Il clan Piccolo, conosciuto anche con il nome di clan Letizia-Piccolo o Quaqquaroni, è un sodalizio camorristico che opera nella periferia occidentale della provincia di Caserta, precisamente nei comuni di Marcianise, Macerata Campania, Recale e Capodrise.
Il clan sorse negli anni '80 ed era inizialmente legato alla Nuova Famiglia; accrebbe in seguito la sua presenza sul territorio iniziando un lungo sodalizio con il clan Letizia (originario della Puglia e affiliato al clan dei Casalesi) e con il clan Perreca. Si occupa principalmente di estorsioni ai danni di commercianti e imprenditori, infiltrazione nelle imprenditorie locali, traffico illegale di sostanze stupefacenti e racketeering.
La sua storia fu caratterizzata da una sanguinosa faida durata quasi tre decenni con il clan rivale dei Belforte o Mazzacane, pure loro attivi nella stessa zona e originalmente di stampo cutoliano, scoppiata a causa di conflitti d'interesse e contenziosi sul controllo dei traffici illegali – il picco massimo della rivalità si ebbe tra il 1995 e il 1997, dove furono uccisi cinque esponenti maggiori tra cui Angelo Piccolo, boss principale del clan, assassinato a Casoria il 14 marzo 1996 dal capo dei Mazzacane Domenico Belforte alias Mimì e altri due uomini, in seguito condannati all'ergastolo nel 2017. Si stima che in totale morirono circa un centinaio di persone. La guerra fu vinta dai Belforte, grazie alla loro temporanea alleanza con il clan dei Casalesi e alcune defezioni, e alla fine si raggiunse uno stato di non-belligeranza tra Mazzacane e Piccolo. A causa delle lotte inoltre Marcianise divenne nel 1998 la prima città in Italia ad essere sottoposta a coprifuoco dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.
Nel 2011 si rischiò un nuovo conflitto quando Pasquale Piccolo, nuova guida dei Quaqquaroni, iniziò un'attività incentrata sulla distribuzione del caffè in busta e cialde, affari che erano stati monopolizzati a Marcianise da Bruno Buttone, leader dei Buttone (una fazione dei Belforte) e inizialmente i clienti acquistavano solo da questi ultimi per paura di una loro vendetta; i due esponenti in seguito si incontrarono privatamente e si accordarono di spartirsi la città in aree d'influenza e dividersi i vari punti vendita, ma l'accordo non venne rispettato da parte dei Piccolo. Le informazioni sono state divulgate da Salvatore Belforte, pentito dei Belforte.
Col passare degli anni la presenza del clan Piccolo venne gradualmente ridimensionata: nel 2019 la Dda ha svolto un'indagine che ha portato all'arresto di trenta membri del clan tra cui Pasquale Piccolo e il fratello Angelo, le indagini hanno anche suggerito una rottura tra i Piccolo e i Letizia. Nel 2021 sono stati individuati colpevoli altri quattro individui che tramite analisi DNA vennero direttamente ricollegati ad alcuni delitti della guerra coi Belforte e nel 2022 sono stati arrestati dalla polizia di stato di Caserta otto "nuove leve" colpevoli di estorsioni ed associazioni a delinquere a favore del clan Piccolo. Nel 2022 sono stati confermati 22 ergastoli concludendo il blitz della polizia ed altre operazioni di rappresaglia, portando il clan in stato di crisi e latitanze.