Emily Pitchford, conosciuta anche come Emily H. Pitchford (Gold Hill, 6 febbraio 1878 – Berkeley, 6 gennaio 1956), è stata una fotografa statunitense.

Pitchford nacque nella piccola cittadina del Nevada di Gold Hill che nel 1873 contava circa 8 000 persone. Un insediamento sorto una decina di anni prima, molto prossimo a Virginia City, anch'essa un piccolo borgo, per l'estrazione mineraria di oro e argento. La cittadina, nel corso del XX secolo, si è quasi completamente disabitata fino a contare nel 2005 appena 190 abitanti.
La sua famiglia si trasferì negli anni Novanta a San Francisco dove la ragazza frequentò il Mark Hopkins Institute of Art (che in seguitò diventerà, includendovi altre istituzioni, il San Francisco Art Institute). Fu in questo periodo che divenne amica di altre due fotografe: Adelaide Hanscom Leeson e Laura Adams Armer.

Nel 1899 Laura Adams Armer aprì il proprio studio di ritrattistica nel Flood Building di San Francisco, perciò le sue amiche Pitchford e Hanscom Leeson vi poterono lavorare. Quando nel 1902 Adams Armer abbandonò quell'atelier, trasferendosi a Berkeley, dove ne aprì un altro nella sua casa, Pitchford la seguì condividendo spazio e lavorò con lei per molti anni. Nel 1905 espose alcune foto ad una mostra ad Oakland, in cui era presente anche Anne Brigman, che descrisse una delle sue immagini con queste parole: "come avesse la peculiare qualità sfuggente che chiamiamo anima".
L'anno seguente a Berkeley Pitchford aprì un atelier tutto suo. Negli anni seguenti pubblicò le sue foto sulle pagine di importanti magazine e nel 1908 fu protagonista insieme alla Brigman di una mostra, ricordata come "eccezionalmente bella" al California Camera Club di San Francisco, cui seguirono altri importanti eventi con altri fotografi pittorialisti.
Pichford sposò l'ingegnere minerario William Leo Hussey (1878-1932) a Johannesburg, dopo che entrambi si erano trasferiti in Sudafrica, il 19 giugno 1911. Vissero in Sudafrica per oltre vent'anni, dove la donna, proseguì la sua attività fotografica, anche se in maniera più sporadica. Nel 1932, probabilmente in conseguenza della morte del marito, rientrò a Berkeley, dove morì nel 1956. Ebbe tre figlie: Eleonor (1912-2002), Frances Henrietta (1913-1995), Marian Cecelia (1914-2004).
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