Cercopithecus campbelli

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Cercopiteco di Campbell
Stato di conservazione
Prossimo alla minaccia (nt)
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseMammalia
SottoclasseTheria
InfraclasseEutheria
SuperordineEuarchontoglires
(clade)Euarchonta
OrdinePrimates
SottordineHaplorrhini
InfraordineSimiiformes
ParvordineCatarrhini
SuperfamigliaCercopithecoidea
FamigliaCercopithecidae
SottofamigliaCercopithecinae
TribùCercopithecini
GenereCercopithecus
SpecieC. campbelli
Nomenclatura binomiale
Cercopithecus campbelli
Waterhouse, 1838
Areale
Distribuzione delle specie:

     C. campbelli

     C. lowei

Il cercopiteco di Campbell (Cercopithecus campbelli Waterhouse, 1838) è una specie di primate della famiglia Cercopithecidae, appartenente alla sottofamiglia Cercopithecinae e alla tribù Cercopithecini. È diffuso nell'Africa occidentale, dalla regione della Senegambia alla Liberia, dove frequenta foreste tropicali di pianura, foreste ripariali e diversi altri ambienti caratterizzati dalla presenza di vegetazione arborea. È una scimmia di taglia medio-piccola, caratterizzata da un mantello grigio-brunastro, dal volto scuro incorniciato da vistose basette chiare e da una lunga coda non prensile. Presenta abitudini prevalentemente arboricole e diurne e vive generalmente in gruppi comprendenti un maschio adulto, diverse femmine e la loro prole.

La dieta comprende soprattutto frutti e invertebrati, integrati da foglie, semi e altre risorse vegetali. La specie è capace di utilizzare anche ambienti forestali secondari e paesaggi parzialmente modificati dalle attività umane. Il cercopiteco di Campbell riveste particolare importanza negli studi sulla comunicazione animale, poiché i maschi producono sequenze vocali complesse nelle quali la combinazione di richiami differenti e l'aggiunta di elementi acustici possono modificare il significato dei segnali. Questo fenomeno ha fornito indicazioni importanti sull'evoluzione dei sistemi di comunicazione dei primati. La Lista rossa IUCN classifica la specie come specie prossima alla minaccia (Near Threatened, NT), principalmente a causa dell'intensificazione della caccia e della progressiva perdita e frammentazione degli habitat forestali.

Tassonomia

Il cercopiteco di Campbell venne descritto scientificamente nel 1838 dallo zoologo britannico George Robert Waterhouse. La descrizione originale apparve nei Proceedings of the Zoological Society of London, in una comunicazione relativa a due pelli di scimmie provenienti dalla Sierra Leone, portate in Gran Bretagna dal maggiore Henry Dundas Campbell. La località tipica della specie è pertanto indicata come Sierra Leone. Il nome specifico campbelli venne attribuito in onore del maggiore Campbell, dal quale proveniva il materiale utilizzato per la descrizione.

La specie appartiene al genere Cercopithecus e viene generalmente collocata nel gruppo di specie del cercopiteco mona (Cercopithecus mona), insieme ad altre forme dell'Africa occidentale. La classificazione delle popolazioni geografiche è stata oggetto di revisioni, soprattutto per quanto riguarda i rapporti con il cercopiteco di Lowe (Cercopithecus lowei). Quest'ultimo fu descritto nel 1923 da Oldfield Thomas come Cercopithecus campbelli lowei, ma viene attualmente riconosciuto come specie distinta dal Mammal Diversity Database e da altre classificazioni moderne.

L'areale di Cercopithecus lowei comprende soprattutto la Costa d'Avorio e il Ghana, mentre quello di Cercopithecus campbelli è centrato sulle regioni forestali situate più a occidente. La distinzione geografica non è tuttavia completamente netta. La valutazione IUCN del 2020 segnala infatti che, nelle foreste comprese tra i fiumi Cavally e Sassandra-Nzo, nella Costa d'Avorio occidentale, sono stati osservati individui attribuibili a entrambe le specie e altri con caratteristiche morfologiche intermedie. La natura di questa variabilità, e l'eventuale presenza di fenomeni di ibridazione, richiedono ulteriori approfondimenti.

