Gherardo Pantano

Gherardo Pantano
NascitaOderzo, 21 Gennaio 1868
MorteMontecatini Terme, 17 Agosto 1937
Cause della mortenaturali
Dati militari
Paese servitoItalia (bandiera) Italia
Forza armataRegio Esercito
ArmaFanteria
SpecialitàBersaglieri
Gradogenerale di corpo d'armata
Guerre
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Gherardo Pantano (Oderzo, 21 gennaio 1868 – Montecatini Terme, 17 agosto 1937) è stato un generale italiano.

Biografia

Combattente in Abissinia, prese parte come tenente dei bersaglieri nel 1896 alla battaglia di Adua, durante la quale fu catturato dagli Etiopi e liberato solo nel 1898. Ricevette una medaglia d'argento al valor militare.

Massone, fu affiliato Maestro nella Loggia "Eritrea" di Massaua il 3 maggio 1901.

Dopo anni di esplorazioni nella remota Dancalia, Pantano col grado di tenente colonnello, comandò un battaglione di àscari del Regio esercito nel 1913 durante la conquista della Libia nel corso della guerra Italo turca.

Fu poi mandato in Eritrea a completare l'assetto difensivo della colonia, e durante la prima guerra mondiale, prese parte ai combattimenti di Montecucco e della Bansizza venendo promosso per meriti di guerra nel 1917 maggior generale. Alla fine della guerra comandò in Tripolitania, le divisioni Chieti, Pola ed Alessandria. Nel 1926 fu posto in ausiliaria col grado di generale di corpo d'armata.

Scrisse nel 1932 un'autobiografia, Ventitré anni di vita africana.

Onorificenze

Medaglia d'argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia d'argento al Valor Militare
«Per i fatti del 1896 in Abissinia»
Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria
Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia
— 17 maggio 1919
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
— 3 giugno 1918

Opere

Note

  1. ↑ V. Gnocchini, L'Italia dei Liberi Muratori, Mimesis-Erasmo, Milano-Roma, 2005, pp. 207-208.
  2. ↑ treccani.it, http://www.treccani.it/enciclopedia/pantano-gherardo-generale_(Enciclopedia-Italiana)/.
  3. 1 2 Sito web del Quirinale: dettaglio decorato., su quirinale.it.

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Collegamenti esterni

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