltre presenti callosità ischiatiche, che facilitano il mantenimento della posizione seduta sui rami.

Distribuzione e habitat

Il cercopiteco nasobianco minore è endemico dell'Africa occidentale e occupa un areale compreso principalmente tra la Guinea-Bissau e il Togo.

La specie è documentata in Guinea-Bissau, Guinea, Sierra Leone, Liberia, Costa d'Avorio, Ghana e Togo, secondo la valutazione IUCN pubblicata nel 2020. Il Mammal Diversity Database riassume la distribuzione complessiva come estesa dal Gambia al Togo, ma non include il Gambia nel proprio elenco dettagliato dei paesi di presenza accertata. La distribuzione è fortemente condizionata dalla presenza di ambienti forestali e risulta discontinua nelle regioni caratterizzate da una marcata frammentazione della vegetazione naturale. Il cercopiteco nasobianco minore è presente principalmente nelle foreste tropicali umide di pianura, ma può frequentare anche formazioni secondarie e ambienti forestali parzialmente modificati. Secondo la valutazione IUCN, la specie è stata documentata dal livello del mare fino a circa 1000 m di altitudine.

Foreste tropicali

L'habitat principale è costituito dalle foreste tropicali umide dell'Alta Guinea, una delle principali regioni biogeografiche dell'Africa occidentale.

Questi ambienti sono caratterizzati da una vegetazione arborea relativamente continua, da precipitazioni abbondanti e da una notevole diversità di specie vegetali. Il cercopiteco nasobianco minore frequenta soprattutto gli strati inferiori e intermedi della copertura forestale, dove ricerca frutti, foglie giovani e altri alimenti. Una caratteristica particolarmente importante è l'utilizzo della vegetazione relativamente fitta del sottobosco, comprese le liane e gli arbusti che crescono sotto la copertura arborea principale. Questa preferenza contribuisce a differenziarne la nicchia ecologica da quella di altre specie di cercopitechi che occupano prevalentemente gli strati superiori della foresta.

Foreste secondarie e habitat modificati

La specie può sopravvivere anche in alcune foreste secondarie, soprattutto quando queste mantengono una vegetazione relativamente fitta e una buona disponibilità di alimenti.

Le liane e altre piante rampicanti possono rappresentare importanti risorse alimentari, in particolare attraverso la produzione di foglie giovani e germogli. La capacità di utilizzare foreste secondarie suggerisce una certa flessibilità ecologica. La presenza di habitat apparentemente idonei non garantisce tuttavia la conservazione delle popolazioni, poiché la specie rimane vulnerabile alla caccia e all'isolamento dei frammenti forestali.

Parco nazionale di Taï

Una delle località meglio studiate è il parco nazionale di Taï, nel sud-ovest della Costa d'Avorio.

Il parco protegge uno dei più importanti complessi residui di foresta tropicale dell'Africa occidentale e ospita numerose specie di primati, comprese diverse forme endemiche o minacciate. Il cercopiteco nasobianco minore è presente insieme al cercopiteco diana, al cercopiteco di Campbell e a diverse specie di colobini. Le ricerche condotte in quest'area hanno fornito informazioni particolarmente importanti sull'alimentazione, sull'utilizzo verticale della foresta, sulle associazioni interspecifiche e sulla comunicazione vocale.

Biologia

Alimentazione

Il cercopiteco nasobianco minore è una specie onnivora, con una dieta che comprende frutti, foglie giovani, germogli, fiori e piccoli invertebrati.

La composizione dell'alimentazione varia in relazione alla stagione e alla disponibilità delle risorse forestali. Nella foresta di Taï, il cercopiteco nasobianco minore mostra una maggiore tendenza al consumo di foglie rispetto ad alcuni altri cercopitechi che vivono nello stesso ambiente. La specie utilizza frequentemente le foglie giovani e i germogli delle liane presenti negli strati inferiori della vegetazione. I frutti rappresentano comunque una componente importante dell'alimentazione, soprattutto nei periodi di maggiore disponibilità. Tra le risorse vegetali utilizzate figurano i frutti di diverse specie di Ficus e di altri alberi e arbusti tropicali.

