
Elsie Violet Locke, nata Farrelly (Hamilton, 17 agosto 1912 – Christchurch, 8 aprile 2001), è stata una scrittrice e storica neozelandese, attivista comunista di spicco nei movimenti femministi e pacifisti. Probabilmente nota soprattutto per la sua letteratura per l’infanzia, secondo The Oxford Companion to New Zealand Literature ha «dato un contributo straordinario alla società neozelandese», per cui l’Università di Canterbury le ha conferito nel 1987 un titolo onorario di dottorato in lettere. Era sposata con Jack Locke, membro di spicco del Partito Comunista della Nuova Zelanda.
Elsie Locke era la più giovane di sei figli, nata con il nome di Elsie Violet Farrelly a Hamilton, in Nuova Zelanda, il 17 agosto 1912. Era figlia di William John Allerton Farrelly (1878–1945) e di Ellen Electa Farrelly (nata Bryan; 1874–1936). Entrambi i suoi genitori erano nati in Nuova Zelanda e, pur avendo frequentato solo la scuola primaria, erano entrambi pensatori progressisti. L’intelligenza di William fu riconosciuta fin dai primi anni di scuola, e lui incoraggiò fortemente l’istruzione delle figlie, non potendo egli stesso proseguire gli studi oltre la Standard Six. Nel frattempo, Ellen era adolescente durante il movimento per il suffragio femminile in Nuova Zelanda e trasmise alle figlie l’idea della parità di genere, insegnando loro anche il valore dell’indipendenza.
Elsie crebbe a Waiuku, una piccola cittadina a sud di Auckland, dove sviluppò fin da piccola una repulsione per la guerra. Da ragazzina assistette in prima persona alle ferite dei veterani della Prima guerra mondiale; « [...] durante una visita a Warkworth fui portata a vedere un uomo a cui era stata quasi completamente sfigurata la faccia da un colpo di arma da fuoco e che non usciva mai dalla sua fattoria». Sebbene avesse lasciato Waiuku in giovane età, mantenne forti legami con la cittadina fino alla vecchiaia, tornandovi spesso. Fatto insolito per una Pākehā della sua generazione, instaurò uno stretto rapporto con l’iwi locale di Waiuku, gli Ngāti Te Ata, e le sue ricerche successive si rivelarono fondamentali per la loro rivendicazione relativa al Trattato di Waitangi.
Sebbene pochi ragazzi della classe operaia, in particolare le ragazze, frequentassero la scuola superiore quando Elsie era giovane, lei proseguì gli studi alla Waiuku District High School, dove studiò dal 1925 al 1929. Fu l'unica della sua famiglia a conseguire il diploma di scuola superiore e l'unica studentessa della sua classe negli ultimi due anni di studi. Il suo desiderio era quello di diventare una scrittrice, piuttosto che un’insegnante o un’infermiera, le carriere convenzionali per le donne istruite della sua generazione. Ottenne una borsa di studio per frequentare l’Università di Auckland, dove divenne nota come “Little Farrelly”. Iniziò nel 1930, all’inizio della Grande Depressione, e Locke fece fatica a guadagnarsi da vivere: si mantenne grazie a una combinazione di borse di studio e lavori part-time, come quello presso la Biblioteca Pubblica di Parnell. Si impegnò nella pubblicazione della prima rivista letteraria, Phoenix, e sebbene non scrivesse per la rivista, il suo appartamento era il punto di ritrovo centrale per tutti coloro che vi collaboravano. Nel 1932, durante il periodo universitario, visse un’esperienza che avrebbe esercitato un’influenza determinante sulla sua futura ideologia politica e sul suo attivismo, secondo quanto riferito da sua figlia, Maire Leadbeater. Questa «esperienza decisiva» fu la vista di 10.000 uomini disoccupati che marciavano lungo Queen Street, il che, secondo la Leadbeater, instillò in lei l’ambizione di «essere un tutt'uno con tutti coloro che lottavano e con tutti gli oppressi».
