Geranium sylvaticum

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Geranio silvano
Geranium sylvaticum
Stato di conservazione
Specie non valutata
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superrosidi
(clade)Rosidi
(clade)Eurosidi
(clade)Eurosidi II
OrdineGeraniales
FamigliaGeraniaceae
GenereGeranium
SpecieG. sylvaticum
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
SottoregnoTracheobionta
SuperdivisioneSpermatophyta
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseRosidae
OrdineGeraniales
FamigliaGeraniaceae
GenereGeranium
SpecieG. sylvaticum
Nomenclatura binomiale
Geranium sylvaticum
L., 1753
Nomi comuni

Geranio dei prati
Geranio dei boschi

Il geranio silvano (nome scientifico Geranium sylvaticum (L., 1753)) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Geraniaceae, originaria di Europa, Russia asiatica e Groenlandia.

Tassonomia

La famiglia di appartenenza del “geranio silvano” (Geraniaceae) è un gruppo vegetale di medie proporzioni organizzato in 12 generi per un totale di circa 700 specie.
Il genere di appartenenza (Geranium) è abbastanza numeroso e comprende circa 420 specie, diffuse soprattutto nelle regioni temperate di tutto il mondo. Una trentina di queste specie sono proprie della flora italiana.
Queste sono raggruppate in sezioni; la specie di questa scheda appartiene alla sezione Geranium.

Variabilità

La variabilità di questa specie si presenta nelle seguenti caratteristiche morfologiche:

Altre particolarità si possono presentare (soprattutto nelle zone alpine) nella dimensione dei petali (ridotti fino a 6 – 9 mm) e fiori solo femminili per atrofizzazione degli stami.
Nell'elenco che segue sono indicate alcune varietà e sottospecie (l'elenco può non essere completo e alcuni nominativi sono considerati da altri autori dei sinonimi della specie principale o anche di altre specie):

Sinonimi

La specie di questa scheda ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

Specie simili

Etimologia

L'etimologia del nome generico (Geranium) si riferisce alla parola greca ”ghéranos” che significa “gru”. Questa associazione probabilmente è nata molto anticamente ed è dovuta alla particolare forma (a becco) dell'ovario e del frutto delle piante di questo genere. In effetti già Plinio (Como, 23 – Stabia) conosceva questo nome se lo cita nel suo “Libro XXVI”, anche se è opportuno precisare che il Geranio citato dallo scrittore latino era probabilmente un Erodium, in quanto il “geranio” (Pelargonium) come lo conosciamo noi oggi venne importato dall'Africa nel XVII secolo.
L'epiteto specifico ”sylvaticum” (e anche quello comune - “silvano”) deriva dal suo tipico habitat.
Il binomio scientifico attualmente accettato (Geranium sylvaticum) è stato proposto da Carl von Linné (Rashult, 23 maggio 1707 –Uppsala, 10 gennaio 1778), biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione Species Plantarum del 1753.
In lingua tedesca questa pianta si chiama Wald-Storchschnabel; in francese si chiama Géranium des forèts; in inglese si chiama: Wood Crane's-bill.

Descrizione

Descrizione delle parti della pianta
Il portamento
Località: Forcella Aurine, Gosaldo (BL), 1299 m s.l.m. - 11/06/2008

L'altezza media di questa pianta è di circa 3–5 dm (minima 20 cm; massima 80 cm). La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia è una pianta erbacea, perenne con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, dotata di un asse fiorale più o meno eretto e con poche foglie.

Radici

Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto

Foglie

La foglia
Località: Forcella Aurine, Gosaldo (BL), 1299 m s.l.m. - 11/06/2008

La forma delle foglie in generale è palmatosetta (a nervatura pure palmata) con diversi lobi o segmenti; ogni segmento a sua volta è ripartito in altri lobi o lacinie; i lobi a sua volta sono dentati (con 10 o più denti per lobo). L'apice delle lacinie è acuto (angolo tra i 30° - 80°). La lamina delle foglie è larga quanto è lunga (contorno più o meno pentagonale o esagonale a seconda del numero dei segmenti) ed è pelosa su entrambe le facce (quasi tomentose). Le foglie sono inoltre picciolate. La zona centrale indivisa delle lacinie è di 5 – 20 mm. Sono presenti delle stipole a forma lanceolata.

Infiorescenza

Infiorescenza
Località: Forcella Aurine, Gosaldo (BL), 1299 m s.l.m. - 11/06/2008

L'infiorescenza è di tipo corimboso (anche 10 fiori per pianta); ogni singolo peduncolo è biflore. I peduncoli sono inoltre ghiandolosi e alla fruttificazione sono eretti. Sono presenti delle bratteole lanceolate.

Fiore

Il fiore

I fiori sono ermafroditi, attinomorfi (con lieve tendenza al zigomorfismo: i petali superiori possono essere appena un po' diversi da quelli inferiori), proterandri (infatti gli stimmi maturano dopo le antere del verticillo più esterno), pentaciclici (a cinque verticilli: calice – corolla – androceo su 2 verticilli - gineceo), pentameri (calice e corolla a cinque elementi), dialisepali e dialipetali (sia i sepali che i petali sono liberi – non saldati tra di loro). Diametro del fiore: 20 – 30 mm.

* K 5, C 5, A 5+5, G 5 (supero)

Frutti

Il frutto è una capsula (di tipo schizocarpo) composta da 5 acheni (o mericarpi). Ogni achenio contiene un solo seme (achenio monosperma). La parte inferiore del frutto è avvolta nel calice accrescente, mentre la parte superiore consiste in un becco allungato di 2 – 3 mm sormontato dallo stilo persistente. Il frutto è deiscente con elasticità per cui il seme viene proiettato lontano con il rispettivo carpello; eventuali animali poi hanno il compito inconscio di portarli lontano. La superficie dei frutti è liscia. Lunghezza dei frutti: 2 – 3 cm.

Distribuzione e habitat

Fitosociologia

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa scheda appartiene alla seguente comunità vegetale:

Formazione: delle comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Classe: Mulgedio-Aconitetea

Galleria d'immagini

Note

  1. ↑ (EN) Geranium sylvaticum L. | Plants of the World Online | Kew Science, su Plants of the World Online. URL consultato il 15 febbraio 2021.
  2. 1 2 Eduard Strasburger, Trattato di Botanica., Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  3. ↑ GRIN Taxonomy for Plants, su ars-grin.gov. URL consultato il 29 luglio 2009 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2009).
  4. 1 2 Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
  5. 1 2 Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore, 1960.
  6. ↑ AA.VV., Flora Alpina., Bologna, Zanichelli, 2004.

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

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