Cirsium canum

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Cardo biancheggiante
Cirsium canum
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaCarduoideae
TribùCardueae
SottotribùCarduinae
GenereCirsium
SpecieC. canum
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
SuperdivisioneSpermatophyta
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaCichorioideae
TribùCardueae
SottotribùCarduinae
GenereCirsium
SpecieC. canum
Nomenclatura binomiale
Cirsium canum
(L.) All., 1785
Nomi comuni

Cirsio canuto

Il cardo biancheggiante (nome scientifico Cirsium canum (L.) All., 1785) è una pianta erbacea angiosperma dicotiledone e perenne, appartenente alla famiglia delle Asteracee.

Etimologia

Il nome del genere (cirsium) deriva dalla parola greca kirsos = varice; da questa radice deriva poi la denominazione Kirsion, un vocabolo che sembra servisse ad identificare una pianta usata per curare questo tipo di malattia. Da kirsion in tempi moderni il botanico francese Tournefort (1656 - 708) derivò il nome Cirsium dell'attuale genere.
Il nome italiano “cardo” è abbastanza generico in quanto nel linguaggio comune si riferisce a diversi generi e specie di piante. Tra i generi che vengono chiamati direttamente “cardo”, oppure hanno una o più specie che comunemente si chiamano con questo nome citiamo: Carduus, Carduncellus, Carlina, Centaurea, Cnicus, Cynara, Echinops, Galactites, Jurinea, Onopordum, Scolymus, Silybum, Tyrimnus, tutti della famiglia delle Asteracee. Ma anche in altre famiglie abbiamo dei generi con delle specie che volgarmente vengono chiamate “cardi” : il genere Eryngium della famiglia delle Apiaceae o il genere Dipsacus della famiglia delle Dipsacaceae.
Il binomio scientifico della pianta di questa voce è stato proposto inizialmente da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, perfezionato successivamente dal medico e botanico italiano Carlo Ludovico Allioni (Torino, 23 settembre 1728 – Torino, 30 luglio 1804) nella pubblicazione "Flora Pedemontana, sive enumeratio methodica stirpium indigenarum Pedemontii, Torino" del 1785.
L'epiteto specifico (canum = canuto, bianco, biancheggiante o anche grigio chiaro) come quello comune deriva dal colore generale della pianta.

Descrizione

Il “Cardo biancheggiante” è una pianta abbastanza alta: da 4 a 20 dm. La forma biologica della specie è geofita rizomatosa (G rihz). Sono piante perenni erbacee che portano le gemme in posizione sotterranea; durante la stagione avversa non presentano organi aerei e le gemme si trovano in organi sotterranei chiamati rizomi (un fusto sotterraneo dal quale, ogni anno, si dipartono radici e fusti aerei). In alcuni casi può anche essere definita geofita rizomatosa, in questo caso si tratta di piante erbacee, perenni, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve.

Radici

Le radici sono secondarie da rizoma e ingrossate a fuso.

Fusto

Rizoma sotterraneo

Foglie

Rosetta basale delle foglie

Le foglie sono di due tipi: basali e cauline. Contrariamente ad altri Cirsium, in questa specie la superficie delle foglie è priva di spine.

Infiorescenza

L'infiorescenza è formata da capolini solitari con peduncoli lunghi 4 – 10 cm. I fiori sono racchiusi in un involucro emisferico (diametro di 15 – 25 mm) formato da squame di tipo lanceolato. Le squame inferiori sono larghe 2 mm e lunghe 4 mm; quelle superiori sono lunghe fino a 15 mm: queste ultime hanno l'apice purpureo e dilatato. All'interno dell'involucro un ricettacolo fa da base ai fiori. Il capolino completo può avere un diametro da 15 a 30 mm.

Fiore

I fiori tubulosi

I fiori del capolino sono tutti tubulosi (il tipo ligulato, presente nella maggioranza delle Asteracee, qui è assente), sono inoltre ermafroditi, tetraciclici (calice– corolla – androceo – gineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi).

  • /x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio

Frutti

I frutti sono del tipo achenio a forma cilindrico-compressa con un pappo terminale formato da molte file di peli piumosi riuniti alla base. Lunghezza del pappo: 14 – 17 mm.

Biologia

Distribuzione e habitat

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale – Distribuzione alpina)

Fitosociologia

Dal punto di vista fitosociologico Cirsium canum appartiene alla seguente comunità vegetale:

Formazione: delle comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Classe: Molinio- Arrhenatheretea
Ordine: Molinietalia caeruleae

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi, oppure 22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1679 generi). La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie.

Cardueae è una delle 4 tribù della sottofamiglia. La tribù Cardueae a sua volta è suddivisa in 12 sottotribù (la sottotribù Carduinae è una di queste). Il genere Cirsium elenca 435 specie con una distribuzione cosmopolita, 35 delle quali sono presenti spontaneamente sul territorio italiano.

