| The Nice | |
|---|---|
| Paese d'origine | |
| Genere | Rock psichedelico Rock progressivo |
| Periodo di attività musicale | 1967 – 1970 2002 – 2003 |
| Etichetta | Immediate Charisma Sanctuary |
| Album pubblicati | 11 |
| Studio | 5 |
| Live | 2 |
| Raccolte | 4 |
The Nice (IPA: [ðə ˈnaɪs]) sono stati un gruppo musicale britannico di rock psichedelico e progressivo.
Il tastierista Keith Emerson li fondò a Londra nel maggio del 1967 appositamente per accompagnare in concerto la cantante di soul P. P. Arnold; anche in tale veste tuttavia il gruppo si presentò fin da subito con il proprio nome e aveva una parte dello spettacolo dal vivo solo per sé. Oltre a Emerson la prima formazione comprendeva Keith "Lee" Jackson (basso, voce), David "Davy" O'List (chitarra, voce) e Ian Hague (batteria); dopo tre mesi, a Hague subentrò Brian "Blinky" Davison e più o meno contestualmente la band si sganciò dalla cantante e avviò la carriera autonoma. Nell'ottobre del 1968 infine O'List fu allontanato e il gruppo proseguì come trio fino a marzo del 1970, quando Emerson lo sciolse per poi formare di lì a poco Emerson, Lake & Palmer.
In meno di tre anni The Nice produssero materiale per cinque album, due dei quali registrati per gran parte dal vivo e pubblicati entrambi dopo lo scioglimento, ma universalmente considerati parte della loro discografia ufficiale. Negli anni Settanta, mentre Emerson con ELP raggiungeva il successo internazionale, Davison e Jackson proseguirono le loro carriere con minor fortuna, fino a interromperle entrambi a metà decennio. I tre si ritrovarono anni dopo (2002-2003) per due tournée celebrative, la prima delle quali fruttò un nuovo album dal vivo, dopodiché non ebbero più occasione di riunirsi prima della malattia che avrebbe portato alla morte Davison nel 2008 e del suicidio di Emerson nel 2016, eventi che indirettamente sancirono anche l'uscita di scena definitiva della band.
Tratto distintivo del loro stile fu la fusione di generi musicali diversi come beat, rock psichedelico e jazz, applicata sia al materiale originale che a cover, standard e riletture dalla musica classica; più avanti proposero anche brani direttamente concepiti per gruppo e orchestra con il dichiarato intento di abbattere le barriere formali tra pop e musica colta; per queste ragioni sono spesso citati fra i precursori del progressive rock, complice anche il fatto che Emerson – principale artefice di tale contaminazione, in quanto autore di buona parte della musica della band – è diventato poi caposcuola riconosciuto e figura preminente proprio di quella corrente musicale.
Malgrado la carriera relativamente breve e risultati commerciali non eclatanti, ebbero il tempo di guadagnarsi una buona reputazione sulla scena britannica della fine degli anni Sessanta, influenzando i primi lavori di gruppi del filone progressive emersi poco dopo come Yes e Genesis e ovviamente preparando la strada all'affermazione degli stessi Emerson, Lake & Palmer. Di contro, la fama acquisita nel tempo da Emerson ha trainato la riscoperta postuma di The Nice da parte di un pubblico assai più vasto e internazionale di quando erano in attività.

Nel 1967 P. P. Arnold, soul singer californiana appena uscita da The Ikettes, divenne di colpo più popolare nel Regno Unito che in patria grazie a un 45 giri scritto per lei da Cat Stevens, The First Cut Is the Deepest, che il 4 maggio entrò in classifica. Aveva perciò urgente bisogno di musicisti con cui tenere concerti nell'isola e a tale scopo il suo autista a Londra le raccomandò una propria conoscenza da un precedente lavoro come roadie: l'organista Keith Emerson. Per coincidenza senza ingaggi, Emerson s'impegnò con lei a mettere insieme in tempo una band, a patto che quest'ultima avesse metà concerto solo per sé, condizione che la cantante accettò volentieri, dato che la sollevava anche dall'onere di trovare un gruppo spalla.