Il consumo di insetti e altri invertebrati contribuisce all'assunzione di proteine e altri nutrienti, ma questa componente sembra generalmente meno importante rispetto a quella osservata in alcuni altri cercopitechi forestali. Le tasche guanciali consentono di immagazzinare temporaneamente gli alimenti raccolti, permettendo agli animali di consumarli successivamente in luoghi relativamente riparati. La presenza di risorse alimentari negli strati inferiori della foresta contribuisce alla particolare distribuzione verticale della specie.

Modalità di trattamento del cibo

Uno studio pubblicato nel dicembre 2022 sulla rivista Biology ha confrontato le modalità di trattamento orale degli alimenti in tre specie di cercopitechi presenti nel parco nazionale di Taï: il cercopiteco nasobianco minore, il cercopiteco diana e il cercopiteco di Campbell.

La ricerca si basava su osservazioni condotte tra gennaio 2016 e dicembre 2018, durante le quali vennero registrati 2316 periodi di osservazione individuale della durata di cinque minuti. I ricercatori hanno analizzato la frequenza con cui gli animali utilizzavano incisivi, canini e denti posteriori durante il consumo degli alimenti. I risultati hanno mostrato differenze significative tra le tre specie, anche quando consumavano gli stessi alimenti. Il cercopiteco diana utilizzava gli incisivi con una frequenza significativamente maggiore rispetto alle altre due specie. Il cercopiteco nasobianco minore utilizzava gli incisivi più frequentemente del cercopiteco di Campbell, ma meno del cercopiteco diana. Anche il numero di movimenti masticatori compiuti con i denti posteriori risultava intermedio tra quello delle altre due specie.

L'utilizzo dei canini durante l'alimentazione era invece relativamente raro in tutte e tre le specie. Questi risultati sono particolarmente interessanti perché i cercopitechi studiati presentano una morfologia cranica e dentaria relativamente simile. Lo studio suggerisce quindi che differenze importanti nel comportamento alimentare possano esistere anche tra specie anatomicamente simili e che l'analisi dei singoli alimenti sia essenziale per comprendere le loro strategie ecologiche.

Comportamento e locomozione

Il cercopiteco nasobianco minore è un primate diurno e prevalentemente arboricolo.

Trascorre gran parte delle ore di attività nella vegetazione arborea, soprattutto negli strati inferiori e intermedi della foresta. La locomozione è prevalentemente quadrupede e comprende spostamenti sui rami, arrampicate e salti relativamente brevi tra i supporti vegetali. La lunga coda contribuisce al mantenimento dell'equilibrio, soprattutto durante gli spostamenti nella vegetazione relativamente sottile. La specie frequenta spesso liane, rami e arbusti situati sotto la copertura arborea principale. Scende relativamente di rado sul terreno forestale. Il comportamento è generalmente discreto ed elusivo: gli animali possono muoversi silenziosamente nella vegetazione e risultare difficili da individuare anche quando si trovano relativamente vicini agli osservatori. Questa caratteristica rappresenta probabilmente un adattamento utile per ridurre il rischio di predazione.

Le attività quotidiane comprendono la ricerca e il consumo del cibo, gli spostamenti, il riposo e le interazioni sociali. Le osservazioni condotte a Taï suggeriscono che la specie dedichi una parte considerevole del tempo alla ricerca del cibo, utilizzando intensamente le risorse presenti negli strati inferiori della vegetazione.

Organizzazione sociale

Il cercopiteco nasobianco minore è una specie gregaria, che vive generalmente in gruppi sociali comprendenti un maschio adulto residente, diverse femmine e individui immaturi.

Le dimensioni dei gruppi variano considerevolmente tra le località. Le osservazioni disponibili indicano generalmente aggregazioni comprese tra 4 e 24 individui, con gruppi mediamente formati da circa 10-11 esemplari. Nel parco nazionale di Taï sono stati documentati gruppi relativamente piccoli, frequentemente compresi tra 7 e 16 individui. La struttura sociale è generalmente caratterizzata dalla presenza di un solo maschio adulto residente, sebbene durante alcuni periodi possano avvicinarsi altri maschi. Le femmine tendono a mantenere relazioni sociali relativamente stabili all'interno del gruppo, mentre i maschi possono disperdersi durante la maturazione. Le interazioni comprendono la tolettatura reciproca, il gioco, il contatto fisico e le vocalizzazioni.

La tolettatura contribuisce al mantenimento dei legami affiliativi e alla regolazione delle tensioni sociali. Le conoscenze specifiche sulle gerarchie di dominanza e sulle strategie riproduttive rimangono tuttavia meno approfondite rispetto a quelle disponibili per altri cercopitechi africani.

Associazioni con altri primati

Una delle caratteristiche più importanti della biologia del cercopiteco nasobianco minore è la frequente formazione di associazioni con altre specie di primati forestali.

Nel parco nazionale di Taï sono state osservate aggregazioni relativamente stabili comprendenti il cercopiteco nasobianco minore, il cercopiteco di Campbell e il cercopiteco diana. Queste associazioni possono occupare una parte considerevole del tempo trascorso dagli animali durante le attività quotidiane. Le tre specie utilizzano livelli differenti della vegetazione e presentano preferenze alimentari parzialmente diverse. Il cercopiteco diana frequenta soprattutto gli strati superiori della foresta, mentre il cercopiteco di Campbell e il cercopiteco nasobianco minore utilizzano maggiormente la vegetazione situata sotto la copertura arborea principale. Il cercopiteco nasobianco minore mostra una particolare preferenza per gli strati inferiori, dove ricerca foglie giovani e altre risorse vegetali.

Questa distribuzione verticale differenziata può contribuire a ridurre la competizione alimentare. Le associazioni offrono inoltre vantaggi nella difesa contro i predatori, aumentando il numero di individui che sorvegliano l'ambiente. La presenza contemporanea di specie con differenti repertori vocali può consentire agli animali di utilizzare informazioni relative a minacce rilevate da altri gruppi.

Comunicazione vocale

Il cercopiteco nasobianco minore possiede un repertorio vocale comprendente richiami di contatto, vocalizzazioni sociali e segnali d'allarme.

La comunicazione è particolarmente interessante perché viene influenzata dalla presenza di altre specie di cercopitechi. Uno studio pubblicato nel 2021 da Auriane Le Floch, Alice Bouchard, Quentin Gallot e Klaus Zuberbühler ha analizzato le vocalizzazioni dei maschi nel parco nazionale di Taï mediante osservazioni dirette ed esperimenti di riproduzione di registrazioni sonore. La ricerca ha identificato differenti categorie di vocalizzazioni, tra cui i richiami denominati kroo, tcha e kow. I richiami tcha e kow vengono frequentemente prodotti in combinazione, formando sequenze indicate come tcha-kow.

Richiami d'allarme

Il richiamo kroo viene emesso dai maschi in risposta a differenti categorie di pericolo.

Gli esperimenti hanno dimostrato che questo segnale può essere prodotto in presenza dell'aquila coronata (Stephanoaetus coronatus), del leopardo (Panthera pardus) e di altri eventi potenzialmente pericolosi, come la caduta di grandi alberi o rami. A differenza di quanto osservato in alcuni altri cercopitechi, lo studio non ha individuato richiami d'allarme maschili specifici per ciascuna categoria di predatore. Il richiamo kroo sembra pertanto svolgere una funzione di allarme relativamente generale. La mancanza di una netta distinzione vocale tra predatori differenti costituisce un elemento importante per comprendere la diversità dei sistemi comunicativi all'interno del genere Cercopithecus.

Coordinazione con il cercopiteco di Campbell

Uno dei risultati più significativi dello studio del 2021 riguarda la coordinazione delle vocalizzazioni tra il cercopiteco nasobianco minore e il cercopiteco di Campbell.

