| Jabberwocky | |
|---|---|
| Autore | Lewis Carroll |
| 1ª ed. originale | 1871 |
| Genere | poesia |
| Lingua originale | inglese |
Jabberwocky è un poemetto nonsense scritto da Lewis Carroll, parte del romanzo Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò (1871).
Nel primo capitolo del romanzo, Alice si rende conto di aver attraversato lo specchio nel suo salotto ed essere giunta in un mondo al di là di questo. Lì trova un libro, composto in un linguaggio dapprima per lei incomprensibile; rendendosi conto però che si tratta di una scrittura speculare, riesce a leggerne un contenuto aiutandosi con uno specchio.
Dopo la lettura, Alice è più confusa di prima, per quanto sia riuscita a cogliere il dato di base in esso descritto:
Il significato del nome della bestia Jabberwock, da cui poi viene il titolo del poemetto (traducibile come [Poema] del Jabberwock), fu spiegato dallo stesso Carroll quando una classe della Girl's Latin School di Boston gli domandò il permesso di chiamare così la propria rivista scolastica. La parola è formata da un verbo in uso nell'inglese colloquiale, to jabber, traducibile come chiacchierare, spettegolare; il suffisso verrebbe invece dal sassone wocer o wocor, letteralmente frutto e figurativamente prodotto, progenie; la parola sarebbe quindi ironicamente traducibile come "il prodotto di un'amabile, leggera chiacchierata".
La maggior parte delle parole presenti nel poemetto sono un'invenzione di Carroll e molte rientrano nella categoria delle parole-macedonia. Carroll non si limitò ad utilizzarle solo in questo poemetto, ma ne fece largo uso (ampliandone anche il significato) anche in La caccia allo Snark. In un capitolo successivo di Dietro lo specchio, Humpty Dumpty spiega ad Alice il significato della prima strofa, tuttavia Carroll (in alcune sue lettere e prefazioni) ne diede versioni leggermente differenti, e cercò di spiegare l'origine di quante più parole possibili.
Molte parole sono ormai entrate nell'inglese comune e la stessa parola Jabberwocky è diventata, per antonomasia, sinonimo di nonsense.
La prima strofa del poema apparve la prima volta in Mischmasch, un periodico scritto ed illustrato da Carroll. Il titolo originale era "Strofa di un poema Anglo-Sassone".
Roger Lancelyn Green nel Manuale di Lewis Carroll (1962) avanza l'ipotesi che il resto del poemetto sia stato ispirato da un'antica ballata tedesca, Der Hirt des Riesengebürgs, in cui un giovane pastorello sconfigge un mostruoso Grifone, tradotta in inglese da Menella Bute Smedley (parente di Carroll) nel 1846 col titolo di The Shepherd of the Giant Mountains, trent'anni prima dell'uscita di Dietro lo specchio.
Il poema risulta particolarmente interessante poiché, nonostante contenga molte parole inventate, la struttura è perfettamente in linea con le classiche liriche inglesi. La struttura del verso è accurata (altro aspetto arduo da tradurre in altre lingue), le forme poetiche sono rispettate (quartine, versi, rime, metro giambico) e la storia è in qualche modo comprensibile. Come la stessa Alice pensa "In qualche modo sembra riempire la mia testa di idee - solo non so esattamente quali siano!"
La struttura assai complessa (in origine la scrittura è persino speculare, leonardesca) è semplificata direttamente da Humpty Dumpty, personaggio a cui persino Alice ricorre per capire: le rivela che alla base nelle parole apparentemente nonsense si cela un linguaggio cifrato matematico, all'interno del quale le sillabe corrispondono a numeri o segni algebrici. Ricordiamo che il reverendo Lewis Carroll, oltre che letterato, era appassionato di matematica.
Il "Jabberwocky" è diventato famoso in tutto il mondo ed è stato tradotto in moltissime lingue come spagnolo, tedesco, francese, italiano, ceco, russo, latino, greco ed anche esperanto.
Il particolare lessico del poema ha spesso rappresentato una sfida per i traduttori, che hanno dovuto scegliere se mantenere il peculiare suono delle molte parole nonsense o se tradurle con parole altrettanto nonsense ma più vicine al significato della lingua recipiente. Per il Jabberwock, ad esempio, molte traduzioni mutano il nome della bestia in una parola contenente una traduzione del suffisso jabber, come chiacchiera, ciarla, cianciare.
Per motivi di diritto d'autore, qui si riporta solo la prima strofa di ogni traduzione.
Traduzione in francese di Frank L. Warrin:
Traduzione in tedesco di Robert Scott:
Silvio Spaventa Filippi (1914):
Tommaso Giglio (1954), regolarmente adoperata nelle ristampe Rizzoli:
Adriana Valori Piperno (1954):
Tomaso Kemeny (1967):
Masolino d'Amico, per la versione italiana di The Annotated Alice:
Una seconda traduzione di Masolino D'Amico (1978):
Milli Graffi (1975):
Guido Almansi (1978):
Non mancano traduzioni "ancillari", ovvero all'interno di opere in lingua straniera che stavano citando l'originale in inglese, come le due successive, della sola prima strofa, inclusa nel racconto fantascientifico Mimsy were the borogoves di Lewis Padgett nell'antologia "Sonde nel futuro" (da cui è stato tratto il film Mimzy - Il segreto dell'universo):
Roberta Rambelli, con la collaborazione di Riccardo Valla (1978):
Antonio Bellomi (1981):
Bruno Garofalo per la versione italiana (1984) di Gödel, Escher, Bach: un'eterna ghirlanda brillante:
Nel film Disney Alice nel paese delle meraviglie (1951), lo Stregatto canta ripetutamente i primi quattro versi. L'adattatore italiano Roberto De Leonardis li tradusse liberamente come:
Questo olimon inventato da De Leonardis è basato sull'aspetto della luna che sorge, che può ricordare una fettina di limone appoggiata a metà sull'orizzonte.
Infine, la traduzione di Antonio Lugli (1967) modifica la metrica e parte del significato originale per adattare il poema in latino maccheronico:
Il successo riscosso dalla poesia ha fatto in modo che alcuni dei suoi soggetti venissero ripresi non solo in opere ispirate direttamente alla poesia o al romanzo in cui è contenuta, ma anche al di fuori di essi. Ciò è vero in particolare per il Jabberwock stesso che, oltre ad essere un avversario principale nei film Jabberwocky (1977) e Alice in Wonderland (2010) e nel videogioco American McGee's Alice, appare anche in giochi quali Warhammer Fantasy Battle e Final Fantasy XIII, così come la spada vorpal, anch'essa presente in svariate ambientazioni fantasy. A livello musicale i tastieristi Clive Nolan e Oliver Wakeman pubblicano nel 1999 il concept album Jabberwocky, basato sul poema. Tre cantanti, tra cui Bob Catley si alternano nei ruoli principali con Rick Wakeman, già tastierista degli Yes come narratore.
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