Emerson coinvolse perciò il bassista Lee Jackson, con il quale condivideva un appartamento a Londra e con cui aveva già lavorato in Gary Farr and the T-Bones; quindi, tramite Andrew Loog Oldham – manager di P. P. Arnold nonché capo della Immediate Records per cui la cantante incideva – trovò Ian Hague, già batterista con Chris Farlowe, all'epoca artista di punta della casa discografica. A raccomandargli l'allora diciottenne chitarrista Davy O'List fu infine Chris Welch, giornalista del settimanale musicale Melody Maker. I quattro prepararono in fretta il repertorio e con la vocalist lo provarono soltanto una volta, prima di debuttare dal vivo già a fine maggio.
Il nome della band nacque letteralmente per sbaglio, lungo il tragitto per il primo concerto: la ex-Ikette citò un monologo del comico statunitense Lord Buckley dal titolo: The Nazz («il Nazareno») e propose di presentarsi come P. P. Arnold and the Nazz ma, vuoi per il suo accento o perché Buckley in Europa non era molto noto, i presenti – tutti inglesi – capirono: P. P. Arnold and the Nice e scoprirono l'equivoco solo dopo qualche giorno, quando la parola travisata aveva ormai preso piede sia nel gruppo che nell'entourage e figurava persino in cartellone per date future. Emerson in seguito ha raccontato che quel nome non l'aveva comunque mai convinto e che all'epoca, se interpellato in merito, spesso ne inventava storpiature demenziali e canzonatorie tipo: B.B. Armpit and the Mice («B.B. Ascella e i Topolini»).
Nella propria porzione di concerto, dati anche i tempi stretti per prepararla, il gruppo all'inizio inserì soltanto cover: alcune strumentali, come Billy's Bag di Billy Preston, Sombrero Sam di Charles Lloyd o il tema di Ennio Morricone dal film Per un pugno di dollari, altre di canzoni dell'epoca tipo She Belongs to Me di Bob Dylan e, dopo il 1º giugno, A Day in the Life di The Beatles, appena pubblicata. Nei brani cantati, Jackson e O'List si alternavano al microfono, all'occorrenza coadiuvati da Emerson ai cori. Nella seconda metà dello spettacolo, la band cambiava totalmente registro, limitandosi ad accompagnare P. P. Arnold nel suo tipico repertorio di rhythm and blues e soul, con brani tipo Respect di Otis Redding o Sweet Soul Music di Arthur Conley e ovviamente il suo hit single del momento, che nel frattempo (15 giugno 1967) conquistò anche il proprio piazzamento migliore nella Official Singles Chart, arrivando al 18º posto.

Benché a corto di materiale originale, nel loro segmento The Nice si distinsero da subito per lo stile eclettico – frutto delle rispettive esperienze in più generi musicali come blues, jazz, psichedelia e beat – e per una presenza scenica già consumata, specie per quanto riguardava Emerson e Jackson; incominciarono perciò molto presto ad attirare l'attenzione di pubblico e critica come band a sé stante. Decisivo in tal senso fu il concerto del 12 agosto 1967 a Windsor, nell'ambito del 7th National Jazz and Blues Festival. Nonostante infatti P. P. Arnold fosse già in cartellone per il giorno dopo, Oldham – evidentemente avendo fiutato il potenziale dei quattro – riuscì a inserirli al posto dei Pink Floyd che avevano disdetto la loro partecipazione all'ultimo minuto. Il gruppo si esibì in una tenda allestita a parte e astutamente si fece anche annunciare da fuochi d'artificio che attirarono di colpo un folto pubblico, rubando la scena al palcoscenico principale. Fra i presenti quel giorno – in quanto amico di Suzie O'List, sorella di Davy – vi era Chris Welch il quale, pur non particolarmente colpito dal repertorio ancora in divenire dei quattro, dalle colonne del Melody Maker ne elogiò l'abilità nel conquistarsi istantaneamente un seguito in quel frangente e di lì a poco sarebbe comunque divenuto un loro convinto sostenitore.
