| Classe Fateh | |
|---|---|
| Descrizione generale | |
| Tipo | sottomarino costiero |
| Numero unità | 4 |
| In servizio con | |
| Costruttori | Organizzazione delle industrie marittime |
| Entrata in servizio | 2019 |
| Caratteristiche generali | |
| Dislocamento | |
| Lunghezza | 43,5 - 48 m |
| Larghezza | 4,4 m |
| Profondità operativa | 200 m |
| Propulsione | diesel-elettrica |
| Velocità in immersione | 14 nodi |
| Velocità in emersione | 11 nodi |
| Autonomia | 3 600 miglia a 8 nodi (6 667 km a 14,82 km/h) |
| Equipaggio | 13 |
| Armamento | |
| Siluri | 4 tubi lanciasiluri da 533 mm |
| dati tratti da | |
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La classe Fateh è una classe di sottomarini d'attacco costieri a propulsione convenzionale diesel-elettrica, in servizio con la Marina militare della Repubblica Islamica dell'Iran. Il primo esemplare della classe è stato ufficialmente consegnato alla Marina iraniana nel 2019.
Versione ingrandita, dotata di motori più potenti e armamento più pesante dei precedenti minisommergibili classe Ghadir, i Fateh sono un prodotto indigeno iraniano, i battelli subacquei di maggiori dimensioni mai progettati e costruiti nei cantieri navali dell'Iran. Al 2025 risulta sia entrato in servizio un esemplare per le forze navali dislocate nel Golfo Persico, con un secondo esemplare in allestimento per la flotta iraniana del Mar Caspio e altri due in costruzione; i progetti parlano di un totale di 10 battelli da realizzare complessivamente per le due flotte.

La creazione di una componente subacquea per la Marina militare iraniana risale agli ultimi anni di vita dello Stato Imperiale dell'Iran. Nell'ambito di un vasto piano di potenziamento e modernizzazione delle forze navali iraniane, volto alla creazione di una forza non più solo capace di operazioni in acque costiere ma anche con alcune capacità da flotta d'alto mare, lo scià Mohammad Reza Pahlavi approvò nel corso degli anni 1970 vari programmi di acquisizione di nuovo naviglio da fornitori del Blocco occidentale, comprensivi di navi da combattimento di superficie e navi ausiliarie ma anche dei primi battelli sottomarini con cui creare il primo corpo sommergibilistico dell'Iran; in questo campo, si previde inizialmente l'acquisto di tre vecchi sottomarini classe Tang dismessi dalla United States Navy da impiegare per l'addestramento dei primi equipaggi, mentre come unità operative sarebbero arrivati sei sottomarini di nuova costruzione classe U-209 ordinati ai cantieri navali della Germania ovest. Lo scoppio della Rivoluzione iraniana nel 1978 e la caduta del regime dello scià portarono a un blocco di questi progetti prima ancora che una sola unità venisse consegnata agli iraniani, e il programma venne definitivamente cancellato dopo lo scoppio della guerra Iran-Iraq nel 1980.
I programmi per la creazione di una componente subacquea furono ripresi dalla Repubblica islamica iraniana subito dopo la fine della guerra contro l'Iraq, questa volta rivolgendosi a fornitori del Blocco orientale. Nel 1988 venne siglato un contratto con l'Unione Sovietica per l'acquisto di tre sottomarini d'attacco a propulsione convenzionale diesel-elettrica della classe Kilo, costruiti nei cantieri sovietici (di lì a poco russi) e consegnati all'Iran tra il 1992 e il 1996; grosse unità da 3000 tonnelate di dislocamento in immersione, i Kilo erano unità prestanti, ma piuttosto inadatte alle ristrette acque del Golfo Persico per le quali erano più indicati battelli di dimensioni contenute. Nel 1991 un accordo con la Corea del Nord fruttò quindi l'acquisto da parte dell'Iran di quattro minisommergibili costieri della classe Yono, i quali costituirono in seguito la base per lo sviluppo delle prime creazioni indigene iraniane: nel 2005 fecero la loro comparsa i primi esemplari della classe Ghadir, piccoli battelli da 120 tonnellate di dislocamento in immersione ottimizzati per operazioni d'attacco in acque costiere, mentre nel 2006 venne mostrato il primo esemplare della classe Nahang, quasi analogo per dimensioni e impiegabile invece per il trasporto e il rilascio di mine navali e incursori subacquei.
Dopo questi progetti di minisommergibili l'industria navale iraniana passò a progettare unità di maggiori dimensioni, sempre pensate comunque per un impiego nelle ristrette acque del Golfo Persico a poca distanza dalle coste dell'Iran. Sviluppando fondamentalmente una versione ingrandita e potenziata dei Ghadir, il conglomerato statale dell'Organizzazione delle industrie marittime (in persiano سازمان صنایع دریایی) mise in cantiere nel 2008 presso la base navale di Bostanu vicino allo stretto di Hormuz il primo esemplare della futura classe Fateh, poi varato nel 2013 e quindi ufficialmente entrato in servizio con la Marina militare iraniana il 19 febbraio 2019. Un secondo esemplare risulta ancora in fase di costruzione presso i cantieri di Bandar-e-Anzali nel Mar Caspio, mentre i progetti sembrano riguardare la realizzazione di un numero complessivo di 10 unità, da suddividere tra il Golfo Persico e il bacino del Caspio. Fonti iraniane anno annunciato nell'aprile 2023 la costruzione di ulteriori due unità, il cui allestimento risulterebbe ancora in corso.

