| Ciskei | |
|---|---|
| Dati amministrativi | |
| Nome completo | Autorità Territoriale del Ciskei (1968 - 1972) Ciskei (1972 - 1981) Repubblica del Ciskei (1981 - 1994) |
| Lingue ufficiali | Xhosa |
| Inno | Nkosi sikelel' iAfrika |
| Capitale | Zwelistha (1968-1981) Alice (1981) Bisho (1981-1994) |
| Dipendente da | |
| Politica | |
| Forma di Stato | Bantustan |
| Capo di Stato | vedi elenco |
| Nascita | 1968 con Justice Thandatha Jongilizwe Mabandla |
| Causa | creazione delle prime autorità territoriali |
| Fine | 1994 con Pieter van Rensburg Goosen e Bongani Blessing Finca |
| Causa | scioglimento dei bantustan |
| Territorio e popolazione | |
| Massima estensione | 7.700 km² nel 1994 |
| Popolazione | 1.088.476 ab. nel 1992 |
| Economia | |
| Valuta | Rand sudafricano |
| Religione e società | |
| Religione di Stato | nessuna |
| Evoluzione storica | |
| Preceduto da | |
| Succeduto da | |

Il Ciskei era uno dei bantustan sudafricani del periodo dell'apartheid, creato nel 1968 come territorio autonomo riservato all'etnia Xhosa. Il 27 aprile 1994 è stato reintegrato all'interno della Repubblica Sudafricana.
Il nome deriva dall'unione del prefisso latino Cis- ("al di qua") e del nome del fiume Kei. Il significato è dunque: al di qua del fiume Kei.
Il territorio del Ciskei consisteva in due aree separate per un totale di circa 7.700 km², quasi completamente circondate dalla Provincia del Capo e con una breve linea costiera che si affacciava sull'Oceano Indiano.
Era diviso dal Transkei dal "corridoio" dell'East London, riservato alla popolazione bianca.
Il Ciskei ha conosciuto tre capitali. La prima è stata Zwelistha fino alla proclamazione dell'indipendenza (1981). Per poco tempo la capitale viene poi spostata ad Alice, per essere infine definitivamente spostata a Bisho.
In base al censimento del 1978, il Ciskei presentava 509.607 abitanti, prevalentemente di etnia Xhosa. La popolazione è successivamente cresciuta fino a 1.088.476 abitanti (1992).
Il Ciskei ha ospitato, lungo la sua esistenza, una percentuale compresa fra il 13% e il 25% degli abitanti sudafricani di etnia Xhosa (circa 4 milioni in totale).
Durante il periodo dell'Apartheid il Governo sudafricano creò delle entità territoriali autonome per le popolazioni nere. Il Ciskei, assieme al Transkei, era concepita come una delle due Homeland (o Bantustan) dell'etnia Xhosa.
Nel novembre del 1968 fu inizialmente istituito il Territorio Autonomo del Ciskei, con a capo Justice Thandatha Jongilizwe Mabandla nelle vesti di Capo del Consiglio Esecutivo. Il 1º agosto 1972 al territorio fu concesso l'autogoverno, primo passo verso il distacco dalla Repubblica Sudafricana. Mabadla ne divenne Primo Ministro.
Il 21 maggio 1973 salì al potere Lennox Sebe. A parte una breve parentesi nel 1975, Sebe manterrà il potere ininterrottamente fino al 4 marzo 1990, inizialmente come Primo Ministro, poi (4 dicembre 1981) come Presidente della Repubblica indipendente del Ciskei, ed infine (1983) come Presidente a vita.
Il 4 dicembre 1981 fu sancita ufficialmente l'indipendenza del Ciskei attraverso un referendum vinto dai "secessionisti" con l'impressionante maggioranza del 98,7% (questo risultato, però, non verrà mai riconosciuto dalla comunità internazionale; addirittura il 15 dicembre 1981 il Consiglio di Sicurezza dell'ONU definì "futile" la dichiarazione di indipendenza del Ciskei). La conseguenza immediata fu comunque la perdita della cittadinanza sudafricana per circa 630.000 Xhosa ufficialmente residenti all'interno del bantustan. Di questi, almeno 442.000 lavoravano come "immigrati" in Sudafrica.