Durante gli studi sviluppò un crescente interesse per il socialismo e partecipò alle riunioni degli Amici dell’Unione Sovietica e della Società Fabian. Nel 1932 organizzò un congresso delle lavoratrici e l’anno successivo si laureò con un BA, aderendo al Partito Comunista.
La Locke raccontò la sua giovinezza e il suo percorso formativo nell’autobiografia del 1981, Student at the Gates, in cui descrive le influenze che plasmarono le sue idee socialiste e alcune delle figure politiche e letterarie di spicco della Nuova Zelanda degli anni ’20 e ’30.
Nel 1935 Locke sposò il suo primo marito, Frederick Engels (“Fred”) Freeman, anch’egli membro del Partito Comunista, e assunse il nome di Elsie Freeman. Nel 1937 divorziò da Fred, cosa considerata all’epoca una “vergognosa disgrazia”, e nel 1938 nacque il suo primo figlio, Don. Ottenne l’affidamento esclusivo di Don, in un’epoca in cui essere una madre single era particolarmente difficile.
Nel novembre del 1941 sposò il suo secondo marito, John Gibson (“Jack”) Locke (nato nel 1908), con cui rimase fino alla morte di lui, avvenuta nel 1996. Jack, un operaio del settore della carne immigrato in Nuova Zelanda dall’Inghilterra all’età di 19 anni, era un membro di spicco del Partito Comunista, e la coppia si era conosciuta durante le riunioni del partito. Jack fu presto inviato a Christchurch dal Partito Comunista e nel 1944 si trasferirono al 392 di Oxford Terrace, una «minuscola casetta da favola» con un bagno esterno, sulle rive del fiume Avon. Elsie amava la campagna e odiava le città: in seguito dichiarò di non aver voluto trasferirsi a Christchurch, ma di averlo fatto per Jack. Tuttavia, la coppia visse in quella casetta fino alla morte.
Elsie ebbe altri tre figli con Jack: Keith, Maire e Alison. Educò i suoi quattro figli ad apprezzare tutto ciò che era artistico e ad amare la vita all’aria aperta. La famiglia faceva spesso escursioni a piedi e risparmiava per mandare Maire alle lezioni di balletto. Elsie continuò a frequentare molti eventi culturali con Maire fino alla vecchiaia. Sia Jack che Elsie furono atei per tutta la vita.
Keith Locke, figlio di Elsie, divenne deputato del Partito dei Verdi, in parlamento dal 1999 al 2011, mentre sua figlia Maire, ora chiamata Maire Leadbeater, fu consigliera nel Consiglio comunale di Auckland e nel Consiglio regionale di Auckland. Entrambi sono stati attivisti di lungo corso per la pace e contro il nucleare.
La Locke aderì al Partito Comunista nel 1933 e fu una delle principali attiviste del partito, in particolare negli anni ’30. Dopo la laurea nel 1933, la Locke si trasferì a Wellington, dove assunse un ruolo di primo piano nella guida della sezione locale del Partito Comunista. Nel 1934 divenne organizzatrice nazionale dei Comitati delle Lavoratrici, nati dal movimento dei lavoratori disoccupati. Lo scopo originario di questi comitati era quello di pubblicare la prima rivista femminista mensile, The Working Woman, che Locke avviò con il sostegno del Partito Comunista nello stesso anno. L’ultimo numero di questa rivista uscì nel novembre 1936. Nell’aprile 1937 fu pubblicato il primo numero della rivista che ne prese il posto, Woman Today, pensata per rivolgersi a un pubblico più ampio. Woman Today era curata da Locke e rimase in circolazione fino all’ottobre 1939, con contributi di scrittrici di rilievo quali Gloria Rawlinson e Robin Hyde. Locke scrisse in seguito che «una “seconda ondata” di femminismo si manifestò in quel periodo e si stava rafforzando quando fu interrotta dalla guerra, e gran parte di essa trovò espressione e si concentrò attorno a Woman Today».
Nel 1936 la preoccupazione per le famiglie incapaci di provvedere al sostentamento di figli non pianificati spinse Locke e Lois Suckling a convocare la prima riunione della Sex, Hygiene and Birth Regulation Society (Società per il Sesso, l’Igiene e la Regolamentazione delle Nascite), di cui erano rispettivamente segretaria e presidente. Questa società fu la precursora della Family Planning Association. Locke si candidò per il Partito Comunista al Consiglio dell’Ospedale di Wellington e al Consiglio comunale di Lower Hutt nelle elezioni amministrative del 1941, e più tardi quello stesso anno sposò Jack Locke, membro di spicco del partito. Jack era il presidente della sezione di Christchurch del partito e il loro candidato in diverse elezioni durante gli anni ’50 e ’60. Durante il periodo in cui fecero parte del Partito Comunista, Jack si guadagnava da vivere in un stabilimento di congelamento, mentre Elsie viveva come una «casalinga e madre tradizionale», pur continuando a dedicarsi alla scrittura e all’impegno femminista.
Dal 1946 al 1948 Elsie fu ricoverata in ospedale per una tubercolosi spinale e dovette rimanere distesa supina. ICiò significò che i suoi figli furono costretti a trasferirsi in diverse parti del Paese per lunghi periodi durante la sua malattia. La tubercolosi era una delle principali cause di morte all’epoca, ma la Locke sopravvisse, trascorrendo il tempo a leggere e a riflettere sulle proprie convinzioni politiche.
Locke si convinse che il Partito Comunista neozelandese dovesse sviluppare un’ideologia più “autoctona”. Allo stesso tempo, era anche internazionalista, e fu proprio questo, secondo il New Zealand Journal of History, “che la spinse ad aderire al Partito Comunista e, in ultima analisi, a lasciarlo nel 1956”. Lei, come molti altri, se ne andò in segno di protesta sia per la reazione sovietica alla Rivoluzione ungherese, sia per gli «eccessi» dello stalinismo. Tuttavia, suo marito Jack rimase comunista fino alla morte. Dopo aver lasciato il partito, Elsie non gradiva che venisse messo in risalto il suo ruolo all’interno del Partito Comunista perché, sebbene la coppia avesse «concordato di non essere d'accordo» sulle questioni politiche, lei sosteneva che la pubblicità ««turbava Jack»».
Robert Muldoon descrisse una volta i Lockes come la “famiglia comunista più famigerata della Nuova Zelanda”, e l’appartenenza dei Lockes al Partito Comunista ebbe ripercussioni a lungo termine sul modo in cui Elsie e la sua famiglia venivano percepite da alcune agenzie di sicurezza. Negli anni ’80 si recò in Canada per un convegno di scrittori, l’unico viaggio all’estero che abbia mai intrapreso. Nonostante fosse ormai una signora anziana, le autorità statunitensi le imposero di essere accompagnata da una guardia armata per tutta la durata della sua sosta alle Hawaii. Inoltre, il Servizio di intelligence di sicurezza della Nuova Zelanda (SIS) conservava un fascicolo su Elsie, oltre che sui suoi figli. Nel 2008 la figlia di Locke, Maire Leadbeater, ricevette il proprio fascicolo dal SIS. Risaliva al periodo in cui Leadbeater, all’età di 10 anni, distribuiva il People’s Voice, un giornale comunista, e conteneva informazioni dettagliate relative a incontri privati tenutisi in abitazioni e uffici. Il fascicolo dimostrava che il SIS riteneva che il matrimonio tra Elsie e Jack avesse subito una crisi a causa dell’uscita di Elsie dal Partito Comunista. A proposito del fascicolo, la Leadbeater ha dichiarato: «È tutto sbagliato, comunque. Si tratta di speculazioni sgradevoli e inaccurate su questioni familiari altamente personali». Anche Keith Locke aveva ricevuto il proprio fascicolo dal SIS, descritto come «corposo», mentre quello di Elsie era stato consegnato al suo biografo. Poco dopo la morte di Elsie, su The Press fu pubblicata una lettera «velenosa» che la accusava di essere «una comunista, una stalinista, uno strumento del Cremlino e complice del genocidio di 100 milioni di persone», sebbene al giornale fossero state inviate numerose lettere in risposta sia a difesa di Locke, sia per denunciare The Press per aver pubblicato la lettera originale.
Dopo aver lasciato il Partito Comunista nel 1956, la Locke dedicò molta più attenzione all’attivismo per la pace, sebbene fosse stata impegnata in cause contro la guerra per tutta la vita, compresa la campagna contro la coscrizione obbligatoria alla fine degli anni ’40. Considerava le armi nucleari un male peggiore dell’Olocausto; fu cofondatrice della sezione neozelandese della Campagna per il Disarmo Nucleare negli anni ’50 e ne fu membro esecutivo dal 1957 al 1970. Era estremamente orgogliosa dello status di nazione libera dal nucleare della Nuova Zelanda e dei decenni di lotta necessari per ottenerlo. Rimase impegnata nella causa per il resto della sua vita.
Sebbene avesse sempre desiderato diventare una scrittrice, fu negli anni ’50 che iniziò a prendere sul serio questa vocazione. Nel 1949 curò l’edizione di Gordon Watson, New Zealander, 1912–45: His Life and Writings, e nel 1950 scrisse una storia politica della regione di Canterbury, Il pastore e la sguattera, 1850–1950: Canterbury Without Laurels, entrambi pubblicati dal Partito Comunista Nel 1954 pubblicò a proprie spese una raccolta delle sue poesie, The Time of the Child: A Sequence of Poems. La scrittura divenne molto importante per lei, che riuscì a mantenere una stanza tutta per sé nella loro minuscola casa per più di 50 anni.
La Locke vinse la prima edizione del Katherine Mansfield Memorial Award (e il relativo premio di 52,10 NZ£ ), durante la cerimonia tenutasi nel giorno del compleanno di Mansfield nel 1959, nella categoria del saggio letterario, ormai non più esistente, per il suo saggio Looking for Answers. Il saggio di Locke, uno dei 105 presentati nella categoria, era un resoconto delle ragioni che l’avevano spinta sia ad aderire al Partito Comunista, sia a lasciarlo, e fu pubblicato su Landfall n. 48 (dicembre 1958).
Nel complesso la Locke era probabilmente più nota come scrittrice per bambini. Negli anni ’60, quando iniziò a collaborare con il New Zealand School Journal (pubblicato dalla Sezione Pubblicazioni Scolastiche del Ministero dell’Istruzione), la sua carriera di scrittrice si consolidò definitivamente. Dal 1962 al 1968 ricevette dal School Publication Branch l’incarico di scrivere una serie di opuscoli storici, pensati per educare i bambini alla storia sociale della Nuova Zelanda, e successivamente raccolti in The Kauri and the Willow: How we Lived and Grew from 1801–1942 (1984). Mentre scriveva questa serie, si rese conto della sua scarsa conoscenza della lingua maori, della cultura, della storia e della spiritualità maori. Ciò la portò a studiare la lingua e a incorporare il biculturalismo come elemento centrale della sua scrittura molto prima che diventasse di moda farlo. Secondo The Oxford Companion to New Zealand Literature, ella espresse il punto di vista maori «con empatia e intuito in romanzi che, sotto questo aspetto, erano all’avanguardia rispetto alle percezioni comuni e al politicamente corretto».
Il suo primo romanzo, The Runaway Settlers (1965), fu la sua opera più popolare ed è rimasto in stampa ininterrottamente più a lungo di qualsiasi altro libro per bambini neozelandese. Pubblicato originariamente con le illustrazioni di Anthony Maitland e ristampato nel 1993 con quelle di Gary Hebley, The Runaway Settlers è un romanzo storico basato sulla storia vera della signora Small e dei suoi figli, che fuggono dal violento signor Small a Sydney, assumono il cognome Phipps e si stabiliscono a Governors Bay, a sud di Christchurch. Sebbene la loro vita lì sia difficile, il duro lavoro della famiglia viene ripagato e alla fine riescono ad avere successo. I discendenti della famiglia vivono ancora a Governors Bay. Il libro ha ricevuto nel 1999 la prima edizione del Gaelyn Gordon Award for a Much-Loved Book, uno dei premi più cari alla Locke, secondo quanto riferito da sua figlia.
Il lavoro della Locke per la School Publications Branch aveva risvegliato il suo interesse per la sua città natale, Waiuku, e il suo secondo libro per bambini, The End of the Harbour: An Historical Novel for Children (1968), era basato sulla storia della città. La Locke trascorse un’estate a Waiuku per documentarsi in vista del romanzo, che fu illustrato da Kāterina Mataira. La storia è ambientata nel 1860, quando Waiuku si trovava al confine tra il Movimento del Re Maori e la società dei coloni in espansione, e la Prima Guerra di Taranaki era appena iniziata. Il libro racconta la storia di David Learwood, un ragazzo Pākehā di 11 anni i cui genitori si sono trasferiti a Waiuku per lavorare in un hotel locale. Sebbene la madre di David abbia paura di incontrare un Maori e David non ne abbia mai conosciuto uno, il ragazzo stringe amicizia con Honatana, un ragazzo Maori del posto, oltre che con diversi adulti Pākehā solidali con i Maori e con un ragazzo di origini miste Pākehā-Maori. The Oxford Companion to New Zealand Literature descrive The End of the Harbour come «un’analisi compassionevole delle questioni territoriali dal punto di vista sia dei Maori che dei Pākehā».
A Canoe in the Mist, la storia delle esperienze di due ragazze durante l’eruzione del Monte Tarawera del 1886, fu pubblicato da Jonathan Cape nel 1984, con illustrazioni di John Shelley. Lillian vive con la madre vedova nel villaggio di Te Wairoa, una meta popolare per i visitatori alla ricerca dei famosi panorami vulcanici del Lago Rotomahana. Lillian stringe amicizia con Mattie, la figlia di alcuni turisti inglesi, e insieme visitano le famose Pink and White Terraces; tuttavia, si sono manifestati segni inquietanti: un’onda anomala sul lago solitamente calmo e segnalazioni di una waka wairua, una canoa spettrale avvistata attraverso la nebbia. Il saggio maori Thuhoto predice una catastrofe. Quella notte il vulcano erutta all’improvviso e le ragazze si ritrovano coinvolte in una lotta disperata per la sopravvivenza mentre tutto intorno a loro viene distrutto. Ripubblicato nel 2005 nella collana Collins Modern Classics, il libro è stato definito dalla Biblioteca Nazionale della Nuova Zelanda un «classico kiwi».
Insieme a Rod Donald, Locke ha contribuito attivamente alla fondazione dell’Avon Loop Planning Association (ALPA) e al continuo sviluppo della comunità nello storico quartiere residenziale di Avon Loop, nel centro di Christchurch. Nel 1987 Locke ha ricevuto un D.Litt (Dottorato in lettere) onorario dall’Università di Canterbury per il suo impegno a favore della comunità. La Locke si è battuta per una visione più equilibrata della storia della Nuova Zelanda.
Elsie Locke è morta a Christchurch l’8 aprile 2001.

Elsie Locke è l'unica persona a cui il Consiglio comunale di Christchurch abbia mai intitolato un parco mentre era ancora in vita. L'Elsie Locke Park si trovava su Oxford Terrace, di fronte alla Centennial Pool, ma fu rimosso dopo il terremoto di Christchurch del 2011 per far posto al Margaret Mahy Playground.
Ogni anno LIANZA assegna il Premio Elsie Locke per «il contributo più illustre alla saggistica per giovani adulti»; il premio viene consegnato nell’ambito dei New Zealand Book Awards for Children and Young Adults.
Nel marzo 2009 la Locke è stata commemorata come una dei Twelve Local Heroes e un busto in bronzo a lei dedicato è stato inaugurato all’esterno del Christchurch Arts Centre.
Nel 1995 la Locke divenne la quinta vincitrice del Premio Margaret Mahy. Nel 1992 le fu conferito il Premio dell’Associazione per la Letteratura per l’Infanzia per il contributo alla letteratura per l’infanzia (oggi Premio Betty Gilderdale).
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