Il nome del genere deriva dal latino "flavus" (= giallo) e fa riferimento al colore dei fiori.
Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Antoine Laurent de Jussieu (1748-1836) nella pubblicazione "Genera Plantarum (Jussieu)" (v) del 1789.
Portamento. Le specie di questo genere hanno un habitus di tipo erbaceo annuale o perenne, o arbustivo (raramente è piccolo-arboreo).
Fusto. La parte aerea in genere è eretta o decombente, semplice o ramosa. Altezza massima: 200cm (gli alberi fino a 4 metri).
Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto. Le lamine variano da oblungo-ovate a lanceolate o lineari, con margini interi, seghettati o spinuloso-seghettati e facce glabre o brevemente pubescenti.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini terminali raggruppati in formazioni aperte o di tipo corimboso. I capolini sono del tipo discoide (i fiori del raggio sono assenti), se sono del tipo radiato allora contengono solo uno o due fiori ligulati (i fiori del raggio). I capolini sono formati da un involucro, con forme cilindriche, composto da diverse brattee. Le brattee, persistenti, normalmente sono poche (da 2 a 6) e disposte su 1 - 2 serie con dimensioni subuguali; le forme sono da lineari a oblunghe. Il ricettacolo generalmente è privo di pagliette a protezione della base dei fiori; ha una forma da piatta a convessa.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
fiori del raggio (esterni): da 0 a 2, sono femminili e sono disposti su una o più serie; la forma è ligulata (zigomorfa).
fiori del disco (centrali): sono più numerosi (fino a 15) con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi.
fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice la ligula è bilobata o trilobata poco profondamente; il colore è giallo.
fiori del disco: la forma è tubulare bruscamente divaricata in 5 lobi; i tubi in lunghezza sono minori o uguali alla gola, quest'ultima generalmente a forma d'imbuto o campanulata; i lobi sono 5 a forma deltoide.
Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo. Le appendici delle antere variano da ovate a deltate e sono glabre. Le teche delle antere hanno un colore pallido. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
Gineceo: l'ovario è inferouniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale. Gli stigmi sono troncati con appendici molto corte o assenti (non sono vascolarizzate). Le superfici stigmatiche sono due e strettamente parallele.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni hanno una forma obovata compressa. La superficie è solcata da 8 - 11 coste longitudinali, è nera e varia da glabra a sparsamente pubescente. In alcune specie è presente un evidente carpoforo a forma conica. Il pappo è assente oppure forma una coroncina di scaglie, oppure è formato da 2 - 4 squame ialine. Gli acheni sono caratteristicamente provvisti di uno strato di fitomelanina, una sostanza organica che garantisce resistenza contro gli attacchi batterici e da parte degli insetti.
Biologia
Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne). Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra). Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecorica). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: la zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
Distribuzione e habitat
Le specie di questo genere sono distribuite in America dagli Usa all'Argentina. Le piante del genere Flaveria si trovano frequentemente in terreni alcalini, salini e gessosi, spesso in aree disturbate e umide.
Tassonomia
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000specie distribuite in 1720generi. La famiglia attualmente (2026) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Filogenesi
Il genere fa parte della sottotribùFlaveriinae, raggruppamento che la classificazione tradizionale colloca all'interno della tribùHeliantheae e che recenti studi filogenetici attribuiscono alle Tageteae. La sottotribù Flaveriinae è caratterizzata da tubi delle corolle glabri, dalle cellule del tessuto endoteciale delle antere contente alcuni ispessimenti polari, dagli stigmi dello stilo troncati e da un pappo caratterizzata da molte coste.
Il genere Flaveria, da un punto di vista filogenetico nell'ambito della sottotribù, occupa una posizione "basale" ed è "fratello" del resto del gruppo botanico (i rimanenti generi). Il genere Flaveria, noto per le sue specie che mostrano una gamma di tipi fotosintetici dal C3 al C4, è importante come genere modello per lo studio dell’evoluzione della fotosintesi C4, grazie alla presenza di specie con stadi intermedi ben documentati.
Walter S. Judd, Christopher S. Campbell, Elizabeth A. Kellogg, Peter F. Stevens e Michael J. Donoghue, Botanica sistematica. Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN978-88-299-1824-9.