Proci

Proci
gruppo
Penelope e i Proci in un dipinto ad olio di John William Waterhouse, 1912
SagaOdissea
Nome orig.μνηστήρες (mnestéres)
Lingua orig.Greco antico
AutoreOmero
Caratteristiche immaginarie
SpecieUmani
SessoMaschi
Luogo di nascita
  • Itaca
  • Dulichio
  • Samo
  • Zante
ProfessionePrincipi
Capo/leaderAntinoo

I pretendenti di Penelope (in greco antico μνηστήρες της Πηνελόπης?; dal greco antico μνηστήρ?, "pretendente"), più comunemente noti come Proci (dal latino procus, "pretendente di una donna") sono un gruppo di personaggi dell'Odissea di Omero.

Di nobili origini, il gruppo era costituito da ben 108 giovani provenienti dalle isole di Itaca, Dulichio, Samo e Zante, tutti intenzionati a sposare Penelope e di conseguenza aspiranti al trono di Itaca, da anni vacante a seguito della partenza del re Ulisse per la guerra di Troia.

Storia

Odisseo, re di Itaca, partecipò insieme agli altri sovrani della Grecia alla spedizione contro Troia. Al suo termine, però, non fece ritorno in patria: la sua assenza prolungata lasciò un vuoto di potere nell'isola che attirò l'interesse di numerosi principi e nobili, provenienti da Itaca stessa e dalle altre isole vicine. Più precisamente, secondo Telemaco, erano così suddivisi:

(greco antico)
«ἐκ μὲν Δουλιχίοιο δύω καὶ πεντήκοντα

κοῦροι κεκριμένοι, ἓξ δὲ δρηστῆρες ἕπονται:
ἐκ δὲ Σάμης πίσυρές τε καὶ εἴκοσι φῶτες ἔασιν,
ἐκ δὲ Ζακύνθου ἔασιν ἐείκοσι κοῦροι Ἀχαιῶν,
ἐκ δ᾽ αὐτῆς Ἰθάκης δυοκαίδεκα πάντες ἄριστοι,
καί σφιν ἅμ᾽ ἐστὶ Μέδων κῆρυξ καὶ θεῖος ἀοιδὸς

καὶ δοιὼ θεράποντε, δαήμονε δαιτροσυνάων.»
(italiano)
«Cinquantadue giovani scelti

di Dulichio, e li seguono sei servitori;
ventiquattro uomini sono di Samo;
sono di Zante venti figli di Achei;
dodici di Itaca stessa, tutti i più nobili,
e con loro è l’araldo Medonte e il divino cantore

e due servi, scalchi espertissimi.»

Questi ultimi, non potendo conquistare il potere direttamente, iniziarono a corteggiare subdolamente la moglie di Odisseo, Penelope, nella speranza che prendesse in matrimonio uno di loro. Penelope, tuttavia, era nota per la sua estrema fedeltà nei confronti del marito: non potendo scacciarli via a causa delle leggi sull'ospitalità vigenti nell'antica Grecia, si limitò a sopportarli e a sviare le loro richieste di matrimonio inscenando il celebre stratagemma della tela.

La strage dei Proci in un cratere a figure rosse del 330 a.C. circa, conservato al museo del Louvre

Al ritorno di Odisseo, che si presentò sotto mentite spoglie vestendosi da mendicante, i Proci furono sconfitti in una gara di tiro con l'arco organizzata da Penelope per scegliere una volta per tutte il futuro sposo: al termine della gara fu Odisseo stesso a svelarsi a loro e, col medesimo arco, a ucciderli uno per uno. Al termine della strage, attuata con l'aiuto dei servitori Eumeo e Filezio, del figlio Telemaco e della dea Atena, soltanto l'aedo Femio e l'araldo Medonte furono risparmiati.

Elenco dei Proci

I Proci nella miniserie televisiva Odissea del 1968

I Proci citati nell'Odissea:

I Proci citati nella Biblioteca:

Un elenco completo di tutti i centootto Proci che assediarono la reggia di Odisseo è fornito dallo Pseudo-Apollodoro nella sua opera più celebre, la Biblioteca. L'opera, tuttavia, fu scritta molti secoli dopo il poema omerico e non lo rispetta correttamente; inoltre ci è pervenuta in stato frammentato, con la ripetizione di molte parti. Si tratta, dunque, di una lista completa ma non totalmente affidabile.

