Erillo

Erillo di Cartagine o di Calcedonia (in greco antico Ἥριλλος?, Hérillos; 250 a.C. circa – ...) è stato un filosofo greco antico, stoico, allievo di Zenone di Cizio. Visse nel III secolo a.C.

Pensiero

Si allontanò significativamente dagli insegnamenti di Zenone e ritenne che la conoscenza (ἑπιστήμη) fosse l'obiettivo (τέλος) della vita:

«Erillo diceva che il bene principale era la conoscenza, ossia l'orientare se stessi in modo da riferire ogni cosa al principio del vivere secondo conoscenza e in modo da non essere indotti in errore dall'ignoranza»

Sostenne anche l'esistenza di un secondo fine subordinato (ὑποτελής): questo fine subordinato faceva riferimento al termine stoico οἰκείωσις . Erillo riteneva che anche coloro che non fossero stati saggi avrebbero potuto aspirare al fine subordinato; tuttavia, solo i saggi avrebbero raggiunto il fine principale.

Erillo considerò anche gli aspetti pratici della vita di tutti giorni: li ritenne necessari e pertanto non aventi alcun valore etico. Fu inoltre accusato da Cicerone di suggerire che vi fossero due obiettivi distinti nella vita.

Opere

Diogene Laerzio gli attribuisce le seguenti opere:

Note

  1. ↑ Viene riportato in Diogene Laerzio, Vite dei filosofi VII 37 che il filosofo proveniva da Cartagine. Tuttavia, in VII 165, viene indicato come proveniente da Calcedonia.
  2. ↑ Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, VII 37
  3. ↑ Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, VII 165
  4. ↑ Long, A., Sedley, D., (1987), The Hellenistic Philosophers. pag. 355. Cambridge University Press
  5. ↑ Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, VII 165
  6. ↑ Marco Tullio Cicerone, De finibus bonorum et malorum, IV 40.
  7. ↑ Vite dei filosofi, VII 166.

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