Cercopithecus denti

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Cercopiteco coronato di Dent
Illustrazione di Cercopithecus denti
Stato di conservazione
Rischio minimo
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseMammalia
SottoclasseTheria
InfraclasseEutheria
SuperordineEuarchontoglires
(clade)Euarchonta
OrdinePrimates
SottordineHaplorrhini
InfraordineSimiiformes
ParvordineCatarrhini
SuperfamigliaCercopithecoidea
FamigliaCercopithecidae
SottofamigliaCercopithecinae
TribùCercopithecini
GenereCercopithecus
SpecieC. denti
Nomenclatura binomiale
Cercopithecus denti
Thomas, 1907
Sinonimi

Cercopithecus mona denti
Cercopithecus pogonias denti
Lasiopyga denti

Areale

Il cercopiteco coronato di Dent (Cercopithecus denti Thomas, 1907) è una specie di primate della famiglia Cercopithecidae, appartenente alla sottofamiglia Cercopithecinae e alla tribù Cercopithecini. È diffuso nelle foreste tropicali dell'Africa centrale, principalmente nella Repubblica Democratica del Congo nordorientale, in Ruanda e nell'Uganda occidentale. È una scimmia di dimensioni relativamente piccole, caratterizzata dal mantello prevalentemente bruno, dagli arti anteriori scuri, dal ventre chiaro e da una vistosa cornice di peli giallastri o biancastri intorno al volto. Presenta una lunga coda non prensile e abitudini prevalentemente arboricole.

Il cercopiteco coronato di Dent frequenta soprattutto le foreste tropicali di pianura e di media altitudine, ma può utilizzare anche formazioni secondarie e frammenti forestali. La specie è particolarmente interessante per la flessibilità delle proprie abitudini alimentari: uno studio condotto in Ruanda ha documentato una dieta composta in prevalenza da foglie, in contrasto con la tendenza generalmente frugivora attribuita ai cercopitechi del genere Cercopithecus. In passato considerato una sottospecie del cercopiteco coronato di Wolf (Cercopithecus wolfi) o del cercopiteco coronato (Cercopithecus pogonias), viene attualmente riconosciuto come specie distinta da importanti repertori tassonomici, tra cui il Mammal Diversity Database e l'Integrated Taxonomic Information System (ITIS). La Lista rossa IUCN classifica il cercopiteco coronato di Dent come specie a minor preoccupazione (Least Concern, LC), nonostante le minacce rappresentate dalla perdita degli habitat, dalla caccia e dall'espansione delle attività umane nelle foreste dell'Africa centrale.

Tassonomia

Il cercopiteco coronato di Dent venne descritto scientificamente nel 1907 dallo zoologo britannico Oldfield Thomas, sulla base di un esemplare proveniente dalla foresta dell'Ituri, nell'attuale Repubblica Democratica del Congo. La descrizione originale venne presentata il 15 gennaio 1907 in una comunicazione pubblicata negli Abstracts of the Proceedings of the Zoological Society of London, volume 38, pagina 1. La località tipica si trova tra Mawambi e Avakubi, nella foresta dell'Ituri. L'olotipo è conservato nelle collezioni del Museo di storia naturale di Londra, con il numero di catalogo BMNH 1907.1.2.1.

La specie venne originariamente descritta con il nome Cercopithecus denti, ma nel corso del XX secolo fu oggetto di differenti interpretazioni tassonomiche. Nel 1928 Ernst Schwarz la considerò una sottospecie del cercopiteco mona (Cercopithecus mona), utilizzando la combinazione Cercopithecus mona denti. Successivamente alcuni autori la attribuirono al cercopiteco coronato (Cercopithecus pogonias), mentre altri la considerarono una forma geografica del cercopiteco coronato di Wolf (Cercopithecus wolfi). Dandelot, nel 1974, incluse denti in Cercopithecus wolfi, ma questa interpretazione non venne accettata universalmente.

Le revisioni sistematiche successive, tra cui quella proposta da Colin P. Groves nel 2001, hanno favorito il riconoscimento di Cercopithecus denti come specie distinta. Questa interpretazione è attualmente adottata dal Mammal Diversity Database, dall'Integrated Taxonomic Information System e da altri repertori tassonomici moderni. Il cercopiteco coronato di Dent appartiene al gruppo di specie di Cercopithecus mona, che comprende diversi cercopitechi africani caratterizzati da particolari combinazioni di colorazioni facciali e del mantello. Le relazioni filogenetiche tra queste specie sono state oggetto di revisioni e rimangono importanti per comprendere la storia evolutiva dei cercopitechi dell'Africa centrale.