Le indagini genetiche pubblicate nel 2025 hanno inoltre evidenziato una considerevole differenziazione mitocondriale all'interno delle popolazioni della Guinea-Bissau, confermando la complessità della storia biogeografica della specie. Questi risultati non implicano necessariamente l'esistenza di specie distinte, ma contribuiscono a chiarire la variabilità genetica e i processi evolutivi che hanno interessato le popolazioni dell'Africa occidentale.

Descrizione

Il cercopiteco di Campbell è un primate di dimensioni relativamente piccole, dalla corporatura slanciata e dagli arti adattati alla locomozione nella vegetazione arborea. La lunghezza della testa e del tronco è generalmente compresa tra circa 35 e 55 cm, mentre la coda può raggiungere una lunghezza superiore a quella del corpo. Il peso presenta un evidente dimorfismo sessuale, con maschi più grandi e robusti delle femmine. I maschi adulti pesano mediamente intorno a 4-5 kg, mentre le femmine sono sensibilmente più leggere.

Il mantello presenta una colorazione prevalentemente grigio-brunastra o olivastra, con sfumature giallastre o rossicce sul dorso e sulla sommità della testa. Le regioni ventrali sono generalmente più chiare, mentre gli arti possono essere grigio scuro o nerastri. Il volto è caratterizzato da una cute prevalentemente scura e da una vistosa cornice di peli grigio chiaro o biancastri, particolarmente sviluppati sulle guance. La fronte presenta spesso una fascia di peli relativamente chiari che contrasta con la parte superiore della testa, mentre la regione intorno alla bocca può assumere tonalità più pallide. Le orecchie sono relativamente piccole e parzialmente nascoste dal mantello.

La coda è lunga, sottile e non prensile. Durante gli spostamenti contribuisce a mantenere l'equilibrio, soprattutto quando gli animali si muovono sui rami più sottili. Le mani e i piedi possiedono dita mobili, generalmente dotate di unghie appiattite, che permettono una presa efficace sui supporti arborei. Come gli altri membri della sottofamiglia Cercopithecinae, il cercopiteco di Campbell possiede tasche guanciali, utilizzate per immagazzinare temporaneamente gli alimenti raccolti. Questa caratteristica consente di raccogliere rapidamente frutti e altre risorse vegetali, trasportandoli successivamente in luoghi relativamente riparati dove possono essere consumati.

Distribuzione e habitat

Il cercopiteco di Campbell occupa un areale dell'Africa occidentale che si estende dal Gambia e dal Senegal meridionale, attraverso la Guinea-Bissau, la Guinea e la Sierra Leone, fino alla Liberia. Il limite orientale dell'areale generalmente riconosciuto coincide con la regione del fiume Cavally, che segna parte del confine tra Liberia e Costa d'Avorio. Nelle foreste della Costa d'Avorio occidentale sono tuttavia documentate popolazioni la cui attribuzione a Cercopithecus campbelli o al congenere Cercopithecus lowei può risultare complessa, soprattutto in presenza di individui con caratteristiche morfologiche intermedie. La specie è presente anche sull'isola di Caravela, nell'arcipelago delle Bijagos, in Guinea-Bissau.

La distribuzione geografica è relativamente ampia, ma discontinua in numerose regioni, soprattutto dove la copertura forestale originaria è stata trasformata dalle attività umane. Gli habitat comprendono le foreste tropicali umide di pianura, le foreste secondarie, le foreste a galleria lungo i corsi d'acqua, le mangrovie, le boscaglie e alcune formazioni di savana alberata. Il cercopiteco di Campbell è inoltre presente nei mosaici agroforestali, dove la vegetazione naturale si alterna a coltivazioni, insediamenti e formazioni arbustive di origine secondaria. La specie è segnalata principalmente a quote inferiori a 600 m sul livello del mare.

Foreste tropicali e ambienti ripariali

Le foreste tropicali di pianura costituiscono uno degli ambienti più importanti per il cercopiteco di Campbell. La presenza di una vegetazione relativamente fitta permette agli animali di utilizzare differenti livelli della copertura arborea, soprattutto per la ricerca di frutti, insetti e altre risorse alimentari. Nelle foreste ripariali la disponibilità di acqua e la maggiore continuità della vegetazione possono favorire la presenza di gruppi anche in paesaggi caratterizzati da una copertura forestale relativamente discontinua. La specie è presente inoltre in foreste secondarie e in ambienti interessati da precedenti attività di disboscamento, nei quali può sfruttare piante pioniere e altre risorse vegetali. Questa flessibilità ecologica contribuisce alla sua sopravvivenza in alcuni paesaggi alterati, ma non elimina gli effetti della caccia e della frammentazione forestale.

Distribuzione nella Guinea-Bissau

La Guinea-Bissau rappresenta una regione particolarmente importante per la distribuzione e la diversità genetica della specie. Il cercopiteco di Campbell è relativamente diffuso nel paese, soprattutto nelle regioni occidentali e centrali, mentre la sua presenza nelle aree più nord-orientali è meno frequente. Una ricerca pubblicata nel 2025 da Colmonero-Costeira e collaboratori ha analizzato la presenza e la diversità genetica del cercopiteco di Campbell e del cercopiteco gialloverde (Chlorocebus sabaeus) nel paese. Le indagini, condotte tra il 2008 e il 2022 in quattro aree protette continentali e in alcune isole dell'arcipelago delle Bijagos, hanno permesso di individuare popolazioni di Cercopithecus campbelli in località precedentemente non comprese nella distribuzione documentata.

Lo studio ha inoltre evidenziato una considerevole diversità del DNA mitocondriale nelle popolazioni continentali, accompagnata da una differenziazione geografica tra alcune linee genetiche. Nelle popolazioni insulari, la diversità mitocondriale risultava generalmente inferiore rispetto a quella osservata nel continente. I ricercatori hanno identificato linee mitocondriali differenziate, la cui separazione è stata stimata a circa 1,53 milioni di anni fa, suggerendo un possibile ruolo delle oscillazioni climatiche del Pleistocene nella storia evolutiva della specie. Questi risultati indicano che la Guinea-Bissau conserva una componente importante della diversità genetica del cercopiteco di Campbell e sottolineano la necessità di approfondire le conoscenze sulle popolazioni locali.

Segnalazioni nel Senegal sud-orientale

Una ricerca pubblicata nel 2024 ha documentato una presenza insolita del cercopiteco di Campbell nella riserva naturale comunitaria di Dindefelo, nella regione di Kédougou, nel Senegal sud-orientale. Un individuo è stato ripreso mediante una fototrappola in compagnia di almeno nove cercopitechi gialloverdi (Chlorocebus sabaeus), a circa 174 km dall'areale precedentemente documentato della specie. Gli autori hanno considerato diverse possibili spiegazioni, tra cui lo spostamento di un individuo disperso da popolazioni più occidentali. La presenza di un singolo individuo non permette tuttavia di stabilire l'esistenza di una popolazione riproduttiva stabile in questa regione.

Biologia

Alimentazione

Il cercopiteco di Campbell è una specie onnivora, con una dieta costituita principalmente da frutti e invertebrati, integrati da foglie, fiori, semi e altre parti vegetali. La composizione dell'alimentazione varia in relazione alla stagione, alla disponibilità delle risorse e alle caratteristiche dell'habitat. Nelle foreste tropicali, i frutti rappresentano una risorsa particolarmente importante, soprattutto quando sono disponibili in quantità elevate. Gli animali consumano inoltre numerosi insetti e altri piccoli invertebrati, che costituiscono una fonte significativa di proteine e altri nutrienti. Secondo i dati riportati dalla valutazione IUCN del 2020, uno studio condotto nel parco nazionale di Taï, in Costa d'Avorio, ha rilevato una dieta costituita per circa il 46% da frutti, per il 33% da alimenti di origine animale e per l'8% da foglie. La proporzione relativamente elevata di alimenti animali conferma l'importanza degli invertebrati nell'ecologia alimentare della specie. Le percentuali derivano tuttavia da una popolazione e da un periodo di osservazione determinati e non devono essere considerate valori costanti per l'intero areale geografico.

Le tasche guanciali consentono ai cercopitechi di raccogliere rapidamente frutti e altri materiali alimentari, che possono essere consumati successivamente. Nelle foreste secondarie e nei paesaggi agroforestali, la specie può utilizzare anche frutti e altre risorse offerte dalle piante coltivate o dalla vegetazione pioniera.

Comportamento e locomozione

Il cercopiteco di Campbell è un primate diurno, attivo principalmente durante le ore di luce. Presenta abitudini prevalentemente arboricole, ma può utilizzare anche il terreno, soprattutto negli ambienti con copertura forestale discontinua. La locomozione comprende spostamenti quadrupedi sui rami, arrampicate e salti tra i supporti arborei. La lunga coda contribuisce a mantenere l'equilibrio durante questi movimenti. Le attività quotidiane comprendono la ricerca del cibo, gli spostamenti, il riposo e le interazioni sociali. La disponibilità delle risorse alimentari influenza l'estensione dell'area utilizzata dai gruppi e la frequenza degli spostamenti. Nel parco nazionale di Taï sono state stimate aree di utilizzo di circa 52 e 67 ettari per due gruppi studiati. Queste dimensioni riflettono le condizioni ecologiche locali e non costituiscono necessariamente valori rappresentativi delle popolazioni presenti in ambienti differenti.

Durante le ore più calde del giorno gli animali possono dedicarsi al riposo e alla tolettatura reciproca. Per il riposo notturno utilizzano generalmente alberi, che offrono una certa protezione dai predatori terrestri.

Organizzazione sociale

Il cercopiteco di Campbell è una specie gregaria, che vive generalmente in gruppi comprendenti un maschio adulto residente, diverse femmine e individui immaturi. I gruppi sono spesso costituiti da una decina o più di individui, sebbene le loro dimensioni possano variare in relazione all'habitat e alla disponibilità delle risorse alimentari. Le femmine tendono generalmente a rimanere nel gruppo natale, formando nuclei sociali costituiti da individui imparentati, mentre i maschi possono abbandonare il gruppo durante la maturazione. Le relazioni sociali vengono mantenute mediante tolettatura reciproca, contatto fisico, gioco e vocalizzazioni. Il maschio residente può svolgere un ruolo importante nella difesa del gruppo e nella comunicazione territoriale, mentre le femmine mantengono tra loro legami sociali relativamente stabili.

Le vocalizzazioni rappresentano una componente particolarmente importante della vita sociale. Le ricerche condotte sulle femmine hanno evidenziato che gli individui possono condividere alcune varianti vocali con le compagne del gruppo, e che la somiglianza tra i richiami può modificarsi nel corso del tempo. Uno studio pubblicato nel 2004 ha documentato variazioni nella condivisione delle vocalizzazioni durante un periodo pluriennale, evidenziando cambiamenti particolarmente marcati in seguito a perturbazioni della struttura sociale del gruppo. Questi risultati suggeriscono che le caratteristiche dei richiami possano riflettere le relazioni sociali e i cambiamenti nella composizione dei gruppi.

Comunicazione vocale

Il cercopiteco di Campbell è una delle specie di primati africani maggiormente studiate per la complessità dei suoi sistemi di comunicazione vocale. Il repertorio comprende richiami utilizzati durante le interazioni sociali, segnali di contatto, vocalizzazioni aggressive e richiami d'allarme emessi in presenza di possibili predatori. In particolare, i maschi adulti producono diverse categorie di vocalizzazioni, la cui struttura acustica e il cui significato possono variare in relazione al contesto. Le ricerche condotte nel parco nazionale di Taï hanno mostrato che i richiami possono essere combinati in sequenze relativamente regolari, alcune delle quali sono associate a situazioni ambientali specifiche.

Richiami d'allarme

I richiami d'allarme del cercopiteco di Campbell sono stati studiati soprattutto in relazione alla presenza del leopardo (Panthera pardus) e dell'aquila coronata (Stephanoaetus coronatus), due importanti predatori delle scimmie forestali. Gli studi sul campo hanno identificato diverse vocalizzazioni maschili, tra cui richiami convenzionalmente trascritti come krak, hok, krak-oo e hok-oo. Le vocalizzazioni krak sono associate soprattutto alla presenza dei leopardi, mentre i richiami hok sono prodotti principalmente in risposta alle aquile coronate. Le forme krak-oo e hok-oo possono invece comparire in contesti più ampi e meno specifici.

Una ricerca pubblicata nel 2009 da Karim Ouattara, Alban Lemasson e Klaus Zuberbühler ha dimostrato che l'aggiunta di un elemento acustico finale, convenzionalmente indicato come -oo, può modificare la funzione comunicativa dei richiami. In particolare, l'aggiunta dell'elemento finale al richiamo associato al leopardo produce una vocalizzazione utilizzata anche in presenza di minacce o perturbazioni più generiche. Analogamente, la forma modificata del richiamo associato all'aquila può essere emessa in risposta a una gamma più ampia di perturbazioni provenienti dalla vegetazione arborea. Gli autori hanno interpretato questi risultati come una forma di combinazione significativa degli elementi acustici, funzionalmente paragonabile, entro limiti ben definiti, all'aggiunta di elementi morfologici nelle lingue umane. L'analogia non implica tuttavia che i cercopitechi possiedano un linguaggio strutturato come quello umano, né che il loro sistema vocale presenti una sintassi aperta e produttiva.

Combinazione delle sequenze vocali

Un secondo studio, pubblicato nel dicembre 2009 sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, ha analizzato la combinazione dei richiami in sequenze più lunghe. I ricercatori hanno osservato che i maschi possono produrre sequenze composte da diversi tipi di vocalizzazioni, la cui organizzazione varia in relazione al contesto ambientale. Le combinazioni non risultavano distribuite casualmente, ma seguivano regolarità riconoscibili. Alcune sequenze erano associate alla presenza di predatori, mentre altre comparivano durante perturbazioni non predatorie o in particolari circostanze sociali. Questi risultati hanno contribuito al dibattito sull'origine evolutiva della capacità di combinare segnali comunicativi e sulla distinzione tra sistemi vocali animali e linguaggio umano.

Vocalizzazioni delle femmine

Le vocalizzazioni delle femmine presentano caratteristiche differenti rispetto ai richiami d'allarme prodotti dai maschi. Gli studi acustici hanno individuato un repertorio articolato in tipi, sottotipi e varianti, con una notevole variabilità individuale. In particolare, i richiami associati alle interazioni affiliative possono presentare differenze tra individui e variazioni nel corso della vita sociale. Le vocalizzazioni utilizzate durante le interazioni aggressive risultano generalmente più stereotipate, mentre quelle associate alle relazioni affiliative possono presentare una maggiore variabilità acustica. Queste caratteristiche suggeriscono che la comunicazione vocale svolga un ruolo importante non soltanto nella segnalazione dei pericoli, ma anche nel mantenimento delle relazioni sociali tra le femmine.

Associazioni con altri primati

Il cercopiteco di Campbell forma frequentemente associazioni con altre specie di primati forestali, soprattutto con il cercopiteco diana (Cercopithecus diana). Queste associazioni possono essere relativamente stabili e comprendere gruppi appartenenti a specie differenti che si spostano e si alimentano nelle stesse porzioni di foresta. La presenza contemporanea di più specie può favorire l'individuazione dei predatori, grazie all'aumento del numero di individui che sorvegliano l'ambiente. Le differenti preferenze alimentari e l'utilizzo di diversi livelli della vegetazione possono inoltre ridurre la competizione diretta tra i gruppi.

Comunicazione interspecifica

Una delle caratteristiche più interessanti delle associazioni tra il cercopiteco di Campbell e il cercopiteco diana è la capacità di interpretare i richiami d'allarme prodotti dall'altra specie. Uno studio pubblicato nel 2000 da Klaus Zuberbühler ha utilizzato esperimenti di riproduzione artificiale delle vocalizzazioni per verificare la risposta dei cercopitechi diana ai richiami dei cercopitechi di Campbell. I ricercatori hanno osservato che i cercopitechi diana reagivano ai richiami associati al leopardo e all'aquila coronata in modo coerente con la presenza del rispettivo predatore.

In un secondo esperimento, i richiami dei cercopitechi di Campbell vennero utilizzati prima della riproduzione delle vocalizzazioni dei predatori. Le risposte dei cercopitechi diana mostrarono che essi erano in grado di utilizzare le informazioni contenute nei segnali di Campbell per anticipare la natura della minaccia. Questi risultati costituiscono una delle dimostrazioni più importanti della capacità di interpretare informazioni vocali prodotte da specie differenti nei primati non umani. Ulteriori esperimenti pubblicati nel 2002 hanno inoltre indicato che i cercopitechi diana possono riconoscere le modificazioni di significato prodotte dall'inserimento di specifici richiami introduttivi nelle sequenze vocali dei cercopitechi di Campbell.

Riproduzione

La riproduzione del cercopiteco di Campbell presenta le caratteristiche generali osservate nei membri del genere Cercopithecus. Il sistema di accoppiamento è generalmente poliginico, in relazione alla frequente presenza di un solo maschio adulto nei gruppi riproduttivi. La gestazione dura approssimativamente cinque-sei mesi e si conclude generalmente con la nascita di un solo piccolo. I parti gemellari sono rari. Alla nascita, il neonato è strettamente dipendente dalla madre, che provvede all'allattamento, al trasporto e alla protezione. Con la crescita, i piccoli iniziano progressivamente a esplorare l'ambiente, a interagire con gli altri membri del gruppo e a consumare alimenti solidi.

Le cure parentali possono coinvolgere occasionalmente anche altre femmine, soprattutto attraverso il contatto fisico e la sorveglianza dei giovani. La durata dell'allattamento e l'età della maturità sessuale possono variare in relazione alle condizioni ambientali e alle caratteristiche della popolazione. Le informazioni quantitative specifiche sui parametri riproduttivi delle popolazioni selvatiche sono tuttavia meno approfondite rispetto a quelle disponibili per la comunicazione vocale e l'organizzazione sociale.

Predatori e relazioni ecologiche

Il cercopiteco di Campbell vive in ecosistemi forestali nei quali sono presenti diversi predatori di primati. Tra i principali figurano il leopardo (Panthera pardus) e l'aquila coronata (Stephanoaetus coronatus), entrambi oggetto di numerosi studi sui richiami d'allarme della specie. Il leopardo rappresenta una minaccia soprattutto durante gli spostamenti nei livelli inferiori della foresta o sul terreno, mentre l'aquila coronata può attaccare i primati direttamente nella vegetazione arborea. La vita in gruppo, la vigilanza collettiva e la produzione di richiami d'allarme contribuiscono a ridurre il rischio di predazione. Le associazioni con altre specie di primati, in particolare con il cercopiteco diana, possono inoltre aumentare la capacità di individuare tempestivamente i predatori.

Attraverso il consumo di frutti, il cercopiteco di Campbell contribuisce alla dispersione dei semi di alcune specie vegetali. Il consumo di insetti e altri invertebrati lo rende inoltre partecipe delle reti trofiche delle foreste tropicali.

