Disparago Gaertn., 1791 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae, tribù Gnaphalieae e sottotribù Gnaphaliinae).
Il nome del genere deriva dal latino "dispar" (= disuguale) e fa riferimento alla corolla difforme.
Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Joseph Gaertner (1732-1791) nella pubblicazione "De Fructibus et Seminibus Plantarum: accedunt seminum centuriae quinque priores cum tabulis Aeneis LXXIX. Stutgardiae, Tubingae" ( Fruct. Sem. Pl. 2: 463) del 1791.
Habitus. Le specie di questo genere hanno un habitus di tipo arbustivo o a forma di cuscino. I cauli di queste piante sono provvisti del floema, ma non di canali resiniferi; mentre i sesquiterpeni lattoni sono normalmente assenti (piante senza lattice).
Fusto. La parte aerea in genere è eretta, abbondantemente ramosa (ramificazione di tipo simpodiale). Altezza media: 0,2 - 0,8 metri.
Foglie. Le foglie in genere sono disposte in modo alternato e sono quasi sempre sessili. La lamina è intera con forme generalmente strette (filiformi o oblunghe), piccole da piatte a contorte; i margini sono continui; gli apici sono mucronati, apicolati o ottusi. La superficie è sparsamente tomentosa o lanosa (in particolare quella adassiale.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono sia scapose che composte da pochi capolini raccolti in formazioni corimbose dense. Le infiorescenze vere e proprie sono formate da un capolino terminale peduncolato di tipo discoide (con fiori omogami) o disciforme (con fiori eterogami). Sono presenti capolini radiati (o sub-radiati). I capolini sono formati da un involucro, con forme da globose, subglobose o cilindriche, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori. Le brattee, ricoperte di pula a consistenza cartilaginea, sono disposte in modo più o meno embricato su 1 - 4 serie; talora possono avere un margine ialino. Il ricettacolo, piccolo, è nudo ossia senza pagliette a protezione della base dei fiori; la forma è piatta.
Fiori. I fiori (2 per capolino) sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre tubulosi, attinomorfi e si distinguono in:
In questo gruppo di piante i fiori radiati (ligulati o del raggio) sono assenti; a volte sono confusi con i fiori femminili (tubulosi) del disco esterno più o meno sub-zigomorfi con un lembo piatto e possono essere interpretati come fiori del raggio.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono piccoli a forma ellissoide simmetrica; la superficie è glabra oppure villosa; il pericarpo può essere percorso longitudinalmente da 5 - 10 fasci vascolari. Il pappo in genere ridotto, è formato da 3 - 15 setole capillari (piumose o barbate) libere o connate alla base in un anello. Lunghezza dell'achenio: 1,5 – 2 mm. Il pappo può essere assente oppure caduco o persistente.
Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
Le specie di questo genere sono distribuite in Africa meridionale. La distribuzione è ristretta all'areale delle piogge invernali del Capo Occidentale e predilige l'habitat delle zone montuose costiere, piane e sabbiose, ma anche delle aree disturbate.
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1720 generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Il genere di questa voce è descritto nella tribù Gnaphalieae, una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae. Da un punto di vista filogenetico, la tribù Gnaphalieae fa parte del supergruppo (o sottofamiglia) "Asteroideae grade"; l'altro è il supergruppo "Non-Asteroideae" contenente il resto delle sottofamiglie delle Asteracee. All'interno del supergruppo è vicina alle tribù Senecioneae, Calenduleae, Astereae e Anthemideae.
La sottotribù Gnaphaliinae è caratterizzata da portamenti di vario tipo con specie ginomonoiche e monoiche, da foglie con margini interi, da capolini disciformi omogami o eterogami e raramente radiati (o subradiati), dallo stilo con rami troncati e superfici stigmatiche separate apicalmente, da acheni glabri o con tricomi allungati e pappo ridotto.
Il genere della specie di questa voce appartiene al clade Stoebe, un gruppo informale della sottotribù Gnaphaliinae che occupa una posizione centrale nell'ambito filogenetico della sottotribù.
I caratteri distintivi del genere Disparago sono:
Il numero cromosomico delle specie di questo genere è: 2n = 18.
Questo genere comprende 9 specie:
Le varie specie di questo genere si distinguono per la presenza o assenza del pappo, per la pubescenza degli acheni e le dimensioni delle foglie.
Il genere Disparago può essere suddiviso in quattro gruppi (o sezioni):
La chiave analitica per distinguere le sezioni è la seguente:
Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità: