I colori politici sono dei colori utilizzati per rappresentare un partito politico o un'ideologia: questi colori sono spesso utilizzati dai mass media nel dare i risultati delle elezioni o, più in generale, per riferirsi ai partiti.
Il colore rosso per la sinistra rivoluzionaria inizia con le bandiere rosse della Comune di Parigi. Spesso, però, in ogni nazione o aree geografiche ai colori vengono attribuiti significati politici diversi. Ad esempio in Italia il bianco è il colore tradizionalmente legato ai democratici-cristiani, già nella vicina Austria i Popolari (democristiani) usano, invece, il nero. In Italia il nero è stato appannaggio del Partito Nazionale Fascista, pertanto, i democristiani per distinguersi dai socialisti e comunisti (rosso) e dai neo-fascisti (neri), fecero proprio il bianco.
Nei paesi di anticlericalismo storico in Europa tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, i rappresentanti della Chiesa cattolica, a causa delle vesti nere del clero, furono chiamati l'Internazionale Nera. In Germania ed Austria, questo è il colore dei cristiano-democratici insieme all'arancione.
Nel mondo islamico, le bandiere nere (spesso con una shahada bianca) sono usate da gruppi politici islamici.
Il blu (in particolar modo il blu scuro) è spesso associato ai partiti conservatori, a causa dell'uso originale che fece di questo colore il Partito Conservatore del Regno Unito; generalmente quindi almeno in Europa il blu (e sue varianti compresi l'azzurro e il celeste) rappresenta i partiti di destra o centro-destra.
Il blu chiaro è usato come campo della bandiera delle Nazioni Unite. Fu scelto per rappresentare la pace e la speranza. Nella politica, il blu chiaro è spesso attribuito al liberalismo.
Tuttavia, per gran parte del XIX secolo, i blu sia in Francia che in Italia erano i conservatori riformisti moderati, mentre i monarchici assolutisti erano bianchi.
Nel 2006, gli studenti del prestigioso Ateneo de Manila, nelle Filippine, hanno cominciato ad indossare magliette blu con la scritta "Blu: il nuovo colore della rivoluzione". Il blu è il colore simbolo dell'università.
Il blu (specialmente il blu elettrico) é anche colore simbolo dell’europeismo.
Il marrone è stato associato con la classe operaia nazista, in quanto le Sturmabteilung (meglio conosciute come SA) erano chiamate "camicie brune". In Europa e anche in altri paesi nel XX secolo, i fascisti erano soprannominati spesso l'Internazionale bruna o l'Internazionale marrone.
Il grigio fu scelto dallo scrittore politico tedesco Paul de Lagarde come simbolo dei liberali nel senso che ha avuto in Europa nel XIX secolo, che egli ha chiamato l'Internazionale Grigia.
Nei Paesi Bassi l'arancione è collegato a vari partiti di estrema destra e monarchici a causa del nome della casa regnante ("Orange") che porta un'associazione automatica del colore con essa.
In India l'arancione è il colore dell'induismo: quindi sarebbe il colore dei partiti politici filo-indù.
Il rosso è il colore tradizionale della repubblica. Negli ultimi secoli è stato maggiormente associato al socialismo e al comunismo (vedi anche bandiera rossa).
In molti paesi dell'America Latina, il rosso è associato ai partiti liberali.
Negli Stati Uniti dal 2000, è associato al Partito Repubblicano, conservatore.
Il bianco è stato collegato al pacifismo (come nella bandiera bianca della resa) e al pensiero politico indipendente.
Storicamente, era associato con il sostenimento della monarchia assoluta, dapprima dai sostenitori della dinastia dei Borbone in Francia per il loro colore dinastico. Successivamente fu usato dai sostenitori dello zarismo nella rivoluzione russa del 1917. Nella guerra civile seguita all'indipendenza della Finlandia nel 1917, il bianco è stato usato dai conservatori e dalle forze democratiche in contrapposizione al rosso delle forze socialiste.
In Italia è stato il colore identificativo del partito al potere per tutto il secondo dopo guerra, la Democrazia Cristiana. Il suo simbolo era una croce rossa su sfondo bianco e il suo soprannome era balena bianca.
Il giallo alla fine del XIX secolo era il colore associato ai sindacati dei lavoratori controllati dagli imprenditori. Per estensione, i fautori del socialismo utilizzavano l'aggettivo "giallo" per riferirsi ai partiti politici (soprattutto socialdemocratici) che, in un'ottica di lotta di classe, giudicavano asserviti agli interessi della borghesia.
Il giallo è associato anche con il giudaismo e con il popolo ebraico (vedi anche i triangoli nell'Olocausto). Nel XIX secolo in Europa gli antisemiti si riferivano agli ebrei collettivamente come l'Internazionale Gialla. Questo deriva dal titolo di un libro tedesco, "L'Internazionale d'Oro".
In Italia, negli anni 10 del XXI secolo, è stato associato al Movimento 5 Stelle, senza per questo voler indicare una precisa collocazione politica.
In estremo oriente il giallo sarebbe il colore del Buddhismo, infatti i monaci vestono di giallo: quindi sarebbe il colore dei partiti politici filo-buddhisti.
