| Danburite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 9.FA.65 |
| Formula chimica | Ca(B2Si2)O8 |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | rombico |
| Parametri di cella | a=8,048, b=8,763, c=7,731, Z=4, V=545,23 |
| Gruppo puntuale | 2/m 2/m 2/m |
| Gruppo spaziale | Pnam |
| Proprietà fisiche | |
| Densità | 2,97-3,02 g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 7-7,5 |
| Sfaldatura | difficile |
| Frattura | concoide |
| Colore | allocromatico |
| Lucentezza | vitrea |
| Opacità | da trasparente a traslucido |
| Striscio | bianco |
| Diffusione | secondo alcuni abbastanza raro, secondo altri relativamente raro |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La danburite è un minerale per lo più incolore appartenente al gruppo omonimo.
Fu descritta per la prima volta nel 1839 e chiamata così per la località degli Stati Uniti in cui venne scoperta, Danbury, nei pressi di Fairfield (Connecticut).
Bipiramidale. Prismatico.
All'interno di fessure, dove incrosta sia le pareti, che i minerali preesistenti, in particolare l'albite.
I prismi sono simili al topazio, spesso con molte faccette e con striature verticali. I prismi spesso sono appuntiti o a cuneo o, a volte, piatti. Rare sono le forme massive o granulari.
Al cannello si fonde abbastanza facilmente colorando di verde la fiamma per via della presenza di boro.
Gavin Linsell, Die Welt der Edelsteine, Juwelo Deutschland GmbH, Berlin 2014