Elsa Fonda (Pirano, 27 aprile 1935 – Trieste, 24 febbraio 2025) è stata un'annunciatrice televisiva e scrittrice italiana.
Dopo aver frequentato il Liceo di Capodistria ed essersi avvicinata al teatro, stringendo amicizia con Fulvio Tomizza, giunse a Trieste nel 1955, trascorrendo un periodo nel campo profughi di Padriciano. Si laureò in Lingue e Scienze Politiche all'Università degli studi di Trieste ed entrò nella compagnia di prosa della RAI di Trieste.
Studiò sia con Ugo Amodeo che con Spiro Dalla Porta Xydias e con quest'ultimo lavorò nello spettacolo "Il Gabbiano" di Čechov. In quegli anni conobbe Anita Pittoni che la spronò a proseguire.
Nel 1966 vinse il concorso nazionale per annunciatrici della Rai, collaborando poi con il M° Labroca a Venezia. Nel 1970 si trasferì a Roma.
Per trent'anni fu una delle voci più seguite della radio nazionale, tanto da commentare i programmi più prestigiosi, alcuni mandati al Premio Italia.
Nel 1982 vinse il primo premio alla Biennale Internazionale del Documentario. In quel periodo presentò per la Rai diversi importanti concerti (ad esempio di Rostropovich, Segovia e Bernstein) trasmessi dalla Rai in diretta da luoghi noti: Santa Cecilia, Teatro dell'Opera, Quirinale, Vaticano, Teatro Sistina.
Dal 1983 al 1989 fu docente di dizione ed educazione della voce al Centro sperimentale di cinematografia di Roma.
Tenne numerosi recital in Italia e all'estero (Tripoli, Bucarest, Praga, Oslo, Bergen, Città del Messico, ecc.) sull'evoluzione della lingua e sull'uso della voce e del corpo.
Fu la voce recitante nel 1995 ne "L'histoire de Babar" di Poulenc; nel 1996 (e ripreso poi nel 1998) in "Pierino e il lupo" di Prokofiev con l'orchestra sinfonica del Teatro Verdi di Trieste; e con la Camerata Musicale di Padova ne "L'Histoire du soldat" di Stravinskij.
Presentò negli anni le sue riduzioni di "Storia di una gabbanella e del gatto che le insegnò a volare" di Luis Sepúlveda, e "La radura" di Marisa Madieri, interpretando tutti i personaggi per dimostrare la magia della voce.
Negli anni Duemila curò lo spettacolo "Vorrei incatenare la mia anima per non vederla più vagabondare" dalle lettere di Elody Oblath Stuparich a Scipio Slataper (1909-1914). Nel 2008 compose e interpretò il monologo "Per troppa vita che ho nel sangue: Parole per Antonia Pozzi".
Pubblicò inoltre il libro "La cresta sulla zampa" dove raccontò la sua infanzia a Pirano.
Nel 2023 fu ospite alla trasmissione televisiva Sottovoce condotta da Gigi Marzullo per parlare della sua carriera.
Morì a Trieste il 24 febbraio 2025 all'età di 89 anni.