L'indomani, come da programma, la band accompagnò P. P. Arnold sul palco centrale e, stando al racconto del roadie Barrington "Bazz" Ward, Ian Hague era visibilmente alterato da qualche droga e a fine concerto litigò anche con una guardia, benché abbia sempre smentito quest'ultimo risvolto. Sta di fatto che l'atteggiamento del batterista, unito al suo dichiarato disinteresse per la direzione musicale di The Nice nella loro quota di spettacolo, non era ben visto da Emerson il quale, senza neppure consultare gli altri, in capo a pochi giorni lo sostituì con Brian "Blinky" Davison dei disciolti Mark Leeman Five, che aveva notato da tempo e persino interpellato invano una volta per coprire un'assenza occasionale dello stesso Hague. Davison dal canto suo aveva già incrociato anche Davy O'List, tempo prima, tra le file di una band di freakbeat chiamata The Attack.
Primo impegno della nuova formazione fu una seduta-fiume – senza sosta dal sabato fino al lunedì seguente – presso gli Olympic Studios a Barnes, per registrare il primo album di P. P. Arnold con la produzione di Mick Jagger, amico personale della cantante. Il frontman dei Rolling Stones però, evidentemente poco convinto dalla prova di Davison, alla fine preferì affidare le parti di batteria a Jon Hiseman, all'epoca turnista fisso degli Olympic, decisione che il nuovo arrivato in The Nice visse come un'umiliazione, pur ammettendo in seguito di non esser mai riuscito a entrare in sintonia con il repertorio della soul singer.
Dal vivo Davison debuttò con The Nice al Flamingo Club di Soho il 28 agosto 1967, in quello che fu l'ultimo loro concerto come backing band. P. P. Arnold infatti subito dopo dovette rimpatriare per alcune settimane in attesa di rinnovare il visto d'ingresso e Oldham approfittò della sua assenza per offrire al gruppo un contratto discografico con la sua Immediate. Anni dopo, la cantante ironizzò sulla vicenda, sottolineando con un pizzico di malizia come in quel frangente il manager le avesse «soffiato la band», ma aggiunse che i rapporti con gli altri rimasero ottimi, anche dopo il distacco professionale, e che comunque ai suoi occhi gli ex-compagni di palco erano sempre stati, fin dal primo giorno, un'entità indipendente.
Come gruppo del tutto autonomo, The Nice esordirono al Big C Club di Farnborough il 1º settembre 1967 (rischiando tra l'altro di non essere pagati dal gestore del locale, che li aveva scritturati come "la band di P. P. Arnold" e si aspettava perciò un concerto di soul e R'n'B) e, oltre ad assicurarsi subito una residency di una sera alla settimana al Marquee di Londra, a ottobre erano già in tournée per l'Europa con altri artisti della Immediate tra cui la stessa P. P. Arnold, nel frattempo stabilitasi definitivamente a Londra e ovviamente accompagnata da altri musicisti. Un concerto in particolare che i quattro tennero a Stoccolma fu registrato dalla Sveriges Radio e molti anni dopo uscì su un CD dal titolo: The Swedish Radio Sessions (2001) il quale verosimilmente costituisce il loro primo documento sonoro come band a sé stante.
Dal 14 novembre al 5 dicembre The Nice presero parte a un'altra tournée collettiva in sedici date – stavolta del solo Regno Unito – guidata da The Jimi Hendrix Experience e comprendente anche Pink Floyd, The Move, Amen Corner, Eire Apparent e The Outer Limits. Il 18 novembre, quando il tour approdò all'Empire Theatre di Liverpool, i Pink Floyd reclutarono al volo Davy O'List al posto del loro frontman Syd Barrett il quale, a causa della sua instabilità mentale conclamata ma ancora non trapelata pubblicamente, quel giorno si era reso irreperibile. Jackson ha raccontato che praticamente nessuno fra il pubblico si avvide dello scambio in quanto fra i due c'era una vaga somiglianza fisica e O'List fu anche vestito come il suo omologo. In quella tournée inoltre i Pink Floyd si esibivano in penombra e, nel tempo loro concesso, suonavano solo i brani Interstellar Overdrive e Pow R. Toc H. che il chitarrista di The Nice aveva già orecchiato nei giorni precedenti e non ebbe perciò grosse difficoltà a eseguire, imitando per giunta in modo convincente lo stile di Barrett e senza doversi preoccupare della voce, essendo entrambi i brani interamente strumentali, oltre che largamente improvvisati.
