Il controllo mentale indica, in psicologia, un gran numero di teorie che ritengono che il pensiero individuale, il comportamento, le emozioni e le decisioni delle persone possano essere controllabili e orientati da parte di sorgenti esterne alla psiche umana.
La locuzione "controllo mentale" si riferisce a un processo dove un gruppo o individui "usa sistematicamente metodi manipolativi non etici per persuadere gli altri a conformarsi ai desideri dei manipolatori, spesso a svantaggio della persona manipolata".
Può essere associato al lavaggio del cervello e alla programmazione mentale. Nel lavaggio del cervello, però, la vittima è meno partecipativa e la sua sottomissione sarebbe il frutto di un'attività in cui è maggiore l'effetto coercitivo che piega la volontà. Al contrario, nel controllo mentale la vittima riceverebbe una manipolazione molto più sottile, in cui la vittima, senza sapere perché i suoi "nuovi amici" stanno mostrandosi compartecipi e collaborativi, viene in realtà portata alla sottomissione. A differenza del lavaggio del cervello, nel controllo mentale non saranno comuni l'abuso fisico o le minacce dirette, ma saranno più presenti la manipolazione e l'inganno, volti a indurre il membro ad adottare le linee guida indicate dal gruppo.
Dopo il superamento della persecuzione penale del plagio, in epoca moderna il controllo mentale è stato invocato per spiegare come i regimi totalitari sembrassero avere successo nell'indottrinare sistematicamente non solo i loro cittadini, ma addirittura i detenuti ed i prigionieri di guerra mediante tecniche di propaganda: in occasione delle pubbliche confessioni degli antistaliniani, in Occidente si avanzò questa possibile spiegazione intorno al motivo per il quale detenuti - candidati a sicura pena capitale - avessero scelto di autoaccusarsi nei processi di Mosca dove erano imputati di fatti per lo più inverosimili; dopo la caduta dell'Unione Sovietica si è dimostrato che nei loro confronti per lo più aveva operato la tortura come tecnica di coercizione, ma all'epoca dei fatti si era ricorso al controllo mentale come possibile spiegazione.
Le teorie del complotto in proposito coinvolgono il governo statunitense: esse frequentemente si riferiscono al progetto MK-ULTRA, che identificherebbe una serie di attività svolte dalla CIA tra gli anni cinquanta e sessanta del XX secolo, che avevano come scopo quello di influenzare e controllare il comportamento di determinate persone.
Nel 1999, lo psicologo forense Dick Anthony concluse che la CIA aveva inventato il concetto di "lavaggio del cervello" come una strategia di propaganda per minare le affermazioni comuniste secondo cui i prigionieri di guerra americani nei campi comunisti coreani avevano volontariamente espresso solidarietà per il comunismo. Sostenne che i libri di Edward Hunter (da lui identificato come uno "specialista di psicologia di guerra" segreto della CIA spacciato per giornalista) spinsero la teoria del lavaggio del cervello verso il pubblico generale. Soccombendo alla loro stessa propaganda, per venti anni a partire dai primi anni '50, la CIA e il Dipartimento della Difesa condussero ricerche segrete (specialmente riguardanti il progetto MKULTRA) nel tentativo di sviluppare delle tecniche pratiche di lavaggio del cervello. Gli esperimenti della CIA che usavano varie droghe psichedeliche come LSD e mescalina attinsero dalla ricerca scientifica nazista durante la Seconda Guerra Mondiale.
La CIA e il governo statunitense arrivarono alla conclusione che non era possibile far cambiare opinioni e tendenze politiche contro la loro volontà e che le presunte tecniche del lavaggio del cervello, in qualunque contesto, si erano rivelate inefficaci. Inoltre, dato che gran parte di quegli esperimenti erano illegali all'epoca e vennero eseguiti con l'ausilio di sostanze stupefacenti, il Governo degli Stati Uniti si trovò costretto a pagare importanti risarcimenti ai familiari delle vittime.
Nel 2019 un team di scienziati tra Corea e Stati Uniti ha inventato un dispositivo in grado di controllare i circuiti neurali tramite smartphone. I risultati sono stati pubblicati su Nature Biomedical Engineering.
Nella letteratura, nei fumetti, nei videogiochi, nelle serie TV e nel cinema (soprattutto di fantascienza) è stato trattato il tema del controllo mentale. Alcune opere sull'argomento sono:

