| Fusignano comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Nicola Pondi (lista civica Insieme per Fusignano) dal 10-6-2024 |
| Territorio | |
| Coordinate | 44°28′N 11°57′E |
| Altitudine | 9 m s.l.m. |
| Superficie | 24,55 km² |
| Abitanti | 8 265 (31-5-2026) |
| Densità | 336,66 ab./km² |
| Frazioni | Maiano Monti, Maiano Nuovo, Rossetta, San Savino, Scambio |
| Comuni confinanti | Alfonsine, Bagnacavallo, Lugo |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 48034 |
| Prefisso | 0545 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 039011 |
| Cod. catastale | D829 |
| Targa | RA |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona E, 2 464 GG |
| Nome abitanti | fusignanesi |
| Patrono | natività della Beata Vergine Maria |
| Giorno festivo | 8 settembre |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Fusignano (Fusgnã in romagnolo) è un comune italiano di 8 265 abitanti della provincia di Ravenna in Emilia-Romagna.
È un centro della Bassa Romagna le cui origini risalgono all’alto Medioevo. Sorto attorno alla pieve di San Giovanni Battista, si sviluppò tra XIII e XV secolo sotto diverse signorie locali, tra cui i Conti di Cunio e i Calcagnini, che mantennero il controllo del territorio fino alla fine del XVIII secolo. Entrato successivamente nello Stato Pontificio e poi nel Regno d’Italia, il centro subì gravi danni durante la Seconda guerra mondiale, seguiti da una fase di ricostruzione nel secondo dopoguerra.
Il più antico documento che menziona la zona dove sorse Fusignano è una donazione del re longobardo Liutprando (anno 743) al vescovo di Faenza concernente circa 200 ettari di bosco: si tratta della magnum forestum che occupava tutta la zona a nord di Bagnacavallo fino alla valle Padusa (Fusignano e Bagnacavallo si trovano tuttora nella diocesi faentina). La zona dove sorse Fusignano era un'area di confine: qui terminavano i cardini della vecchia centuriazione romana ed iniziavano le aree paludose.
Nel territorio donato alla diocesi di Faenza sorse una pieve denominata San Giovanni Battista in Lyba. Il più antico documento che ne attesta l'esistenza risale al 1019. Il territorio attorno alla pieve era per la gran parte incolto. Vi erano dei porti vallivi che permettevano alle merci di continuare il loro percorso via mare. Lo scalo più importante era quello, appunto, di Lyba, terminale del vecchio canale dei mulini (verrà soppiantato dall'attuale Canale di Lugo e Fusignano). Presso il porto vi era il santuario mariano più importante della zona, la chiesa della Madonna di Runzi (oggi Madonna di Fusignano), testimoniata da una pergamena datata 1071.
Nel 1213 Azzo V d'Este concedette il fondo Fuscinianus al capitano delle sue milizie, Alessia Canale Altavilla. La fondazione dell'attuale centro abitato risale alla metà del XIII secolo. La famiglia dei conti di Donigallia, probabilmente autoctona, possedeva una vasta area tra le odierne Lugo e Fusignano. Avevano la propria residenza nell'abitato altomedievale di Donigallia-Cocorre, situato a poche centinaia di metri dalla pieve di San Giovanni Battista. Nel 1241 i Conti di Cunio si sostituirono ai Donigallia come signori del contado unendo per matrimonio i loro beni patrimoniali (caso pressoché unico per il casato dei Cunio, i cui membri erano tutti uomini d'armi). Alla metà del XIII secolo una serie di villaggi situati a sud di Lugo di proprietà dei Cunio fu sommersa da una rovinosa inondazione del fiume Senio. Gli abitanti persero le loro case. Nel 1257 i conti di Cunio decisero di trasferirli 12 km più a nord, nel nuovo territorio da loro acquistato. Edificarono un castrum nel fondo Fuscinianus. Successivamente la giurisdizione ecclesiastica della pieve di San Giovanni fu trasferita al nuovo centro abitato. Nel 1359 i Cunio cedettero il territorio di Donigallia a Guido da Polenta. Dopo alterne vicende, il contado, con il fondo Fuscinianus, passò alla Santa Sede.
Nel 1445 papa Eugenio IV cedette Fusignano, con altri castelli della Bassa Romagna, agli Este di Ferrara. Nel 1464 Borso d'Este donò il castello e il territorio di Fusignano a Teofilo Calcagnini, uomo fidato e membro della sua corte. Nel 1469 l'imperatore Federico III d'Asburgo conferì alla famiglia Calcagnini il titolo di conte palatino. Nel 1598, esauritasi la dinastia estense, Fusignano finì, insieme al Ducato di Ferrara, allo Stato Pontificio, inserito nella Legazione di Ferrara. Ai Calcagnini fu confermato il proprio feudo, elevato da Contea a Marchesato nel 1605 da papa Paolo V. Opera significativa dei Calcagnini resta la concessione degli Statuti cittadini.
La dinastia Calcagnini dominò Fusignano per tre secoli: dal Cinquecento alla fine del Settecento. I loro principali rivali furono i Corelli, la cui presenza in paese è più antica, risalendo al XIII secolo. Nel 1632 (ovvero 21 anni prima della nascita di Arcangelo Corelli) si scatenò una faida tra le due famiglie: i Corelli, guidati dal capofamiglia Rodolfo, tentarono di uccidere il marchese Mario Calcagnini, cioè colui che possedeva il feudo di Fusignano. L'agguato fu teso la sera del 2 aprile, ma non andò a segno: il Calcagnini si salvò. Ne seguì una spietata repressione, con la condanna a morte di Rodolfo Corelli per decapitazione. Del corpo fu poi fatto scempio: venne squartato. Seguì la distruzione del palazzo di famiglia, poi il suolo fu arato e vi fu sparso il sale a eterna ignominia. Da allora, il luogo in cui era stata abbattuta la casa dei Corelli fu chiamato Guasto Calcagnini o Spianata dei Corelli. Il marchese Mario Calcagnini, due anni dopo il famoso "guasto", lasciò comunque Fusignano e si ritirò nell'altro feudo della famiglia, quello di Formigine, scambiandolo a vantaggio dei cugini Francesco e Borso, figli di Cesare I Calcagnini. Solo un secolo dopo si poté costruire sulla Spianata: nel 1753 i Corelli donarono il terreno alla parrocchia affinché venisse costruita una chiesa, l'attuale Chiesa del Suffragio. All'interno fecero costruire una cappella per la propria famiglia e una per i Calcagnini, a testimonianza dell'avvenuta pacificazione tra i due casati.
Nel 1796 l'invasione dell'esercito francese rivoluzionario determinò la fine del marchesato Calcagnini. I francesi, infatti, abolirono i diritti feudali. I Calcagnini continuarono a risiedere nel proprio castello a Fusignano fino al 1944, quando l'edificio fu completamente distrutto dai bombardamenti.
Nel 1788 erano state aperte le prime scuole pubbliche, nel 1796 fu inaugurato il nuovo ospedale civile trasformando il vecchio ospedale voluto dai Corelli nel Cinquecento. In quegli anni Fusignano contava circa 3 000 abitanti.
Con l'annessione delle Legazioni pontificie al Regno di Sardegna (1859), Fusignano passò alla provincia di Ravenna.


Alle prime elezioni comunali dopo la prima guerra mondiale, nel 1920, i socialisti ottennero il 73,6% dei voti. Fu eletto sindaco Battista Emaldi, che rimase in carica fino al 1922. Le elezioni del 17 dicembre 1922 furono invece vinte dai fascisti che, un mese dopo, il 12 gennaio 1923 assassinarono Emaldi. Nel 1924 fu costruito l'attuale ponte sul fiume Senio, il corso d'acqua che lambisce il centro abitato, in cemento armato, in sostituzione del precedente che era stato travolto da una piena.
Durante la seconda guerra mondiale l'avanzata degli Alleati fu arrestata per quattro mesi sul Senio. I combattimenti con i tedeschi furono asperrimi, riducendo Fusignano ad un cumulo di macerie e quasi azzerandone il patrimonio artistico. Il 23 aprile 1944 fu teatro dell'eccidio del Palazzone, condotto da più di cento tra fascisti e tedeschi dotati di armi automatiche e di un mortaio e costato 11 morti tra partigiani e coloni del Palazzone. Fusignano fu liberata il 10 aprile 1945 dal Gruppo di Combattimento "Cremona".
Il 26 novembre 1949 il Senio in piena esondò. Il paese venne interamente allagato. Occorsero otto giorni di lavoro per ripristinare l'argine e tornare alla normalità. Fu l'ultima volta che il fiume causò seri danni al paese.
Gli anni cinquanta videro una veloce ricostruzione che non tenne nel dovuto conto il patrimonio storico della città: furono abbattuti i ruderi sia del palazzo Piancastelli sia della chiesa arcipretale, dall'enorme cupolone. Inoltre, l'area su cui sorgeva il castello con il giardino all'inglese dei Calcagnini fu lottizzata per lasciare il posto a case popolari.
Gli anni sessanta hanno visto un febbrile sviluppo economico, basato soprattutto sul settore calzaturiero. Significativa l'azione dell'arciprete, mons. Mario Vantangoli, amico personale di Papa Giovanni XXIII e capace di dialogare politicamente con l'amministrazione di sinistra.
Gli ultimi decenni del XX secolo e i primi del nuovo secolo vedono un progressivo declino della vita economica ed una progressiva emarginazione del paese, dovuti in parte alla lontananza dalle grandi vie di comunicazione.
Lo stemma è stato riconosciuto con DCG del 4 luglio 1928.
