| Proci gruppo | |
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| Saga | Odissea |
| Nome orig. | μνηστήρες (mnestéres) |
| Lingua orig. | Greco antico |
| Autore | Omero |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | Umani |
| Sesso | Maschi |
| Luogo di nascita |
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| Professione | Principi |
| Capo/leader | Antinoo |
I pretendenti di Penelope (in greco antico μνηστήρες της Πηνελόπης?; dal greco antico μνηστήρ?, "pretendente"), più comunemente noti come Proci (dal latino procus, "pretendente di una donna") sono un gruppo di personaggi dell'Odissea di Omero.
Di nobili origini, il gruppo era costituito da ben 108 giovani provenienti dalle isole di Itaca, Dulichio, Samo e Zante, tutti intenzionati a sposare Penelope e di conseguenza aspiranti al trono di Itaca, da anni vacante a seguito della partenza del re Ulisse per la guerra di Troia.
Odisseo, re di Itaca, partecipò insieme agli altri sovrani della Grecia alla spedizione contro Troia. Al suo termine, però, non fece ritorno in patria: la sua assenza prolungata lasciò un vuoto di potere nell'isola che attirò l'interesse di numerosi principi e nobili, provenienti da Itaca stessa e dalle altre isole vicine. Più precisamente, secondo Telemaco, erano così suddivisi:
κοῦροι κεκριμένοι, ἓξ δὲ δρηστῆρες ἕπονται:
ἐκ δὲ Σάμης πίσυρές τε καὶ εἴκοσι φῶτες ἔασιν,
ἐκ δὲ Ζακύνθου ἔασιν ἐείκοσι κοῦροι Ἀχαιῶν,
ἐκ δ᾽ αὐτῆς Ἰθάκης δυοκαίδεκα πάντες ἄριστοι,
καί σφιν ἅμ᾽ ἐστὶ Μέδων κῆρυξ καὶ θεῖος ἀοιδὸς
di Dulichio, e li seguono sei servitori;
ventiquattro uomini sono di Samo;
sono di Zante venti figli di Achei;
dodici di Itaca stessa, tutti i più nobili,
e con loro è l’araldo Medonte e il divino cantore
Questi ultimi, non potendo conquistare il potere direttamente, iniziarono a corteggiare subdolamente la moglie di Odisseo, Penelope, nella speranza che prendesse in matrimonio uno di loro. Penelope, tuttavia, era nota per la sua estrema fedeltà nei confronti del marito: non potendo scacciarli via a causa delle leggi sull'ospitalità vigenti nell'antica Grecia, si limitò a sopportarli e a sviare le loro richieste di matrimonio inscenando il celebre stratagemma della tela.

Al ritorno di Odisseo, che si presentò sotto mentite spoglie vestendosi da mendicante, i Proci furono sconfitti in una gara di tiro con l'arco organizzata da Penelope per scegliere una volta per tutte il futuro sposo: al termine della gara fu Odisseo stesso a svelarsi a loro e, col medesimo arco, a ucciderli uno per uno. Al termine della strage, attuata con l'aiuto dei servitori Eumeo e Filezio, del figlio Telemaco e della dea Atena, soltanto l'aedo Femio e l'araldo Medonte furono risparmiati.

Un elenco completo di tutti i centootto Proci che assediarono la reggia di Odisseo è fornito dallo Pseudo-Apollodoro nella sua opera più celebre, la Biblioteca. L'opera, tuttavia, fu scritta molti secoli dopo il poema omerico e non lo rispetta correttamente; inoltre ci è pervenuta in stato frammentato, con la ripetizione di molte parti. Si tratta, dunque, di una lista completa ma non totalmente affidabile.