Il nome del genere deriva dal greco "chrysos" (= oro) e "actinos" (= raggio).
Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Asa Gray (1810-1888) nella pubblicazione "Memoirs of the American Academy of Arts and Sciences" (Mem. Amer. Acad. Arts ser. 2, 4(1): 93) del 1849.
Portamento. Le specie di questo genere hanno un habituserbaceo perenne di tipo quasi arbustivo. In genere queste piante sono aromatiche.
Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa. I fusti di una stessa pianta sono strettamente connessi. Altezza media: 10–40cm.
Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte sia in modo alterno. La lamina può essere semplice o composta da lineare a ovata con segmenti da filiformi a lineari. La superficie può essere ricoperta da ghiandole pustolose o pellucide (ghiandole ricoperte da una membrana trasparente), altre volte questi organi sono incorporati nelle foglie. In altre specie sono presenti delle setole (o ciglia) nella parte terminale dei lobi o disperse lungo i margini; oppure le ciglia sono circoscritte nella parte basale della foglia.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da capolini di tipo radiato, solitari, terminali e lungamente peduncolati. I peduncoli talvolta sono fistolosi. I capolini sono formati da un involucro, con forme campanulate, composto da 8-14 brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee con forme da lineari a ovate, subuguali oppure scalate in altezza, libere oppure fuse, a volte con superficie ricoperta da ghiandole di diversi tipi, sono disposte in modo più o meno embricato su una (o due) serie. Il ricettacolo, con forme da piatte a convesse, è usualmente privo di pagliette ("epaleato") o pagliette presto decidue. Dimensione degli involucri: 3,5–5mm.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
fiori del raggio (esterni): da 8 a 13, sono femminili, fertili e sono disposti su una o più serie; la forma è ligulata (zigomorfa);
fiori del disco (centrali): sono più numerosi (da 15 a 70) con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi o (raramente) funzionalmente maschili.
fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; la ligula è biloba, colorata da giallo limone a giallo oro;
fiori del disco: la forma è tubulare bruscamente divaricata in alcuni lobi; i lobi, con forme da deltate a lanceolate, sono 5i; il colore di solito è giallo.
Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo. Le antere sono fortemente sclerificate (raramente possono essere prive di sclerite). Le appendici delle antere hanno forme ovate; normalmente sono provviste di densi tessuti sclerificati. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25-40 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
Gineceo: l'ovario è inferouniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale. Gli stigmi hanno forme da acute a strettamente affusolate. Le superfici stigmatiche sono strette o ampie e sempre parallele e mai confluiscono agli apici. Le appendici sono acute.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni hanno una forma cilindrica. La superficie è nera o marrone, da sparsamente a densamente ricoperta di peli. Il carpoforo è ben sviluppato e conico. Il pappo è formato da tante (da 20 a 40) scaglie o setole su una serie. Gli acheni sono caratteristicamente provvisti di uno strato di fitomelanina, una sostanza organica che garantisce resistenza contro gli attacchi batterici e da parte degli insetti.
Biologia
Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne). Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra). Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecorica). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: la zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
Distribuzione e habitat
Le specie di questo genere sono distribuite in Messico settentrionale e USA meridionali.
Tassonomia
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000specie distribuite su 1720generi. La famiglia attualmente (2026) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Filogenesi
Il genere Chrysactinia fa parte della sottotribùPectidinae, raggruppamento che la classificazione tradizionale colloca all'interno della tribùHeliantheae e che recenti studi filogenetici attribuiscono alle Tageteae. La sottotribù Pectidinae è caratterizzata da foglie e brattee ricoperte da ghiandole pustolose o pellucide e aromatiche e da ricettacoli privi di pagliette, talvolta con minute scaglie o setole.
Nelle analisi filogenetiche Chrysactinia risulta monofiletico e si colloca vicino alla base dell’albero filogenetico delle Pectidinae, subito dopo il clade Boeberastrum-Harnackia-Lescaillea, suggerendo una linea evolutiva antica; quindi è collocato tra i generi più primitivi della sottotribù. Il numero cromosomico base di x = 15, è il più alto tra i membri delle Tageteae, questo lo distingue nettamente dagli altri generi, che hanno numeri base più bassi (x = 8, 12, 13).
I caratteri distintivi del genere sono:
le brattee sono disposte su una serie e sono ricoperte da ghiandole pellucide non ingrossate;
la distribuzione delle piante è relativa al Messico (settentrionale) e agli USA (sud-ovest).
↑(EN) Pandey A.K. e Dhakal M.R., Phytomelanin in Compositae (PDF), in Current Science 2001; 80(8): 933-940. URL consultato il 27 settembre 2026 (archiviato dall'url originale il 13 luglio 2022).
Walter Stephen Judd, Christopher S. Campbell, Elizabeth Anne Kellogg, Peter Francis Stevens e Michael John Donoghue, Botanica sistematica. Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN978-88-299-1824-9.