| Ganim insediamento israeliano | |
|---|---|
| (HE) גנים | |
| Localizzazione | |
| Stato | Insediamento israeliano nella Cisgiordania occupata |
| Regione | Cisgiordania |
| Governatorato | |
| Amministrazione | |
| Data di istituzione | 1983; ricostituito nel 2026 |
| Territorio | |
| Coordinate | 32°27′00.3″N 35°20′16.25″E |
| Abitanti | |
| Altre informazioni | |
| Fuso orario | UTC+2 |
| Cartografia | |
Ganim (in ebraico גנים) è un insediamento israeliano nella Cisgiordania settentrionale, nei pressi di Jenin. Fondato nel 1983, fu evacuato e smantellato nel 2005 nell'ambito del Piano di disimpegno unilaterale israeliano. Nell'agosto 2026 vi si insediò un nuovo gruppo di famiglie, dopo l'approvazione israeliana della sua ricostituzione.
Ganim fu fondato nel 1983 come insediamento comunitario di carattere laico. Secondo un documento del Ministero degli affari esteri israeliano del luglio 2005, comprendeva trenta famiglie ed era stato progettato per ospitarne circa trecento, nell'ambito di una rete di insediamenti nella parte settentrionale della Samaria.
Ganim fu uno dei quattro insediamenti della Cisgiordania settentrionale inclusi nel piano di disimpegno israeliano, insieme a Kadim, Homesh e Sa-Nur. Il piano prevedeva l'evacuazione degli abitanti e delle installazioni militari presenti nell'area.
Gli abitanti lasciarono volontariamente l'insediamento nell'agosto 2005. La ricostruzione degli eventi pubblicata dal Journal of Palestine Studies indica che le ultime famiglie di Ganim e Kadim erano partite entro il 15 agosto.
Il successivo ritiro militare dalle aree degli insediamenti evacuati si svolse nel settembre 2005.
Nel dicembre 2025 il governo israeliano approvò la ricostituzione di Ganim e Kadim nell'ambito di una decisione riguardante diciannove insediamenti in Cisgiordania.
Il 13 agosto 2026 circa trenta famiglie si trasferirono a Ganim. Alla cerimonia di inaugurazione parteciparono il ministro della difesa Israel Katz, parlamentari israeliani e rappresentanti del consiglio regionale di Shomron.