Rapporti con l'uomo

Il cercopiteco di Campbell vive in numerose regioni nelle quali le attività umane hanno profondamente modificato la copertura forestale. In alcuni territori può frequentare foreste secondarie, piantagioni e mosaici agroforestali, utilizzando risorse alimentari disponibili nei paesaggi antropizzati. Questa capacità di adattamento non impedisce tuttavia che la specie subisca conseguenze importanti dalla perdita degli habitat e dalla pressione venatoria. In diversi paesi dell'Africa occidentale, il cercopiteco di Campbell viene cacciato per il consumo della carne selvatica. La pressione venatoria può essere particolarmente elevata nelle aree forestali attraversate da strade o situate in prossimità di insediamenti. La specie può inoltre entrare occasionalmente in conflitto con gli agricoltori quando consuma prodotti coltivati.

Le attività di ricerca scientifica condotte sui cercopitechi di Campbell hanno avuto particolare importanza per lo sviluppo dell'etologia cognitiva e degli studi sulla comunicazione animale. Le osservazioni sulle vocalizzazioni d'allarme e sulle associazioni interspecifiche hanno infatti contribuito in modo significativo alla comprensione dei sistemi di segnalazione dei primati non umani.

Conservazione

Il cercopiteco di Campbell è classificato come specie prossima alla minaccia (Near Threatened, NT) nella Lista rossa IUCN, secondo la valutazione pubblicata nel 2020 e condotta il 20 novembre 2019. La specie era precedentemente classificata come a minor preoccupazione (Least Concern, LC), ma il peggioramento delle condizioni ambientali e l'intensificazione della pressione venatoria hanno determinato il passaggio alla categoria Quasi minacciato. Secondo la valutazione IUCN, le popolazioni hanno probabilmente subito una riduzione inferiore al 30% nell'arco di 36 anni, equivalenti a tre generazioni, mentre gli habitat forestali compresi nell'areale hanno registrato una perdita o degradazione di almeno il 30% nello stesso intervallo temporale. La tendenza demografica complessiva è considerata decrescente. Le principali minacce sono rappresentate dalla caccia, dalla deforestazione e dalla frammentazione degli habitat.

Pressione venatoria

La caccia per il consumo della carne selvatica rappresenta attualmente la principale minaccia per il cercopiteco di Campbell. In passato, le dimensioni relativamente ridotte della specie ne limitavano l'importanza come preda rispetto ad altri primati di taglia maggiore. Il forte declino di diverse specie di colobini e di altri mammiferi forestali ha tuttavia determinato in alcune regioni un aumento della pressione venatoria anche sui cercopitechi di dimensioni più piccole. La valutazione IUCN del 2020 sottolinea che il cercopiteco di Campbell è diventato un obiettivo sempre più frequente dei cacciatori nelle regioni in cui le popolazioni dei primati maggiori sono state fortemente ridotte. Le conseguenze della caccia possono risultare particolarmente gravi nelle foreste frammentate, dove le popolazioni locali presentano dimensioni relativamente ridotte.

Perdita degli habitat

La deforestazione rappresenta un'altra importante minaccia. Nell'Africa occidentale, vaste superfici forestali sono state convertite in coltivazioni agricole, piantagioni e insediamenti umani. La coltivazione del cacao, in particolare, ha contribuito alla trasformazione di numerose aree forestali della Costa d'Avorio e delle regioni confinanti. La valutazione IUCN segnala la scomparsa locale del cercopiteco di Campbell da diversi complessi forestali trasformati in piantagioni, tra cui alcune foreste classificate della Costa d'Avorio occidentale. La frammentazione degli habitat può ridurre la connettività tra le popolazioni e aumentare l'esposizione degli animali alla caccia. La specie presenta tuttavia una certa capacità di sopravvivere nelle foreste secondarie e nei paesaggi agroforestali, purché la pressione venatoria rimanga relativamente bassa.