Uno dei roadie del tour era Ian "Lemmy" Kilmister, divenuto poi celebre come leader dei Motörhead. Questi inevitabilmente notò una delle trovate di Emerson sul palco: conficcare coltelli fra i tasti dell'organo Hammond in modo da tenerli abbassati e generare così note fisse che poi alterava in altezza tramite l'interruttore dell'alimentazione, imitando così il fischio di una locomotiva a vapore, assieme ad altri rumori tipici dei treni che produceva sballottando o trascinando l'organo stesso. Collezionista di anticaglie del nazismo, Lemmy regalò a Emerson un pugnale autentico della Hitler-Jugend dicendogli: «Tieni: se devi usare un coltello, che almeno sia uno vero!» e il tastierista avrebbe effettivamente impiegato il macabro cimelio per qualche anno, fino ai primi concerti di Emerson, Lake & Palmer. Quel numero di scena, da lui ideato ancor prima di fondare The Nice, l'avrebbe invece accompagnato per quasi tutta la carriera e includeva, fra l'altro, anche balzare sopra l'organo per "domarlo" a mo' di rodeo o ancora ribaltarlo di 90°, stendercisi sotto e suonarne la tastiera sottosopra.
Tra una data e l'altra dell'Hendrix Package Tour – ma a volte anche il giorno stesso di un concerto, attaccando a tarda sera e lavorando fino all'alba – i quattro trovarono il tempo di registrare il loro primo album, da loro stessi prodotto con l'ausilio tecnico di Glyn Johns, di nuovo presso gli Olympic Studios. The Thoughts of Emerlist Davjack, preceduto a fine anno dal 45 giri omonimo, sarebbe uscito il 1º marzo 1968 e fondeva rock, jazz, beat e psichedelia con richiami anche alla musica classica, ad esempio in Rondo – rilettura di oltre otto minuti del brano di jazz Blue Rondo à la Turk (1959) del Dave Brubeck Quartet – nella cui sezione centrale improvvisata Emerson citava la Toccata e fuga in Re minore (BWV 565) di Johann Sebastian Bach.

Nel febbraio del 1968 The Nice andarono per la prima volta negli Stati Uniti, grazie a un accordo tra Oldham e la CBS che in cambio inviò Blood, Sweat & Tears nel Regno Unito. Giunti a West Hollywood dopo il debutto a New York, i quattro visitarono il locale Whisky a Go Go, dove nei giorni a venire si sarebbero esibiti più volte; qui Davy O'List fu visto in compagnia di David Crosby, noto fra l'altro nell'ambiente per il vezzo dello spiking, cioè correggere di nascosto le bevande altrui con LSD, cosa che con ogni probabilità fece anche quella sera col chitarrista di The Nice: stando infatti alle testimonianze dei colleghi e della cerchia stretta di collaboratori, l'episodio segnò per O'List l'inizio di un evidente – e purtroppo anche permanente – squilibrio psichico, destinato nell'arco di pochi mesi a comprometterne la presenza nella band e per buona parte la stessa carriera di musicista.
A cavallo dell'uscita del primo album, The Nice decisero di separare casa discografica e management e per quest'ultimo sostituirono perciò Andrew Loog Oldham con l'ex-giornalista Tony Stratton-Smith, noto in seguito come fondatore della Charisma Records. In aprile, i quattro incisero una rilettura interamente strumentale, piuttosto aggressiva nell'arrangiamento, del brano America dal musical West Side Story di Leonard Bernstein: il pezzo uscì solo su 45 giri – l'unico nella loro carriera a entrare in classifica in patria – e divenne uno fra i brani più noti del loro repertorio assieme a Rondo (non a caso, furono questi i soli due brani di The Nice occasionalmente rivisitati in concerto anche da Emerson, Lake & Palmer).
Il 26 giugno il gruppo eseguì dal vivo il nuovo singolo alla Royal Albert Hall di Londra, per un evento benefico promosso dal Defence and Aid Fund for Southern Africa, al quale intervennero anche artisti statunitensi vicini al movimento anti-apartheid, tra cui Marlon Brando. Senza avvertire nessuno all'infuori della band, al culmine dell'esibizione Emerson tracciò con vernice spray una bandiera statunitense stilizzata su di una tela appesa a centro palco e tentò poi di incendiarla, in segno di protesta contro la presenza americana in Vietnam. La bravata, che il pubblico formale dell'occasione accolse con gelido imbarazzo, costò a The Nice un bando perpetuo dal prestigioso teatro londinese e, per circa nove mesi, anche il mancato rilascio di visti d'ingresso da parte del governo degli Stati Uniti, per il sospetto di propaganda antiamericana.

