| Brisighella comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Massimiliano Pederzoli (lista civica di centro-destra) dal 27-5-2019 (2º mandato dal 10-6-2024) |
| Territorio | |
| Coordinate | 44°13′N 11°46′E |
| Altitudine | 115 m s.l.m. |
| Superficie | 194,33 km² |
| Abitanti | 7 148 (31-5-2026) |
| Densità | 36,78 ab./km² |
| Frazioni | Castellina, Fognano, Marzeno, Montefortino, Monte Romano, Ponte Nono, San Cassiano, San Martino in Gattara, Sant'Eufemia, Strada Casale, Villa Vezzano, Zattaglia |
| Comuni confinanti | Casola Valsenio, Castrocaro Terme e Terra del Sole (FC), Faenza, Forlì (FC), Marradi (FI), Modigliana (FC), Palazzuolo sul Senio (FI), Riolo Terme |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 48013 |
| Prefisso | 0546 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 039004 |
| Cod. catastale | B188 |
| Targa | RA |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona E, 2 396 GG |
| Nome abitanti | brisighellesi |
| Patrono | san Michele Arcangelo |
| Giorno festivo | 29 settembre |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Brisighella (Briṣiġèla in romagnolo) è un comune italiano di 7 148 abitanti della provincia di Ravenna in Emilia-Romagna.
Il borgo è caratterizzato da tre cime rocciose (i "Tre Colli"), su cui poggiano, rispettivamente, la Rocca Manfrediana (XIV secolo), il santuario del Monticino (XVIII secolo) e la torre detta dell'Orologio, ricostruita nell'Ottocento sulle rovine di un preesistente insediamento difensivo del XII secolo.
L'area gode di un terreno e un microclima particolarmente favorevoli per la coltivazione dell'ulivo, nello specifico la varietà «Nostrana di Brisighella» dalla quale si ottiene l'olio extravergine di oliva «Brisighella», che è stato il primo in Italia a ottenere la Denominazione di Origine Protetta (DOP) nel 1996.
Il territorio comunale include la parte orientale del Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola, patrimonio UNESCO componente del sito "Carsismo nelle evaporiti e grotte dell'Appennino settentrionale".

Il comune è il più meridionale della provincia di Ravenna. Il capoluogo comunale sorge a circa 12 km a monte della città di Faenza e a 50 km a sud-ovest di Ravenna, a ridosso dei primi rilievi dell'Appennino faentino, a 115 metri s.l.m.. È attraversato dal fiume Lamone, che percorre l'omonima valle a cavallo tra Toscana e Romagna.
Confina a sud con la Toscana (città metropolitana di Firenze) nell'area del Mugello e a sud-est con la provincia di Forlì-Cesena, nella zona tra Appennino faentino e Appennino forlivese.
Il clima, pur rientrando nel quadro temperato subcontinentale della Romagna, presenta caratteristiche peculiari dovute alla forte escursione altimetrica (da 57 a oltre 800 m s.l.m.) e alla vicinanza dell’Appennino.
Rispetto ai comuni limitrofi di pianura, come Faenza, registra inverni più freddi e frequenti gelate, mentre le estati sono meno afose grazie all’altitudine e alla ventilazione valliva. Al contrario, rispetto ai vicini centri appenninici come Casola Valsenio e Marradi, il clima risulta mediamente più mite, con temperature invernali leggermente superiori e minore incidenza di nevicate.
Il toponimo deriva secondo alcuni autori da *brisca, *bresca, prelatino, riferendosi al territorio collinare poroso, da confrontare con il romagnolo brisca ‘favo’ e il siciliano briscale ‘terra spugnosa’.

