Caffettiera napoletana

Una caffettiera napoletana

La caffettiera napoletana (cuccumella in napoletano) è un tipo di caffettiera di invenzione francese (cafetière Morize), brevettata a Parigi nel 1819 da Jean-Louis Morize. Nonostante le sue origini francesi, divenne in seguito fortemente associata alla tradizione del caffè napoletano.

A differenza della moka, non fa uso della pressione generata dal vapore per spingere l'acqua attraverso il caffè, bensì esclusivamente della forza di gravità.

Storia

Inventata dal francese Jean-Louis Morize a Parigi nel 1819, si diffuse poi in tutta Italia come strumento per la preparazione casalinga del caffè. La denominazione "napoletana" non indica quindi il luogo d'invenzione, ma riflette il successivo forte radicamento di questa caffettiera nella tradizione partenopea. A partire dalla metà del XX secolo fu gradualmente soppiantata dalla più moderna moka, brevettata da Alfonso Bialetti, di più veloce e facile utilizzo.

È comunque ancora prodotta nel suo aspetto tradizionale e anche in più moderne soluzioni di design. Originariamente in rame, nel 1886 la versione tradizionale comincia ad essere fabbricata in alluminio. Esistono modelli anche in acciaio, che si possono utilizzare anche sulle piastre ad induzione.

Il termine cuccumella, usato a Napoli, è un diminutivo di cuccuma, "vaso di rame o terracotta". Deriva dal latino tardo cucuma (o cuccuma, cocuma), "paiolo", attestato in Petronio, di origine sconosciuta (alcuni propongono una derivazione da coquō, "cuocio"; Devoto propende per un'origine mediterranea pre-latina).

Caratteristiche

La caffettiera Morize è formata da cinque elementi che si montano a incastro tra di loro:

La particolarità della caffettiera Morize è che il serbatoio della bevanda, durante la prima fase di preparazione, è girato verso il basso per poi venire rovesciato verso l'alto e consentire la percolazione dell'acqua bollente attraverso il caffè. Come per la moka, le dimensioni variano a seconda della quantità di caffè che si desidera ottenere; la capienza si misura in tazze o in persone.

Preparazione del caffè

Una variante consiste nel mettere il contenitore del caffè in polvere e il serbatoio finale sul serbatoio dell'acqua soltanto dopo aver spento e fermato l'ebollizione, non riscaldando il caffè in polvere prima del contatto con l'acqua bollente. Secondo i fautori, ciò consentirebbe di accentuare nell'aroma e sapore le tonalità più dolci (arabica) rispetto a quelle più forti e amare (robusta).

Cuppetiello

Per meglio conservare l'aroma del caffè mentre questo scende nell'apposito serbatoio (operazione che, se la polvere di caffè è molto densa o costipata, può durare anche più di dieci minuti), è suggerito dalla tradizione napoletana l'utilizzo del cuppetiello, ossia un piccolo pezzo di carta piegato a forma di cono posto a coprire il foro del beccuccio, da togliere al momento di versare il caffè.

Note

  1. ↑ Massimo Temporelli, Noi siamo tecnologia, Mondadori, 8 giugno 2021, ISBN 978-88-357-1044-8. URL consultato il 19 giugno 2024.
  2. ↑ William H. Ukers, All About Coffee, New York, The Tea and Coffee Trade Journal Company, 1922, cap.34.
  3. 1 2 Carlo Battisti, Giovanni Alessio, Dizionario etimologico italiano, Firenze, Barbera, 1950–57.
  4. ↑ Mario Castiglioni, Scevola Mariotti, Vocabolario della lingua latina, Torino, Loescher, 1966.
  5. ↑ Giacomo Devoto, Avviamento all'etimologia italiana, Milano, Mondadori, 1979.
  6. ↑ Angela Frenda, Racconti di cucina, Milano, Rizzoli, 2015

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