Un disco volante o piatto volante (in inglese flying disc o flying saucer) è un tipo di oggetto volante non identificato (UFO) dalla forma discoidale, simile a un piatto o un disco a seconda della possibile curvatura di uno o di entrambi i lati, talvolta dotato di una cupola nella parte superiore.
Nell'uso comune, il termine ha finito per allargarsi a qualsiasi tipo di UFO, a prescindere dalla sua forma: è stato infatti applicato anche a oggetti con profili arrotondati, lenticolari, ovali o a campana, le cui forme non corrispondono necessariamente a un disco piatto, o senza che la forma dell'oggetto sia stata determinata.
L'espressione inglese flying saucer, letteralmente «piattino volante», divenne popolare nel 1947 in seguito al racconto del pilota statunitense Kenneth Arnold, benché Arnold avesse descritto soprattutto il modo in cui gli oggetti si muovevano, paragonandolo a quello di un piattino lanciato sull'acqua, e non tanto la loro forma: fu la stampa statunitense a trasformare tale paragone in una descrizione della loro forma. Parallelamente sorse il termine flying disc «disco volante», espressione affine atta a sottolineare più direttamente la forma circolare. Le due locuzioni sono spesso utilizzate come sinonimi, ma non costituiscono una classificazione tecnica rigorosa degli oggetti segnalati.
Un altro termine giornalistico fu quello di flying cigar «sigaro volante», per indicare UFO caratterizzati da una forma cilindrica e allungata.

Nella letteratura latina sono conservate descrizioni di rari fenomeni celesti che ricordano, per forma e caratteristiche, quelle successivamente associate ai dischi volanti. Alcuni autori latini hanno infatti utilizzato il termine clipeus, che indicava un particolare scudo rotondo di forma bombata, per indicare il passaggio di misteriosi oggetti volanti e altri fenomeni celesti straordinari. Plinio il Vecchio fu il primo a riferire il prodigio: «clipeus ardens ab occasu ad orientem scintillans pervolavit solis occasu» («uno scudo infuocato, scintillante, attraversò il cielo da occidente a oriente al tramonto del sole»). Anche il filosofo Seneca cita i clipei flagrantes o ardentes «scudi fiammeggianti» o «ardenti» tra gli strani fenomeni che si possono talvolta osservare nel cielo. Nel IV secolo, Giulio Ossequente riferì l'apparizione in cielo di un oggetto circolare «simile a uno scudo». Queste antiche testimonianze sono state riprese in epoca moderna dalla clipeologia, un filone dell'ufologia che interpreta alcuni racconti antichi di prodigi celesti come possibili descrizioni di oggetti volanti non identificati di provenienza extraterrestre.

Nel XIX secolo alcuni giornali pubblicarono racconti di oggetti volanti insoliti, spesso descritti come aerostati o aeronavi. Il 25 gennaio 1878 il Denison Daily News, in Texas, riferì che un agricoltore di nome John Martin aveva osservato un oggetto scuro, simile a un pallone, che si muoveva a grande velocità e appariva grande quanto un piattino visto dalla sua posizione. Il resoconto è stato successivamente indicato come uno dei primi impieghi della parola saucer «piattino» in relazione a un oggetto volante non identificato. Altri episodi riguardanti misteriose aeronavi si verificarono negli Stati Uniti nel 1896 e 1897, dove divennero noti come mystery airships «misteriose aeronavi».
Anche la fantascienza aveva rappresentato veicoli volanti di forma circolare: nel romanzo del 1908 La Roue fulgurante di Jean de La Hire, una macchina volante a forma di disco svolge un ruolo centrale nella vicenda narrata. Illustrazioni di veicoli discoidali comparvero inoltre sulle copertine delle riviste statunitensi di fantascienza pulp: un esempio è la copertina di Science Wonder Stories del novembre 1929, illustrata da Frank R. Paul.

Il 24 giugno 1947 il pilota privato e uomo d'affari statunitense Kenneth Arnold riferì di avere osservato nove oggetti luminosi mentre sorvolava la zona del Monte Rainier, nello Stato di Washington. Arnold era in volo alla ricerca di un aereo militare scomparso quando vide gli oggetti spostarsi in formazione. Stimò che si muovessero a una velocità eccezionale per gli aeromobili dell'epoca e li descrisse come brillanti, privi di una coda visibile e caratterizzati da movimenti irregolari. Le stime della velocità riportate nei resoconti furono di circa 1.200-1.700 miglia orarie. Il giorno successivo Arnold raccontò l'episodio ai giornalisti del quotidiano East Oregonian, facendo uso nel suo resoconto dell'espressione saucer-like aircraft «velivoli simili a piattini»; un lancio dell'Associated Press contribuì a diffondere la locuzione nine bright saucer-like objects («nove oggetti luminosi simili a piattini»): la formula flying saucer si impose rapidamente nei titoli dei giornali e nel linguaggio comune.
Arnold contestò in seguito che la sua descrizione iniziale riguardasse soprattutto la forma degli oggetti: secondo il pilota, il paragone con un piattino lanciato sull'acqua si riferiva al loro movimento. Nei disegni allegati alla sua relazione alle autorità militari, le sagome presentano infatti un profilo arrotondato e appuntito, non quello di un piattino convenzionale. La successiva immagine standard del disco volante fu dunque influenzata anche dalla formulazione giornalistica e dalla ripetizione del termine da parte della stampa.
Il racconto di Arnold fu seguito da numerose altre segnalazioni negli Stati Uniti nell'estate del 1947. Tra gli episodi più noti vi fu quello di un equipaggio della United Airlines che il 4 luglio riferì di avere osservato nove oggetti simili a dischi in prossimità del proprio aereo. Nello stesso periodo la stampa diede ampio risalto al cosiddetto incidente di Roswell: l'8 luglio una base dell'aeronautica militare annunciò il recupero di un «disco volante», ma le autorità sostituirono rapidamente tale spiegazione con quella di detriti appartenenti a un pallone. L'episodio divenne in seguito uno dei casi più noti dell'ufologia, benché le successive ricostruzioni ufficiali abbiano ricondotto i materiali a un progetto militare segreto di sorveglianza mediante palloni.
Negli anni cinquanta il disco volante divenne una delle immagini più riconoscibili della cultura popolare legata agli UFO. Alla diffusione di racconti di avvistamenti si accompagnarono fotografie, illustrazioni, film e pubblicazioni che raffiguravano velivoli circolari o a forma di "piattino". In questo periodo la figura del disco volante fu sempre più frequentemente associata a presunti visitatori extraterrestri e a racconti di contatto diretto con esseri provenienti da altri pianeti.
Nel 1950 Kenneth Arnold dichiarò pubblicamente di essere propenso a considerare l'origine degli UFO come extraterrestre. Nel dibattito pubblico, tale possibilità conviveva allora con altre ipotesi, tra cui velivoli sperimentali segreti, armi sovietiche, fenomeni ottici o atmosferici.

