| Argenta comune | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Andrea Baldini (PD) dal 10-6-2019 (2º mandato dal 10-6-2024) |
| Territorio | |
| Coordinate | 44°36′53.46″N 11°50′12.52″E |
| Altitudine | 7 m s.l.m. |
| Superficie | 311,67 km² |
| Abitanti | 21 326 (31-5-2026) |
| Densità | 68,42 ab./km² |
| Frazioni | Anita, Bando, Benvignante, Boccaleone, Campotto, Consandolo, Filo, Longastrino, Menata, Ospital Monacale, San Biagio, San Nicolò, Santa Maria Codifiume, Traghetto. |
| Comuni confinanti | Alfonsine (RA), Baricella (BO), Comacchio, Conselice (RA), Ferrara, Imola (BO), Medicina (BO), Molinella (BO), Portomaggiore, Ravenna (RA), Voghiera |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 44010, 44011, 44014, 44016, 44040, 44048 |
| Prefisso | 0532 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 038001 |
| Cod. catastale | A393 |
| Targa | FE |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona E, 2 414 GG |
| Nome abitanti | argentani |
| Patrono | san Nicola |
| Giorno festivo | 6 dicembre |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Argenta (Arzènta in dialetto argentano) è un comune italiano di 21 326 abitanti della provincia di Ferrara in Emilia-Romagna.
Il territorio si sviluppa in pianura ed è caratterizzato da una fitta rete di corsi d’acqua e aree vallive, tra cui le Valli di Campotto e le Valli di Comacchio. Le origini dell’insediamento sono antiche e tradizionalmente ricondotte al periodo tardoantico e bizantino, quando il sito avrebbe ospitato un presidio militare degli Argentenses a difesa del guado di uno dei rami meridionali del Po.
Argenta sorge sulla sponda sinistra del fiume Reno, a 33 km a sud-est di Ferrara. Il territorio comunale, esteso lungo tutta la fascia sud-orientale della provincia di Ferrara, al confine con la città metropolitana di Bologna e la provincia di Ravenna, è attraversato da numerosi fiumi o specchi d'acqua come il succitato Reno, le valli di Campotto e le valli di Comacchio.
Il nome "Argenta" probabilmente ha origini bizantine. Nel periodo tra il VI e l'VIII secolo ebbe sede, nel luogo ove sorse il centro abitato, il contingente militare degli Argentenses per difendere il guado su uno dei rami meridionali del Po dai Longobardi. Tuttavia è solo dal 1022 che il nome della città è effettivamente attestato. Esso è in connessione con l'argento, forse in riferimento a un determinato tipo di terreno di colore biancastro.
La tradizione lega la fondazione della città al vescovo Esuperanzio di Ravenna nel periodo compreso tra il 425 e il 430 lungo la sponda destra del fiume Po, proprio nei pressi della pieve di San Giorgio, il più antico luogo di culto della zona, a circa un chilometro di distanza dal centro abitato. Nel secolo seguente, secondo lo storico locale Camillo Laderchi, il territorio venne donato dall'imperatore bizantino Giustiniano I, vittorioso sugli Ostrogoti nel 540, al vescovo di Ravenna, Agnello. Entrando così a far parte dell'Arcidiocesi di Ravenna, diventando il Vicariato di Argenta.
Nel 603 Argenta venne fortificata dall'esarca bizantino Smaragdo e in seguito fu trasferita sulla riva sinistra del Po. Tale scelta permise alla città di assumere un ruolo importante come nodo di collegamento tra il ferrarese e il ravennate. In tale situazione tra il XII e il XIV secolo fu oggetto di lunghe contese tra il vescovato di Ravenna e la signoria degli Este e questo facilitò la sua indipendenza anche se rimase culturalmente legata ad entrambi i territori. Durante uno di questi conflitti fra Ferrara e Ravenna, nel 1200, la cittadina fu attaccata da un esercito composto da soldati ferraresi e mercenari modenesi e veronesi, che la devastarono ed incendiarono. Gran parte degli abitanti furono imprigionati nelle carceri di Ferrara dove in molti morirono. Gli assalitori spezzarono le catene che chiudevano il Po e le portarono a Ferrara, dove furono esposte in segno di trionfo nella Cattedrale di San Giorgio. Nel 1295 vi si tenne un convegno che riunì tutti i capi ghibellini della Romagna. Capitano generale fu acclamato Scarpetta Ordelaffi, signore di Forlì che iniziò le operazioni contro gli eserciti pontifici, procurandosi la scomunica per sé e per i suoi familiari.
