Dyssodia Cav., 1801 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Tageteae e sottotribù Pectidinae.
Il nome del genere deriva dal greco "dysodia" (= cattivo odore).
Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Antonio José Cavanilles (1745-1804) nella pubblicazione "Descripcion de las Plantas que D. Antonio Josef Cavanilles demostro en las Lecciones…" (Descr. Pl. (Cavanilles) 202) del 1801.




Portamento. Le specie di questo genere hanno un habitus erbaceo annuale o perenne. In genere queste piante sono aromatiche.
Fusto. La parte aerea in genere è eretta o decombente e ramosa. Altezza media: 10–30 cm.
Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte sia in modo opposto che alternato (nella zona distale). La lamina è 2-3-pennatifida con segmenti da lineari a oblanceolati. I margini sono interi o dentati. La superficie può essere ricoperta da ghiandole pustolose o pellucide (ghiandole ricoperte da una membrana trasparente), altre volte questi organi sono incorporati nelle foglie.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da alcuni capolini terminali o raccolti (gruppi di 2-3) in aperte pannocchie. Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino peduncolato di tipo radiato o discoide. I peduncoli talvolta sono fistolosi. I capolini sono formati da un involucro, con forme da cilindriche a emisferiche, composto da 6-12 brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee sono dimorfiche, quelle esterne sono erbacee, quelle interne sono membranose e sono disposte in modo più o meno embricato su 1-2 serie. Può essere presente un calice esterno basale (ossia delle brattee esterne alla base dell'involucro) formato da 1-9 brattee lineari. Il ricettacolo, con forme da piatte a coniche, è usualmente privo di pagliette ("epaleato"). Diametro degli involucri: 5–10 mm.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni hanno una forma da obpiramidale a obconica. La superficie è nera o marrone, da sparsamente a densamente ricoperta di peli. Il carpoforo è ben sviluppato. Il pappo è formato da 15-20 scaglie o squame di varia lunghezza; le scaglie normalmente sono divise in 5-10 setole basalmente connate. Gli acheni sono caratteristicamente provvisti di uno strato di fitomelanina, una sostanza organica che garantisce resistenza contro gli attacchi batterici e da parte degli insetti.
Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecorica). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: la zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
Le specie di questo genere sono distribuite in America (Stati Uniti meridionali, in Messico ed in Guatemala).
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi, oppure 22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1679 generi). La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Il genere Dyssodia fa parte della sottotribù Pectidinae, raggruppamento che la classificazione tradizionale colloca all'interno della tribù Heliantheae e che recenti studi filogenetici attribuiscono alle Tageteae. La sottotribù Pectidinae è caratterizzata da foglie e brattee ricoperte da ghiandole pustolose o pellucide e aromatiche e da ricettacoli privi di pagliette, talvolta con minute scaglie o setole.
L’analisi filogenetica ha dimostrato che Dyssodia sensu lato (cioè nella sua accezione ampia tradizionale) non è un gruppo monofiletico. Infatti le specie precedentemente incluse in Dyssodia sono distribuite in diversi cladi nell’albero filogenetico, suggerendo che non condividono un antenato comune esclusivo. I generi segregati da Dyssodia sono Dysodiopsis, Hydropectis, Thymophylla, Boeberoides e Comaclinium (vedere anche l'ultimo capoverso di questa sezione). La revisione molecolare ha portato alla ridefinizione del genere Dyssodia, che ora include solo un numero ristretto di specie (sensu stricto). Attualmente Dyssodia appartiene al "core" della sottotribù e insieme al genere Gymnolaena forma un "gruppo fratello".
I caratteri distintivi del genere sono:
Il numero cromosomico delle specie di Dyssodia è: 2n = 26.
L'entità in passato inquadrata come Dyssodia jelskii è oggi assegnata al genere Schizotrichia (S. jelskii). Anche Dyssodia tenuiloba (DC.) B.L.Rob. è ora inquadrata come Thymophylla tenuiloba (DC.) Small.
Questo genere comprende 6 specie:
Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:
| Controllo di autorità | J9U (EN, HE) 987007567963205171 |
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