Un caso importante fu quello delle fotografie dell'UFO di McMinnville, scattate da Paul ed Evelyn Trent l'11 maggio 1950 nei pressi di McMinnville, in Oregon. Le immagini mostrano un oggetto scuro, apparentemente discoidale, sospeso nel cielo, e divennero tra le fotografie di UFO più note negli Stati Uniti, oggetto di successive analisi e controversie sulla reale identità dell'oggetto fotografato.
Caso a parte fu quello di George Adamski, tra i più noti sostenitori dell'ipotesi extraterrestre. Dalla fine degli anni quaranta cominciò a pubblicare fotografie di presunti dischi volanti, talvolta anche molto dettagliate. Il 20 novembre 1952 Adamski affermò di avere incontrato nel deserto californiano un essere proveniente da Venere chiamato Orthon, con il quale avrebbe comunicato mediante telepatia: l'essere gli avrebbe manifestato la profonda preoccupazione delle civiltà extraterrestri per gli esperimenti nucleari portati avanti in quegli anni dai terrestri, le cui radiazioni sarebbero state considerate una minaccia sia per la Terra sia per gli altri pianeti. Nel 1953 Adamski raccontò l'incontro nel libro Flying Saucers Have Landed, scritto con Desmond Leslie. La sua notorietà contribuì alla diffusione del movimento dei cosiddetti contattisti, persone che affermavano di avere stabilito un contatto diretto o telepatico con esseri extraterrestri, e di averne ricevuto comunicazioni contenenti messaggi etici, spirituali o ammonimenti sui rischi di una guerra nucleare.
Il fenomeno dei contattisti si intrecciò con movimenti spirituali e religiosi, secondo cui i dischi volanti erano spesso veicoli di esseri evoluti in missione, incaricati di guidare o ammonire l'umanità. Tra i protagonisti di questo ambiente figuravano George Van Tassel, Truman Bethurum, Orfeo Angelucci e altri.
Tra i casi più noti degli anni settanta vi è quello di Billy Meier, cittadino svizzero che dichiarò di essere in contatto con esseri extraterrestri provenienti dalle Pleiadi. A partire dagli anni settanta, Meier diffuse fotografie e filmati di oggetti da lui identificati come astronavi extraterrestri, spesso ripresi sullo sfondo di paesaggi rurali svizzeri. Tali immagini raffigurano perlopiù oggetti circolari o discoidali, e sebbene alcune di queste siano state contestate come contraffatte o falsificabili, di altre non sarebbe possibile, secondo molti esperti, una falsificazione.

Nel 1971 il geografo Sergio Loaiza realizzò alcuni scatti celebri di un presunto disco volante durante un rilevamento aereo sul lago Cote, in Costa Rica. La fotografia, conservata nell'ambito della documentazione cartografica del paese e resa successivamente nota al pubblico degli appassionati di UFO, mostra una forma circolare chiara sulla superficie o in prossimità del lago, che i sostenitori dell'ipotesi extraterrestre considerano un disco volante.
Nel corso degli anni ottanta e novanta, le immagini dei dischi volanti continuarono a circolare in libri, riviste, programmi televisivi e documentari. Tra i casi più noti vi fu quello di Gulf Breeze, in Florida, dove dal 1987 Ed Walters diffuse fotografie di presunti velivoli discoidali, la cui autenticità fu contestata anche dopo il ritrovamento di un modellino simile a quello raffigurato nelle immagini. Nel febbraio 1994, nei pressi del bacino di Craigluscar, in Scozia, un uomo dichiarò di avere fotografato un oggetto metallico discoidale con luci nella parte inferiore; il caso fu esaminato dal Ministero della Difesa britannico. Alcuni casi divennero particolarmente noti a livello locale o internazionale, ma le fotografie e le testimonianze rimasero soggette a controversie sull'identificazione degli oggetti, le condizioni di ripresa o la possibilità di eventuali manipolazioni.
Come detto, la forma discoidale è soltanto una delle numerose configurazioni attribuite agli UFO nelle testimonianze e nella cultura popolare. Tra le altre descrizioni ricorrenti figurano gli oggetti a forma di sigaro o siluro, caratterizzati da un profilo allungato; gli oggetti sferici o globulari; le luci o sfere luminose; i presunti UFO triangolari, talvolta denominati «triangoli neri»; e i cosiddetti foo fighter, luci osservate da aviatori durante la seconda guerra mondiale. Segnalazioni più recenti hanno inoltre descritto oggetti con forme irregolari o mutevoli.