Il fuso è un'arma parlante e si trova in stampe risalenti al XVII secolo. Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Fusignano è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della croce di guerra al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale ed è membro dell'Istituto Nazionale del Nastro Azzurro che raggruppa tutti i combattenti decorati al valor militare:
I Testimoni di Geova hanno una casa del Regno capace di 120 posti.[senza fonte]
La comunità musulmana ha un suo ambiente adibito a moschea; sito inizialmente nel Corso, ora si trova nella zona industriale.[senza fonte]
Abitanti censiti

Secondo i dati ISTAT al 1º gennaio 2026 la popolazione straniera residente era di 1 214 persone, pari al 14,7% della popolazione residente. Le nazionalità maggiormente rappresentate nel 2025 erano:
Uno dei più importanti studiosi delle tradizioni romagnole, Giuseppe Bellosi, è fusignanese.
La biblioteca Carlo Piancastelli ha avuto il privilegio di essere diretta da insigni studiosi: Alfredo Belletti, scomparso nel 2004, e Giuseppe Bellosi, l'attuale responsabile.[senza fonte]
A Fusignano vi sono una scuola materna, una scuola primaria di primo grado ed un istituto secondario di primo grado. Vi è anche una scuola materna paritaria, gestita dalla parrocchia.
La comunità musulmana ha una piccola scuola coranica.
Sono inoltre presenti i seguenti istituti artistici:
Fusignano presenta una ricca quantità di attività musicali:
A Fusignano sono attivi: la corale "Arcangelo Corelli", fondata da Francesco Capucci, il coro "Jubilate" e, dal 2011, il coro "Non Siamo Angeli".[senza fonte]
Realtà socialmente importanti nella vita sociale ed economica del paese sono state quella agricola e quella edile.
La principale industria del paese è stata per decenni quella delle calzature. Ora sono presenti anche industrie meccaniche e della gomma.
La principale strada provinciale di Fusignano è la n. 14 "Quarantola", che collega il centro abitato a Lugo.
Collegano il centro abitato con il forese la n. 109 (per San Savino) e la n. 17 (per Maiano Monti).
La mobilità pubblica di Fusignano è garantita da autocorse svolte dalla società START-Romagna.
Nel 1885 fu attivata la stazione della tranvia Lugo-Fusignano-Alfonsine, impianto esercito con trazione a vapore che rimase in esercizio per soli 22 mesi.
Elezione del sindaco da parte del consiglio comunale (legge 30/12/1888, n. 5865)
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1890 | 1893 | Emilio Gagliardi | Sindaco | ||
| 1893 | 1899 | Enrico Armandi | Sindaco | ||
| 1899 | 1903 | Leone Vicchi | Sindaco | ||
| 1903 | 1904 | Enrico Armandi | Sindaco | 2ª volta | |
| 1904 | 1906 | Antonio Ricci | Sindaco | ||
| 1906 | 1915 | Enrico Armandi | Sindaco | 3ª volta | |
| 1915 | 1915 | Emidio Costa | Sindaco | ||
| 1915 | 1920 | Commissario prefettizio | |||
| 1920 | 1922 | Giovanni Battista Emaldi | Sindaco | Dimissioni | |
Podestà nominati dal re
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1922 | 1928 | Carlo Bolognesi | Podestà | ||
| 1928 | 1938 | Cesare Ricci Armandi | Podestà | ||
| 1938 | 1943 | Ferdinando Foresti | Podestà | ||
Sindaci
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 15 aprile 1945 | aprile 1946 | Remo Montanari | Partito comunista | Sindaco | Nominato dal Prefetto. |
| aprile 1946 | 2 agosto 1950 | Remo Montanari | Partito comunista | Sindaco | |
| 2 agosto 1950 | 16 giugno 1969 | Federico Mazzotti | Partito comunista | Sindaco | Confermato nel 1951, 1956, 1960 e 1964. Dimissionario nel 1969. |
| 16 giugno 1969 | agosto 1978 | Angelo Argelli (1927-2026) |
Partito comunista | Sindaco | Confermato nel 1970 e 1975 |
| agosto 1978 | 11 giugno 1990 | Oriano Pirazzini | Partito comunista | Sindaco | Confermato 1980 e 1985. |
| 12 giugno 1990 | 14 giugno 2004 | Paolo Pirazzini | Partito comunista poi PDS, poi DS (L'Ulivo) |
Sindaco | Confermato il 24 aprile 1995 e il 14 giugno 1999. |
| 15 giugno 2004 | 25 maggio 2014 | Mirco Bagnari | Partito Democratico | Sindaco | Confermato il 26 giugno 2009. |
| 26 maggio 2014 | 9 giugno 2024 | Nicola Pasi | Partito Democratico | Sindaco | Confermato il 27 maggio 2019. |
I Comuni di Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Conselice, Cotignola, Lugo, Massa Lombarda e Sant'Agata sul Santerno formano insieme l'Unione dei comuni della Bassa Romagna.
Il comune è inoltre noto per essere il luogo natale dell'allenatore di calcio Arrigo Sacchi, soprannominato il profeta di Fusignano.
Sono presenti le seguenti realtà sportive:
Il Centro dispone di due impianti: un campo da calcio e un campo da rugby. Nel campo da rugby giocano le proprie partite casalinghe le squadre di Alfonsine, Lugo e Faenza.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 131982223 · LCCN (EN) n81104599 · GND (DE) 4440801-8 · J9U (EN, HE) 987007555030105171 |
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