Sinonimi e forme infraspecifiche

Tra i nomi storicamente associati alla specie figurano Cercopithecus mona denti, Cercopithecus pogonias denti e Lasiopyga denti. Nel 1912 Dubois e Matschie descrissero inoltre il taxon Cercopithecus denti liebrechtsi, attualmente considerato un sinonimo della specie.

La validità delle diverse forme geografiche descritte nel corso del XX secolo non è stata confermata in maniera uniforme dalle classificazioni moderne. Il Mammal Diversity Database riconosce Cercopithecus denti come specie distinta, senza attribuire automaticamente rango sottospecifico a tutti i nomi storicamente associati al taxon. Ulteriori studi genetici e morfologici potrebbero chiarire la variabilità geografica della specie e i suoi rapporti evolutivi con Cercopithecus wolfi e con gli altri cercopitechi del gruppo di C. mona.

Descrizione

Il cercopiteco coronato di Dent è un primate di taglia medio-piccola, caratterizzato da una corporatura relativamente slanciata, arti lunghi e una coda che contribuisce al mantenimento dell'equilibrio durante gli spostamenti. La lunghezza della testa e del tronco è generalmente compresa tra 44 e 51 cm, mentre la coda misura approssimativamente 49 cm. Il peso delle femmine adulte varia indicativamente tra 2,4 e 3,1 kg, mentre i maschi pesano generalmente tra 3,8 e 4,2 kg. La specie presenta quindi un evidente dimorfismo sessuale nelle dimensioni corporee, con maschi mediamente più grandi e robusti delle femmine.

Il mantello è caratterizzato da una combinazione di tonalità brune, grigie e rossicce. Il dorso è generalmente bruno scuro, talvolta con sfumature olivastre, mentre la parte inferiore del corpo è molto più chiara, con tonalità biancastre o color avorio. Gli arti anteriori sono prevalentemente neri o bruno-nerastri, mentre quelli posteriori presentano spesso una colorazione bruno-rossiccia. Questa differenza cromatica contribuisce all'aspetto caratteristico della specie. Il volto è scuro, con una pigmentazione che può apparire nerastra o lievemente bluastra. È circondato da una vistosa cornice di peli relativamente lunghi, generalmente grigio-biancastri o giallastri, più sviluppati sulle guance e ai lati della testa. La sommità del capo presenta peli relativamente lunghi, che possono formare una sorta di corona, caratteristica alla quale fa riferimento il nome comune italiano.

Le mani e i piedi sono scuri e provvisti di dita mobili, adattate alla presa sui rami. La coda è lunga, sottile e non prensile. Durante la locomozione viene utilizzata soprattutto per mantenere l'equilibrio, in particolare quando l'animale attraversa rami sottili o compie salti. Come gli altri cercopitecini, il cercopiteco coronato di Dent possiede tasche guanciali, che permettono di immagazzinare temporaneamente il cibo raccolto. Sono inoltre presenti callosità ischiatiche, strutture cutanee ispessite che facilitano il mantenimento della posizione seduta sui rami. Nei maschi adulti sono state descritte una pigmentazione bluastra dello scroto e dimensioni relativamente maggiori dei canini, ulteriori manifestazioni del dimorfismo sessuale.

Distribuzione e habitat

Il cercopiteco coronato di Dent occupa un areale situato principalmente nelle regioni forestali dell'Africa centrale e nell'estremità occidentale della regione dei Grandi Laghi africani. Il nucleo principale della distribuzione si trova nella Repubblica Democratica del Congo, soprattutto nelle foreste settentrionali e orientali del bacino del Congo, a nord e a est del sistema fluviale Congo-Lualaba. La specie è presente anche nel Ruanda occidentale e nell'Uganda occidentale. La presenza in Burundi è stata segnalata, ma richiede ulteriori conferme. Alcune fonti includono nell'areale anche settori della Repubblica Centrafricana meridionale, mentre altre delimitano la distribuzione soprattutto alla Repubblica Democratica del Congo e alle regioni forestali confinanti dei Grandi Laghi. Secondo la sintesi pubblicata dalla New England Primate Conservancy, i principali limiti geografici comprendono il fiume Uele a nord, il basso corso dell'Itimbiri a ovest e il margine occidentale del Rift Albertino a est.

Foreste tropicali

L'habitat principale è costituito dalle foreste tropicali umide di pianura e di media altitudine. Questi ambienti presentano una copertura arborea relativamente continua, un'elevata diversità floristica e una complessa struttura verticale della vegetazione. Il cercopiteco coronato di Dent utilizza soprattutto gli strati intermedi della foresta, dove ricerca alimenti, si sposta e riposa. La specie è presente anche in foreste secondarie, margini forestali e formazioni vegetali parzialmente degradate. Nelle regioni orientali dell'areale può frequentare ambienti montani fino a circa 2400 m di altitudine, soprattutto nei complessi forestali associati al Rift Albertino.

Tra le aree protette nelle quali è documentata la sua presenza figurano il parco nazionale di Nyungwe, in Ruanda, il parco nazionale di Kahuzi-Biega, il parco nazionale di Maiko e la riserva faunistica degli okapi, nella Repubblica Democratica del Congo, e il parco nazionale di Semuliki, in Uganda.

Adattamento agli habitat frammentati

La capacità di utilizzare habitat forestali alterati costituisce un aspetto importante dell'ecologia della specie. Uno studio pubblicato online nel dicembre 2023 da Ambrosine Clark e Beth A. Kaplin ha esaminato una popolazione di cercopitechi coronati di Dent presente in un piccolo frammento forestale del parco nazionale di Nyungwe, in Ruanda. Le osservazioni, condotte per tre mesi nel 2017, hanno documentato l'utilizzo di foreste secondarie e ambienti relativamente aperti. Gli animali trascorrevano la maggior parte del tempo a un'altezza compresa tra 10 e 20 m dal suolo, mostrando una notevole capacità di utilizzare la vegetazione disponibile in un habitat forestale frammentato.

Lo studio suggerisce che la flessibilità delle abitudini alimentari possa contribuire alla sopravvivenza della specie anche in ambienti nei quali la composizione e la disponibilità delle risorse vegetali differiscono da quelle delle foreste mature. Questa adattabilità non implica tuttavia che la frammentazione forestale sia priva di conseguenze, poiché l'isolamento degli habitat può comunque ridurre la connettività tra le popolazioni e aumentarne l'esposizione alle attività umane.

Biologia

Alimentazione

Il cercopiteco coronato di Dent presenta una dieta variata, comprendente foglie, frutti, fiori, germogli e numerosi invertebrati. Come gli altri membri del genere Cercopithecus, possiede un apparato digerente di tipo cercopitecino e tasche guanciali che permettono di raccogliere rapidamente gli alimenti. La dieta è stata oggetto di uno studio specifico condotto da Clark e Kaplin in un frammento forestale del Ruanda. Nel corso delle osservazioni effettuate nel 2017, le foglie rappresentavano circa il 58% degli alimenti consumati, mentre i frutti costituivano soltanto il 18%. La proporzione relativamente elevata di foglie rappresenta un risultato importante, poiché il genere Cercopithecus viene generalmente descritto come prevalentemente frugivoro.

Gli autori hanno interpretato questa caratteristica come una dimostrazione della flessibilità alimentare dei cercopitechi forestali, che possono modificare il proprio regime in funzione della disponibilità delle risorse. Lo studio ha inoltre documentato il consumo di altre parti vegetali e di alimenti di origine animale, soprattutto piccoli artropodi. La composizione della dieta osservata a Nyungwe non deve tuttavia essere considerata rappresentativa di tutte le popolazioni della specie. Nelle foreste tropicali di pianura, caratterizzate da differenti comunità vegetali e da una disponibilità di frutti potenzialmente maggiore, l'importanza relativa delle diverse risorse alimentari potrebbe infatti variare considerevolmente.

La capacità di sfruttare alimenti differenti può rappresentare un vantaggio ecologico, soprattutto negli ambienti secondari e nei frammenti forestali. Attraverso il consumo dei frutti e il trasporto dei semi, il cercopiteco coronato di Dent può contribuire alla dispersione dei semi di alcune piante forestali.