Diversità genetica e conservazione

Le ricerche pubblicate nel 2025 sulla Guinea-Bissau hanno evidenziato che la conservazione del cercopiteco di Campbell richiede attenzione non soltanto alla consistenza numerica delle popolazioni, ma anche alla loro diversità genetica. Lo studio di Colmonero-Costeira e collaboratori ha individuato linee mitocondriali relativamente differenziate, associate a differenti regioni geografiche. La presenza di questa struttura genetica suggerisce che alcune popolazioni possano conservare componenti importanti della storia evolutiva della specie. La riduzione o la scomparsa delle popolazioni locali potrebbe pertanto comportare anche la perdita di variabilità genetica non uniformemente distribuita nell'areale. Gli autori hanno sottolineato l'importanza della Guinea-Bissau per la conservazione della diversità dei primati dell'Africa occidentale.

Misure di protezione

Il cercopiteco di Campbell è presente in numerose aree protette dell'Africa occidentale. Tra queste figurano il parco nazionale della Bassa Casamance, in Senegal, il parco nazionale della foresta di Gola, in Sierra Leone, il parco nazionale di Sapo e altre aree protette della Liberia. La specie è inoltre presente in alcune foreste protette della Guinea e della Guinea-Bissau. Nelle zone di transizione tassonomica della Costa d'Avorio occidentale, le popolazioni di cercopitechi del complesso campbelli-lowei sono presenti anche nel parco nazionale di Taï.

La specie è inclusa nell'Appendice II della CITES, che regolamenta il commercio internazionale degli esemplari. La conservazione a lungo termine dipende soprattutto dalla riduzione della caccia, dalla protezione delle foreste residue, dal mantenimento della connettività ecologica e dal monitoraggio delle popolazioni.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 (EN) Matsuda Goodwin R., Gonedelé Bi S., Koné I., Cercopithecus campbelli, in The IUCN Red List of Threatened Species, 2020, p. e.T136930A92374066, DOI:10.2305/IUCN.UK.2020-2.RLTS.T136930A92374066.en.
  2. 1 2 3 4 (EN) Cercopithecus campbelli, su Mammal Diversity Database, American Society of Mammalogists. URL consultato il 28 ottobre 2026.
  3. 1 2 (EN) Ouattara K., Lemasson A., Zuberbühler K., Campbell's monkeys use affixation to alter call meaning, in PLoS ONE, vol. 4, n. 11, 2009, p. e7808, DOI:10.1371/journal.pone.0007808.
  4. ↑ (EN) Cercopithecus lowei, su Mammal Diversity Database, American Society of Mammalogists.
  5. 1 2 (EN) Colmonero-Costeira I. e altri, Improving Information on Over-looked Generalists: Occurrence and Mitochondrial DNA Diversity of Campbell's (Cercopithecus campbelli) and Green Monkeys (Chlorocebus sabaeus) in Guinea–Bissau, West Africa, in International Journal of Primatology, vol. 46, 2025, pp. 785-810, DOI:10.1007/s10764-025-00496-0.
  6. ↑ (EN) Mirghani N., Dotras L., Llana M., Barciela A., Renelies-Hamilton J., Hernandez-Aguilar R. A., Galbany J., New range record for Campbell's monkeys (Cercopithecus campbelli) in West Africa, 2024.
  7. ↑ (EN) Patterns of vocal sharing and social dynamics in a captive group of Campbell's monkeys (Cercopithecus campbelli campbelli), 2004.
  8. ↑ (EN) Ouattara K., Lemasson A., Zuberbühler K., Campbell's monkeys concatenate vocalizations into context-specific call sequences, in Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 106, n. 51, 2009, pp. 22026-22031, DOI:10.1073/pnas.0908118106.
  9. ↑ (EN) Acoustic variability and social significance of calls in female Campbell's monkeys (Cercopithecus campbelli campbelli).
  10. ↑ (EN) Zuberbühler K., Interspecies semantic communication in two forest primates, in Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences, vol. 267, n. 1444, 2000, pp. 713-718, DOI:10.1098/rspb.2000.1061.
  11. ↑ (EN) Zuberbühler K., A syntactic rule in forest monkey communication, in Animal Behaviour, vol. 63, n. 2, 2002, pp. 293-299, DOI:10.1006/anbe.2001.1914.

Bibliografia

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