57 da Dulichio:

  • Anfinomo
  • Toante
  • Demoptolemo
  • Anfimaco
  • Eurialo
  • Paralo
  • Evenoride
  • Clizio
  • Agenore
  • Euripilo
  • Pilemene
  • Acamante
  • Tersiloco
  • Aghio
  • Climeno
  • Filodemo
  • Meneptolemo
  • Damastore
  • Biante
  • Telmio
  • Polido
  • Astiloco
  • Schedio
  • Antigono
  • Marpsio
  • Ifidamanre
  • Argeio
  • Glauco
  • Calidoneo
  • Echione
  • Lamante
  • Andremone
  • Agetoco
  • Medone
  • Agrio
  • Promo
  • Ctesio
  • Acarnano
  • Cicno
  • Psera
  • Ellanico
  • Perifrone
  • Megastene
  • Trasimede
  • Ormenio
  • Diopite
  • Mecisteo
  • Antimaco
  • Ptolemeo
  • Lestoride
  • Micomaco
  • Polipete
  • Cerao

23 da Samo:

  • Agelao
  • Pisandro
  • Elato
  • Ctesippo
  • Ippodoco
  • Euristrato
  • Archemolo
  • Itaco
  • Pisenore
  • Iperenore
  • Ferete
  • Antistene
  • Cerbero
  • Perimede
  • Cinno
  • Triaso
  • Eteoneo
  • Clizio
  • Protoo
  • Liceto
  • Eumelo
  • Itano
  • Liammo

44 da Zante:

  • Euriloco
  • Laomede
  • Molebo
  • Frenio
  • Indio
  • Minide
  • Leiocrito
  • Pronomo
  • Nisa
  • Daemone
  • Archestrato
  • Ippomaco
  • Eurialo
  • Evenoride
  • Clizio
  • Agenore
  • Polibo
  • Polidoro
  • Tadizio
  • Strazio
  • Frenio
  • Indio
  • Desenore
  • Laomedonte
  • Laodico
  • Alio
  • Magnete
  • Oletrosso
  • Barta
  • Teofrone
  • Nisseo
  • Alcarope
  • Periclimeno
  • Antenore
  • Pella
  • Celto
  • Perifante
  • Ormeno
  • Polibo
  • Andromede

12 da Itaca:

  • Antinoo
  • Pronoo
  • Leiode
  • Eurinomo
  • Anfimaco
  • Anfialo
  • Promaco
  • Anfimedonte
  • Aristrato
  • Eleno
  • Dulichieo
  • Ctesippo