Intanto i rapporti tra O'List e il resto del gruppo andavano deteriorandosi di pari passo con la sua salute mentale che lo rendeva ormai inaffidabile al punto di dimenticare di presentarsi ai concerti, suonare a volumi assordanti senza apparente motivo, rompere spesso corde della chitarra per troppa veemenza, sbagliare le parti e, fuori dal palco, manifestare segni di paranoia.
La crisi degenerò irreparabilmente il 29 settembre 1968 alle Fairfield Halls di Croydon: in pieno concerto il chitarrista sferrò un pugno in volto a "Bazz", accorso sul palco a risolvere un problema alla batteria, e giustificò poi l'aggressione sostenendo che il roadie e Brian Davison stessero tramando contro di lui.
L'indomani, in un meeting caldeggiato d'urgenza da Emerson, gli altri tre convennero che la situazione non era più gestibile. O'List suonò l'ultima volta con loro due giorni dopo, a Bournemouth: dopo il concerto Stratton-Smith lo licenziò di fronte ai tre colleghi, i quali avevano espressamente insistito con il manager per essere tutti presenti e rimarcare così l'unanimità della loro decisione.
Anni dopo il chitarrista, invero non nuovo a ricostruzioni fantasiose della propria carriera, in rare interviste riferì sempre i fatti in modo difforme dagli altri diretti interessati, negando l'uso di droghe all'epoca e riportando l'uscita dal gruppo come una propria scelta dovuta – stando alla sua versione – a una lotta interna per la leadership, nella quale sarebbe finito in minoranza a causa di "Strat", schieratosi con Emerson.
Seguirono audizioni per un sostituto (vi capitò anche Steve Howe, futuro chitarrista degli Yes, che scelse però di restar fedele al suo gruppo di allora, Bodast) e nel frattempo Emerson tentò egli stesso di suonare parti di chitarra dal vivo, salvo desistere dopo un solo concerto; i tre decisero infine di riorganizzarsi stabilmente come trio tastiere/basso/batteria e in tale assetto, in ottobre, incisero nuovo materiale presso gli studi Pye e Wessex a Londra, aggiungendo sporadici interventi per orchestra e chiamando il chitarrista Malcolm Langstaff a eseguire, su un solo brano, l'unica parte rimasta a loro giudizio ancora indispensabile, fra quelle ideate in precedenza da O'List.
Il risultato, pubblicato a novembre del 1968, fu l'album Ars Longa Vita Brevis, costituito per metà dall'omonima suite, già collaudata quasi per intero dal vivo e ampliata in studio con un tema preso in prestito dal Concerto brandeburghese n. 3 di Bach. Da allora in poi la rilettura dichiarata – non già il semplice accenno o citazione – dei classici, su questo disco rappresentati anche dal brano Intermezzo tratto da Karelia Suite di Jean Sibelius, avrebbe contraddistinto il repertorio della band in modo più significativo, specie in concerto.

Con l'incidente della Royal Albert Hall ormai alle spalle, nel marzo del 1969 il gruppo fu finalmente riammesso negli Stati Uniti dove rimase in tournée per circa tre mesi, anche registrando alcuni concerti in vista di una possibile pubblicazione. L'incessante attività live proseguì in Europa in estate: al 9th National Jazz and Blues Festival svoltosi a Plumpton nel Sussex il 10 agosto, il trio si presentò insieme a un'orchestra di quarantatré elementi condotta da Joseph Eger – all'epoca direttore stabile della New York Philarmonic – più le cornamuse dei London Scottish Pipes. L'esibizione non passò inosservata e una settimana dopo, sul Melody Maker, Richard Green titolò: «Who e Nice si prendono il festival di Plumpton».
