Erillo di Cartagine o di Calcedonia (in greco antico Ἥριλλος?, Hérillos; 250 a.C. circa – ...) è stato un filosofo greco antico, stoico, allievo di Zenone di Cizio. Visse nel III secolo a.C.
Si allontanò significativamente dagli insegnamenti di Zenone e ritenne che la conoscenza (ἑπιστήμη) fosse l'obiettivo (τέλος) della vita:
Sostenne anche l'esistenza di un secondo fine subordinato (ὑποτελής): questo fine subordinato faceva riferimento al termine stoico οἰκείωσις . Erillo riteneva che anche coloro che non fossero stati saggi avrebbero potuto aspirare al fine subordinato; tuttavia, solo i saggi avrebbero raggiunto il fine principale.
Erillo considerò anche gli aspetti pratici della vita di tutti giorni: li ritenne necessari e pertanto non aventi alcun valore etico. Fu inoltre accusato da Cicerone di suggerire che vi fossero due obiettivi distinti nella vita.
Diogene Laerzio gli attribuisce le seguenti opere:
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