Nel 1333 Rinaldo II d'Este fece distruggere il ponte fortificato gettato dal legato pontificio ad Argenta. L'8 marzo 1333 Argenta fu ceduta dall'Arcidiocesi di Ravenna agli Este, entrando a far parte della signoria sino alla devoluzione di Ferrara.
Dal 1598 Argenta venne controllata direttamente dallo Stato Pontificio entrando così nella Legazione di Ferrara.
Nel 1624 venne colpita dal terremoto e la tradizione vuole che il sisma abbia risparmiato il Santuario della Celletta consacrato proprio in quell'anno e poco distante dal centro cittadino. Tutte le altre chiese, compreso il duomo, furono duramente colpite. Nella seconda metà del XVIII secolo vivevano in paese poco più di 2 500 abitanti.
Durante i moti del 1830-1831, che coinvolsero diverse cittadine emiliane e romagnole, anche Argenta insorse contro la dominazione pontificia e nel 1849 si sollevò nuovamente. In seguito alle vittorie franco-piemontesi della seconda guerra d'indipendenza italiana e al crollo dei vari ducati emiliani, il 14 giugno 1859 l'amministrazione pontificia lasciò il territorio e i liberali di Argenta innalzarono il Tricolore italiano.
Nel 1883 fu raggiunta dalla ferrovia Ferrara-Rimini e sei anni più tardi venne ultimato anche il collegamento ferroviario con Ravenna. Sul finire del XIX secolo il territorio versava in condizioni economiche drammatiche a causa dell'irrisolta questione agraria, delle mancate bonifiche e dell'isolamento che fu solo parzialmente ridotto dall'arrivo della ferrovia. Con l'ascesa del fascismo fu teatro di due violenti fatti di sangue. Il 17 aprile 1921 fu occupata dagli squadristi di Italo Balbo. Questi, dopo aver costretto il sindaco Zardi a bere olio di ricino, fecero firmare a tutta l'amministrazione comunale socialista le dimissioni. Il 7 maggio successivo l'ex consigliere comunale e sindacalista Natale Gaiba fu ucciso da un gruppo di fascisti del luogo. Il 23 agosto 1923 il parroco don Giovanni Minzoni, uno dei pochi argentani a ribellarsi e a denunciare le violenze fasciste, fu ucciso a bastonate da un gruppo di squadristi.
Durante la seconda guerra mondiale, il territorio argentano fu teatro di numerosi episodi bellici. L'8 settembre 1944 i tedeschi, dietro indicazione dei locali vertici del Partito Fascista Repubblicano, prelevarono un gruppo di uomini per una rappresaglia. Cinque furono fucilati presso il ponte della Bastia ed altri cinque furono fucilati a Filo. Nell'inverno 1944-1945, con l'arresto dell'avanzata alleata lungo la linea Gotica, Argenta divenne un obbiettivo militare di primaria importanza. Le valli di Campotto (a ovest) e quelle di Comacchio (a est) costituirono l'unico passaggio per raggiungere Ferrara ed il Veneto. La piccola porzione di territorio racchiusa tra Argenta e le frazioni di Bando e Longastrino fu ribattezzata dagli Alleati «Argenta Gap». Quando scattò l'offensiva della primavera 1945 la città fu duramente colpita dai britannici l'11 aprile. Il giorno seguente il centro abitato venne pressoché raso al suolo da un violentissimo bombardamento alleato. Argenta venne liberata il 18 aprile 1945 dalle truppe dell'VIII Armata britannica.
I caduti britannici e del Commonwealth riposano nell'Argenta Gap War Cemetery.
Nel secondo dopoguerra il centro cittadino fu interamente ricostruito secondo i canoni urbanistici moderni.

Lo stemma civico è stato riconosciuto con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 aprile 1957.
Nello scudo è rappresentata la torre sulla frontiera tra i territori di Ferrara e di Ravenna, attestata già in documento del 5 giugno 1093, come parte di un importante sistema di fortificazioni edificato ad Argenta dall'antipapa Guiberto.

Per atti di abnegazione, per i sacrifici della sua popolazione e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale, il comune di Argenta ha ottenuto le seguenti onorificenze:
Abitanti censiti

Al 1º gennaio 2026 risiedevano nel comune, secondo le stime ISTAT, 3 003 cittadini stranieri, pari al 14,1% della popolazione residente.
Le cittadinanze maggiormente rappresentate al 1º gennaio 2025 erano:
Accanto alla lingua italiana, sono diffusi anche l'emiliano e il romagnolo. La ragguardevole estensione del territorio comunale, situato al confine fra tre province, ne comporta una complessa tripartizione dialettale. Si parlano infatti:
L'Ospedale Mazzolani–Vandini è la struttura ospedaliera principale di Argenta ed appartiene al gruppo dei quattro nosocomi pubblici della provincia di Ferrara. Tra questi l'Arcispedale Sant'Anna di Ferrara è l'ospedale centrale ed ha il ruolo di capofila, mentre il Mazzolani–Vandini, coi suoi 13 tra reparti e poliambulatori, è uno dei nosocomi periferici.
A partire da luglio 2024 l'ospedale è oggetto di lavori di ampliamento.
Nel comune hanno sede due istituti comprensivi:
L'Istituto di Istruzione Superiore Rita Levi Montalcini offre inoltre differenti indirizzi di studio di tipo liceale, tecnico e professionale.
Ad Argenta sono presenti i seguenti musei:
Le frazioni di Argenta sono: Anita, Bando, Benvignante, Boccaleone, Campotto, Consandolo, Filo, Longastrino, Menata, Ospital Monacale, San Biagio, San Nicolò, Santa Maria Codifiume, Traghetto.
Consandolo è una frazione con una popolazione di circa 2 350 abitanti situata sulla strada statale 16 Adriatica. Il suo nome deriva da Sandalo, un ramo del Po di Volano navigabile nel X e XI secolo. Il corso d'acqua si diramava dalla destra del fiume e scorreva verso sud fino a sfociare nel Po di Primaro.
Vicino alla confluenza nacque l'insediamento di Caput Sandali. È presente la torre di guardia di cui si ha memoria dal X secolo, ora usata in funzione di campanile.
Il percorso del Sandalo è riconoscibile dal tracciato della strada provinciale 29 (Codrea - Portomaggiore), che lo ripercorre quasi esattamente.
Esistono poi altre località che non godono dello status di frazione: Case Selvatiche e Molino di Filo (nei pressi di Filo), Menate (nei pressi di Longastrino) e La Fiorana (vicino a Bando), Sant'Antonio (nei pressi di Boccaleone).[senza fonte]
Il comune di Argenta è attraversato interamente dalla strada statale 16 Adriatica che la collega direttamente a Ferrara e a Ravenna.
Argenta è servita da una fermata ferroviaria lungo la linea Ferrara-Rimini. Anche la frazione di San Biagio è dotata di una propria fermata, posta sulla medesima ferrovia, entrambe gestite dalla Rete Ferroviaria Italiana. La frazione di Consandolo è invece dotata di una fermata ferroviaria, ma sulla Bologna–Portomaggiore, gestita dalle Ferrovie Emilia Romagna (FER).
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 20 maggio 1987 | 14 giugno 2004 | Andrea Ricci | PCI/PDS/DS | Sindaco | |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Giorgio Bellini | PD | Sindaco | |
| 8 giugno 2009 | 10 giugno 2019 | Antonio Fiorentini | PD | Sindaco | |
| 10 giugno 2019 | in carica | Andrea Baldini | PD | Sindaco | Confermato il 10 giugno 2024 |
Fa parte dell'Unione dei comuni Valli e Delizie.
Argenta è sede di società sportive, coinvolte in campionati regionali e competizioni nazionali:
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 133794891 · LCCN (EN) n88069384 · GND (DE) 4207732-1 · BNF (FR) cb12441525x (data) · J9U (EN, HE) 987007560107805171 |
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