Cercopithecus diana

Come leggere il tassobox
Cercopiteco diana
Un cercopiteco diana al parco zoologico di Champrepus, in Normandia
Stato di conservazione
In pericolo
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseMammalia
SottoclasseTheria
InfraclasseEutheria
SuperordineEuarchontoglires
(clade)Euarchonta
OrdinePrimates
SottordineHaplorrhini
InfraordineSimiiformes
ParvordineCatarrhini
SuperfamigliaCercopithecoidea
FamigliaCercopithecidae
SottofamigliaCercopithecinae
TribùCercopithecini
GenereCercopithecus
SpecieC. diana
Nomenclatura binomiale
Cercopithecus diana
(Linnaeus, 1758)
Sinonimi

Simia diana
Lasiopyga diana

Areale
Areale del cercopiteco diana nell'Africa occidentale

Il cercopiteco diana (Cercopithecus diana (Linnaeus, 1758)) è una specie di primate della famiglia Cercopithecidae, appartenente alla sottofamiglia Cercopithecinae e alla tribù Cercopithecini. È diffuso nelle foreste tropicali dell'Africa occidentale, dalla Sierra Leone alla Costa d'Avorio, passando per la Liberia e la Guinea. È uno dei cercopitechi africani più facilmente riconoscibili, grazie al mantello prevalentemente scuro, alla caratteristica fascia bianca arcuata sulla fronte, alla lunga barba biancastra e alla colorazione rossiccia della parte posteriore del corpo.

La specie possiede abitudini prevalentemente arboricole e diurne. Vive in gruppi sociali costituiti generalmente da un maschio adulto, diverse femmine e la loro prole. La sua alimentazione è soprattutto frugivora, integrata da insetti, foglie e altre risorse vegetali. Il cercopiteco diana è particolarmente noto per la complessità del proprio sistema di comunicazione vocale. Le ricerche condotte nel parco nazionale di Taï, in Costa d'Avorio, hanno dimostrato che è capace di distinguere differenti categorie di predatori e di utilizzare le informazioni contenute nei richiami d'allarme prodotti da altre specie di primati. La Lista rossa IUCN classifica il cercopiteco diana come specie in pericolo (Endangered, EN), principalmente a causa della distruzione e della frammentazione delle foreste e della caccia per il consumo della carne selvatica.

Tassonomia

Il cercopiteco diana venne descritto scientificamente nel 1758 dal naturalista svedese Carl Linnaeus, nella decima edizione del Systema Naturae, con il nome originale Simia diana. La località tipica venne inizialmente indicata genericamente come Guinea, ma è stata successivamente associata soprattutto alla Liberia. Il nome specifico diana deriva da Diana, dea romana della caccia e della natura selvaggia. La denominazione viene generalmente collegata alla caratteristica fascia bianca arcuata sulla fronte, che può ricordare un diadema o una mezzaluna, simboli tradizionalmente associati alla divinità. La specie è stata successivamente trasferita al genere Cercopithecus, del quale costituisce la specie tipo.

Nel corso della storia tassonomica, il cercopiteco diana è stato frequentemente associato al cercopiteco roloway (Cercopithecus roloway), diffuso soprattutto in Ghana e nella Costa d'Avorio orientale. Quest'ultimo è stato a lungo considerato una sottospecie, con il nome Cercopithecus diana roloway. Le revisioni sistematiche moderne hanno tuttavia riconosciuto le due forme come specie distinte, sulla base di differenze morfologiche e geografiche. Il Mammal Diversity Database e la Lista rossa IUCN riconoscono attualmente Cercopithecus diana e Cercopithecus roloway come specie separate. Le due specie costituiscono il gruppo di specie di Cercopithecus diana, uno dei raggruppamenti riconosciuti all'interno del genere.

Sinonimi e forme infraspecifiche

Tra i sinonimi storicamente associati al cercopiteco diana figurano Simia diana, Lasiopyga diana e Cercopithecus ignitus. Alcune classificazioni del passato riconoscevano una sottospecie nominale, Cercopithecus diana diana, distinguendola dal cercopiteco roloway. Con il riconoscimento di quest'ultimo come specie autonoma, Cercopithecus diana viene generalmente trattato come una specie senza ulteriori sottospecie viventi comunemente riconosciute.

