La deliquescenza (dal verbo latino deliquèscere = sciogliersi, liquefarsi, composto dal prefisso rafforzativo de- e dal verbo liquèscere = diventare liquido) è una specifica proprietà chimico-fisica di alcune sostanze solide (principalmente sali o basi forti) di assorbire l'umidità atmosferica fino a dissolversi completamente in essa, formando una soluzione acquosa. Il fenomeno si verifica quando la pressione di vapore della soluzione satura della sostanza è inferiore alla pressione parziale del vapore acqueo presente nell'aria circostante. È inoltre una caratteristica peculiare della carne di alcune specie di funghi basidiomiceti, in particolare dell'ordine Agaricales.
La deliquescenza è una forma estrema di igroscopia. Mentre una sostanza igroscopica si limita ad assorbire acqua (diventando umida o idratandosi senza cambiare stato fisico), una sostanza deliquescente ne assorbe una quantità tale da superare il proprio limite di solubilità, passando dallo stato solido a quello liquido.
Il processo è governato dall'equilibrio delle pressioni di vapore. Una sostanza solida inizia a manifestare deliquescenza quando l'umidità relativa (UR) dell'ambiente supera un valore critico, specifico per ogni sostanza e dipendente dalla temperatura, denominato punto di deliquescenza o umidità relativa di deliquescenza (DHR, dall'inglese Deliquescence Relative Humidity). Dal punto di vista termodinamico, la dissoluzione è spesso un processo esotermico (rilascia calore). Le fasi temporali del fenomeno sono quattro:
Molti composti chimici presentano questa proprietà, rendendone complessa la conservazione in ambienti non controllati. Alcuni esempi includono:
La deliquescenza è il fenomeno opposto all'efflorescenza. Quest'ultima si verifica quando un sale idratato perde molecole d'acqua di cristallizzazione verso l'atmosfera (perché la sua pressione di vapore è superiore a quella ambientale), trasformandosi in una polvere secca e opaca. Mentre la deliquescenza richiede alta umidità, l'efflorescenza si manifesta tipicamente in condizioni di aria secca.

In micologia, la deliquescenza descrive un processo biologico di autodigestione (autolisi) dei tessuti dello sporoforo (il corpo fruttifero), tipico di alcune famiglie di funghi, in particolare le Psathyrellaceae (un tempo raggruppate nel genere Coprinus). Sebbene molti miceti, inclusi gli Ascomycota, possano apparire "liquefatti" durante il processo di decomposizione al termine del loro ciclo vitale, la deliquescenza propriamente detta è un tratto distintivo funzionale solo di alcuni Basidiomycota.
Nei basidiomiceti "coprinoidi", le spore sono prodotte sui basidi situati sulle facce di lamelle estremamente sottili e parallele. In questi funghi, la distanza tra le lamelle è talmente ridotta che le spore, una volta espulse violentemente (tramite il meccanismo della goccia di Buller), rimarrebbero incastrate nello spazio interlamellare.
A differenza del fenomeno chimico, la deliquescenza dei funghi è un processo enzimatico attivo. Quando le spore raggiungono la maturità, il fungo secerne fermenti (principalmente chitinasi e glucanasi) che degradano le pareti cellulari delle lamelle e del cappello. Questo processo trasforma la carne del fungo in un liquido viscoso, simile a inchiostro nero.
Tale meccanismo di liquefazione tissutale è una strategia evolutiva per la dispersione delle spore. Nei funghi "coprinoidi", le lamelle sono infatti estremamente fitte per massimizzare la superficie produttiva; tuttavia, questa conformazione impedirebbe alle spore di cadere liberamente per gravità. La deliquescenza risolve questo vincolo fisico tramite una dissoluzione coordinata, cosicché:
I funghi deliquescenti non sono comuni e sono rappresentati da alcuni generi e specie principali:
Oltre alle già citate Psathyrellaceae, il fenomeno si osserva in diverse intensità in:
Il liquido derivante dalla deliquescenza del Coprinopsis atramentaria e del Coprinus comatus è stato storicamente utilizzato come inchiostro per scrivere. Questo inchiostro naturale era particolarmente apprezzato perché la presenza delle spore microscopiche al suo interno rendeva i documenti autografi difficili da falsificare (una sorta di "firma biologica" ante litteram).
La capacità di alcune sostanze di sequestrare acqua dall'ambiente circostante viene sfruttata in diversi ambiti: