Landfall Tauraka

Landfall Tauraka
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StatoNuova Zelanda (bandiera) Nuova Zelanda
Linguainglese
PeriodicitàSemestrale
GenerePeriodico culturale
FormatoBrossura
FondatoreCharles Brasch
Fondazione1947
SedeDunedin
EditoreOtago University Press          
Record vendite2 000 (1966)
Redattore capoLynley Edmeades
ISSN0023-7930 (WC · ACNP)
Sito webHome page

Landfall Tauraka (precedentemente Landfall) è la più antica rivista letteraria neozelandese ancora in circolazione. Viene pubblicata due volte all'anno dalla Otago University Press. A partire dal 2025 ogni numero è un volume in brossura di circa 200 pagine. La rivista presenta nuovi racconti e poesie, saggi biografici e critici, commenti culturali e recensioni di libri. Il sito web ad essa collegato, The Landfall Tauraka Review, pubblica mensilmente recensioni letterarie di ampio respiro.

Landfall è stata fondata e curata inizialmente dal poeta neozelandese Charles Brasch. È stata descritta da Peter Simpson nell'Oxford Companion to New Zealand Literature (2006) come «la rivista più importante e longeva della letteratura neozelandese». Lo storico Michael King ha affermato che durante il XX secolo, “Landfall avrebbe promosso, più di qualsiasi altra singola testata, le voci neozelandesi in letteratura e, almeno per tutta la durata della direzione di Brasch (1947–66), avrebbe pubblicato saggi, narrativa e poesia di altissimo livello”.

Contesto

Denis Glover, della Caxton Press, fece visita a Brasch a Londra mentre era in licenza dal servizio navale durante la Seconda guerra mondiale, e fu allora che i due «discussero l'idea di una nuova rivista letteraria prodotta professionalmente in Nuova Zelanda». Altre riviste esistenti all'epoca erano di dimensioni più ridotte e pubblicate a cadenza irregolare, come Book, curata da Anton Vogt e anch'essa edita dalla Caxton Press. Brasch nutriva l'ambizione di pubblicare “una rivista letteraria di rilievo” in Nuova Zelanda da almeno 15 anni.

Il titolo Landfall fu probabilmente ispirato da Landfall in Unknown Seas, una poesia scritta da Allen Curnow nel 1942 e musicata dal suo amico Douglas Lilburn nel 1944. La poesia racconta l'arrivo dei primi europei in Nuova Zelanda. È una delle poesie neozelandesi più famose. Tom Weston osservò nel 1985 che nei suoi primi anni, “Landfall in Unknown Seas” era “una sorta di motto”: “C'era un senso di scoperta, di ricerca di un posto [per la letteratura neozelandese] in questo mondo”.

Storia

Bradsch come redattore: 1947–1966

Charles Brasch, fondatore e direttore dal 1947 al 1966

La rivista fu fondata nel 1947 e pubblicata dalla Caxton Press, con Brasch come caporedattore per i primi vent'anni. Glover e Leo Bensemann si occuparono della grafica, della tipografia e della stampa. Per i suoi primi 46 anni (174 numeri), Landfall fu una rivista trimestrale di 76 pagine (con alcune variazioni) con una copertina di carta marrone, stampata in due colori e dal 1979 in poi in quadricromia. Del primo numero furono stampate 800 copie e Brasch in seguito affermò che andarono esaurite “quasi immediatamente”. Una delle prime recensioni di Oliver Duff sul New Zealand Listener fu positiva, ma prevedeva che la rivista non sarebbe durata più di un anno.

Landfall fu la principale rivista letteraria della Nuova Zelanda durante la direzione di Brasch e fu di grande importanza per la cultura letteraria emergente della Nuova Zelanda negli anni '50 e '60. La rivista dedicava inoltre alcune pagine alla copertura delle arti in generale e degli affari pubblici. Brasch si dedicò alla redazione della rivista a tempo pieno e applicò standard elevati e rigorosi alle opere pubblicate. A volte, gli standard elevati di Brasch portarono ad attriti, con alcuni giovani scrittori che risentivano di quella che consideravano la sua inflessibilità e solennità, definendo la rivista elitaria. Tuttavia, incoraggiò e promosse il lavoro di nuovi scrittori in cui vedeva del potenziale.

Brasch fece in modo che la rivista non pubblicasse solo poesie, racconti e recensioni, ma anche dipinti, fotografie e altre arti visive e fornisse commenti su arte, teatro, musica, architettura e aspetti degli affari pubblici. La sua visione per la rivista era che fosse “tipicamente neozelandese senza essere provinciale”, e considerava il pubblico potenziale come il pubblico colto: “Tutti coloro per i quali la letteratura e le arti sono una necessità di vita”. Praticamente tutti gli scrittori di spicco della Nuova Zelanda dell'epoca furono pubblicati su Landfall; Janet Frame scrisse nella sua autobiografia An Angel At My Table che la sua prima impressione della rivista era che «se non apparivi su Landfall, difficilmente potevi definirti uno scrittore».