Descrizione

Il cercopiteco diana è un primate di taglia media, caratterizzato da una corporatura relativamente slanciata, arti lunghi e una coda che supera generalmente la lunghezza della testa e del tronco. La lunghezza del corpo degli adulti è generalmente compresa tra 40 e 55 cm, mentre la coda misura approssimativamente 50-75 cm. Il peso presenta un evidente dimorfismo sessuale, con maschi generalmente compresi tra 5 e 7 kg e femmine più piccole, che pesano indicativamente tra 3 e 5 kg.

La specie presenta una colorazione particolarmente elaborata, caratterizzata da forti contrasti tra regioni nere, grigie, bianche e rossicce. Il mantello è prevalentemente nero o grigio-nerastro sul dorso e sulla sommità della testa, mentre le regioni posteriori del corpo e la parte esterna delle cosce presentano spesso tonalità castane o bruno-rossicce. La caratteristica più evidente è una sottile fascia bianca, arcuata sopra gli occhi, che attraversa la fronte e ricorda la forma di un diadema. Questa marcatura, insieme alla vistosa barba biancastra che si sviluppa sulle guance e sotto il mento, conferisce alla testa un aspetto facilmente riconoscibile.

Il volto è prevalentemente nero e quasi completamente privo di pelo. Gli occhi sono rivolti anteriormente e permettono una visione binoculare, particolarmente importante durante gli spostamenti nella vegetazione arborea. La gola, il petto e la superficie anteriore delle spalle sono ricoperti da un lungo pelo bianco o color crema, che forma una vistosa regione chiara in contrasto con il mantello scuro. La superficie interna delle cosce e parte della regione ventrale possono presentare tonalità giallo-aranciate, mentre gli arti anteriori sono generalmente neri.

La coda è lunga, sottile e non prensile. Presenta una colorazione prevalentemente scura e contribuisce al mantenimento dell'equilibrio durante la locomozione. Le mani e i piedi possiedono dita relativamente lunghe e mobili, provviste di unghie appiattite, che consentono di afferrare efficacemente i rami. Come gli altri membri della sottofamiglia Cercopithecinae, il cercopiteco diana possiede tasche guanciali, utilizzate per immagazzinare temporaneamente il cibo raccolto. Le marcature facciali e corporee sono considerate importanti per il riconoscimento specifico e la comunicazione visiva, soprattutto negli ecosistemi forestali nei quali convivono diverse specie di cercopitechi.

Distribuzione e habitat

Il cercopiteco diana è endemico delle foreste dell'Africa occidentale. Il suo areale comprende la Sierra Leone, la Liberia, la Guinea sud-orientale e la Costa d'Avorio occidentale, dove il fiume Sassandra rappresenta approssimativamente il limite orientale della distribuzione. L'areale complessivo è relativamente ristretto rispetto a quello di numerosi altri cercopitechi africani e risulta fortemente frammentato a causa della progressiva distruzione degli habitat forestali. La distribuzione geografica è storicamente associata al blocco forestale dell'Alta Guinea, una delle principali regioni biogeografiche dell'Africa occidentale.

Foreste tropicali

L'habitat principale è costituito dalle foreste tropicali umide di pianura, caratterizzate da precipitazioni abbondanti, elevata diversità vegetale e una copertura arborea relativamente continua. Il cercopiteco diana frequenta soprattutto i livelli intermedi e superiori della vegetazione forestale, dove ricerca frutti, insetti e altre risorse alimentari. La specie è fortemente associata alle foreste mature, ma può utilizzare anche alcuni ambienti secondari, purché mantengano una struttura arborea relativamente complessa.

La disponibilità di alberi fruttiferi svolge un ruolo importante nella distribuzione locale dei gruppi e nell'organizzazione degli spostamenti quotidiani. Le foreste dell'Alta Guinea presentano una notevole variabilità floristica e comprendono numerose specie arboree che producono frutti in periodi differenti dell'anno. Questa diversità permette ai cercopitechi di modificare la composizione della dieta in relazione alla disponibilità stagionale delle risorse alimentari.