Comportamento e locomozione

Il cercopiteco coronato di Dent è un primate diurno e prevalentemente arboricolo. Trascorre gran parte delle ore di attività nella vegetazione arborea, dove ricerca gli alimenti, riposa e mantiene le relazioni sociali. La locomozione è principalmente quadrupede, con spostamenti sui rami, arrampicate e salti tra i diversi supporti vegetali. La lunga coda contribuisce al mantenimento dell'equilibrio durante gli spostamenti, soprattutto nella vegetazione più sottile. La specie risulta particolarmente attiva durante le prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio, mentre nelle ore centrali della giornata può dedicare periodi relativamente lunghi al riposo.

La frequenza degli spostamenti terrestri è generalmente limitata, ma può aumentare negli ambienti caratterizzati da una copertura arborea discontinua. La ricerca condotta a Nyungwe ha documentato che gli animali trascorrevano gran parte del tempo nella fascia vegetazionale compresa tra 10 e 20 m di altezza. Questo risultato evidenzia l'importanza degli strati intermedi della foresta per l'ecologia della popolazione studiata.

Organizzazione sociale

Il cercopiteco coronato di Dent è una specie gregaria, che vive in gruppi sociali di dimensioni e composizione variabili. Le informazioni disponibili indicano gruppi generalmente composti da circa 7-21 individui, comprendenti un maschio adulto residente, diverse femmine e la loro prole. Sono state tuttavia segnalate anche aggregazioni con più maschi adulti e gruppi costituiti prevalentemente da maschi. Queste variazioni suggeriscono che la struttura sociale non sia rigidamente limitata a gruppi con un solo maschio. Le femmine possono mantenere rapporti sociali relativamente stabili all'interno del gruppo, mentre i maschi tendono a disperdersi durante la maturazione.

Le relazioni sociali vengono mantenute attraverso il contatto fisico, la tolettatura reciproca, le vocalizzazioni e il gioco. La tolettatura contribuisce alla pulizia del mantello e al rafforzamento dei legami tra gli individui. Le interazioni sociali possono inoltre comprendere manifestazioni di dominanza, comportamenti affiliativi e contatti tra adulti e giovani. Non sono ancora disponibili dati sistematici sufficientemente completi per descrivere con precisione le gerarchie sociali, il grado di territorialità e le modalità di dispersione dei maschi in tutte le popolazioni della specie.

Comunicazione

Il cercopiteco coronato di Dent utilizza vocalizzazioni, espressioni facciali, posture corporee e contatti fisici per comunicare con i membri del gruppo. I richiami vocali comprendono segnali di contatto, utilizzati durante gli spostamenti e la ricerca del cibo, e vocalizzazioni d'allarme emesse in presenza di possibili minacce. I maschi adulti possono produrre richiami relativamente potenti, udibili a distanza, che contribuiscono alla comunicazione tra individui e gruppi.

I segnali visivi comprendono movimenti del capo, variazioni dell'espressione facciale e posture corporee associate a comportamenti aggressivi o affiliativi. La particolare colorazione del volto e la presenza di una cornice di peli chiari possono contribuire a rendere più evidenti le espressioni facciali. La tolettatura reciproca rappresenta inoltre un importante strumento di comunicazione tattile. Le conoscenze sul repertorio vocale specifico della specie sono ancora limitate rispetto a quelle disponibili per altri cercopitechi africani.

Associazioni con altri primati

Il cercopiteco coronato di Dent può formare associazioni temporanee con altre specie di primati presenti nelle foreste dell'Africa centrale. Tra queste figurano il cercopiteco nasobianco del Congo (Cercopithecus ascanius), il cercopiteco dal diadema (Cercopithecus mitis) e il cercocebo dal mantello (Lophocebus albigena). Sono state inoltre segnalate associazioni con alcuni colobini, tra cui il guereza (Colobus guereza).

Queste aggregazioni possono offrire vantaggi legati all'individuazione dei predatori e alla ricerca delle risorse alimentari. La presenza di specie che utilizzano livelli differenti della vegetazione può aumentare la probabilità di individuare tempestivamente una minaccia. Gli animali che frequentano gli strati inferiori della foresta possono rilevare più facilmente predatori terrestri, mentre quelli presenti nelle chiome superiori possono individuare rapaci in avvicinamento. Le associazioni possono inoltre ridurre il tempo necessario alla ricerca di alcune risorse alimentari, soprattutto quando specie differenti utilizzano alimenti parzialmente diversi. La formazione di gruppi misti rappresenta un comportamento noto in numerosi cercopitechi africani, ma la frequenza e la stabilità di queste associazioni variano secondo la località e le specie coinvolte.

Ibridazione

Sono stati segnalati possibili fenomeni di ibridazione tra il cercopiteco coronato di Dent e altre specie del genere Cercopithecus. Le segnalazioni riguardano soprattutto popolazioni che vivono a contatto con il cercopiteco dal diadema e il cercopiteco nasobianco del Congo. L'eventuale ibridazione costituisce un aspetto interessante per lo studio delle relazioni evolutive tra i cercopitechi africani. La presenza di individui con caratteristiche morfologiche intermedie non è tuttavia sufficiente, da sola, a dimostrare un'origine ibrida, che richiede verifiche genetiche. Le informazioni disponibili non consentono quindi di stabilire con precisione la frequenza e l'importanza evolutiva di questi fenomeni nelle popolazioni naturali della specie.

Riproduzione

La biologia riproduttiva del cercopiteco coronato di Dent è ancora relativamente poco conosciuta. Il sistema di accoppiamento sembra essere generalmente poliginico, soprattutto nei gruppi comprendenti un solo maschio adulto residente. Come negli altri membri del genere Cercopithecus, la riproduzione è generalmente caratterizzata dalla nascita di un solo piccolo. La durata della gestazione non è stata documentata in modo sufficientemente approfondito per la specie. Sulla base delle caratteristiche dei congeneri, viene ipotizzato un periodo di circa cinque-sei mesi.

Dopo la nascita, il piccolo rimane strettamente dipendente dalla madre, che provvede all'allattamento, al trasporto e alla protezione. Durante la crescita, i giovani iniziano progressivamente a esplorare l'ambiente, a interagire con gli altri membri del gruppo e a consumare alimenti solidi. È possibile che altre femmine partecipino temporaneamente alle cure dei piccoli, come osservato in diverse specie di cercopitechi, ma la frequenza di tali comportamenti in Cercopithecus denti non è stata studiata sistematicamente. Le informazioni specifiche relative alla maturità sessuale, alla stagionalità delle nascite e agli intervalli riproduttivi rimangono limitate.

Predatori e relazioni ecologiche

Il cercopiteco coronato di Dent vive in ecosistemi forestali nei quali sono presenti diversi carnivori e grandi rapaci potenzialmente in grado di predarlo. Tra questi figurano il leopardo (Panthera pardus) e l'aquila coronata (Stephanoaetus coronatus), importanti predatori dei primati arboricoli africani. La vita in gruppo e l'utilizzo di richiami d'allarme contribuiscono a ridurre il rischio di predazione. Le associazioni con altre specie di primati possono inoltre favorire l'individuazione delle minacce, grazie alla condivisione indiretta delle informazioni fornite dai richiami e dai comportamenti di vigilanza.

Il cercopiteco coronato di Dent svolge anche un ruolo nelle dinamiche degli ecosistemi forestali attraverso il consumo di frutti, foglie e piccoli invertebrati. La dispersione dei semi può contribuire alla rigenerazione di alcune specie vegetali, soprattutto quando gli animali trasportano i frutti lontano dalle piante produttrici. L'importanza quantitativa di questa funzione ecologica non è stata tuttavia ancora determinata con precisione.

Rapporti con l'uomo

Il cercopiteco coronato di Dent frequenta numerose regioni forestali interessate dalle attività umane. La specie può utilizzare foreste secondarie e frammenti di vegetazione naturale, ma la progressiva trasformazione degli habitat può ridurre le risorse disponibili e ostacolare gli spostamenti tra le popolazioni. In alcune regioni dell'Africa centrale viene cacciato per il consumo della carne selvatica. La caccia può risultare particolarmente intensa nelle aree forestali accessibili mediante strade e piste, comprese quelle aperte per attività di disboscamento e di estrazione mineraria. I giovani possono inoltre essere catturati occasionalmente e mantenuti come animali da compagnia, soprattutto quando le madri vengono uccise durante la caccia.

La presenza della specie in aree protette del Ruanda e dell'Uganda contribuisce alle attività di osservazione naturalistica e al turismo faunistico, anche se il cercopiteco coronato di Dent è generalmente meno conosciuto di altri primati della regione.

