| Che bella giornata | |
|---|---|
| Lingua originale | italiano, arabo |
| Paese di produzione | Italia |
| Anno | 2011 |
| Durata | 92 min |
| Rapporto | 1,85:1 |
| Genere | commedia |
| Regia | Gennaro Nunziante |
| Soggetto | Luca Medici, Gennaro Nunziante |
| Sceneggiatura | Luca Medici, Gennaro Nunziante |
| Produttore | Pietro Valsecchi |
| Casa di produzione | Medusa Film, Taodue |
| Distribuzione in italiano | Medusa Film |
| Fotografia | Federico Masiero |
| Montaggio | Pietro Morana, Claudia Vivenzio (post-produzione) |
| Musiche | Luca Medici |
| Scenografia | Sonia Peng |
| Costumi | Mary Montalto |
| Interpreti e personaggi | |
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Che bella giornata è un film del 2011 co-scritto e diretto da Gennaro Nunziante.
Secondo film con protagonista Checco Zalone, che insieme a Nunziante, col suo vero nome Luca Medici, ha realizzato la sceneggiatura e il soggetto, oltre ad aver composto interamente le canzoni per la colonna sonora. Nel film, Checco Zalone è un ingenuo addetto alla sicurezza del Duomo di Milano, con il sogno di diventare un carabiniere. La sua vita prende una piega inaspettata quando incontra Farah, una studentessa araba con un piano segreto legato al luogo in cui lui lavora.
Dopo il successo di Cado dalle nubi, si è deciso di cavalcare l'onda con un nuovo film. Con Che bella giornata Zalone e Nunziante hanno delineato attentamente una struttura da seguire che avrebbero utilizzato anche nei successivi film. Il cast ha incluso grandi nomi come Ivano Marescotti, Rocco Papaleo, Anna Rita Del Piano e Tullio Solenghi, ed è stato affiancato da attori esteri come la franco-tunisina Nabiha Akkari, all'esordio in un lungometraggio italiano. Le riprese si sono svolte tra giugno e luglio 2010.
Che bella giornata è uscito al cinema il 5 gennaio 2011 incassando 43 milioni di euro e diventando in breve tempo il film italiano con il maggior incasso in Italia, superando La vita è bella (1997), record che sarebbe stato superato dal successivo Sole a catinelle due anni dopo. Ha ricevuto recensioni contrastate dalla critica, che ne ha riconosciuto il coraggio nel trattare temi sensibili come il terrorismo pur ritenendo l'approccio in parte superficiale e la pellicola troppo simile alla precedente.
Checco Zalone è un ragazzo pugliese che si è trasferito da un trentennio al Nord Italia con i genitori, Anna e il sergente maggiore dell'esercito italiano Nicola, e lavora come buttafuori precario in una discoteca del suo paesino della Brianza. Insoddisfatto della sua condizione e fortemente desideroso di lavorare nel campo della sicurezza, Checco sogna di diventare un carabiniere, come suo zio materno Giuseppe Capobianco, ma durante il terzo colloquio di lavoro che sostiene a tale scopo, a causa della sua ignoranza e della sua fanciullesca ingenuità, dice al perfido colonnello Gismondo Mazzini che, entrando nell'Arma, farebbe cose che lo porterebbero ad abusare della propria autorità, quindi viene respinto. Successivamente, grazie a una raccomandazione del cardinale Rosselli, arcivescovo di Milano, viene assunto come addetto alla sicurezza del Duomo, facendo impressionare e preoccupare Mazzini, che si rende conto di quanto Checco sia decisamente maldestro e inadatto a svolgere un compito del genere.

A causa dell'intervento del colonnello, al protagonista viene assegnato un incarico di minore importanza: addetto alla sorveglianza della Madonnina. Qui, durante il lavoro, svolto non proprio nel migliore dei modi, conosce Farah Sadir, una bella ragazza di origine maghrebina che si finge studentessa di architettura per avere accesso alla Madonnina, dove in realtà sta progettando di compiere un attentato detonando un ordigno esplosivo, con l'aiuto del fratello Sufien e di altri due complici arabi, per vendicare l'uccisione della sua famiglia in un bombardamento della NATO durante la guerra al terrorismo in Arabia Saudita. Sufien incarica la sorella di fare amicizia con Checco e di far scattare proprio a lui la bomba nascosta, senza che quest'ultimo se ne accorga. Checco cade subito nel tranello di Farah, innamorandosene.
L'uomo cerca consigli su come affrontare la storia d'amore dai suoi amici: il suo ex collega buttafuori, Giovanni (che nel frattempo ha trovato lavoro come guardiano in un supermercato), e la guida artistica del Duomo, Ivano, che sta per diventare sacerdote. I genitori di Checco, specialmente il padre Nicola, che lavora come cuoco militare per l'Esercito Italiano in Iraq, sono inizialmente contrari alla nuova frequentazione del figlio, ma poi capiscono che Farah è orfana sin da piccola ed è una brava persona e le danno tutto l'affetto possibile, in particolare durante un battesimo di famiglia celebrato in Puglia, in cui la nominano madrina del bambino battezzato nonostante lei non sia di fede cristiana. Checco è corteggiato da tempo anche da un'altra ragazza, Maria, innamorata di lui ma non ricambiata, della quale il protagonista vorrebbe liberarsi.

Per trovare gli esplosivi, Farah e Sufien si affidano ad altri due terroristi arabi che hanno intenzione di volare a Londra per far saltare in aria il Big Ben con un terzo complice, ma Checco e la sua famiglia li invitano a una cena a base di cozze, che hanno effetti devastanti per lo stomaco dei due terroristi, i quali, dopo essere andati in bagno per tutta la notte, all'alba decidono di rinunciare a entrambi gli attentati e tornano in Arabia Saudita senza dare ai due fratelli gli esplosivi promessi. Mazzini, intanto, tenta in tutti i modi di corrompere l'arcivescovo per far licenziare Zalone, mentre Ivano cerca di convincere il suo superiore a farlo rimanere. Tutto questo dura poco, poiché un giorno Checco ruba la tela dell'estasi di Santa Teresa per permettere a Farah di fotografarla alla luce del sole (lei diceva che le foto scattate all'interno, per i suoi presunti studi, erano venute scure e che doveva rifarle) e viene immediatamente licenziato con la scusa di un taglio di fondi. Mazzini, felice, ottiene il trasferimento a Roma, dove non era mai riuscito ad andare a causa di Checco. Giovanni, tentando di aiutare quest'ultimo a fidanzarsi con Farah, si mette insieme a Maria, allontanandola dall'amico.
A questo punto, Farah, innamoratasi a sua volta di Checco senza farglielo capire, è tornata a sorridere grazie all'affetto e all'allegria della famiglia del ragazzo e ha deciso di non portare a termine l'attentato a Milano. Costretta a tornare in Arabia Saudita, consegna a Checco una valigia con un regalo, dicendogli di aprirla sotto la Madonnina alla fine del suo ultimo turno di lavoro, senza dirgli della sua partenza: in essa però c'è solo un modellino del progetto di una casa che nasconde il meccanismo di attivazione dell'ordigno, che la ragazza ha spostato in un trullo in rovina di proprietà di Checco in Brianza, che il ragazzo aveva ereditato dal nonno pugliese e desiderava far demolire ma non aveva il denaro necessario, quindi la detonazione della bomba risolve il problema e il modellino dà le basi per il nuovo progetto. Sufien, convinto dalla sorella a risparmiare il monumento, si conforta con lei scherzando sul fatto che Checco è già sufficiente a distruggere la loro storia, dimostrando alla fine anche lui di avere un cuore.
Alla fine Ivano diventa il parroco della chiesa nel paesino brianzolo di Checco e gli comunica di averlo raccomandato per un nuovo lavoro. Il colonnello Mazzini, trasferitosi a Roma, sviene all'apprendere del nuovo incarico del protagonista: è diventato la guardia del corpo personale di papa Benedetto XVI in Vaticano.