Aree protette

Una delle principali roccaforti della specie è rappresentata dal parco nazionale di Taï, nel sud-ovest della Costa d'Avorio. Il parco comprende uno dei più estesi complessi residui di foresta tropicale primaria dell'Africa occidentale e ospita numerose specie di primati. Il cercopiteco diana è inoltre presente in importanti complessi forestali della Liberia e della Sierra Leone, tra cui il parco nazionale della foresta di Gola e il parco nazionale di Sapo. Queste aree rivestono un'importanza fondamentale per la conservazione della specie, poiché proteggono alcune delle ultime popolazioni associate a foreste relativamente estese e continue.

Biologia

Alimentazione

Il cercopiteco diana è una specie prevalentemente frugivora, la cui dieta comprende soprattutto frutti maturi e immaturi, integrati da insetti, foglie, fiori, semi e altre parti vegetali. Le ricerche condotte nel parco nazionale di Taï hanno evidenziato una notevole specializzazione nel consumo di frutti. Uno studio pluriennale ha rilevato una dieta costituita approssimativamente per il 70% da frutti, per il 25% da insetti e altri invertebrati e per circa il 5% da foglie e altre risorse alimentari. Questi valori si riferiscono alle popolazioni studiate a Taï e non devono essere considerati necessariamente rappresentativi dell'intero areale geografico.

Tra le risorse vegetali particolarmente importanti figurano i frutti di Sacoglottis gabonensis e Dialium aubrevillei, due specie arboree che producono frutti in periodi differenti dell'anno. La disponibilità stagionale di queste risorse contribuisce a mantenere una dieta relativamente ricca di frutti durante gran parte dell'anno. Gli insetti e gli altri invertebrati costituiscono un'importante fonte di proteine e altri nutrienti. Il cercopiteco diana può raccogliere piccoli artropodi durante la ricerca del cibo tra i rami e il fogliame. Le tasche guanciali permettono di immagazzinare temporaneamente frutti e altri alimenti, che possono essere consumati successivamente in luoghi relativamente riparati.

Variabilità della dieta

Uno studio pubblicato nel 2017 su Folia Primatologica ha esaminato l'alimentazione di quattro gruppi di cercopitechi diana nel parco nazionale di Taï durante un periodo di cinque anni. I ricercatori hanno confrontato la composizione della dieta e la frequenza delle associazioni con altre specie di cercopitechi. I risultati hanno mostrato che i quattro gruppi mantenevano diete molto simili quando gli alimenti venivano suddivisi in grandi categorie, come frutti, foglie e invertebrati. La sovrapposizione alimentare tra i gruppi variava infatti dal 90,8 al 98,1%. Differenze più evidenti emergevano tuttavia considerando le singole specie vegetali utilizzate. In questo caso, la sovrapposizione della dieta diminuiva a valori compresi tra il 69,8 e il 79,4%.

Questi risultati indicano che gruppi appartenenti alla stessa specie possono mantenere una struttura alimentare generale relativamente simile, pur utilizzando risorse vegetali differenti. Lo studio ha inoltre suggerito che le associazioni con altre specie di cercopitechi influenzino relativamente poco la proporzione generale delle categorie alimentari consumate, mentre possono contribuire a modificare l'utilizzo di specifiche risorse.

Elaborazione del cibo

Le modalità di trattamento del cibo sono state approfondite da uno studio pubblicato nel 2020, basato su osservazioni condotte a Taï tra aprile 2016 e settembre 2017. La ricerca ha analizzato 1066 osservazioni individuali e 11.906 eventi alimentari, registrando l'utilizzo degli incisivi, dei canini e dei denti posteriori durante il consumo di differenti risorse. I risultati hanno mostrato che gli invertebrati richiedevano generalmente un'elaborazione orale relativamente limitata, mentre i frutti richiedevano una quantità intermedia di masticazione e le foglie un'elaborazione più intensa. I frutti preferiti venivano inoltre processati con un numero inferiore di masticazioni rispetto a quelli meno graditi.