All'apice della popolarità della rivista, nei primi anni '60, venivano stampate circa 1600 copie per ogni numero. Brasch ricordò che il picco di vendite fu di 2000 copie per un numero pubblicato nel suo ultimo anno come direttore della rivista, nonostante la quasi totale assenza di pubblicità. Nel 1962 Brasch pubblicò Landfall Country: Work from Landfall, 1947–61, un'antologia di opere pubblicate su Landfall. Tra gli scrittori e i poeti presenti figuravano Maurice Gee, Frank Sargeson, C.K. Stead, Ruth Dallas, Curnow, James K. Baxter e Fleur Adcock, vi erano riproduzioni di dipinti, sculture e fotografie di vari artisti neozelandesi tra cui Colin McCahon, Evelyn Page e altri. Il volume includeva inoltre ventinove pagine di brani tratti dalla sezione editoriale scritti dallo stesso Brasch.

Nel 2013 l'archivio dei documenti letterari e personali di Charles Brasch presso le Hocken Collections fu inserito nel Registro della Memoria del Mondo dell'UNESCO. L'archivio comprende una notevole quantità di materiale relativo a Landfall e agli autori che hanno pubblicato sulla rivista.

Dopo Brasch: 1966–1995

Dudding (1966–1971)

Brasch lasciò la rivista nel 1966 e scelse il giovane direttore della rivista Mate, Robin Dudding, come suo successore. Tra i risultati degni di nota di Dudding vi furono l'aver commissionato ad alcuni artisti l'illustrazione di racconti brevi e l'aver pubblicato il numero 100, che conteneva una lunga intervista con Brasch. Nel 1971, tuttavia, Dudding fu licenziato dalla Caxton Press, a quanto pare per non aver consegnato un numero in tempo. Fondò una rivista concorrente chiamata Islands, e alcuni dei principali collaboratori di Landfall, come Brasch, Curnow e Stead, passarono a questa nuova rivista; Landfall non recuperò il suo status di rivista letteraria leader in Nuova Zelanda fino alla direzione di David Dowling all'inizio degli anni '80.

Bensemann (1971–1975)

Bensemann, che operava nel settore editoriale fin dal 1947, assunse il ruolo di redattore per i quattordici numeri pubblicati tra il 1971 e il 1975. Sebbene facesse fatica a mantenere elevati gli standard letterari a causa della perdita di alcuni autori chiave, passati a Islands, riuscì a migliorare la qualità visiva della rivista; il numero di pagine illustrate passò da quattro a otto e vi furono pubblicate opere di numerosi artisti neozelandesi di rilievo, quali Don Peebles e Pat Hanly.

Smart (1975–1981)

Il successore di Bensemann, Peter Smart, era un insegnante di inglese desideroso di incoraggiare gli scrittori esordienti e di pubblicare opere che meritassero sostegno, con risultati alterni. Il numero 129, pubblicato nel marzo 1979, era dedicato a racconti e miti sulla morte, che Smart descriveva nel suo editoriale come «quella fase finale della crescita». La critica Diana Prout, scrivendo per The Press, osservò che, sebbene il numero contenesse alcune poesie sul popolo maori e recensioni di opere di scrittori maori, non vi compariva alcun autore maori.

Smart morì nel dicembre 1981. Una recensione di Dick Corballis del suo ultimo numero di Landfall, il 140, suggeriva che Smart fosse sottovalutato e che i suoi “esperimenti editoriali”, come i numeri a tema, il rifiuto delle recensioni accademiche e l'inclusione di autori stranieri, “garantissero che Landfall fosse sempre fresco e imprevedibile”.

Dowling (1982–1986)

Quando Dowling succedette a Smart nel 1982, Peter Simpson affermò che egli aveva innalzato nuovamente gli standard e riportato la rivista al suo prestigio letterario. Tom Weston, tuttavia, nel 1985 espresse l'opinione che la rivista non fosse particolarmente innovativa, sebbene «pubblicasse ancora alcune opere importanti». In un'altra occasione Weston osservò che la rivista, allora prossima ai quarant'anni di pubblicazione, era «scomparsa nella stagnazione della (quasi) mezza età». Egli attribuì ciò al ristretto pubblico letterario della Nuova Zelanda e alla necessità di attrarre un numero di lettori il più ampio possibile.

Commentando lo sviluppo della rivista su The Press nel 1986, Weston riesaminò le sue recensioni precedenti e ritenne che Landfall si fosse trasformata dal 1984 in qualcosa di più “vivace, attento e coinvolgente”. Egli attribuì questo in parte alla concorrenza di altre riviste letterarie come Islands e AND.