Nel cast sono presenti anche Isabelle Adriani nel ruolo di Mercedes, Giustina Buonomo interpreta la nonna Rosa, Matteo Reza Azchirvani, Hossein Taheri e Anis Gharbi interpretano tre terroristi musulmani. Il cantautore e rapper pugliese Caparezza fa un cameo nel film in cui interpreta sé stesso, cantando Sarà perché ti amo dei Ricchi e Poveri, Non amarmi di Aleandro Baldi e Francesca Alotta ed il suo singolo Vieni a ballare in Puglia. Mariangela Eboli, all'epoca compagna di Zalone, fa un cameo interpretando la cugina Susi, facendo un duetto con Caparezza per Non amarmi.

Dopo il successo del primo film con Checco Zalone (Cado dalle nubi, 2009), Nunziante e Zalone hanno deciso di "cavalcare l'onda" e creare un nuovo film che mantenesse la freschezza comica ma puntasse a una struttura narrativa più solida.
Il processo creativo ha seguito un metodo strutturato: gli autori hanno in primo luogo delineato una mappa narrativa con le tappe essenziali della storia e, successivamente, hanno redatto una prima versione completa del copione. A questa fase sono seguite revisioni e tagli, mentre sul set è stato lasciato ampio spazio all'improvvisazione, così da conferire maggiore spontaneità ai dialoghi e alle situazioni comiche.

Per il ruolo della coprotagonista Farah venne scelta l'attrice franco-tunisina Nabiha Akkari, al suo esordio in un lungometraggio italiano. In alcune interviste rilasciate alla stampa al momento dell'uscita, Zalone e Nunziante sottolinearono che la presenza di un'attrice non italiana nel ruolo femminile principale fosse funzionale a conferire al film una dimensione interculturale, centrale per la trama. Furono inseriti anche attori già affermati come Ivano Marescotti, Rocco Papaleo, Anna Rita Del Piano e Tullio Solenghi. La scelta del cast riflette la volontà del regista di bilanciare interpreti comici noti con volti meno conosciuti, valorizzando la commistione di generi tra commedia e satira sociale. La selezione fu seguita dal reparto casting diretto da Elisabetta Curcio e da Juliette Denis. Zalone raccontò di aver contattato gli Afterhours per le scene del battesimo ad Alberobello, che aveva conosciuto due settimane prima di girare, ma questi non trovarono disponibilità il giorno delle riprese, spiegando la faccenda al regista propose di chiamare Caparezza, con stupore dello stesso Zalone, il quale accettò senza esitare.
Le riprese del film si sono svolte tra giugno e luglio del 2010 ad Alserio (Lago di Alserio), Robecchetto con Induno, Cuggiono, Polignano a Mare, Monopoli, Castano Primo, Noci (Barsento) Alberobello, Turbigo, Milano, Roma e Carate Brianza.
Il budget è stato di circa 6 milioni di euro.
La colonna sonora è stata interamente composta e interpretata da Checco Zalone. Presenta due brani: L'amore non ha religione che riflette i temi centrali della pellicola quali l'incontro e il contrasto culturale, e Se mi aggiungerai utilizza riferimenti al linguaggio dei social network, mantenendo un tono satirico e contemporaneo. Le musiche sono coerenti con il tono comico e leggero del film.
Zalone ha raccontato che Se mi aggiungerai fu realizzata dopo le riprese del film ispirato da un aneddoto di un suo familiare, a differenza de L'amore non ha religione che fu già preparata. Quest'ultima ha ricevuto una candidatura per la miglior canzone originale al David di Donatello 2011 e al Nastro d'Argento 2011 per la medesima categoria.