Note

  1. ↑ (EN) Dizionario Greco Antico Olivetti, μνηστήρ [-ῆρος, ὁ], su grecoantico.com. URL consultato il 10 luglio 2026.
    «colui che aspira alle nozze di, l'innamorato, il pretendente»
  2. ↑ Pròco, su Treccani. URL consultato il 10 luglio 2026.
    «Dal latino procus, affine a prex precis (preghiera) – Aspirante al matrimonio, pretendente di una donna»
  3. ↑ Dizionario Latino Olivetti, Pretendente, su dizionario-latino.com. URL consultato il 10 luglio 2026.
    «Pretendente (di una donna) = procus [-i, m.]»
  4. ↑ Omero, Odissea, XVI, vv. 245–253.
    «Di pretendenti non ve n’è solo dieci o solo il doppio, ma molti di più: ne saprai qui subito il numero. Cinquantadue giovani scelti di Dulichio, e li seguono sei servitori; ventiquattro uomini sono di Samo; sono di Zante venti figli di Achei; dodici di Itaca stessa, tutti i più nobili, e con loro è l’araldo Medonte e il divino cantore e due servi, scalchi espertissimi.»
  5. ↑ (EN) Harry L. Levy, The Odyssean Suitors and the Host-Guest Relationship, in Transactions and Proceedings of the American Philological Association, vol. 94, 1963, pp. 145-153.
  6. ↑ Omero, Odissea, XXI, vv.68–79.
    «Uditemi, pretendenti superbi, che avete assalito questa casa per mangiare e per bere senza pausa, sempre, la casa d’un uomo da tempo lontano: e nessun altro argomento poteste trovare a pretesto, se non che volete sposarmi e prendere in moglie. Ma su, pretendenti, ché in premio c’è questo: proporrò il grande arco del divino Odisseo, e chi con la mano tenderà l’arco più agevolmente e infilerà con la freccia tutte le dodici scuri, lo seguirei, separandomi da questa casa nuziale, così bella, ricolma di beni, che credo ricorderò sempre, fosse anche in sogno.»
  7. ↑ Omero, Odissea, XXII vv.34–41.
    «Guardandoli bieco gli disse l’astuto Odisseo: «Cani, non pensavate che sarei mai venuto reduce a casa dalla terra di Troia, che m’avete saccheggiato la casa, vi giacevate a forza con le donne mie ancelle, corteggiavate mia moglie mentre io sono vivo, senza temere gli dei che hanno il vasto cielo, o che poi vi sarebbe stato uno sdegno degli uomini: ora voi tutti siete avvinti dai lacci di morte.»
  8. 1 2 Omero, Odissea, XXII vv. 292–296.
    «Odisseo con la gran lancia colpiva, da presso, [Agelao] il Damastoride; Telemaco colpiva nel ventre, con l’asta, Leocrito figlio di Evenore e spinse a fondo il bronzo: stramazzò prono, picchiò il suolo con tutta la fronte.»
  9. 1 2 3 4 Omero, Odissea, XXII, vv. 283–286.
    «Odisseo colpì Euridamante; Telemaco, Anfimedonte; il porcaro [Eumeo] colpì ora Polibo; e poi il bovaro [Filezio] guardiano dei buoi colpì Ctesippo al torace [...]»
  10. ↑ Omero, Odissea, XXII, vv. 90–94.
    «[...] Anfinomo aveva estratto l’aguzza lama, semmai gli cedesse, lasciando la porta. Ma lo prevenne di dietro Telemaco, con l’asta di bronzo colpendolo in mezzo alle spalle: la spinse nel petto. Con un tonfo egli cadde, batté il suolo con tutta la fronte.»
  11. ↑ Omero, Odissea, XXII, vv.8–16.
    «[Odisseo] puntò il dardo pungente su Antinoo. Quello stava levando la bella coppa d’oro a due anse e con le mani la rivolgeva per bere del vino: non pensava alla morte nell’animo. E chi avrebbe pensato che tra i convitati un uomo, solo tra molti, anche se molto forte, gli avrebbe inflitto una morte maligna e il nero destino? Ma mirando alla gola, Odisseo lo colpì con la freccia: la punta gli trapassò il morbido collo.»
  12. 1 2 3 4 Omero, Odissea, XXII, vv. 266–269.
    «Demottolemo fu ucciso da Odisseo, Telemaco uccise Eurialo, Elato l’uccise il porcaro [Eumeo], e il bovaro guardiano dei buoi [Filezio] uccise Pisandro. E tutti insieme essi presero a morsi l’ampio suolo.»
  13. ↑ Omero, Odissea, XXII, vv. 81–88.
    «Ed ecco che il chiaro Odisseo scoccava la freccia, ne colpì il petto vicino al capezzolo, gli infisse la freccia veloce nel fegato. Dalla mano gli cadde a terra la spada, s’abbatté curvo inerte sul tavolo, rovesciò il cibo per terra e una coppa a due anse. Con la fronte percosse il suolo, penando; scuoteva il trono scalciando coi piedi; sui suoi occhi dilagò la caligine.»
  14. ↑ Omero, Odissea, XXII, vv. 312–329.
    «Leode corse, afferrò le ginocchia di Odisseo, e implorando gli disse alate parole: «Ti supplico, Odisseo, abbi rispetto e pietà per me: ti assicuro che non dissi o feci mai torto a una donna in casa, ma frenavo anche gli altri corteggiatori, se facevano un torto. Ma non mi davano ascolto, non arrestavano le mani dal male, e così, per le loro insolenze, han subito un indegno destino. Ed io, un aruspice, senza aver fatto alcun male, giacerò insieme a loro: per le opere buone dopo non c’è gratitudine». Guardandolo bieco gli disse l’astuto Odisseo: «Se affermi che eri tra loro l’aruspice, avrai pregato nella sala più volte che stesse lontana da me la meta del dolce ritorno, che ti seguisse mia moglie e ti desse dei figli: perciò non devi scampare alla morte angosciosa». Detto così, con la mano robusta raccolse la spada, che aveva lasciato cadere a terra Agelao quando fu ucciso. Lo percosse sul collo con essa, a metà, e la testa, mentre egli parlava, finì nella polvere.»
  15. ↑ Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, Epitome 7.
    «Odisseo giunge in patria e trova la sua casa in rovina. Pensando che fosse morto, molti pretendenti aspiravano a sposare Penelope. Cinquantasette erano venuti da Dulichio [...], ventitré da Samo [...], quarantaquattro da Zante [...] e dodici da Itaca [...]. Costoro erano andati nella reggia di Odisseo e consumavano il suo bestiame banchettando.»

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