| Geranio dei Pirenei | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superrosidi |
| (clade) | Rosidi |
| (clade) | Eurosidi |
| (clade) | Eurosidi II |
| Ordine | Geraniales |
| Famiglia | Geraniaceae |
| Genere | Geranium |
| Specie | G. pyrenaicum |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Sottoregno | Tracheobionta |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Rosidae |
| Ordine | Geraniales |
| Famiglia | Geraniaceae |
| Genere | Geranium |
| Specie | G. pyrenaicum |
| Nomenclatura binomiale | |
| Geranium pyrenaicum Burm. f., 1759 | |
| Nomi comuni | |
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Geranio dei Pirenei | |
Il geranio dei Pirenei (nome scientifico Geranium pyrenaicum (Burm. f., 1759)) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Geraniaceae, originaria di Europa, Nordafrica e Medio Oriente.
La famiglia di appartenenza del “Geranio dei Pirenei” (Geraniaceae) è un gruppo vegetale di medie proporzioni organizzato in 12 generi per un totale di circa 700 specie.
Il genere di appartenenza (Geranium) è abbastanza numeroso e comprende circa 420 specie, diffuse soprattutto nelle regioni temperate di tutto il mondo. Una trentina di queste specie sono proprie della flora italiana.
Nell'elenco che segue sono indicate alcune varietà e sottospecie (l'elenco può non essere completo e alcuni nominativi sono considerati da altri autori dei sinonimi della specie principale o anche di altre specie):
Nell'elenco che segue sono indicati alcuni ibridi interspecifici:
La specie di questa scheda ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:
L'etimologia del nome generico (Geranium) si riferisce alla parola greca ”ghéranos” che significa “gru”. Questa associazione probabilmente è nata molto anticamente ed è dovuta alla particolare forma (a becco) dell'ovario e del frutto delle piante di questo genere. In effetti già Plinio (Como, 23 – Stabia) conosceva questo nome se lo cita nel suo “Libro XXVI”, anche se è opportuno precisare che il Geranio citato dallo scrittore latino era probabilmente un Erodium, in quanto il “geranio” (Pelargonium) come lo conosciamo noi oggi venne importato dall'Africa nel XVII secolo.
L'epiteto specifico pyrenaicum indica la zona di provenienza di questa specie.
Il binomio scientifico attualmente accettato (Geranium pyrenaicum) è stato proposto dal botanico olandese Nicolaas Laurens Burman (Amsterdam, 1734 – 1793) in una pubblicazione del 1759 intitolata ”Specimen botanicum de geraniis” .
In lingua tedesca questa pianta si chiama Pyrenäen-Storchschnabel; in francese si chiama Géranium des Pyrénées; in inglese si chiama: Hedgerow Crane's-bill

L'altezza media di questa piante è di circa 2–6 dm. La forma biologica del “geranio dei Pirenei” è emicriptofita scaposa (H scap), ossia è una pianta erbacea, perenne con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, dotate di un asse fiorale più o meno eretto e con poche foglie.
La radice è legnosa e ingrossata. Diametro della radice: 1 cm.

Le foglie sono palmato-partite a 5 segmenti; i segmenti hanno la massima larghezza all'apice che è ottuso (120° - 170°); inoltre ogni segmento è a sua volta profondamente diviso con tre lobi di 5 – 7 mm; ogni lobo a sua volta è dentato con 2 -3 denti. Sia le foglie radicali che quelle cauline basse hanno un lungo picciolo (10 – 15 cm) provvisto di peli patenti. La lamina è circolare, vellutata e di consistenza morbida. Le foglie cauline alte sono simili ma di dimensioni minori e con tre segmenti; possono essere anche sessili. Sono presenti delle stipole a forma oblungo-lanceolata. Diametro della lamina: 5 – 7 cm.

L'infiorescenza è composta da pochi fiori disposti in racemo lasso su peduncoli di 5 – 8 mm. Le cime sono normalmente biflore con bratteole lanceolate.

I fiori sono ermafroditi, attinomorfi (con lieve tendenza al zigomorfismo: i petali superiori possono essere appena un po' diversi da quelli inferiori), proterandri (infatti gli stimmi maturano dopo le antere del verticillo più esterno), pentaciclici (a cinque verticilli: calice – corolla – androceo su 2 verticilli - gineceo), pentameri (calice e corolla a cinque elementi), dialisepali e dialipetali (sia i sepali che i petali sono liberi – non saldati tra di loro). Diametro del fiore: 12 – 18 mm.
Il frutto è una capsula (di tipo schizocarpo) composta da 5 acheni (o mericarpi). Ogni achenio contiene un solo seme (achenio monosperma). La parte inferiore del frutto è avvolta nel calice accrescente, mentre la parte superiore consiste in un becco allungato. Il frutto è deiscente con elasticità per cui il seme viene proiettato lontano con il rispettivo carpello; eventuali animali poi hanno il compito inconscio di portarli lontano. La superficie dei frutti è villosa ma liscia.
Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa scheda appartiene alla seguente comunità vegetale: