L'etimologia del nome generico (Crepis) non è molto chiara. In latino Crèpìs significa pantofola, sandalo e i frutti, di alcune specie di questo genere, sono strozzati nella parte mediana ricordando così (molto vagamente) questo tipo di calzare. Inoltre lo stesso vocabolo nell'antica Grecia indicava il legno di Sandalo. L'epiteto specifico (neglecta ) significa "trascurata, sciatta, trasandata".
Il nome scientifico della specie è stato definito per la prima volta dal botanico Carl Linnaeus (1707-1778) nella pubblicazione "Mantissa Plantarum. Generum Editionis vi et Specierum Editionis ii." (Mant. Pl. 107) del 1767.
Descrizione
Il portamento
Habitus. La pianta di questa specie è una erbacea annuale (o raramente bienne). La forma biologica è terofita scaposa (T scap), ossia in generale sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme e sono munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Gli steli contengono abbondante latice amaro.
Fusto. I fusti di queste piante sono ramificati nella parte bassa. La pubescenza è ispida alla base e subglabri all'apice. Le radici possono essere del tipo a fittone o secondarie da rizoma, spesso sono piuttosto grosse e profonde. L'altezza media delle piante varia da 10 a 50cm.
Foglie. Le foglie si dividono in basali e cauline e sono ispide.
Foglie basali: le foglie radicali sono sempre presenti e formano una rosetta basale; generalmente sono picciolate e sono a lamina intera ed eventualmente con il bordo dentato, ma si possono anche avere individui con foglie di tipo pennato-lobate. Il contorno in generale è spatolato. Dimensione delle foglie: larghezza 1 – 2cm; lunghezza 4 – 6cm.
Foglie cauline: le foglie cauline hanno una lamina a forma lineare con denti basali. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo alterno. Dimensione delle foglie: larghezza 2 – 3cm; lunghezza 15 – 20mm.
Infiorescenza. L'infiorescenza è formata da numerosi ma piccoli capolini (sono inclinati prima dell'antesi). Ogni capolino è formato da un peduncolo che sorregge un involucro cilindrico (piriforme all'antesi) e ghiandoloso formato da 2 serie di brattee o squame disposte in modo embricato e scalato, che fanno da protezione al ricettacolo sul quale s'inseriscono i fiori ligulati. La forma delle brattee, disuguali fra le due serie (quelle interne sono più lunghe), può essere da lanceolata a lineare con margini continui oppure no; la superficie interna è glabra. Il ricettacolo è piano e ciliato. Diametro dei capolini: 6 – 8mm. Dimensioni dell'involucro: larghezza 3mm; lunghezza 4 – 7mm.
Corolla: le corolle sono formate da una ligula terminante con 5 denti (è la parte finale dei cinque petali saldati fra di loro). Il colore dei fiori è in prevalenza giallo. La superficie può essere sia pubescente che glabra. Lunghezza dei fiori: 5 – 7mm.
Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi e distinti, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo (quest'ultimo colorato di giallo o verde). Le antere alla base sono prive di codette. Il polline è tricolporato.
Gineceo: Lo stilo è filiforme. Gli stigmi dello stilo sono due divergenti e ricurvi con la superficie stigmatica posizionata internamente (vicino alla base). L'ovario è inferouniloculare formato da 2 carpelli.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Il frutto consiste in un achenio, cilindrico o fusiforme (non compresso), con varie coste (normalmente 10), con la superficie trasversalmente tubercolata e sormontato da un becco (ben distinto oppure molto breve). Il pappo, caduco, è soffice, flessibile (ma tenace) formato da peli semplici (non ramificati) di colore generalmente bianco (o bianco sporco quasi purpureo) disposti su più serie. Gli acheni sono più o meno uniformi e lunghi 2 - 2,5mm. Lunghezza del pappo: 2 - 3,5mm.
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
Il genere di questa voce appartiene alla sottotribù Crepidinae della tribù Cichorieae (unica tribù della sottofamiglia Cichorioideae). In base ai dati filogenetici la sottofamiglia Cichorioideae è il terz'ultimo gruppo che si è separato dal nucleo delle Asteracee (gli ultimi due sono Corymbioideae e Asteroideae). La sottotribù Crepidinae fa parte del "quarto" clade della tribù; in questo clade è in posizione "centrale" vicina alle sottotribù Chondrillinae e Hypochaeridinae.
La sottotribù è divisa in due gruppi principali uno a predominanza asiatica e l'altro di origine mediterranea/euroasiatica. Da un punto di vista filogenetico, all'interno della sottotribù, sono stati individuati 5 subcladi. Il genere di questa voce appartiene al subclade denominato "Crepis-Lapsana-Rhagadiolus clade", composto dai generi Crepis L., 1753, Lapsana L., 1753 e Rhagadiolus Juss., 1789. Dalle analisi Crepis risulta parafiletico (per cui la sua circoscrizione è provvisoria).
Nella "Flora d'Italia" le specie italiane di Crepis sono suddivise in 4 gruppi e 12 sezioni in base alla morfologia degli acheni, dell'involucro e altri caratteri (questa suddivisione fatta per scopi pratici non ha valore tassonomico). La specie di questa voce appartiene al Gruppo 2 (gli acheni sono uniformi con un becco più o meno visibile o con un apice bruscamente ristretto) e alla Sezione E (gli involucri dei capolini sono lunghi 3 - 8 mm; in genere gli acheni sono lunghi 1,5 - 3,5 mm).
I caratteri distintivi per la specie di questa voce sono:
i capolini sono inclinati prima dell'antesi.
l'involucro è ghiandoloso, pubescente per peli soffici e allungati e lungo 4 - 7 mm.
le brattee involucrali esterne sono lunghe 4 - 6 mm, quelle interne 7 - 9 mm.
la pagina interna delle brattee involucrali è glabra.
gli acheni (lunghi 2 - 2,5 mm) sono più o meno uniformi e alcuni hanno un becco ben visibile.
Per questa specie sono indicate le seguenti sottospecie.
Sottospecie neglecta
Distribuzione della pianta (Distribuzione regionale – Distribuzione alpina)
Nome scientifico: Crepis neglecta subsp. neglecta.
Descrizione: i capolini sono penduli prima dell'antesi; l'involucro non è densamente setoloso; gli stili sono colorati di verde; il becco degli acheni (quelli interni) è lungo meno di 1/3 del corpo e può essere indistinto.
Distribuzione: in Italia questa specie è comune e si trova ovunque. Nel resto dell'Europa e dell'areale del Mediterraneo si trova in Europa centrale, Penisola Balcanica e Anatolia.
Habitat: l'habitat preferito per queste piante sono gli incolti sassosi, le vigne, i sentieri, le aree ruderali e lungo le vie. Il substrato preferito è calcareo ma anche siliceo con pH neutro, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere arido.
Distribuzione altitudinale: sui rilievi, in Italia, queste piante si possono trovare fino a 800 ms.l.m.; nelle Alpi frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare (oltre a quello planiziale).
Fitosociologia.
Areale alpino: dal punto di vista fitosociologico alpino Crepis neglecta appartiene alla seguente comunità vegetale:
Formazione: delle comunità pioniere a terofite e succulente
Classe: Thero-Brachypodietea
Areale italiano: per l'areale completo italiano la sottospecie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:
Descrizione. L'alleanza Vulpio ciliatae-Crepidion neglectae è relativa alle comunità ricche di specie terofitiche ed emicriptofitiche in habitat rupestri marginali e su substrati ghiaiosi ai cigli delle strade, su accumuli di pietre e su massicciate. Le aree preferite da questa alleanza sono quelle eurimediterranee orientali, distribuite ai margini delle Alpi sudorientali e dei territori carsici nord-adriatici. In Italia è presente nel Carso, in Friuli e in Veneto. Fuori dall'Italia si trova in Dalmazia e in Istria sud-orientale.
Nome scientifico: Crepis neglecta subsp. corymbosa (Ten.) Nyman, 1879
Nome comune: radichiella corimbosa.
Descrizione: i capolini sono sempre eretti; l'involucro è densamente setoloso; gli stili sono colorati di giallo; il becco degli acheni (quelli interni) è lungo 1/3 del corpo.
Crepis neglecta subsp. graeca (Vierh.) Rech. f., 1929 - Distribuzione: Grecia e Anatolia
Specie simili
Allo stesso gruppo e sezione appartengono le seguenti specie:
Crepis apula (Fiori) Babc. - Radichiella pugliese: il ciclo biologico è annuo; le brattee involucrali esterne sono lunghe 1/4 - 1/2 rispetto alle interne; sull'involucro sono presente dei peli ghiandolari; la ligula del fiore è lunga 8 – 9mm; le antere sono lunghe 2,5mm; gli acheni sono colorati di bruno-scuro.
Crepis neglecta L. - Radichiella minore: prima dell'antesi i capolini sono penduli; l'involucro è lungo 4 – 7mm; il ricettacolo è cigliato; i frutti acheni sono lunghi 2 - 2,5mm.
Crepis leontodontoides All. - Radichiella italica: il ricettacolo è glabro; gli acheni sono lunghi 4 – 9mm.
Crepis suffreniana (DC.) Lloyd - Radichiella di Suffren: sull'involucro (lungo 4 – 6mm) sono presente dei peli semplici non ghiandolari; la ligula del fiore è lunga 5mm; le antere sono lunghe 1mm; gli acheni sono colorati di bruno-rossastro.
↑Prodromo della vegetazione italiana, su prodromo-vegetazione-italia.org, p.54.1.2 ALL. VULPIO CILIATAE-CREPIDION NEGLECTAE POLDINI 1989. URL consultato il 28 dicembre 2021.
Bibliografia
Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales, Berlin, Heidelberg, 2007.