Il 4 marzo 1990 Sebe fu deposto dal Brigadiere Joshua "Oupa" Gqozo. Questi, dopo aver inizialmente promesso un rapido ritorno del potere ai civili, si impose come un vero e proprio dittatore. Durante il 1991 e il 1992, tuttavia, iniziò il processo di smantellamento dell'Apartheid; il Congresso Nazionale Africano, il partito del futuro Presidente Nelson Mandela, premeva affinché i bantustan venissero riammessi a fare parte del Sudafrica.
Gqozo, come gli altri leader dei bantustan, si opponeva fermamente all'ipotesi boicottando i negoziati per la stesura di una nuova Costituzione e minacciando di boicottare anche le elezioni. Il 7 settembre 1992 una manifestazione dell'ANC a Bisho che chiedeva la deposizione di Gqozo fu soffocata nel sangue: furono uccisi 28 manifestanti e feriti centinaia.
Gqozo tentò di costituire l'Alleanza delle Libertà con il Partito Conservatore, il Partito della Libertà Inkata e il Presidente del Bophuthatswana Lucas Mangope per contrastare il tentativo di riannessione dei territori nati durante l'apartheid, ma la situazione diventò man mano insostenibile.
Nel marzo 1994 gli impiegati "statali" del Ciskei proclamarono lo sciopero generale chiedendo maggiori garanzie per il proprio posto di lavoro e per le proprie pensioni. Anche la polizia si ammutinò e costrinse Gqozo a dimettersi (22 marzo 1994). Il Governo sudafricano prese il controllo della situazione nel Ciskei con l'obiettivo di restaurare l'ordine e preparare le elezioni dell'aprile successivo.
Il 27 aprile 1994 il Ciskei fu reincorporato ufficialmente all'interno del Sudafrica assieme agli altri bantustan come effetto delle prime elezioni libere dopo l'era dell'Apartheid. Assieme al Transkei diventò parte della nuova Provincia dell'Eastern Cape con capitale Bisho.
Il Ciskei conobbe un solo partito politico, il National Ciskei Party (Partito Nazionale del Ciskei, NCP), trasformatosi nel 1973 nel National Ciskei Independence Party (Partito Nazionale per l'Indipendenza del Ciskei, NCIP) e scioltosi ufficialmente nel 1990.
Il Parlamento, costituito nel 1978, era un'Assemblea monocamerale di 137 membri, di cui 50 eletti direttamente e 87 nominati dai capitribù. Dal 1986 i membri furono ridotti a 50 (23 eletti e 37 nominati dai capitribù).
In entrambe le tornate elettorali, tenutesi nel 1978 e nel 1986, il NCP (poi NCIP) conquistò la totalità dei seggi.
L'esercito del Ciskei nel 1993 contava circa 2.000 effettivi.
Dal 1º settembre 1976 al 4 dicembre 1981 il Sudafrica nominò J. J. Engelbrecht come Commissario generale per il Ciskei.
Il 27 aprile 1994 il Ciskei tornò ad essere parte integrante della Repubblica Sudafricana.
Dichiarato zona economica speciale, il Ciskei fu negli anni ottanta sede di investimenti da parte di imprenditori taiwanesi, che vi installarono ottanta piccole fabbriche. La manodopera di questi stabilimenti era prevalentemente femminile e il regime dittatoriale faceva rispettare con la violenza il divieto di sindacalizzazione.
La bandiera del Ciskei è stata adottata nella sua prima versione il 1º agosto 1972. Era composta da due bande orizzontali di uguali dimensioni: quella superiore era di colore blu, quella inferiore di colore bianco.
Il 15 marzo 1974, la bandiera viene modificata e il suo uso successivamente regolato dal Ciskei Flag Act del 1977. La bandiera presenta una fascia bianca diagonale in campo azzurro. Secondo quanto disposto dal Ciskei Flag Act, l'azzurro rappresenta l'infinità del cielo e le difficoltà del progresso e dello sviluppo. La banda bianca si riferisce al cammino da percorrere per giungere allo sviluppo. La gru presente al centro della bandiera rappresenta il coraggio e la volontà del popolo Xhosa di lavorare per il proprio popolo e per il proprio Paese.
La bandiera è stata ufficialmente abbandonata il 27 aprile 1994, con il reintegro del Ciskei nella Repubblica Sudafricana.
Durante il corso della sua esistenza, il Ciskei ha emesso 252 francobolli di vario taglio.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 1470156133206358430003 · LCCN (EN) n80131924 · GND (DE) 4085271-4 · BNF (FR) cb15291630w (data) · J9U (EN, HE) 987007559617705171 |
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