Filogenesi

Il genere di questa voce è inserito nel gruppo tassonomico della sottotribù Carduinae. In precedenza provvisoriamente era inserito nel gruppo tassonomico informale "Carduus-Cirsium Group". La posizione filogenetica di questo gruppo nell'ambito della sottotribù è abbastanza vicina al "core" della sottotribù (con il genere Carduus forma un "gruppo fratello") e dalle analisi molecolari è stato calcolato in 7,2 milioni di anni fa la separazione di questo genere dal resto del gruppo (è stato l'ultimo a separarsi).
Il genere Cirsium spesso viene botanicamente "confuso" con altri generi come quello del Carduus o Cnicus (e di altri ancora). Le specie del primo genere ad esempio sono molto simili a quelle del Cirsium, anche se una certa distinzione è possibile servendosi dell'aspetto del pappo (in Cirsium è formato da setole piumose; mentre in Carduus è composto da pagliette denticolate scabre).
Il genere Cirsium appartiene alla tribù delle Cardueae (da alcuni autori indicata come Cynareae), tribù che il Sistema Cronquist assegna alla sottofamiglia Cichorioideae e che invece la classificazione APG colloca nella sottofamiglia Carduoideae.
Il numero cromosomico di C. canum è: 2n = 34.
Il basionimo per questa specie è: Carduus canus L., 1767

I caratteri distintivi di questa specie nell'ambito del genere sono:

Questi caratteri sono condivisi con le seguenti specie (sono indicati anche alcuni caratteri distintivi per ogni specie):

Altre specie simili

  • Cirsium heterophyllus (L.) Hill - Cirsio falso elenio: è un po' meno alto con capolini più grandi e piriformi, le foglie non sono decorrenti e le spine sono nulle o deboli.
  • Cirsium arvense (L.) Scop. - Cirsio dei campi: il portamento è più ramoso con molto capolini più piccoli. La corolla è violaceo-pallida e il lembo (parte del fiore tubuloso corrispondente grossomodo alle fauci più le 5 lacinie terminali) è più lungo del tubo basale.

Ibridi

Nell'elenco seguente sono indicati alcuni ibridi interspecifici:

Sinonimi

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

  • Carduus canus L., 1767
  • Cirsium biebersteinii Kharadze
  • Cirsium canum subsp. subtymphaeum (Hayek) Rech. f.
  • Cirsium canum var. subtymphaeum Hayek
  • Cirsium louisii J. Thiébaud, 1938
  • Cirsium pseudopannonicum Schur, 1866
  • Cnicus canus (L.) Roth

Altre notizie

Il Cirsio canuto in altre lingue viene chiamata nei seguenti modi:

  • (DE) Graue Kratzdistel
  • (FR) Cirse cendré

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. 1 2 World Checklist, su Royal Botanic Gardens KEW. URL consultato il 6 febbraio 2021.
  3. ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 26 febbraio 2012.
  4. ↑ Motta 1960, vol. 1, pag. 617.
  5. ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato l'11 febbraio 2012.
  6. ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato l'11 febbraio 2012.
  7. 1 2 3 4 5 Aeschimann et al. 2004, vol. 2, pag. 588.
  8. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  9. ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
  10. ↑ Judd 2007, pag. 517.
  11. 1 2 3 4 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 132.
  12. 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 300.
  13. 1 2 3 Herrando et al. 2019.
  14. 1 2 Pignatti 2018, vol. 3, pag. 954.
  15. 1 2 Judd 2007, pag. 520.
  16. ↑ Judd 2007, pag. 523.
  17. ↑ Conti et al. 2005, pag. 78.
  18. 1 2 Global Compositae Checklist[collegamento interrotto], su compositae.landcareresearch.co.nz. URL consultato il 12 febbraio 2012.
  19. ↑ Strasburger 2007, pag. 858.
  20. ↑ World Checklist, su Royal Botanic Gardens KEW. URL consultato il 18 marzo 2021.
  21. ↑ Funk & Susanna 2009, pag. 293.
  22. 1 2 Barres et al. 2013.
  23. 1 2 Ackerfield et al. 2020.
  24. ↑ Funk Susanna 2009.
  25. ↑ Tropicos Database, su tropicos.org. URL consultato il 12 febbraio 2012.
  26. ↑ Pignatti 2018, Vol. 3 pag. 953.
  27. 1 2 Pignatti 2018, vol. 4, pag. 883.
  28. ↑ CONSULTATION : CI-CK, su www2.dijon.inra.fr. URL consultato il 15 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2011).
  29. ↑ EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato il 12 febbraio 2012.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

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