Nel frattempo, sempre sfruttando i rari buchi nella fitta agenda di concerti, i tre incisero presso i Trident Studios di Londra quattro brani – uno solo dei quali totalmente inedito e al contempo originale – che divennero metà del loro terzo album; per completare il lavoro, scelsero altri due pezzi registrati dal vivo in aprile al Fillmore East di New York e ripescati entrambi dal repertorio di cover e standard degli inizi: She Belongs to Me di Bob Dylan – da loro ancora mai pubblicata – e una nuova versione del Rondo di Dave Brubeck, estesa nella durata e per l'occasione ribattezzata: Rondo '69.
Semplicemente intitolato: Nice ma per ragioni di distribuzione pubblicato negli Stati Uniti anche con il titolo Everything as Nice as Mother Makes It, l'album vide la luce nel settembre del 1969 e fu il primo del gruppo ad affermarsi nella Official Albums Chart, arrivando fino al terzo posto, ma anche l'ultimo pubblicato con la band ancora in attività.
Nello stesso periodo, presso gli studi della EMI ad Abbey Road, i tre registrarono per il cantautore inglese Roy Harper la base del brano Hell's Angels che chiude il suo album Flat Baroque and Berserk (1970). Come già per il disco di P. P. Arnold due anni prima, anche questa collaborazione era destinata a non essere accreditata ufficialmente; Harper infatti incideva per la Harvest Records controllata da EMI e pertanto sulle note di copertina poté citare i tre musicisti solo come: «Tre cari amici di cui non posso darvi i nomi, perché stanno con un'altra etichetta».
Nell'ottobre del 1969 il direttore del Newcastle Arts Festival commissionò a Emerson un brano sinfonico, ispirato alla città di Newcastle upon Tyne. La scadenza per consegnarlo era assai ravvicinata e il tastierista ne scrisse perciò la musica in gran fretta, ricorrendo di nuovo a Joseph Eger per l'orchestrazione, mentre Lee Jackson – nativo proprio del capoluogo del Nord Est – ne curò i pochi testi, dedicati ai cinque ponti sul Tyne e allo stadio di calcio di St. James's Park; il lavoro, dal titolo The Five Bridges Suite, fu eseguito in prima assoluta dal solo trio il 10 ottobre presso la City Hall di Newcastle e una settimana dopo, in forma completa, alle Fairfield Halls di Croydon con un'orchestra diretta dallo stesso Eger, più un sestetto di fiatisti jazz. Quest'ultimo concerto includeva altri brani classici arrangiati per lo stesso organico e fu interamente registrato: gran parte avrebbe visto la luce otto mesi dopo sull'album postumo Five Bridges. Emerson anni dopo si disse insoddisfatto della suite così come immortalata su quel disco, lamentando il poco tempo per rifinirla e provarla a dovere con gli altri musicisti, nonché la scarsa qualità della registrazione.

Più o meno nello stesso periodo, Emerson confidò a Stratton-Smith di ambire a un contesto musicale più versatile in cui sviluppare le proprie idee e che, per le sue aspirazioni, The Nice avevano già «vissuto oltre la loro utilità». Cresceva in particolare la sua insoddisfazione per Jackson, specie come vocalist, per cui era segretamente in cerca di un nuovo bassista cantante: fra i tanti, aveva già interpellato invano Chris Squire e Jack Bruce quando "Strat" gli suggerì Greg Lake, all'epoca nei King Crimson. Questi ultimi fra l'altro aprirono proprio il concerto di Five Bridges a Londra, ma non è chiaro se i contatti professionali tra Emerson e Lake – per lo più segreti in questa fase – siano iniziati già in tale occasione.
Ad ogni modo le strade dei due si incrociarono di nuovo il 12 dicembre 1969 a San Francisco, durante la terza e ultima tournée del Nord America di The Nice, quando i rispettivi gruppi condivisero il palco del Fillmore West: Stratton-Smith combinò un incontro riservato in albergo la sera stessa ed Emerson propose a Lake il ruolo nella sua band. I King Crimson concludevano il tour quel giorno e per coincidenza erano sul punto di sciogliersi, dopo neanche un anno di attività e a soli due mesi dall'acclamato debutto discografico, per l'abbandono simultaneo di Michael Giles e Ian McDonald: Lake pertanto volle lasciarsi aperta l'opportunità offertagli dal tastierista, ma gli chiese tempo prima di dare una risposta definitiva.