Gli autori hanno osservato che il cercopiteco diana non sembrava ricorrere sistematicamente ad alimenti difficili da elaborare durante i periodi di minore disponibilità dei frutti preferiti. La notevole diversità delle risorse forestali di Taï potrebbe quindi permettere alla specie di mantenere un'alimentazione costituita soprattutto da risorse relativamente facili da consumare durante tutto l'anno.

Un ulteriore studio pubblicato nel 2022 ha confrontato il comportamento alimentare del cercopiteco diana con quello del cercopiteco di Campbell (Cercopithecus campbelli) e del cercopiteco nasobianco minore (Cercopithecus petaurista). Pur consumando in parte gli stessi alimenti, le tre specie presentavano differenti modalità di utilizzo degli incisivi e dei denti posteriori. Il cercopiteco diana utilizzava significativamente più frequentemente gli incisivi e compiva un maggior numero di masticazioni rispetto agli altri due cercopitechi. Queste differenze sono particolarmente interessanti perché le specie studiate presentano una morfologia cranica e dentaria relativamente simile.

Comportamento e locomozione

Il cercopiteco diana è un primate diurno e prevalentemente arboricolo. Trascorre gran parte delle ore di attività nella vegetazione arborea, soprattutto nei livelli intermedi e superiori della foresta. La locomozione è principalmente quadrupede e comprende spostamenti sui rami, arrampicate e salti tra le chiome. La lunga coda contribuisce al mantenimento dell'equilibrio, soprattutto durante gli spostamenti su supporti relativamente sottili. Le attività quotidiane comprendono la ricerca del cibo, gli spostamenti, il riposo e le interazioni sociali.

La disponibilità dei frutti può influenzare l'estensione degli spostamenti e la frequenza delle visite agli alberi produttivi. La specie scende relativamente di rado al suolo, soprattutto nelle foreste caratterizzate da una copertura arborea continua. Per il riposo notturno vengono utilizzati alberi che offrono una certa protezione dai predatori terrestri.

Organizzazione sociale

Il cercopiteco diana è una specie gregaria, che vive generalmente in gruppi sociali comprendenti un maschio adulto residente, diverse femmine e individui immaturi. Le dimensioni dei gruppi variano considerevolmente tra le popolazioni e in relazione alle condizioni ambientali. Nel parco nazionale di Taï, le ricerche condotte sui gruppi abituati alla presenza degli osservatori hanno individuato aggregazioni comprendenti mediamente circa 23,5 individui, con un maschio adulto, da sette a tredici femmine adulte e numerosi giovani e piccoli.

Le femmine tendono generalmente a rimanere nel gruppo natale e formano nuclei sociali costituiti da individui imparentati. I maschi, invece, abbandonano frequentemente il gruppo di origine durante la maturazione e possono condurre una vita temporaneamente solitaria prima di ottenere una posizione riproduttiva. Le relazioni sociali vengono mantenute attraverso la tolettatura reciproca, il contatto fisico, il gioco e le vocalizzazioni. La tolettatura contribuisce al rafforzamento dei legami tra gli individui e alla regolazione delle tensioni sociali. I gruppi possono presentare gerarchie di dominanza, particolarmente evidenti durante la competizione per l'accesso alle risorse alimentari. I maschi residenti svolgono inoltre un ruolo importante nella comunicazione territoriale e nell'emissione dei richiami d'allarme.

Comunicazione vocale

Il cercopiteco diana possiede uno dei sistemi di comunicazione vocale più approfonditamente studiati tra i primati non umani. Il repertorio comprende richiami di contatto, vocalizzazioni associate alle interazioni sociali e segnali d'allarme emessi in presenza di differenti categorie di predatori. I maschi adulti producono richiami relativamente potenti, che possono propagarsi a notevole distanza attraverso la vegetazione forestale. Le vocalizzazioni svolgono funzioni importanti nel mantenimento della coesione del gruppo, nella comunicazione tra gruppi vicini e nella difesa contro i predatori.

Richiami d'allarme

Le ricerche condotte nel parco nazionale di Taï hanno dimostrato che i cercopitechi diana producono vocalizzazioni differenti in risposta a diversi predatori. Tra i principali figurano il leopardo (Panthera pardus) e l'aquila coronata (Stephanoaetus coronatus), che utilizzano strategie di caccia molto differenti. Il leopardo rappresenta una minaccia soprattutto per gli animali che si spostano nei livelli inferiori della foresta, mentre l'aquila coronata può attaccare direttamente i primati presenti nella vegetazione arborea.

Uno studio pubblicato nel 1997 da Klaus Zuberbühler, Ronald Noë e Robert M. Seyfarth ha esaminato i richiami a lunga distanza prodotti dai maschi, evidenziandone le funzioni nella comunicazione tra gruppi e nella risposta ai predatori. Successive ricerche sperimentali hanno dimostrato che i richiami possono fornire informazioni sulla categoria del predatore, e non soltanto sull'intensità del pericolo. In uno studio pubblicato nel 2000, Zuberbühler ha modificato sperimentalmente la distanza e la posizione apparente dei predatori mediante registrazioni sonore. I risultati hanno mostrato che gli animali rispondevano con richiami differenti soprattutto in relazione alla categoria del predatore, indipendentemente dalla sua distanza o dalla posizione rispetto al gruppo.

Queste osservazioni sono importanti per lo studio della comunicazione referenziale nei primati, poiché suggeriscono che alcuni richiami possano essere associati a informazioni relativamente specifiche sull'ambiente.

Riconoscimento dei richiami di altre specie

Il cercopiteco diana può interpretare anche vocalizzazioni prodotte da animali appartenenti a specie differenti. Uno studio pubblicato nel 2000 da Klaus Zuberbühler ha analizzato le reazioni ai richiami d'allarme del cercopiteco di Campbell (Cercopithecus campbelli). Gli esperimenti consistevano nella riproduzione artificiale di richiami associati alla presenza di leopardi o aquile coronate. I cercopitechi diana rispondevano ai segnali del cercopiteco di Campbell come se il rispettivo predatore fosse effettivamente presente.

In una seconda fase sperimentale, gli animali ascoltavano dapprima i richiami del cercopiteco di Campbell e successivamente le vocalizzazioni del predatore corrispondente. Le risposte osservate hanno indicato che i cercopitechi diana erano in grado di utilizzare le informazioni contenute nei segnali dell'altra specie per anticipare la possibile presenza di un predatore. Questi risultati costituiscono una delle principali dimostrazioni sperimentali della capacità di utilizzare informazioni vocali interspecifiche nei primati non umani.

Riconoscimento del contesto

Un altro studio pubblicato nel 2000 ha esaminato le reazioni dei cercopitechi diana ai richiami d'allarme emessi dagli scimpanzé comuni (Pan troglodytes). Gli scimpanzé costituiscono a loro volta potenziali predatori dei cercopitechi diana, ma possono emettere richiami d'allarme in presenza di leopardi. Questa situazione pone un problema complesso: lo stesso segnale può indicare la presenza di uno scimpanzé, da evitare rimanendo nascosti, oppure quella di un leopardo, contro il quale può essere vantaggioso emettere richiami d'allarme. Gli esperimenti hanno mostrato che alcuni gruppi erano in grado di modificare la propria risposta in funzione del contesto, suggerendo una capacità di interpretazione delle circostanze nelle quali i richiami venivano emessi.

La capacità di riconoscere informazioni contestuali è stata ulteriormente studiata mediante esperimenti con i richiami d'allarme della faraona crestata (Guttera pucherani). Anche in questo caso i cercopitechi diana mostravano risposte differenti a seconda delle informazioni ricevute precedentemente sulla possibile presenza di un predatore. Queste ricerche hanno contribuito al dibattito sulle capacità cognitive dei primati, pur non dimostrando necessariamente l'esistenza di forme di ragionamento causale paragonabili a quelle umane.

Comunicazione combinatoria

Ulteriori studi hanno dimostrato che i cercopitechi diana possono interpretare alcune modificazioni del significato dei richiami prodotti dai cercopitechi di Campbell. Uno studio pubblicato nel 2002 ha mostrato che l'aggiunta di particolari vocalizzazioni introduttive ai richiami d'allarme del cercopiteco di Campbell modificava la risposta dei cercopitechi diana. Quando i richiami d'allarme erano preceduti da una coppia di vocalizzazioni profonde, convenzionalmente indicate come boom, i cercopitechi diana non reagivano più come se fosse presente il predatore normalmente associato al richiamo. Questo risultato suggerisce che gli animali siano in grado di riconoscere il significato di determinate combinazioni vocali prodotte da un'altra specie. La capacità osservata rappresenta una forma limitata di elaborazione dei segnali combinatori e non implica l'esistenza di una grammatica aperta e produttiva paragonabile a quella del linguaggio umano.

Associazioni con altri primati

Il cercopiteco diana forma frequentemente associazioni con altre specie di primati forestali. Nel parco nazionale di Taï sono state documentate aggregazioni comprendenti il cercopiteco diana, il cercopiteco di Campbell e il cercopiteco nasobianco minore. Queste associazioni possono essere relativamente stabili e comprendere gruppi appartenenti a specie differenti che si spostano nelle medesime porzioni della foresta. La formazione di gruppi misti può offrire vantaggi nella difesa contro i predatori, grazie all'aumento del numero di individui che sorvegliano l'ambiente.

I cercopitechi diana frequentano spesso livelli relativamente elevati della vegetazione, mentre altre specie possono utilizzare maggiormente gli strati inferiori. Questa distribuzione verticale differenziata può aumentare la probabilità di rilevare predatori provenienti da differenti direzioni. La condivisione delle informazioni vocali permette inoltre agli animali di reagire a minacce individuate da individui appartenenti ad altre specie. Le associazioni possono tuttavia comportare anche competizione alimentare, soprattutto quando gruppi differenti utilizzano gli stessi alberi fruttiferi. Gli studi condotti a Taï hanno mostrato che, nonostante la frequente convivenza con altri cercopitechi, il cercopiteco diana mantiene generalmente una dieta ricca di frutti.

Riproduzione

Il cercopiteco diana presenta un sistema riproduttivo generalmente poliginico, associato alla presenza di un solo maschio adulto residente nei gruppi riproduttivi. La gestazione dura approssimativamente cinque-sei mesi e si conclude generalmente con la nascita di un solo piccolo. I parti gemellari sono rari. Alla nascita il piccolo è completamente dipendente dalla madre, che provvede all'allattamento, al trasporto e alla protezione. Nei primi mesi di vita il neonato rimane frequentemente aggrappato al ventre materno. Con la crescita inizia progressivamente a esplorare l'ambiente, a giocare con gli altri giovani e a consumare alimenti solidi.

Le femmine tendono generalmente a rimanere nel gruppo natale, mentre i maschi si disperdono durante la maturazione. La maturità sessuale viene generalmente raggiunta intorno ai tre-quattro anni nelle femmine, mentre i maschi possono impiegare più tempo per raggiungere una posizione sociale che consenta loro di riprodursi. Le informazioni relative alla stagionalità delle nascite e agli intervalli riproduttivi variano tra le popolazioni e rimangono meno approfondite rispetto a quelle disponibili per l'alimentazione e la comunicazione vocale.

Predatori e relazioni ecologiche

Il cercopiteco diana vive in ecosistemi forestali caratterizzati dalla presenza di numerosi predatori. Tra i principali figurano il leopardo (Panthera pardus), l'aquila coronata (Stephanoaetus coronatus) e lo scimpanzé comune (Pan troglodytes). I predatori utilizzano strategie di caccia differenti, alle quali i cercopitechi possono rispondere mediante comportamenti antipredatori specifici. Contro i leopardi, che dipendono in larga misura dall'avvicinamento furtivo, gli animali possono emettere richiami d'allarme forti e ripetuti. Contro gli scimpanzé, che possono organizzare inseguimenti e attacchi coordinati, i cercopitechi possono invece adottare comportamenti più silenziosi e criptici.