Redattori a rotazione (1986–1993)

Nel numero 160, pubblicato nel dicembre 1986, la rivista annunciò che la propria struttura editoriale sarebbe passata a un comitato editoriale composto da cinque redattori di pari rango, ciascuno responsabile di una diversa sezione della rivista. L'editoriale del numero spiegava che Landfall doveva rispondere alle diverse aspettative dei suoi lettori e ai rapidi sviluppi in atto. Si sperava inoltre che la rivista diventasse più “orientata verso il mondo esterno” e includesse più opere provenienti dal Pacifico, dall’Australia e da altre culture rilevanti per la Nuova Zelanda.

Tim Upperton, nella sua recensione del numero 161 del 1987 per The Press, osservò che per gli autori neozelandesi la pubblicazione su Landfall “significa, in termini letterari, aver raggiunto il successo”. Lodò una serie di contributi e sottolineò che Landfall era un ottimo posto per “scoprire cosa sta succedendo attualmente nella letteratura neozelandese”.

Epoca della Oxford University Press (1993–1994)

Nel 1993 la Caxton Press cessò la pubblicazione di Landfall con il numero 184, e la Oxford University Press ne assunse il controllo a partire dal numero 185 (aprile 1993). Da quel momento in poi la frequenza di pubblicazione della rivista fu ridotta da trimestrale a semestrale. Chris Price divenne l'unico direttore a partire dal numero 186 (novembre 1993). La Oxford University Press continuò a pubblicare la rivista fino al numero 188 (novembre 1994).

Otago University Press: dal 1995 ad oggi

La Otago University Press subentrò nella pubblicazione della rivista a partire dal numero 189 (maggio 1995). Nel 1999 la rivista vinse il premio per le migliori pagine di recensioni ai Montana New Zealand Book Awards. Nel marzo 2011 fu lanciato il sito web Landfall Review Online a integrazione della rivista cartacea. Nel 2025 fu ribattezzato The Landfall Tauraka Review in linea con il rebranding della rivista.

Nel 1997, in occasione del 50° anniversario della rivista, fu istituito il Concorso di saggistica Landfall. Nel 2009 divenne un evento annuale, giudicato ogni anno dal direttore in carica. Nel 2017 la rivista lanció il Charles Brasch Young Writers’ Essay Competition, aperto a scrittori di età compresa tra i 16 e i 25 anni. Entrambi i concorsi furono rinominati nel 2025 come Landfall Tauraka Essay Prize e Landfall Tauraka Young Writers’ Essay Prize, in coincidenza con il numero storico 250 della rivista e il suo nuovo nome bilingue.

Ribattezzata Landfall Tauraka (2025)

Nell'ottobre 2025, in occasione del suo 250° numero, Landfall venne ribattezzata Landfall Tauraka. Il titolo bilingue, dove tauraka significa «approdo, ancoraggio, luogo di riposo» in Te reo Māori, riflette i principi fondanti della rivista e il suo ruolo costante di rifugio per le diverse voci creative e critiche di Aotearoa.

Ampliare la conversazione

Landfall Tauraka sostiene inoltre una serie di iniziative correlate. The Landfall Tauraka Review, a cura di David Eggleton, pubblica mensilmente online recensioni approfondite di libri. La Landfall Tauraka Short Story Series, a cura di Chris Prentice e pubblicata dalla Otago University Press, pubblica ogni anno una raccolta di racconti, alternando autori affermati e emergenti. Le antologie biennali Strong Words, pubblicate dalla Otago University Press, raccolgono i saggi dei due concorsi di saggistica più recenti.

Redattori

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Ian Milner, Conversation with Charles Brasch, in Landfall, vol. 25, n. 4, dicembre 1971, p. 344. URL consultato il 12 dicembre 2020.
  2. ↑ (EN) Landfall 239: Autumn 2020, su Otago University Press. URL consultato il 16 novembre 2020.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 (EN) Peter Simpson, Landfall, in Roger Robinson e Nelson Wattie (a cura di), The Oxford Companion to New Zealand Literature, Oxford University Press, 2006, DOI:10.1093/acref/9780195583489.001.0001, ISBN 978-0-1917-3519-6, OCLC 865265749. URL consultato il 16 novembre 2020.
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  29. ↑ (EN) Past Winners: 1999, su New Zealand Book Awards. URL consultato il 14 dicembre 2020.
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  36. ↑ (EN) New editor appointed for Landfall journal, in University of Otago. URL consultato il 3 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 19 novembre 2017).
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  38. ↑ (EN) Landfall 242: Spring 2021, su University of Otago, Otago University Press. URL consultato il 2 agosto 2021.

Bibliografia

Collegamenti esterni