Si conoscono poche informazioni ufficiali su caratteristiche e prestazioni delle unità della classe Fateh, e la maggior parte di esse sono desunte dagli analisti sulla base delle foto disponibili. I Fateh sono battelli costieri di medie dimensioni, della stessa tipologia dei vecchi battelli tedeschi classe U-206 degli anni 1970, con un progetto di base che riprende i precedenti Ghadir ma con un aumento delle dimensioni per imbarcare un armamento più numeroso e motori più potenti. Lo scafo dei Fateh presenta una lunghezza fuori tutto di 43,5 o 48 metri e un diametro massimo di 4,4 o 4,6 metri; il dislocamento in emersione è stimato tra le 527 e le 531 tonnellate, mentre in immersione raggiunge le 595 tonnellate. La profondità massima raggiungibile in immersione è stimata essere sui 200 metri. Lo scafo presenta una prua verticale e smussata e una poppa rastremata, con una vela disposta in posizione piuttosto arretrata rispetto alla prua lungo un involucro insolitamente ribassato che si eleva appena sopra la parte superiore dello scafo poco dopo la prua; dietro la vela è presente un contenitore a tenuta stagna, già osservato sui Ghadir, che dovrebbe servire a ospitare gommoni e altro equipaggiamento per incursori subacquei ospitati a bordo del battello. L'equipaggio è stimato ammontare a 13 ufficiali e marinai, con la possibilità di imbarcare fino a sei passeggeri.

Non si conosce praticamente niente delle caratteristiche dell'apparato motore, salvo che è strutturato su un'architettura convenzionale con motori diesel per la navigazione in superficie e motori elettrici per quella in immersione. I battelli sono ritenuti capaci di una velocità massima in emersione di 11 nodi, che salgono a 14 nodi in immersione; l'autonomia è stimata in 3600 miglia nautiche alla velocità di crociera di 8 nodi, per una capacità di missioni della durata di 35 giorni continuativi. Nel 2024 sono stati rivelati progetti per sviluppare una versione dei Fateh dotata invece di un apparato motore tipo AIP (Air-Independent Propulsion), probabilmente un sistema a motore Stirling.
L'armamento consiste in quattro tubi lanciasiluri da 533 mm fissi a prua (il doppio dei precedenti Ghadir). Non è chiaro se i battelli ospitino a bordo dei siluri con cui ricaricare i tubi dopo aver esaurito la prima salva: alcune foto suggeriscono la presenza di rotaie per il caricamento nel locale siluri di prua, per quanto gli spazi risultino molto angusti; alcune fonti comunque attribuiscono ai Fateh una capacità di sei siluri in totale. I battelli sono armati sicuramente con il siluro pesante YT-534-UW1 "Valfajr", un prodotto iraniano derivato da un'arma nordcoreana; non è chiaro se l'Iran abbia effettivamente messo in campo una propria versione del siluro a supercavitazione sovietico/russo VA-111 Shkval, di cui pure era stato annunciato lo sviluppo, ma se così fosse i Fateh potrebbero essere equipaggiati anche con esso. I battelli possono impiegare dai loro tubi lanciasiluri anche i missili antinave Jask-2, la versione a lancio da sottomarino del missile da crociera terrestre Nasr-1; all'arma è attribuita una gittata massima di 15-25 miglia nautiche, anche se l'ingaggio di bersagli a lunga distanza è reso difficoltoso dalla limitata altezza delle antenne radar dei Fateh. Al battello è inoltre attribuita la possibilità di imbarcare e rilasciare mine navali. Sconosciuto è l'apparato sensori portato dai Fateh, per quanto si ritenga che comprenda apparati sonar più ampi di quelli dei precedenti Ghadir.
| Nome | Cantiere | Varo | Entrata in servizio | Status |
|---|---|---|---|---|
| Fateh (920) | Bostanu | 2013 | 19 febbraio 2019 | in servizio attivo |
| Fateh 2 (921) | Bandar-e-Anzali | ? | ? | in costruzione |
| Fateh 3 | ? | ? | ? | in costruzione |
| Fateh 4 | ? | ? | ? | in costruzione |