Uno studio pubblicato nel 1999 ha evidenziato che i richiami d'allarme emessi da alcune specie di cercopitechi in presenza di leopardi possono avere anche una funzione deterrente. Seguendo un leopardo munito di radiocollare nella foresta di Taï, i ricercatori hanno osservato che l'animale tendeva ad abbandonare più rapidamente la posizione di caccia dopo essere stato individuato dalle scimmie e dopo l'emissione di numerosi richiami d'allarme. Questi risultati suggeriscono che i richiami possano servire non soltanto ad avvertire gli altri individui, ma anche a segnalare al predatore che il suo tentativo di avvicinamento furtivo è stato scoperto.

Il cercopiteco diana svolge inoltre un'importante funzione ecologica come consumatore di frutti e dispersore di semi. Attraverso gli spostamenti nella foresta, gli animali possono contribuire al trasporto dei semi lontano dalle piante produttrici e alla rigenerazione della vegetazione tropicale.

Rapporti con l'uomo

Il cercopiteco diana vive in una delle regioni dell'Africa occidentale maggiormente interessate dalla trasformazione degli ecosistemi forestali. In passato la specie era relativamente diffusa nei grandi complessi forestali della regione dell'Alta Guinea. La progressiva espansione delle attività agricole, delle piantagioni e degli insediamenti ha tuttavia determinato una forte riduzione della superficie degli habitat disponibili. La specie è inoltre soggetta alla caccia per il consumo della carne selvatica. Il cercopiteco diana è particolarmente vulnerabile alla pressione venatoria a causa delle dimensioni relativamente elevate rispetto a quelle di altri cercopitechi e del valore commerciale attribuito alla carne. La frequente produzione di vocalizzazioni e la tendenza a occupare porzioni relativamente elevate della foresta possono inoltre facilitarne l'individuazione da parte dei cacciatori.

Le attività di ricerca condotte nel parco nazionale di Taï hanno contribuito in modo significativo alla conoscenza della biologia e della comunicazione dei primati non umani. Gli studi sulla capacità di riconoscere i richiami d'allarme di altre specie sono diventati particolarmente importanti nell'ambito dell'etologia cognitiva e della ricerca sull'evoluzione della comunicazione animale.

Conservazione

Il cercopiteco diana è classificato come specie in pericolo (Endangered, EN) nella Lista rossa IUCN. La classificazione riflette la forte riduzione delle popolazioni causata dalla caccia e dalla progressiva distruzione e frammentazione delle foreste dell'Africa occidentale. La valutazione IUCN del 2019 ha attribuito alla specie la categoria EN secondo il criterio A2cd, in relazione al declino delle popolazioni associato alla perdita degli habitat e allo sfruttamento diretto. Le principali minacce sono rappresentate dalla caccia per il consumo della carne selvatica, dalla deforestazione, dall'espansione agricola e dalla frammentazione forestale.

Caccia

La caccia costituisce una delle minacce più gravi per il cercopiteco diana. In numerose regioni dell'Africa occidentale, i primati forestali vengono catturati mediante armi da fuoco o altri metodi per il consumo domestico o la commercializzazione della carne. Le dimensioni corporee relativamente elevate rendono il cercopiteco diana una preda ricercata. La pressione venatoria può determinare una riduzione considerevole della densità delle popolazioni, anche nelle foreste che mantengono una copertura arborea apparentemente integra. L'apertura di strade e piste forestali favorisce l'accesso dei cacciatori a regioni precedentemente più isolate. L'efficacia delle misure di conservazione dipende pertanto anche dalla capacità di controllare la caccia e il commercio della carne selvatica.

Perdita degli habitat

La distruzione delle foreste tropicali rappresenta un altro importante fattore di minaccia. Le foreste dell'Alta Guinea sono state progressivamente trasformate in terreni agricoli, piantagioni e insediamenti. La frammentazione determina l'isolamento delle popolazioni e riduce la possibilità di spostamento tra i diversi complessi forestali. Il cercopiteco diana è particolarmente associato agli ambienti forestali relativamente maturi e può risultare più vulnerabile di altre specie di cercopitechi alla perdita della copertura arborea. La riduzione della disponibilità degli alberi fruttiferi può inoltre compromettere le risorse alimentari necessarie alla sopravvivenza dei gruppi. Anche le attività minerarie e l'estrazione del legname possono contribuire alla degradazione degli habitat.