Le origini del borgo risalgono alla fine del Duecento, quando il condottiero Maghinardo Pagani edificò, su uno dei tre scogli di selenite, quella che divenne la roccaforte più importante della valle del Lamone.
Nel 1310 Francesco Manfredi, primo signore di Faenza, eresse su un altro spuntone di roccia la rocca di Brisighella. Essa venne rimaneggiata da un suo discendente, Astorgio, intorno alla metà del Quattrocento, infine fu completata dai Veneziani nel 1508 con la torre più alta, raccordata alla cinta di mura. Diversi fattori concorsero a favorire una crescita progressiva del centro abitato: la posizione lungo la strada di fondovalle del Lamone, propizia ai commerci; la presenza di ben due fortificazioni (la rocca e la torre); l'abbondanza di gesso, prezioso materiale da costruzione e merce di scambio. Brisighella fu possesso diretto del Papa tra il 1356 ed il 1376, dopodiché ritornò sotto il dominio dei Manfredi. I brisighellesi furono sempre fedele ai Manfredi, che ricambiarono elevando la cittadina a capoluogo della valle del Lamone nel 1411.
Il 1º febbraio 1425 si combatté un’aspra battaglia tra i Brisighellesi e la Repubblica di Firenze. I Manfredi si erano alleati con il Duca di Milano Filippo Maria Visconti il quale aveva mire espansionistiche verso la Toscana. I Fiorentini formarono un esercito ed invasero la valle del Lamone per attaccare la città manfreda. I Fiorentini, comandati dai condottieri Oddo Fortebraccio e Niccolò Piccinino, furono invece fermati a Brisighella, che oppose una tenace resistenza. Nello scontrò il Fortebraccio trovò la morte e il Piccinino venne catturato e fatto prigioniero.
Negli anni 1457-66, Astorgio II Manfredi fece cingere la città da una cinta muraria dotata di tre porte: Porta Gabalo verso est, Porta Bonfante ad ovest, e Porta delle Cannelle (poi detta Fiorentina) a sud. L'attuale piazza del Monte fu destinata al mercato del mercoledì, mentre piazza Marconi assunse il ruolo di centro della vita civile. Nel 1459 fu costruito il Palazzo della Comunità, sede del governo locale.
Dopo una breve parentesi di dominio veneziano, dal 1509 Brisighella tornò nello Stato Pontificio. Verso la fine del Cinquecento il paese iniziò ad estendersi al di là della cinta muraria. Sorsero nuove case lungo le vie dell'Abbondanza, Roma e Baccarini. Nacque un sobborgo che poi divenne il centro dello sviluppo urbano tra Seicento e Ottocento. Brisighella fu colpita da terremoti distruttivi nel 1625, nel 1690 e nel 1781, il secondo dei quali causò seri danni anche alla rocca.
Negli anni 1824-28 l'antico palazzo Comunale fu ricostruito in stile neoclassico su progetto di Antonio Melari; in un'ala del fabbricato fu edificato il Teatro Pedrini, realizzato nel 1830-32 su progetto di Giuseppe Mascolini. Nel 1837 il percorso della strada provinciale all'interno del paese fu spostato su via della Fossa e via Roma, al fine di facilitare il traffico; per allargare la strada furono abbattute Porta Gabalo e Porta Fiorentina (Porta Bonfante venne demolita nel 1849). Piazza Carducci fu abbellita sul lato nord da due edifici con porticati: da allora la sua attrattiva aumentò fino a diventare, si può dire, il centro "moderno" di Brisighella. Nel 1850 la torre di Torsello fu demolita e sostituita con l'attuale Torre dell'Orologio. Attorno al 1840 Michele Lega (1777-1859) creò a Brisighella una filanda a vapore per la lavorazione della seta grezza di cui non vi era l'eguale a Bologna e tantomeno nella Romagna. Papa Pio IX lo nominò benemerito della patria e cavaliere di S. Gregorio Magno, la Repubblica di San Marino gli concesse il patriziato ereditario.
Nel 1859 le Legazioni pontificie furono annesse al Regno di Sardegna, che nel 1861 divenne Regno d'Italia. Nel 1887 Brisighella fu raggiunta dalla ferrovia Firenze-Faenza. A lato della strada ferrata fu realizzato anche l'acquedotto (1896). Nel 1893-94 furono costruite le scuole elementari. La strada provinciale fu spostata su un tracciato ancora più esterno al paese, parallelamente alla ferrovia (l'attuale via Maglioni). La nuova arteria attrasse la costruzione di nuove case sin dai primi decenni del Novecento.
Durante la seconda guerra mondiale, Brisighella ospitò il quartier generale della Brigata Ebraica, da cui venivano inviate le istruzioni operative ai battaglioni e alle compagnie della brigata nei campi di battaglia. Il 3 aprile 1945, con una cerimonia pubblica il rappresentante degli Esteri e capo del dipartimento politico dell'Agenzia Ebraica consegnò la bandiera di combattimento al comandante della Brigata Ebraica, il generale E.F. Benjamin.
Nel 1959 fu costruita la scuola di Avviamento Professionale, poi Media, "Giuseppe Ugonia". Nel 1962 fu inaugurato il nuovo stabilimento termale. Nei primi anni settanta fu realizzata la zona sportiva, con impianti per le varie discipline. Il 26 giugno 1977 fu inaugurato il Museo della Civiltà Contadina all’interno della Rocca. Alla fine degli anni 1990 è stato avviato un piano di recupero degli edifici del centro storico, con la ripavimentazione di piazza Marconi (2000). Nel secondo dopoguerra la popolazione di Brisighella ha conosciuto un vistoso calo democrafico. Negli ultimi decenni del XX secolo il calo demografico è continuato.
Dal 1972 la popolazione ha contribuito alla ricerca sui fattori di rischio cardiovascolari aderendo al Brisighella Heart Study, un progetto scientifico iniziato dal professor Giancarlo Descovich dell'Università di Bologna e proseguito dal professor Antonio Gaddi..

Lo stemma del Comune di Brisighella è stato riconosciuto con decreto del capo del Governo del 25 luglio 1937 e modificato con decreto del presidente della Repubblica del 28 dicembre 1965.
Il capro (o becco) potrebbe essere un'arma parlante con riferimento alla Signoria di Beccusano, da cui dipendeva Brisighella, o ricordare la presenza di un antico tempio romano dedicato a Giove Ammone dove ora sorge la pieve di San Giovanni in Ottavo.
Il gonfalone è un drappo troncato di azzurro e di verde.


La Via del Borgo, nota anche con il nome di via degli Asini, è una suggestiva strada sopraelevata, quasi interamente coperta da archi di ampiezze differenti. Anticamente poggiata su una larga base di roccia, rivestiva un'importante funzione difensiva, attestata dalla presenza di una compatta fila di case a protezione del lato sud del borgo. Solo in un secondo tempo lo zoccolo fu scavato per ricavarne stalle, fondaci e negozi, trasformando così il portico in una sopraelevata. Il nome di via degli Asini deriva dall'uso di far passare per la via le carovane di animali adibiti al trasporto del materiale dalle vicine cave di gesso.
Il Teatro Maria Pedrini, situato in via Filippo Naldi, nel centro storico di Brisighella, è il teatro comunale della città. La sua costruzione fu avviata nel 1829 su progetto dell’ingegnere Giuseppe Mascolini e completata nel 1835. Fu inaugurato in occasione della festa della Beata Vergine del Monticino e divenne presto un punto di riferimento per la vita culturale del borgo. La sala, di impianto ottocentesco, ospitò compagnie teatrali di giro e spettacoli lirici, ed è intitolata al soprano brisighellese Maria Pedrini, celebre interprete di oltre duecento opere nei principali teatri italiani ed europei.
La Fontana Vecchia è la più antica fontana pubblica di Brisighella. Fu costruita nel 1490 nei pressi di Porta Fiorentina. Era alimentata da una vena d’acqua proveniente dagli affioramenti gessosi della zona, e per secoli ha rappresentato il principale punto di approvvigionamento idrico per gli abitanti. Popolarmente nota come “la funtâna di tri sbroff”, per i tre zampilli che la caratterizzavano, ha perso progressivamente la sua funzione con l’arrivo degli acquedotti moderni. In tempi recenti è stata oggetto di restauri e di interventi urbanistici che ne hanno talvolta interrotto il flusso d’acqua, suscitando discussioni a livello locale.

La Rocca Manfrediana, datata 1228, è caratterizzata da torri cilindriche di cui la più alta è del 1503.
La prima roccaforte fu costruita nel 1310 per volere di Francesco Manfredi signore di Faenza. Ripresa dallo Stato della Chiesa con le campagne di Egidio Albornoz, la Santa Sede ne detenne direttamente il possesso dal 1368 al 1376, quando la cedette ai Manfredi, nominati vicari pontifici. La famiglia nobile faentina governò quasi ininterrottamente durante i secoli XIV e XV. In questo lungo periodo fu soggetta ad ampliamenti e ammodernamenti a cura di Galeazzo Manfredi nel 1394 e di Astorre II nel 1457 e 1466.
Conquistata da Cesare Borgia nell'anno 1500, alla sua caduta (avvenuta nel 1503), la rocca fu conquistata dai Veneziani. All'epoca la rocca possedeva solo la torre minore (detta il torricino): durante il breve dominio della Serenissima (1503-1509) venne ulteriormente ampliata e dotata dell'imponente torrione circolare.

La Torre dell’Orologio sorge su uno dei tre colli che dominano Brisighella, insieme alla Rocca Manfrediana e al Santuario del Monticino, e costituisce uno dei simboli più riconoscibili del paesaggio del borgo. Le sue origini risalgono al 1290, quando Maghinardo Pagani da Susinana fece erigere sul colle un fortilizio in massi squadrati di gesso, con funzione di sorveglianza sul territorio e di controllo delle mosse degli assediati nel vicino castello di Baccagnano.

Per secoli la torre fece sistema con la Rocca nel dispositivo difensivo del centro abitato; fu più volte danneggiata e rimaneggiata, fino alla completa ricostruzione nel 1850, quando venne installato l’orologio con quadrante a sei ore secondo il sistema orario italiano dell’epoca.
Sulle colline sopra Brisighella, lungo il crinale dell'Appennino Tosco-Romagnolo, sono presenti diverse fortificazioni medioevali a difesa e controllo del territorio.

Il territorio di Brisighella è caratterizzato da un patrimonio naturalistico inserito nel Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola, che comprende calanchi, rupi gessose, doline, valli cieche, abissi e boschi.
Abitanti censiti

Al 1º gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 738, pari al 10,28% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:
Nella Chiesa Collegiata si venera l'immagine della Madonna delle Grazie. La devozione trae origine nel XV secolo e proviene da Faenza. Nell'anno 1412, durante una spaventosa epidemia di peste, la Vergine apparve alla nobile Giovanna Sagramori, mentre pregava nella Chiesa di San Domenico. Furono talmente numerose le grazie che la Madonna donò al popolo faentino, che ne fu dipinta l'immagine su una parete, che si caratterizza perché regge nelle mani sei frecce spezzate (allusione alla pestilenza estinta per la sua intercessione).
Verso l'anno 1450 un pittore brisighellese dipinse su tre tavole di quercia l'immagine della Beata Vergine delle Grazie, nella stessa iconografia di quella venerata a Faenza. Una di queste tavole fu acquistata da una ricca famiglia, che la tenne in venerazione nella propria casa. La sacra immagine venne lasciata per testamento all'arciprete di Brisighella, con l'obbligo che la esponesse alla pubblica venerazione nella Chiesa Parrocchiale. Da allora la Beata Vergine delle Grazie è conservata nella chiesa arcipretale. Nel 1632, in ringraziamento delle grazie concesse durante un'altra epidemia (la famosa peste manzoniana), l'immagine venne incoronata.

Ogni anno, tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, Brisighella ospita le Feste Medioevali, una delle rievocazioni storiche più note della Romagna. L’evento, organizzato dall’Associazione Feste Medioevali in collaborazione con il Comune e la Pro Loco, dal 1980 trasforma il borgo e la Rocca Manfrediana in un palcoscenico che rievoca episodi e atmosfere del XV secolo.
Il fulcro della manifestazione è la ricostruzione della Battaglia di Pieve Thò (1425), combattuta tra i Fiorentini e i Manfredi di Faenza, alleati del duca di Milano Filippo Maria Visconti. Secondo le cronache, i valligiani della zona – definiti da Niccolò Machiavelli «gente fortissima e armigera» – riuscirono a sorprendere e sconfiggere l’esercito fiorentino.
Durante le giornate della festa, le vie del centro storico e i dintorni della Rocca si animano con giullari, musici, danzatrici, mercanti, tornei cavallereschi, spettacoli di falconeria e scene di vita quotidiana medievale. Non mancano le osterie tematiche, che propongono piatti ispirati alla cucina dell’epoca, e i mercati artigianali, dove vengono esposti prodotti e manufatti tradizionali.
È ambientato all'interno della Rocca di Brisighella il drammatico finale del romanzo storico Il figlio del cardinale della scrittrice irlandese Ethel Lilian Voynich (I edizione inglese: 1897), semisconosciuto in Italia ma di enorme successo nel mondo comunista ai tempi della guerra fredda.

Brisighella è il centro della zona di produzione dell'olio di oliva riconosciuto dalla omonima D.O.P., ed è incluso nell'area di produzione del vino a Denominazione di Origine Controllata Sangiovese di Romagna.
Un altro prodotto tipico delle terre brisighellesi è il carciofo moretto, incluso nell'Arca del Gusto di Slow Food.
Le coltivazioni più diffuse sono quelle viticole, olivicole e frutticole, insieme a colture erbacee che si adattano alle caratteristiche pedoclimatiche delle colline dell’Appennino tosco-romagnolo. Tra i prodotti più rappresentativi spicca l’olio extravergine di oliva “Brisighella”, ottenuto principalmente dalla cultivar autoctona «Nostrana di Brisighella», affiancata da varietà come la Ghiacciola e l’Orfana; è tutelato dalla Denominazione di Origine Protetta sin dal 1996.
L’attività agricola è largamente organizzata in forma cooperativa: la «Terra di Brisighella – Cooperativa Agricola Brisighellese» raccoglie viticoltori e olivicoltori..
Negli ultimi anni si registrano anche esperienze innovative, quali serre idroponiche e coltivazioni fuori suolo, che affiancano le pratiche agricole tradizionali.
Rilievo culturale e turistico hanno le sagre dedicate all’olio, ai frutti della collina e ai prodotti suini e caseari.
Brisighella è rinomata per la produzione di ceramiche, per la lavorazione del ferro battuto e per i laboratori di pizzi ai ferri.
Brisighella appartiene ai Borghi più Belli d'Italia, al circuito "Cittaslow" e ha ottenuto la Bandiera arancione dal Touring Club Italiano.
La vocazione turistica di Brisighella è evidenziata dall'esistenza, nel territorio comunale, di oltre 130 km di sentieri per escursioni, lungo i quali si allineano nove punti panoramici e tre rifugi. Sono osservabili ben 106 cavità naturali.
Il comune è attraversato dalla Strada statale 302 "Brisighellese Ravennate", principale via di comunicazione da una parte, verso Faenza (e la Via Emilia) e, dall'altra, verso la Toscana.
La linea ferroviaria faentina corre quasi parallela alla strada statale. Nel territorio del comune sono presenti 6 stazioni o fermate, di cui 5 ancora attive:
La stazione di Sant'Eufemia di Brisighella non è più operativa.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 17 marzo 1946 | 1947 | Carlo Cavina | Partito Socialista Italiano | Sindaco | Dimissioni |
| 1947 | 27 maggio 1951 | Ermenegildo Montevecchi | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 27 maggio 1951 | 27 maggio 1956 | Augusto Piccinini | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 27 maggio 1956 | 6 novembre 1960 | Beniamino Baldi | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| Dicembre 1960 | 28 maggio 1961 | Commissario prefettizio | |||
| 28 maggio 1961 | 13 giugno 1971 | Achille Albonetti | Democrazia Cristiana | Sindaco | Confermato nel 1966. |
| 13 giugno 1971 | ... | Egisto Pelliconi | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| ... | ... | ... | Sindaco | ||
| 20 marzo 1987 | 26 luglio 1990 | Vincenzo Galassini | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 30 luglio 1990 | 11 ottobre 1993 | Cesare Sangiorgi | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 19 novembre 1993 | 23 aprile 1995 | Tiziano Samorè | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 24 aprile 1995 | 13 giugno 1999 | Tiziano Samorè | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Cesare Sangiorgi | Lista civica | Sindaco | |
| 15 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Cesare Sangiorgi | Lista civica | Sindaco | |
| 9 giugno 2009 | 26 maggio 2014 | Davide Missiroli | Lista civica | Sindaco | |
| 27 maggio 2014 | 26 maggio 2019 | Davide Missiroli | Lista civica Insieme per Brisighella | Sindaco | |
| 27 maggio 2019 | 10 giugno 2024 | Massimiliano Pederzoli | Lista civica Per il buon governo | Sindaco | |
| 10 giugno 2024 | in carica | Massimiliano Pederzoli | Lista civica Per il buon governo | Sindaco | |
Il comune di Brisighella ha fatto parte fino al 2009 della Comunità montana Appennino Faentino.
Dal 2009 al 2011 ha fatto parte dell'Unione dei comuni di Brisighella, Casola Valsenio e Riolo Terme e dal 1º gennaio 2012 è parte dell'Unione della Romagna Faentina.
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