Conservazione

Il cercopiteco coronato di Dent è classificato come specie a minor preoccupazione (Least Concern, LC) nella Lista rossa IUCN, secondo la valutazione pubblicata nel 2020. La classificazione riflette la distribuzione relativamente ampia della specie e la sua presenza in diversi complessi forestali dell'Africa centrale. La tendenza demografica è tuttavia considerata decrescente e alcune popolazioni locali sono soggette a pressioni significative. Le principali minacce comprendono la perdita e la frammentazione degli habitat forestali, la caccia e l'espansione delle attività agricole e minerarie.

Perdita degli habitat

La trasformazione delle foreste tropicali in terreni agricoli e insediamenti umani rappresenta una delle principali minacce. La riduzione della copertura arborea può compromettere la disponibilità delle risorse alimentari e limitare gli spostamenti dei gruppi. La frammentazione forestale può inoltre determinare l'isolamento delle popolazioni, rendendole maggiormente vulnerabili alle perturbazioni ambientali e alla pressione venatoria.

La capacità della specie di utilizzare foreste secondarie e frammenti forestali può favorirne la persistenza in alcuni paesaggi alterati. Lo studio di Clark e Kaplin ha evidenziato che il cercopiteco coronato di Dent può modificare considerevolmente la propria dieta in risposta alle condizioni ambientali, utilizzando una percentuale elevata di foglie in un piccolo frammento forestale del Ruanda. Questa flessibilità rappresenta un possibile vantaggio ecologico, ma non garantisce la sopravvivenza delle popolazioni in ambienti eccessivamente degradati.

Caccia e attività minerarie

La caccia rappresenta una minaccia importante in diverse regioni della Repubblica Democratica del Congo. Il cercopiteco coronato di Dent può essere catturato per il consumo della carne, soprattutto nelle aree forestali situate in prossimità degli insediamenti umani. Un ulteriore fattore di rischio è rappresentato dall'espansione delle attività minerarie, comprese quelle artigianali e illegali. Nel parco nazionale di Kahuzi-Biega, in particolare, le attività estrattive possono determinare la distruzione della vegetazione, la perturbazione degli habitat e un aumento della presenza umana nelle aree forestali. L'accesso alle miniere può inoltre favorire la caccia, poiché gli operatori possono utilizzare gli animali selvatici come fonte di alimentazione.

Misure di protezione

La specie è presente in numerose aree protette dell'Africa centrale. Tra queste figurano il parco nazionale di Nyungwe, in Ruanda, il parco nazionale di Kahuzi-Biega, il parco nazionale di Maiko e la riserva faunistica degli okapi, nella Repubblica Democratica del Congo, e il parco nazionale di Semuliki, in Uganda. Il cercopiteco coronato di Dent è incluso nell'Appendice II della CITES, che regolamenta il commercio internazionale degli esemplari.

La conservazione a lungo termine dipende soprattutto dalla protezione degli habitat forestali, dalla riduzione della pressione venatoria e dal mantenimento dei collegamenti ecologici tra le popolazioni. Ulteriori indagini sulla distribuzione e sulla consistenza numerica dei gruppi potranno contribuire a definire con maggiore precisione le priorità di conservazione.

Note

  1. 1 2 3 (EN) Detwiler K. M. e altri, Cercopithecus denti, in The IUCN Red List of Threatened Species, 2020, p. e.T136885A92413658, DOI:10.2305/IUCN.UK.2020-2.RLTS.T136885A92413658.en.
  2. 1 2 3 4 5 (EN) Cercopithecus denti, su Mammal Diversity Database, American Society of Mammalogists. URL consultato il 28 ottobre 2026.
  3. 1 2 3 4 5 (EN) Clark A., Kaplin B. A., Preliminary study of Dent's monkey (Cercopithecus denti) living in a forest fragment in Rwanda, highlighting dietary flexibility in guenons, in African Journal of Ecology, vol. 62, n. 1, 2023, p. e13228, DOI:10.1111/aje.13228.
  4. 1 2 3 (EN) Cercopithecus denti, su Integrated Taxonomic Information System.
  5. ↑ (EN) Thomas O., Mr. Oldfield Thomas, F.R.S., exhibited the skin of a new Monkey from the Ituri Forest, in Abstracts of the Proceedings of the Zoological Society of London, vol. 38, 1907, p. 1.
  6. ↑ (EN) Colin Groves, Cercopithecus denti, in D.E. Wilson e D.M. Reeder (a cura di), Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  7. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 (EN) Dent's Monkey, Cercopithecus denti, su New England Primate Conservancy, 2024.

Bibliografia

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