Dinite

Dinite
Classificazione Strunz (ed. 10)10.BA.15
Formula chimicaC20H36
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallinotrimetrico
Sistema cristallinoortorombico
Parametri di cellaa=12,356(4), b=12,762(4), c=11,427(3)
Gruppo puntuale2 2 2
Gruppo spazialeP 212121
Proprietà fisiche
Densità1,01(1) (misurata), 1,02 (calcolata) g/cm³
Fratturafragile
Coloreincolore
Lucentezzacerosa
Opacitàtrasparente
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La dinite è un minerale la cui scoperta è stata pubblicata nel 1852 in base ad un ritrovamento avvenuto in un giacimento di lignite a Castelnuovo Garfagnana, Toscana, Italia. La specie è stata ridefinita nel 1991 ed approvata dall'IMA. Il nome del minerale è stato attribuito in onore del fisico italiano Olindo Dini.

Questo minerale è un idrocarburo aliciclico saturo, il 1-etile-1,5,5',13-tetrametile-peridrofenantrene. Si fonde con il calore della mano, a 33-34 °C, è molto solubile in cloroformio, diclorometano, tetracloruro di carbonio, toluene, mentre nel metanolo e nell'etanolo è solubile solo a caldo.

Morfologia

La dinite è stata trovata sotto forma di cristalli simili al ghiaccio.

Origine e giacitura

La dinite è chimicamente simile alla fichtelite ed all'hartite che derivano dal fenantrene e si trovano nei giacimenti di lignite pertanto probabilmente questo minerale è legato all'acido abietico che è il principale costituente degli acidi terpenici.

Note

  1. 1 2 3 4 (EN) Dinite mineral information and data, su mindat.org. URL consultato il 27 febbraio 2013.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Livia Franzini, Pasero Marco, Perchiazzi Natale, Re-discovery and re-definition of dinite, C20H36, a forgotten organic mineral from Garfagnana, northern Tuscany, Italy (PDF), in European Journal of Mineralogy, vol. 3, 1991, pp. 855-861. URL consultato il 27 febbraio 2013.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 (EN) John L. Jambor, New mineral names (PDF), in American Mineralogist, vol. 77, 1992, pp. 670-675. URL consultato il 27 febbraio 2013.
  4. 1 2 G. Petri, Sulla Dinite, nuovo minerale di origine organica (PDF), in Gazzetta Medica Italiana Federativa Toscana Serie II 4, 1852, pp. 233-234. URL consultato il 27 febbraio 2013.

Collegamenti esterni

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