I maschi di quest'ultima specie producono differenti richiami, tra cui vocalizzazioni d'allarme associate alla presenza di predatori e richiami profondi denominati boom, emessi anche in contesti non direttamente legati alla predazione. I ricercatori hanno osservato che i maschi di cercopiteco nasobianco minore modificavano il proprio comportamento vocale in relazione ai segnali prodotti dai cercopitechi di Campbell. In particolare, quando i maschi di Campbell emettevano richiami d'allarme, i cercopitechi nasobianchi minori tendevano a ridurre il numero delle proprie vocalizzazioni kroo. Le sequenze tcha-kow, invece, venivano prodotte soprattutto poco dopo i richiami boom dei cercopitechi di Campbell. Nella maggior parte dei casi, il richiamo tcha-kow seguiva il boom dell'altra specie entro circa dieci secondi.

Gli autori hanno ipotizzato che questa coordinazione possa contribuire al mantenimento delle associazioni interspecifiche e alla riduzione dell'esposizione individuale ai predatori. La produzione di richiami relativamente potenti può infatti rendere più facilmente individuabile l'animale che li emette. Coordinare le vocalizzazioni con quelle di un'altra specie potrebbe quindi permettere di trasmettere informazioni riducendo la frequenza con cui ogni individuo deve segnalare direttamente la propria posizione. Queste interpretazioni rimangono ipotesi funzionali che richiedono ulteriori verifiche sperimentali, soprattutto sul comportamento dei destinatari e dei predatori. Lo studio costituisce comunque una dimostrazione importante della capacità di coordinare la produzione dei segnali vocali con il comportamento di un'altra specie.

Riproduzione

La biologia riproduttiva del cercopiteco nasobianco minore è relativamente poco conosciuta rispetto a quella di altri cercopitechi africani.

Il sistema riproduttivo è generalmente poliginico, in relazione alla presenza di un solo maschio adulto residente nella maggior parte dei gruppi sociali. Come negli altri membri del genere Cercopithecus, le femmine danno generalmente alla luce un solo piccolo. Alla nascita il neonato è strettamente dipendente dalla madre, che provvede all'allattamento, al trasporto e alla protezione durante gli spostamenti. Con la crescita, i giovani iniziano progressivamente a esplorare l'ambiente e a interagire con gli altri individui immaturi. La durata della gestazione è presumibilmente simile a quella degli altri cercopitechi, ma le informazioni pubblicate sulla specie non permettono di stabilire con precisione differenze tra le popolazioni geografiche. Anche la stagionalità delle nascite, gli intervalli riproduttivi e l'età della maturità sessuale richiedono ulteriori studi.

Predatori e relazioni ecologiche

Il cercopiteco nasobianco minore vive in ecosistemi forestali caratterizzati dalla presenza di numerosi predatori di primati.

Nel parco nazionale di Taï, tra i principali figurano il leopardo (Panthera pardus), l'aquila coronata (Stephanoaetus coronatus) e lo scimpanzé comune (Pan troglodytes). La frequentazione degli strati inferiori della foresta può esporre gli animali a minacce differenti rispetto a quelle incontrate dalle specie che utilizzano soprattutto le chiome superiori. Il comportamento elusivo, la tendenza a muoversi nella vegetazione fitta e la formazione di associazioni interspecifiche possono contribuire a ridurre il rischio di predazione. La comunicazione vocale con il cercopiteco di Campbell costituisce uno degli aspetti meglio documentati di queste strategie antipredatorie. Attraverso il consumo dei frutti, il cercopiteco nasobianco minore può contribuire ai processi di dispersione dei semi nelle foreste tropicali.

Il consumo di foglie e germogli lo inserisce inoltre nelle reti trofiche vegetali degli strati inferiori della foresta. La specie partecipa alle dinamiche delle comunità forestali anche attraverso le interazioni con altri primati che utilizzano risorse alimentari parzialmente sovrapposte.

Conservazione

Il cercopiteco nasobianco minore è classificato come specie prossima alla minaccia (Near Threatened, NT) nella Lista rossa IUCN, secondo la valutazione pubblicata nel 2020 e condotta il 27 luglio 2017.

La categoria è stata assegnata in base alla vicinanza alle soglie previste dai criteri A2cd+4cd, relativi alla diminuzione delle popolazioni associata allo sfruttamento diretto e al deterioramento degli habitat. La tendenza demografica complessiva è considerata decrescente. Le principali minacce sono rappresentate dalla caccia per il consumo della carne selvatica, dalla deforestazione e dalla frammentazione degli habitat forestali.

