Decapodiformes

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Decapodiformi

Sepioteuthis sepioidea e Sepia smithi
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
RamoBilateria
PhylumMollusca
SubphylumConchifera
ClasseCephalopoda
SottoclasseColeoidea
SuperordineDecapodiformes
Leach, 1817
Sottogruppi
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I decapodiformi (Decapodiformes Leach, 1817) costituiscono un superordine di molluschi cefalopodi coleoidi.

Vengono chiamati anche "decapodi", ma questo nome può generare confusione con l'omonimo ordine di crostacei.

Descrizione

A questo superordine, come intuibile dal nome (Decapodiformes, dalla combinazione delle parole latine deca- = prefisso per "decina", podos = "piedi" e -formes = suffisso per indicare similitudine, quindi "muniti di dieci piedi") vengono ascritte più o meno tutte le specie munite di dieci appendici cefaliche, a loro volta suddivise in otto braccia e due tentacoli. Altre caratteristiche tipiche degli appartenenti a questo superordine sono una conchiglia sempre presente anche se più o meno regredita (come l'osso di seppia o il gladio dei calamari).

La conchiglia interna di una seppia comune (Sepia officinalis), il cosiddetto osso di seppia
Un calamaro comune (Loligo vulgaris); si notano le otto corte braccia cefaliche e i due tentacoli più lunghi
La piccola seppia Ascarosepion pfefferi proietta in avanti i due tentacoli più lunghi per catturare la preda e portarla alle braccia cefaliche

Si pensa che i decapodiformi derivino da un coleoide ancestrale munito di dieci braccia tutte uguali fra loro: col passare del tempo, un paio di appendici (rispettivamente il II e il IV) cominciò a modificarsi in due direzioni, da un lato regredendo financo a scomparire (portando agli attuali Octopodiformes muniti di otto braccia), dall'altra sviluppandosi portando alle appendici tentacolari dei decapodiformi.

Tassonomia

Il superordine dei decapodiformi è uno dei due in cui si divide la coorte dei neocoleoidi, che assieme ai Belemnoidea costituisce la sottoclasse dei coleoidi. A questo superordine venivano ascritti quattro ordini: Spirulida (spirule), Sepiida (seppie), Sepiolida (seppiole), Idiosepida (calamari pigmei) e Teuthida (calamari).

Diverse analisi molecolari hanno però costantemente dimostrato che l'ordine Teuthida non è valido, poiché i suoi due sottogruppi costituenti (Oegopsida e Myopsida) non formano un clade che non escluda altri ordini decapodiformi. Pertanto, Teuthida è considerato un ordine non valido a causa della mancanza di monofilia.

Dunque, vengono considerati decapodiformi i seguenti ordini di cefalopodi:

In basso, un cladogramma di massima verosimiglianza (ML) di Uribe & Zardoya 2017, basato su genomi mt completi (geni codificanti proteine analizzati a livello nucleotidico più geni rRNA):

Sepiida (outgroup)
 

Sepia apama

 
 

Sepia latimanus

 
 
 
Idiosepiida

Idiosepius sp.

Idiosepiidae
 
Sepiolida

Semirossia patagonica

Sepiolidae
 
Myopsida

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Bathyteuthoidea

Bathyteuthis abyssicola

Bathyteuthidae
 
Spirulida

Spirula spirula

 
Oegopsida

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Il seguente cladogramma si basa invece su un filogramma di massima verosimiglianza RAxML di Anderson & Lindgren 2021:

Octopodiformes

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Decapodiformes
Idiosepiida

Idiosepius notoides

 
 
Sepiolida

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Oegopsida

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Sepiida

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Myopsida

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Note

  1. ↑ Young, R. E., Vecchione, M., Mangold, K. M. (2008). Decapodiformes Leach, 1817. Squids, cuttlefishes and their relatives Archiviato il 6 novembre 2020 in Internet Archive.
  2. ↑ Richard E. Young, Michael Vecchione e Desmond T. Donovan, The evolution of coleoid cephalopods and their present biodiversity and ecology, in South African Journal of Marine Science, vol. 20, n. 1, 1998, pp. 393–420, DOI:10.2989/025776198784126287. abstract
  3. 1 2 WoRMS - World Register of Marine Species - Teuthida, su www.marinespecies.org. URL consultato il 18 settembre 2025.
  4. ↑ "Revisiting the phylogeny of Cephalopoda using complete mitochondrial genomes", su academic.oup.com.
  5. ↑ Frank E. Anderson e Annie R. Lindgren, Phylogenomic analyses recover a clade of large-bodied decapodiform cephalopods, in Molecular Phylogenetics and Evolution, vol. 156, 1º marzo 2021, pp. 107038, DOI:10.1016/j.ympev.2020.107038. URL consultato il 18 settembre 2025.

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