È probabile che i piani iniziali di Emerson prevedessero la permanenza nel gruppo di Brian Davison: il batterista infatti avrebbe appreso dell'imminente fine di The Nice, a quel punto pianificata, solo nel febbraio del 1970 (un mese dopo Lee Jackson) e anni dopo rivelò di avere anch'egli incontrato Lake e aver subito capito che non ne avrebbe tollerato l'atteggiamento «da superstar». Lake per parte sua ha riportato che pose la condizione di non essere soltanto un rimpiazzo ma che si desse vita a un progetto interamente nuovo, tanto nel repertorio quanto soprattutto nella parità decisionale (che in ELP avrebbe effettivamente ottenuto). Pertanto sul piano artistico il suo coinvolgimento implicava una ripartenza quasi da zero che evidentemente Davison, visto il livello già raggiunto dalla band, non era disposto ad accettare supinamente.
Alla luce di quanto sopra, The Nice avevano i giorni contati; al tutto si aggiunse, con l'arrivo del 1970, la liquidazione per fallimento della Immediate Records: gli ex-membri del gruppo, incluso O'List, intervistati separatamente in anni seguenti, dichiararono tutti di non mai aver percepito royalties per nessuno dei dischi pubblicati con l'etichetta di Oldham e che, anche nel periodo di effettiva attività, gli unici proventi derivarono loro dai concerti, tenuti a ritmo frenetico e praticamente senza sosta per quasi tre anni, salvo il tempo speso in sala d'incisione o negli studi radiofonici.
Dopo un'ultima serie di date a Roma, Parigi, Bruxelles e in patria, i tre esaurirono i loro impegni partecipando a due festival svoltisi ad Amburgo e a Berlino rispettivamente il 28 e il 30 marzo 1970, dopodiché si sciolsero di fatto ma in un primo momento la notizia venne taciuta alla stampa; nel frattempo, la neonata Charisma Records di Stratton-Smith acquisì le registrazioni ancora inedite del gruppo e ne trasse il già citato Five Bridges – il lavoro di The Nice più venduto in assoluto a ridosso della pubblicazione, con il 2º posto in classifica raggiunto nel luglio del 1970 – e l'anno dopo anche Elegy, album composto da quattro lunghe tracce – due in studio, due dal vivo – tra cui una versione live di America, estesa a oltre dieci minuti di durata. Entrambi i dischi furono anche cruciali per l'affermazione in patria della Charisma, in quanto i primi del catalogo a guadagnare la zona alta della Official Albums Chart, con due anni di anticipo sui lavori dei Genesis, capifila per distacco dell'etichetta di "Strat" nel lungo periodo.
A giugno del 1970 nascevano intanto Emerson, Lake & Palmer che, con il loro secondo concerto in assoluto (al festival dell'isola di Wight, 29 agosto), assursero da un giorno all'altro al successo internazionale, che mantennero poi per gran parte degli anni Settanta, oltre a riunirsi più volte anche nei decenni seguenti. Davison e Jackson nel frattempo fondarono rispettivamente i gruppi Every Which Way e Jackson Heights, entrambi con riscontri modesti sul piano commerciale, per poi ritrovarsi insieme nel trio Refugee (1973-74) con il tastierista svizzero Patrick Moraz il quale tuttavia, dopo otto mesi e un solo album, ricevette l'offerta di rimpiazzare Rick Wakeman negli Yes, allora già ampiamente affermati, e piantò perciò in asso gli ex-Nice. Scoraggiati dai ripetuti fallimenti, i due di lì a poco abbandonarono entrambi lo show business: Davison, dopo un tour con i Gong nel 1975 e un lungo periodo segnato dall'alcolismo, si dedicò all'insegnamento della musica in un college a Bideford; Jackson invece mise su famiglia a Los Angeles, dove visse circa vent'anni per poi rientrare in patria, stabilirsi a Northampton e iniziare fra l'altro a collaborare con una band di New Orleans jazz semi-professionale.