Misure di protezione

Il cercopiteco diana è presente in diverse aree protette dell'Africa occidentale, tra cui il parco nazionale di Taï, il parco nazionale della foresta di Gola e il parco nazionale di Sapo. La specie è inclusa nell'Appendice I della CITES, che sottopone il commercio internazionale degli esemplari a restrizioni particolarmente severe.

La conservazione a lungo termine richiede il mantenimento dei grandi complessi forestali residui, la riduzione della caccia e il rafforzamento della gestione delle aree protette. Il monitoraggio delle popolazioni e il coinvolgimento delle comunità locali rappresentano ulteriori strumenti importanti per la tutela della specie.

Note

  1. 1 2 3 4 (EN) Cercopithecus diana, su The IUCN Red List of Threatened Species.
  2. 1 2 3 4 (EN) Cercopithecus diana, su Mammal Diversity Database, American Society of Mammalogists. URL consultato il 28 ottobre 2026.
  3. 1 2 (EN) Zuberbühler K., Interspecies semantic communication in two forest primates, in Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences, vol. 267, n. 1444, 2000, pp. 713-718, DOI:10.1098/rspb.2000.1061.
  4. ↑ (EN) Cercopithecus roloway, su Mammal Diversity Database, American Society of Mammalogists.
  5. 1 2 (EN) Diana Monkey, Cercopithecus diana, su New England Primate Conservancy.
  6. ↑
  7. 1 2 (EN) Dietary Variation in Diana Monkeys (Cercopithecus diana): The Effects of Polyspecific Associations, in Folia Primatologica, vol. 88, n. 6, 2017, pp. 455-482, PMID 29275404.
  8. ↑ (EN) Oral Processing Behavior of Diana Monkeys (Cercopithecus diana) in Taï National Park, Côte d'Ivoire, in Folia Primatologica, vol. 91, n. 6, 2020, pp. 541-558, PMID 32492683.
  9. 1 2 (EN) Kane E. E., Polvadore T., Ouro Bele F., Bitty E. A., Kamy E., Gnepa Mehon F., Daegling D. J., McGraw W. S., Oral Processing of Three Guenon Species in Taï National Park, Côte d'Ivoire, in Biology, vol. 11, n. 12, 2022, p. 1850, DOI:10.3390/biology11121850.
  10. ↑ (EN) Zuberbühler K., Noë R., Seyfarth R. M., Diana monkey long-distance calls: messages for conspecifics and predators, in Animal Behaviour, vol. 53, n. 3, 1997, pp. 589-604, DOI:10.1006/anbe.1996.0334.
  11. ↑ (EN) Zuberbühler K., Referential labelling in Diana monkeys, in Animal Behaviour, 2000, PMID 10860519.
  12. ↑ (EN) Zuberbühler K., Causal knowledge of predators' behaviour in wild Diana monkeys, in Animal Behaviour, vol. 59, n. 1, 2000, pp. 209-220, DOI:10.1006/anbe.1999.1296.
  13. ↑ (EN) Zuberbühler K., Causal cognition in a non-human primate: field playback experiments with Diana monkeys, in Cognition, vol. 76, n. 3, 2000, pp. 195-207, DOI:10.1016/S0010-0277(00)00079-2.
  14. ↑ (EN) Zuberbühler K., A syntactic rule in forest monkey communication, in Animal Behaviour, vol. 63, n. 2, 2002, pp. 293-299, DOI:10.1006/anbe.2001.1914.
  15. ↑ (EN) Zuberbühler K., Jenny D., Bshary R., The Predator Deterrence Function of Primate Alarm Calls, in Ethology, vol. 105, n. 6, 1999, pp. 477-490, DOI:10.1046/j.1439-0310.1999.00396.x.
  16. ↑ (EN) Colin Groves, Cercopithecus diana, in D.E. Wilson e D.M. Reeder (a cura di), Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàGND (DE) 4409329-9
  Portale Mammiferi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mammiferi