Dielitzia tysonii

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Dielitzia tysonii
Immagine di Dielitzia tysonii mancante
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùGnaphalieae
SottotribùGnaphaliinae

Australasian clade

Genere Dielitzia
P.S.Short, 1989
Specie D. tysonii
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùGnaphalieae
Genere Dielitzia
Specie D. tysonii
Nomenclatura binomiale
Dielitzia tysonii
P.S.Short, 1989

Dielitzia tysonii P.S.Short, 1989 è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae, tribù Gnaphalieae e sottotribù Gnaphaliinae). È l'unica specie del genere Dielitzia P.S.Short, 1989.

Etimologia

Il nome generico (Dielitzia) è un anagramma commemorativo derivato dai cognomi dei botanici F. L. E. Diels (1874-1945) e E. G. Pritzel (1875-1946). L'epiteto specifico (tysonii) commemora Isaac Tyson, un pastore che raccolse per primo le piante nel 1893.

Il nome scientifico della specie è stato definito dal botanico Philip Sydney Short (1955-) nella pubblicazione "Muelleria; an Australian Journal of Botany. Melbourne" (Muelleria 7(1): 105) del 1989. Il nome scientifico del genere è stato definito nella stessa pubblicazione.

Descrizione

Portamento. La specie di questa voce ha un habitus di tipo erbaceo annuale rosulato e cespitoso (con 1 - 20 cespi). I cauli di queste piante sono provvisti del floema, ma non di canali resiniferi; mentre i sesquiterpeni lattoni sono normalmente assenti (piante senza lattice).

Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa. Altezza media: 1 – 5 cm.

Foglie. Le foglie in sono disposte in modo opposto (alla base) a alterno (quelle cauline o superiori) e sono quasi sempre sessili. La lamina è intera e piatta con forme strettamente lineari; i margini sono continui a volte revoluti; l'apice è mucronato. La consistenza è succulenta. La superficie è tomentosa o lanosa su entrambe le superfici. Dimensione delle foglie: lunghezza 1 – 8 cm.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da 4 - 15 capolini raccolti in dense formazioni inframezzate dalle foglie. Le infiorescenze vere e proprie sono formate da un capolino terminale di tipo disciforme (con fiori eterogami). I capolini sono formati da un involucro, con forme da largamente ellissoidali a obloidi, composto da 8 - 12 brattee (interne ed esterne), al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori. Le brattee, glabre o pelose a consistenza cartilaginea e brunastre, sono disposte in modo più o meno embricato su 2 serie e possono essere connate alla base (strati di stereoma indiviso); talora possono avere un margine ialino. Il ricettacolo è senza pagliette a protezione della base dei fiori; la forma è a coppa. Dimensione dei capolini: 4 - 6 × 3 – 7 mm.

Fiori. I fiori (uno pr capolino) sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 4 - 5 elementi). Sono inoltre tubulosi, attinomorfi e si distinguono in:

  • fiori del disco esterni: sono assenti;
  • fiori del disco centrali: sono pochi e sono ermafroditi oppure talvolta sono funzionalmente maschili; la forma è tubulare;

In questo gruppo di piante i fiori radiati (ligulati o del raggio) sono assenti; a volte sono confusi con i fiori femminili (tubulosi) del disco esterno più o meno sub-zigomorfi con un lembo piatto e possono essere interpretati come fiori del raggio.

*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono piccoli a forma obovoidale; la superficie può essere ricoperta di tricomi allungati; il pericarpo può essere percorso longitudinalmente da alcuni fasci vascolari. Il pappo è formato da 10 setole capillari (piumose o barbate) connate in un anello.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

La specie di questa voce è distribuita in Australia occidentale.

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1720 generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.

Filogenesi

Il genere della specie di questa voce è descritto nella tribù Gnaphalieae, una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae. Da un punto di vista filogenetico, la tribù Gnaphalieae fa parte del supergruppo (o sottofamiglia) "Asteroideae grade"; l'altro è il supergruppo "Non-Asteroideae" contenente il resto delle sottofamiglie delle Asteracee. All'interno del supergruppo è vicina alle tribù Senecioneae, Calenduleae, Astereae e Anthemideae.

La sottotribù Gnaphaliinae è caratterizzata da portamenti di vario tipo con specie ginomonoiche e monoiche, da foglie con margini interi, da capolini disciformi omogami o eterogami e raramente radiati (o subradiati), dallo stilo con rami troncati e superfici stigmatiche separate apicalmente, da acheni glabri o con tricomi allungati e pappo ridotto.

Il genere della specie di questa voce appartiene al gruppo Australasian clade, un gruppo informale monofiletico della sottotribù Gnaphaliinae diviso in quattro sottocladi: Angianthus (specie effimere dell'Australia occidentale), Waitzia (specie perenni dell'Australia orientale), Cassinia (specie con portamento arbustivo) e Euchiton (specie perenni simili a piante lanose e alpine). Il genere Dielitzia è posizionato nel subclade "Angianthus" che, da un punto di vista filogenetico, rappresenta il "core" del gruppo (l'ultimo che si è evoluto). In particolare Dielitzia tysonii appartiene agli ultimi generi separatisi dal subclade e risulta "sorella" della specie Myriocephalus rhizocephalus (DC.) Benth. (insieme formano probabilmente il gruppo che si è formato più recentemente)..

I caratteri distintivi della specie Dielitzia tysonii sono:

  • le brattee involucrali sono disposte su più serie;
  • le brattee dell'involucro sono cartilaginee.

Il numero cromosomico di queste piante è: 2n = 26.

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. 1 2 (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 26 agosto 2023.
  3. 1 2 (EN) BHL Biodiversity Heritage Library, su biodiversitylibrary.org, p. 105. URL consultato il 26 agosto 2023.
  4. ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 26 agosto 2023.
  5. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  6. ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
  7. 1 2 3 Judd 2007, pag. 517.
  8. 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 562.
  9. 1 2 3 4 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 262.
  10. ↑ Judd 2007, pag. 520.
  11. ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 25 novembre 2025.
  12. ↑ Mandel et al. 2019.
  13. ↑ Zhang et al. 2021.
  14. ↑ Smissen et al 2020.
  15. ↑ Schmidt et al. 2021.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

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