Eccezioni degne di note allo schema dei colori sopra riportato sono:
In Australia, il Partito Laburista Australiano è associato solitamente al rosso, e il Partito Liberale d'Australia è associato al blu. Si tratta di un'eccezione allo schema sopra riportato perché il Partito Liberale è in realtà conservatore e il Partito Laburista si identifica storicamente come un partito social-democratico. L'uso di questi colori è quindi essenzialmente lo stesso che viene fatto dal Partito Conservatore e dal partito Laburista britannico. I Verdi Australiani usano il verde, mentre una combinazione di verde e oro è usata sia dal Partito Nazionale d'Australia che dai Democratici Australiani. Quest'ultima scelta, comunque, non deriva dall'ideologia ma dal fatto che verde e oro sono i colori nazionali dell'Australia.
In Belgio, i Liberal-Democratici (VLD e MR) sono blu e i Cristiano-Democratici (CD&V e CDH) sono arancio. Il colore dei Fiamminghi nazionalisti (N-VA) è il giallo. Nessun colore è associato ai nazionalisti di destra del Vlaams Belang, che nelle loro campagne usano bianco, porpora, marrone e giallo.
Nei Paesi Bassi, quattro partiti usano il verde: sia il Partito per gli Animali che il partito dei Cristiano Democratici (CDA) usano un verde scuro mentre i Liberali progressisti (D66) usano un verde chiaro. Inoltre, Sinistra Verde usa verde e rosso per rappresentare le proprie istanze di ecologismo e sinistra. Ci sono poi due partiti di sinistra che usano il rosso, PvdA (Laburisti) e SP (Partito Socialista). Quest'ultimo usa un rosso più brillante, il colore del proprio logo, un pomodoro. PvdA usa il rosso più scuro del proprio simbolo, una rosa.
In Portogallo, i conservatori moderati (Partito Social Democratico, il cui nome può generare confusione dato che non è un partito socialdemocratico tradizionale ma tende più a destra) sono legati al color arancio, mentre i Socialisti sono legati al rosa.
A Taiwan, i gruppi più importanti di partiti sono quelli Nazionalisti Cinesi e quelli Indipendentisti. Il Nuovo Partito usa il giallo come proprio colore anche se si configura come partito di tipo conservatore; il Partito Democratico Progressista usa il verde anche se le sue politiche sono allineate a quelle dei Partiti Liberali e non ai partiti ambientalisti.
Nel Regno Unito (escludendo l'Irlanda del Nord), dove le coccarde elettorali sono spesso utilizzate nelle varie campagne politiche, i Conservatori usano il blu scuro; i Laburisti usano il rosso; e i Liberal Democratici usano il giallo. Il partito laburista recentemente ha utilizzato un rosso vivo con lettere gialle nelle aree dove hanno la maggioranza, ma anche toni tendenti al porpora nelle aree più vicine ai conservatori. Molti altri piccoli partiti scelgono vari colori, e gli Indipendenti optano ovviamente per il bianco. In particolare, l'UKIP ha scelto un colore non allineato: porpora e giallo. Inoltre alcuni partiti usano o hanno usato variazioni di colore in determinate località. Ad esempio i Conservatori di "Penrith & the Border" usano il giallo e non il blu scuro. E il colore tradizionale dei Liberali del Warwickshire era verde e non arancio/giallo.
Negli Stati Uniti ufficialmente non esistono associazioni tra partiti e colori. I due partiti maggiori usano i colori nazionali rosso bianco e blu per dimostrare il loro patriottismo. L'unica situazione in cui è necessario assegnare un colore ad un partito è la rappresentazione grafica dei risultati elettorali. Anche in questi casi, non c'è un'associazione storicamente rilevante tra partiti e colori. Nelle settimane successive alle elezioni del 2000, comunque, è stata usata la definizione di "stati blu" e "stati rossi", per la quale i conservatori del Partito Repubblicano erano associati al rosso e i progressisti del Partito Democratico al blu. Gli osservatori politici si sono adeguati di conseguenza a questa associazione di colori, che risultava dall'uso nelle mappe di riepilogo usate dalle maggiori televisioni: rosso per le zone vinte dai Repubblicani e del blu per le zone vinte dai Democratici. Questa associazione comunque non era stata utilizzata stabilmente nel passato: durante le precedenti elezioni presidenziali, circa metà dei canali televisivi usarono l'associazione opposta. Nel 2004, l'associazione sopra esposta fu invece in gran parte mantenuta. Esiste comunque traccia storica dell'uso del blu per i Democratici e del rosso per i Repubblicani — alla fine del diciannovesimo secolo e all'inizio del ventesimo secolo, le tabelle elettorali nella contea del Texas usavano l'associazione di colori per aiutare ispanici e analfabeti a riconoscere i partiti. In ogni caso, il sistema non fu applicato stabilmente in Texas e non fu utilizzato a livello nazionale. Le mappe per le elezioni presidenziali prodotte dal governo americano usano il sistema opposto, con il rosso per i Democratici e il blu per i Repubblicani. Comunque, dalle elezioni del 2000 i mass media tendono ad usare il rosso per i Repubblicani e il blu per i Democratici, specialmente per rappresentare le maggioranze elettorali nei vari stati, chiamati informalmente stati rossi e stati blu. Il colore verde è spesso usato per il Partito Verde, e il colore giallo per il Partito Liberista. Un articolo del New York Times del febbraio 2004 esaminava proprio questa situazione.
Elenco dei colori associati con i diversi partiti in vari paesi
Azione Integralista Brasiliana: le camicie del partito integralista brasiliano erano di colore verde, mentre la bandiera è blu e bianca, con la lettera greca Sigma al centro