Perdita degli habitat

Le foreste tropicali dell'Africa occidentale sono state progressivamente trasformate in terreni agricoli, piantagioni e insediamenti.

La distruzione della copertura arborea riduce la disponibilità delle risorse alimentari e può ostacolare gli spostamenti tra i gruppi. La frammentazione può determinare l'isolamento delle popolazioni e aumentare la loro vulnerabilità alle perturbazioni ambientali. Il cercopiteco nasobianco minore possiede una certa capacità di utilizzare foreste secondarie, soprattutto quando sono presenti liane e vegetazione arborea relativamente fitta. Questa flessibilità ecologica non garantisce tuttavia la sopravvivenza delle popolazioni in presenza di una pressione venatoria elevata.

Caccia

La caccia per il consumo della carne selvatica rappresenta una minaccia importante in diverse regioni dell'areale.

Il cercopiteco nasobianco minore può essere catturato mediante armi da fuoco e altri strumenti utilizzati per la caccia ai primati forestali. L'apertura di strade e piste forestali facilita l'accesso dei cacciatori alle aree precedentemente meno disturbate. La pressione venatoria può provocare diminuzioni significative delle popolazioni anche nelle foreste che mantengono una copertura vegetale relativamente continua. Il comportamento discreto della specie può renderne difficile il monitoraggio, contribuendo a sottostimare i declini locali.

Aree protette

Il cercopiteco nasobianco minore è presente in diverse aree protette dell'Africa occidentale.

Tra le principali figurano il parco nazionale di Taï, in Costa d'Avorio, il parco nazionale della foresta di Gola, in Sierra Leone, e alcuni complessi forestali protetti della Liberia, della Guinea e del Ghana. La specie è inoltre presente in diverse foreste protette dell'Alta Guinea, la cui conservazione riveste un'importanza fondamentale per numerosi primati forestali. La tutela a lungo termine richiede la protezione dei complessi forestali residui, la riduzione della caccia e il mantenimento della connettività ecologica tra le popolazioni. Il monitoraggio delle popolazioni e il coinvolgimento delle comunità locali costituiscono ulteriori strumenti importanti per la conservazione della specie.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 (EN) Matsuda Goodwin R., Segniagbeto G., Wiafe E., Osei D., Koné I., Gonedelé Bi S., Oates J. F., Cercopithecus petaurista, in The IUCN Red List of Threatened Species, 2020, p. e.T4225A17945536, DOI:10.2305/IUCN.UK.2020-2.RLTS.T4225A17945536.en.
  2. 1 2 3 (EN) Cercopithecus petaurista, su Mammal Diversity Database, American Society of Mammalogists.
  3. 1 2 3 4 5 (EN) Lesser Spot-Nosed Guenon, Cercopithecus petaurista, su New England Primate Conservancy.
  4. 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Le Floch A., Bouchard A., Gallot Q., Zuberbühler K., Lesser spot-nosed monkeys coordinate alarm call production with associated Campbell's monkeys, in Behavioral Ecology and Sociobiology, vol. 75, 2021, p. 112, DOI:10.1007/s00265-021-03053-w.
  5. ↑ (DE) Schreber J. C. D. von, Die Säugthiere in Abbildungen nach der Natur, mit Beschreibungen, Erlangen, Wolfgang Walther, 1774.
  6. ↑ (EN) Cercopithecus petaurista petaurista, su Integrated Taxonomic Information System.
  7. ↑ (EN) Cercopithecus petaurista buettikoferi, su Integrated Taxonomic Information System.
  8. ↑ (EN) Kane E. E., Polvadore T., Ouro Bele F., Bitty E. A., Kamy E., Gnepa Mehon F., Daegling D. J., McGraw W. S., Oral Processing of Three Guenon Species in Taï National Park, Côte d'Ivoire, in Biology, vol. 11, n. 12, 2022, p. 1850, DOI:10.3390/biology11121850.

Bibliografia

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