| Gambierdiscus toxicus | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Protista |
| Superphylum | Alveolata |
| Phylum | Dinoflagellata |
| Classe | Dinophyceae |
| Ordine | Gonyaulacales |
| Famiglia | Goniodomataceae |
| Genere | Gambierdiscus |
| Specie | G. toxicus |
| Nomenclatura binomiale | |
| Gambierdiscus toxicus Adachi et Fukuyo, 1979 | |
Gambierdiscus toxicus Adachi et Fukuyo, 1979 è un microorganismo marino dinoflagellato appartenente alla famiglia Goniodomataceae.
Al microscopio si presenta come un dinoflagellato arrotondato sia superiormente che inferiormente, con una intaccatura obliqua molto caratteristica al livello del solco; in veduta laterale ha forma lenticolare ed appiattita. Il colore varia dal bruno chiaro al bruno scuro. Come tutti i dinoflagellati ha un guscio formato da più pezzi e bucherellato (visione migliore al microscopio elettronico). Ha un diametro pari a quello di un capello, ed è dotato di due flagelli utilizzati per nuotare.
Si trova nelle regioni tropicali dell'oceano Atlantico, in particolare del golfo del Messico e del Pacifico. È una specie bentonica legata cioè al fondale, e si trova sulla superficie dei coralli in stato di decomposizione e sulle alghe brune morte (Fucus spp. e Laminaria spp.).
A volte è stato localizzato nel Mediterraneo.
Si nutre attraverso la fotosintesi.
La tossina che questi dinoflagellati producono, una volta assorbita da pesci, coralli e altri animali, viene poi accumulata nella carne degli stessi e tale neurotossina è responsabile di intossicazioni alimentari (ciguatera).