Il trailer ufficiale fu diffuso nell'autunno del 2010 in televisione e su piattaforme online. Nel novembre dello stesso anno, la locandina venne presentata in anteprima durante le Giornate Professionali di Cinema di Sorrento, evento dedicato agli operatori del settore cinematografico, dove il film fu incluso tra le uscite più attese della stagione.
Nei mesi successivi all'anteprima, la campagna promozionale coinvolse sia i media nazionali sia le iniziative territoriali: la stampa parlò di una «robusta campagna pubblicitaria» che accompagnò l'uscita del film, mentre Checco Zalone e parte del cast presero parte a presentazioni locali e interviste, soprattutto in Puglia e in altre città italiane.
Medusa Film, distributrice dell'opera, programmò inoltre un lancio su larga scala, con un numero di copie considerato eccezionale per il mercato italiano. La scelta di una distribuzione capillare fu interpretata dalla stampa internazionale come parte integrante della strategia di marketing che rese il film un fenomeno di massa.
Il film è stato distribuito da Medusa Film nelle sale cinematografiche italiane il 5 gennaio 2011. Fu approvato dalla censura il 22 dicembre 2010, con il visto n. 103968 ottenne la valutazione "T" (visione aperta a tutti).
La distribuzione della pellicola è apparsa molto capillare: alla sua uscita le copie previste erano inizialmente circa 630, poi incrementate a 850 per il lancio, un numero considerevole per il mercato italiano. Per quanto riguarda l'estero, il film non ha ricevuto una distribuzione su larga scala, venendo proiettato solo in alcuni festival in Francia e nelle Filippine, e distribuito unicamente in svizzero italofono nel Canton Ticino.
Il film è uscito il 18 maggio 2011 in DVD e Blu-ray Disc.
Nel giorno d'esordio, Che bella giornata ha incassato al botteghino 2,62 milioni di euro, mentre raggiunge quota 6,64 milioni di euro al secondo giorno di programmazione, record assoluto per i botteghini italiani, superando Avatar e Harry Potter.
Dopo tre settimane di programmazione ha superato la pellicola di Roberto Benigni La vita è bella (1997), oltrepassando i 30 milioni di euro d'incasso. A fine corsa la pellicola ha raggiunto i 43477162 €, superando il record d'incassi di Titanic, il cui primato resisteva dal 1997, raggiungendo così la seconda posizione tra i film con maggiori incassi in Italia – record poi superato dallo stesso Zalone coi successivi film Sole a catinelle (2013), Quo vado? (2016), Tolo tolo (2020) e Buen camino (2025) – dopo Avatar, che ha incassato oltre 65 milioni di euro.

Che bella giornata ha ricevuto un'accoglienza contrastante da parte della critica. Diversi critici hanno riconosciuto al film una struttura narrativa più solida rispetto alla media delle commedie italiane leggere e superiore al precedente film di Checco Zalone. Secondo Ondacinema, il film «sviluppa una storia coerente e ben orchestrata, che non si è lasciata tentare da una pigra giustapposizione degli sketch televisivi di Zelig».
Alcune recensioni hanno apprezzato la capacità del film di trattare temi sociali come il razzismo, l'integrazione e il divario Nord-Sud in chiave ironica e popolare, senza tuttavia assumere toni moralistici. Film.it definì il film «una divertente commedia» capace di confermare il talento cinematografico di Zalone, lodando il mix tra comicità demenziale e satira sociale.
Altri commentatori, tuttavia, hanno espresso giudizi meno lusinghieri. Sul sito MYmovies.it il film ottiene un punteggio medio di 3,02/5 da parte della critica professionale. Alcuni articoli, come quello pubblicato da Il Giornale, hanno inoltre evidenziato imprecisioni tecniche e piccoli errori di montaggio, pur ritenendoli marginali rispetto alla riuscita complessiva dell'opera.
Il Cinematografo evidenziò la forza comunicativa della comicità "nazional-popolare" del protagonista e la sua capacità di raccontare l'Italia contemporanea con leggerezza ma senza rinunciare alla satira sociale. Anche Quinlan interpretò il film come una commedia capace di usare gli stereotipi per smontarli, sottolineando il contrasto tra l’apparente semplicità del protagonista e il clima di paura e diffidenza dell’Italia post-11 settembre. La rivista Sentieri Selvaggi, invece, apprezzò l'equilibrio tra comicità demenziale e riflessione sociale, definendo il film un esempio riuscito di cinema comico popolare italiano contemporaneo, pur rilevando una costruzione narrativa fortemente legata alla maschera di Zalone.
Carlo Annelli ha interpretato la pellicola anche come una satira della società italiana contemporanea, con un approccio leggero ma significativo ai temi sociali e culturali. Mariagrazia Fanchi, analizzando il successo del film e la sua ricezione critica, conclude che possono essere compresi anche alla luce degli sviluppi della commedia italiana nel XXI secolo.