Per oltre trent'anni di The Nice si parlò solo al passato. Nel 2002, trentacinquennale della fondazione del gruppo, i tre svolsero a sorpresa un mini-tour del Regno Unito, dal 2 al 6 ottobre: metà spettacolo era riservata a loro, mentre nella seconda parte Emerson eseguiva brani del proprio repertorio da solista e di ELP con la Keith Emerson Band; il bis infine vedeva sul palco entrambe le formazioni. Dal concerto del 4 ottobre alla Royal Concert Hall di Glasgow fu tratto l'album Vivacitas, pubblicato l'anno seguente a nome: «Keith Emerson and The Nice» e subito promosso con altre dieci date, sempre solo in patria, che mantennero la collaudata formula del doppio spettacolo. La chiusura di questo secondo tour, il 23 ottobre 2003 al Colosseum di Watford, divenne per The Nice l'ultima apparizione dal vivo in assoluto: prima infatti che la fitta agenda di Emerson lasciasse spazio a eventuali nuove reunion dei tre, Davison si ammalò di un tumore che l'avrebbe portato alla morte nell'aprile del 2008, all'età di 65 anni. Emerson stesso si sarebbe poi suicidato nel marzo del 2016, ponendo così indirettamente fine – stavolta per sempre – anche alla storia del suo primo gruppo di rilievo.
The Nice si collocano nella scena musicale inglese di fine anni Sessanta del XX secolo. La formazione musicale e il virtuosismo del tastierista Keith Emerson conferirono al gruppo – specie dopo l'uscita del chitarrista Davy O'List – un sound in cui l'organo Hammond sostituiva la chitarra come strumento preminente, senza per questo perdere l'aggressività tipica del rock. Tutti i membri del gruppo inoltre, grazie all'esperienza pregressa in formazioni di vari generi musicali, contribuirono a creare uno stile che fondeva con originalità rock, musica classica, psichedelia, jazz e blues e che ha contribuito a farli annoverare fra gli antesignani del progressive rock britannico, assieme ai coevi Procol Harum e The Moody Blues. Emerson avrebbe rilanciato la formula del trio basato sulle tastiere in Emerson, Lake & Palmer e analoga strada avrebbero tentato, sebbene con minor successo, anche Davison e Jackson nei Refugee.
Nelle due suite originali Ars Longa Vita Brevis (1968) e The Five Bridges Suite (1969), entrambe della durata di un'intera facciata di LP, Emerson per la prima volta sperimentò un'integrazione più completa fra musica sinfonica e rock non limitandosi a impiegare arrangiamenti orchestrali – prassi allora già consolidata nella musica leggera – o a citare occasionalmente classici, ma scrivendo ex novo vere e proprie partiture per gruppo e orchestra, approccio al quale sarebbe poi tornato soltanto nel 1976-77 con ELP ma con tempi e budget sensibilmente più ampi.
Altro elemento tipico del repertorio del gruppo fu la rivisitazione di autori classici come Bach, Sibelius e Dvořák o contemporanei come Leonard Bernstein, con variazioni o improvvisazioni in stile jazz e blues psichedelico. Analoga contaminazione avvenne anche per cover di cantautori come Tim Hardin e Bob Dylan, ad esempio nel brano Hang On to a Dream di Hardin, che in una versione dal vivo inclusa nell'album Elegy contiene una citazione in chiave jazz dell'aria Summertime dall'opera Porgy and Bess di George Gershwin, oppure in Country Pie di Dylan che la band, sull'album Five Bridges, fonde in un mash-up al tema iniziale del Concerto brandeburghese n.6 di Bach.
Il ricorso frequente a materiale altrui, in misura tale che nessun album ufficiale di The Nice contiene soltanto brani originali, derivò anche dall'oggettiva mancanza di tempo per scrivere, compito per quanto riguarda la musica affidato quasi esclusivamente a Emerson: il gruppo infatti svolse in quasi tre anni un'attività dal vivo quasi incessante alla quale, per scelta o per necessità, diede netta precedenza rispetto a composizione e registrazione, quest'ultima spesso relegata ai ritagli di tempo tra una data e l'altra, quando non realizzata direttamente dal vivo in concerto come su metà degli album Nice e Elegy e nella quasi totalità di Five Bridges.
* Per metà registrati dal vivo in concerto.
Solo pubblicazioni nel Regno Unito.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 134131253 · ISNI (EN) 0000 0000 9165 152X · Europeana agent/base/147632 · GND (DE) 10278613-6 |
|---|