Giovanni Melillo

Giovanni Melillo

Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo
In carica
Inizio mandato4 maggio 2022
PredecessoreFederico Cafiero De Raho

Dati generali
Titolo di studioLaurea in giurisprudenza
UniversitàUniversità degli Studi di Napoli Federico II
ProfessioneMagistrato

Giovanni Melillo, detto Gianni (Foggia, 16 dicembre 1959), è un magistrato italiano, Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo dal 4 maggio 2022.

Biografia

Entra in magistratura nel 1985 e sino al 1991 svolge le funzioni di pretore di Napoli-Barra, dove conduce importanti istruttorie e giudizi in materia di gravi reati relativi alla tutela del lavoro e dell’ambiente.

Nel novembre 1991 diviene sostituto procuratore presso il Tribunale di Napoli. Qui conduce l’indagine sui gravi e sistematici fatti di corruzione che contrassegnavano la gestione della Usl 35 di Castellammare di Stabia, indagine originata dall’omicidio del sindacalista Sebastiano Corrado, nonché le indagini sulla corruzione del Procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania, Nicola Boccassini, poi condannato in via definitiva. Sviluppa la prima indagine in Italia sulla presenza mafiosa nei traffici di rifiuti dall’Italia centro-settentrionale (proc.n. 18584/1993 c. Vassallo Gaetano +21, cd. indagine Adelphi, conclusa con numerose condanne definitive)

Nel febbraio 1992 è assegnato alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e fa parte del pool che curano le investigazioni sui rapporti fra grandi cartelli camorristici, politica e impresa originate dalle dichiarazioni di Pasquale Galasso e di Carmine Alfieri (cd. indagine Maglio, nell’ambito delle quali ha luogo anche la completa e organica ricostruzione delle trattative per la liberazione del consigliere regionale della Democrazia Cristiana Ciro Cirillo con il gruppo dei sequestratori delle Brigate Rosse guidato da Giovanni Senzani e il capo della Nuova Camorra Organizzata Raffaele Cutolo). In questi stessi anni si occupa di molti dei processi che fanno luce sulle centinaia di omicidi che negli anni '80 segnarono la violenta contrapposizione fra il cartello camorristico della Nuova Famiglia, dapprima, con la NCO di Raffaele Cutolo e, quindi, con le strutture criminali facenti capo alla famiglia dei Nuvoletta, articolazione napoletana della Cosa nostra siciliana (proc.n. 10701/1994 c. Alfieri Carmine +24; proc.n. 9086/1992 c. Moccia Angelo + 15; proc.n. 9086/1992 c. Galasso Pasquale + 14; proc.n. 8802/1996 c. Fabbrocino Mario + 3; proc.c. Nuvoletta Angelo ed altri)

In particolare, è il pubblico ministero delle indagini e del dibattimento (proc. c. Archetti Biagio + 101) che si conclude in primo grado con la pronuncia di 78 condanne alla pena dell'ergastolo, nonché con la condanna di tre ex parlamentari per il delitto di concorso esterno nell’associazione mafiosa (l’ex deputato Raffaele Mastrantuono sarà poi assolto in appello, per l’ex senatore Vincenzo Meo la condanna verrà annullata in Cassazione, mentre diverrà definitiva la condanna dell’ex senatore e sottosegretario di Stato Francesco Patriarca)

Cura altresì le indagini sulla organizzazione criminale di Mario Fabbrocino, individuato e catturato il 3 settembre 1997 in Argentina dopo anni di latitanza, Quest’ultima vicenda è ricostruita nel libro dello storico Franco Barbagallo (Il potere della camorra, Torino, 1999), al pari di quelle relative al sequestro e all’omicidio del consigliere comunale di Liveri Paolo Nappi, collegati al controllo camorristico del mercato italiano del cemento ottenuto attraverso l’attività della società greco-cipriota Eurocem, divenuta monopolista nel business della ricostruzione post-terremoto e del sistema degli appalti di opere pubbliche in Campania, controllato per conto dell’organizzazione di Carmine Alfieri, dall’imprenditore Luigi Romano, definito dal mafioso Angelo Siino, il cosiddetto “ministro dei lavori pubblici” della Cosa nostra siciliana, il suo “equivalente in Campania”.

Nel 1994 promuove la costituzione del pool antiterrorismo della Procura di Napoli, cui si deve la prima indagine italiana (“Moskea”) sulle attività di gruppi terroristici facenti capo alla rete jihadista dei Gruppi Islamici Armati algerini (il processo si concluse con la condanna definitiva dei loro principali esponenti in Italia, fra i quali Djamel Lounici e Deramchi Othman), chiamati ad assicurare appoggio logistico alle cellule responsabili di sanguinosi attentati in Francia, nonché le successive investigazioni sulle aggregazioni jihadiste Anatema e esilio e Gruppi per la predicazione e il combattimento poi confluite nel circuito di Al Qaeda per il Maghreb.

Dal 1999 al 2001 è stato magistrato addetto al Segretariato generale della Presidenza della Repubblica, con delega sui temi della giustizia sovranazionale e internazionale.

Nel marzo 2001 è assegnato alla Direzione nazionale antimafia, con funzioni di sostituto procuratore che svolgerà sino al 2009. Durante tale periodo, assicura il coordinamento dei settori del riciclaggio e del narcotraffico e la cura dei rapporti di cooperazione con Francia, Stati Uniti, Canada e gli stati balcanici, svolgendo altresì le funzioni di collegamento investigativo con le Direzioni distrettuali antimafia di Bari, Bologna, Firenze e Napoli. In particolare, presso la Procura di Firenze, dopo la morte improvvisa di Gabriele Chelazzi, è applicato dal Procuratore nazionale Piero Luigi Vigna al procedimento sulle stragi organizzate ed eseguite da cosa nostra in Roma, Firenze e Milano fra il marzo 1993 e il gennaio 1994. I risultati di tali indagini riferite, in particolare, al ruolo di Paolo Bellini nella ideazione della campagna di violenti attentati contro il patrimonio storico-artistico italiano ordita a fini di destabilizzazione politica e nei delitti commessi sin dal 1975 dall’organizzazione neofascista Avanguardia Nazionale, saranno posti alla base della condanna del medesimo Bellini per la strage di Bologna del 2 agosto 1980.

Nel 2014, è nominato dal C.S.M. procuratore aggiunto presso il Tribunale di Napoli. Promuove la formazione di pool specializzati in materia di reati collegati a manifestazioni sportive, di reati commessi in danno di persone detenute e di reati contro il patrimonio culturale. In questo ultimo ambito, coordina l’indagine sul saccheggio dell’antica e famosa Biblioteca dei Girolamini, considerata esemplare case-study dall’United Nation Office on Drugs and Crime. Quindi, quale coordinatore della Direzione distrettuale antimafia, guida le investigazioni relative ai grandi cartelli camorristici dell’area metropolitana di Napoli, e, in particolare, alla Alleanza di Secondigliano, producendosi l’arresto e la condanna di figure apicali di quel cartello mafioso e la confisca di beni per centinaia di milioni di euro (proc. n. 46002/2014). Nell’esercizio delle medesime funzioni, realizza importanti processi di innovazione organizzativa e digitalizzazione avanzata della Procura di Napoli.

Dal 2014 al 2017 è Capo di gabinetto del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, prima nel Governo Renzi e poi in quello Gentiloni. In tale ruolo, coordina le iniziative preliminari all’approvazione di nuove norme in materia di falso in bilancio, auto-riciclaggio, scambio elettorale politico-mafioso, superandosi la lunga stagione delle precedenti leggi della vergogna. Analogamente, coordina la predisposizione dei testi normativi necessari per recuperare il ritardo da anni denunciato nell’adeguamento dell’ordinamento italiano alle convenzioni internazionali e alle direttive e alle decisioni-quadro UE in materia di giustizia penale, promuovendo infine la predisposizione del testo di quella che sarà l’organica riforma della disciplina della cooperazione giudiziaria a fini di giustizia penale contenuta nell’attuale Libro XI del codice di procedura penale.

Su delega del Ministro, promuove e coordina il complessivo, profondo riordino dell’ordinamento del Ministero della Giustizia e la formulazione dei progetti di digitalizzazione che conducono al primo Piano di investimenti strategici per la giustizia per gli anni 2018-2028, nonché i lavori di analisi e proposta affidati agli Stati generali dell’esecuzione della pena e agli Stati generali della lotta alla criminalità organizzata, nella prospettiva di ampi e organici progetti riformatori.

Nel luglio 2017 è nominato procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli. Al vertice dell’ufficio requirente più grande d’Italia, ne guida un profondo processo di innovazione organizzativa e tecnologica. Coordina personalmente la Direzione distrettuale antimafia e il pool antiterrorismo (cui si deve, il 26 aprile 2018, l’arresto di un immigrato dal Gambia, Alagie Touray, appena prima del compimento di un attacco suicida, preceduto dalla registrazione video della rituale formula del giuramento di fedeltà dell’aspirante martire ad Islamic State e, per lunghi periodi, anche la Sezione Reati contro la Pubblica amministrazione. Quale Procuratore distrettuale antimafia concentra prioritariamente gli sforzi investigativi sulla Alleanza di Secondigliano, cartello camorristico egemone in tutta l’area metropolitana di Napoli, nonché sui tentativi di riorganizzazione del clan dei Casalesi. In questo periodo vengono arrestati i più pericolosi latitanti della camorra, quali Raffaele Imperiale, Antonio Polverino, Antonio Orlando e Marco Di Lauro, sviluppandosi importanti indagini intorno alle strategie della camorra di mimetizzazione affaristica e di integrazione operativa con la ‘ndrangheta (come l’indagine cd. Petromafie, che rivela il ruolo centrale di strutture e reti mafiose integrate nell’importazione e nella distribuzione illegale di giganteschi quantitativi di idrocarburi provenienti dal Medio Oriente, attraverso colossali circuiti di false fatturazioni e frodi fiscali)

Il 4 maggio 2022 è stato eletto dal Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) al vertice della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo (DNA) come Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo con 13 voti, succedendo a Federico Cafiero De Raho., avviando immediatamente un profondo programma di cambiamento dei metodi di esercizio delle funzioni di impulso e coordinamento investigativo e denunciando le prassi abusive rivelatesi nella gestione del delicato settore delle segnalazioni di operazioni finanziarie sospette. Coordina personalmente le attività del Gruppo di lavoro sulle Stragi e della Sezione Antiterrorismo, nonché le indagini sugli attacchi alle infrastrutture digitali inserite nel perimetro della sicurezza cibernetica e su gravissimi casi di dossieraggio illegale, in forza dei nuovi poteri attribuiti al procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo nella materia della sicurezza cibernetica nazionale con le leggi 137/2023 e 90/2024, delle quali aveva pubblicamente sollecitato la necessità. Attraverso la più ampia partecipazione dei magistrati dell’ufficio e dei procuratori distrettuali all’elaborazione delle linee strategiche del coordinamento, promuove un deciso potenziamento dei rapporti di cooperazione nel contrasto del narcotraffico internazionale e del riciclaggio con i Paesi dell’America Latina (anche attraverso la stabile partecipazione della DNA alla rete di scambio informativo della Associazione Ibero-Latino-Americana dei Procuratori) e dell’azione di impulso investigativo in materia di espansione delle reti d’impresa mafiose nel sistema degli appalti pubblici e nei processi di attuazione del PNRR.

È autore di centinaia di scritti (monografie, saggi, articoli, note, relazioni e interventi in convegni nazionali e internazionali) in materia di diritto penale e processuale penale e di analisi dei fenomeni di terrorismo e criminalità organizzata.

Ha fatto parte delle Commissioni ministeriali per la riforma della disciplina della cooperazione giudiziaria internazionale in campo penale (1998-2001, in tale ambito coordinando il Gruppo di Lavoro per la riforma del Libro XI del codice di procedura penale, e per il riordino della legislazione antimafia (1998-2000 e 2006-2008). Ha presieduto, unitamente a Roberto Garofoli, la Commissione per la riforma della disciplina della responsabilità da reati delle persone giuridiche (2016). È stato consulente OSCE negli anni 2009-2011, per l’attuazione del progetto di riforma delle leggi della Serbia su sequestro e confisca dei patrimoni criminali e, negli anni 2006-2008, altresì dello United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC), per l’attuazione di progetti di umanizzazione del diritto della Repubblica Islamica dell’Iran cessati in conseguenza dell’aggravamento del quadro politico di quella regione mediorientale. È dal 2014 componente del Consiglio Direttivo del Gruppo Italiano dell’Associazione internazionale di Diritto penale e dal 2024 socio onorario della Società Scientifica degli Studi su Mafie e Antimafia. Gli è stato conferito nel 2021 il titolo di Laureato Illustre dell’Università Federico II di Napoli, “per i suoi meriti nell’ambito delle scienze giuridiche”.

Ha tre figli, Margherita, Antonio e Andrea, e un nipote, Bruno. È sposato dal 2019 con una diplomatica britannica.

Note

  1. ↑ Giovanni Melillo: chi è il nuovo procuratore nazionale antimafia, in QN Quotidiano Nazionale, 4 maggio 2022. URL consultato il 28 aprile 2024.
  2. ↑ [1] Cfr. Franco Barbagallo, Napoli fine Novecento, Einaudi, 1994 e Il Potere della Camorra, Einaudi, 1997.
  3. ↑ [2] Cfr. Commissione parlamentare antimafia, Relazione della XI Legislatura (9 marzo 1993-18 febbraio 1994), Camera dei Deputati, 1995,.
  4. ↑ [3] “Con coraggio ha alzato il velo sulle ombre di quelle bombe”, intervista a Guido Ruotolo, La Stampa, 2010, a proposito della relazione sulle stragi mafiose di Roma, Firenze e Milano della Commissione parlamentare antimafia presieduta da Giuseppe Pisanu.
  5. ↑ [4] Nell’intervista a Giuseppe Grimaldi, “Stadi vietati a chi è condannato” (Il Mattino, 10 luglio 2010), avanza la proposta di estensione del divieto di accesso agli stadi (Daspo) ai condannati per gravi delitti, fra i quali quelli di mafia, poi divenuta legge dello Stato nel 2014 (cd. Daspo fuori contesto).
  6. ↑ [5] Per l’ampia eco della vicenda, cd. Marcelle Padovani, Les Napolitains, Lègalitè-Illègalitè, una frontière floue et mouvante, Parigi, 2014, e “La Divine Comèdie a disparu”, Nouvelle Observateur, 12-18 luglio 2012; Elisabetta Povoledo, In missing book, tale of Italy’s woes, The International Herald Tribune, 9 agosto 2012; Nicholas Schmidle, A very rare book, The New Yorker Review, dicembre 2013; Rachel Donadio, Rare Books Vanish, With a Librarian in the Plot, The New York Times, 2 dicembre 2013 e Book Theft in Italy, With a Hint of Politics, The New York Times, 7 gennaio 2014;
  7. ↑ [6]Donatella Stasio, Accordi Ue, i ritardi italiani, Il Sole 24ore, 19 marzo 2004.
  8. ↑ [7] “Napoli, kamikaze pronto a colpire”, Il Mattino, 27 aprile 2018.
  9. ↑ [8] Sulla prospettiva investigativa della Procura di Napoli in materia di condizionamento mafioso dell’economia, G.Melillo, Organizzazioni criminali, modelli di impresa e mercati, in S.Consiglio-P.Canonico-E.De Nito-G.Mangia, Organizzazioni criminali, Roma, 2019.
  10. ↑ Giovanni Melillo è il nuovo procuratore antimafia, sconfitto Gratteri, in ANSA, 4 maggio 2022. URL consultato il 28 aprile 2024.
  11. ↑ [9] Cfr. Verbale dell’audizione del dott. Giovanni Melillo dinanzi alla Commissione parlamentare antimafia (6 marzo 2024).
  12. ↑ [11] “Le mie pubbliche scuse per il depistaggio e gli errori sul delitto Borsellino. Il Procuratore nazionale antimafia: ostacolata la ricerca della verità”, intervista a Giovanni Bianconi, in Corriere della Sera, 19 luglio 2022. Ma anche G.Melillo, “La solitudine di Boris Giuliano”, Il Fatto Quotidiano, 25 luglio 2024.
  13. ↑ [12] “Il mercato clandestino di dati inquina politica ed economia. Alla mafia e al terrorismo servono più hacker che killer”, intervista a Giovanni Bianconi, Corriere della Sera, 8 ottobre 2024.
  14. ↑ [13] “Intercettare i corrotti per battere la mafia”, Forum con il direttore de La Repubblica Maurizio Molinari, i vice direttori Carlo Bonini, Francesco Bei e Gianluca Di Feo e l’inviata Conchita Sannino, 18 gennaio 2023.
  15. ↑ [14] Fiscal Nacional Antimafia de Italia: desde Chile, se estan desarrollando traficos illicitos con cargos de narcoticos que van llegando a Europa”, intervista a El Mercurio, 3 febbraio 2024, ma anche “Cosche e terrorismo. Quegli intrecci dal Sudamerica sulle rotte del narcotraffico”, intervista a Lirio Abate, La Repubblica, 22 maggio 2024.
  16. ↑ [15] Sul tema, vd. “Un rischio abolire i controlli sul PNRR, ne approfittano mafiosi e corrotti”, intervista a Donatella Stasio, La Stampa, 4 giugno 2023 e “Mafie radicate nell’economia del Nord. Rapporti con i politici diffusi e pragmatici”, intervista a Federico Monga, La Stampa, 28 aprile 2024.

Collegamenti esterni

Predecessore Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Successore
Federico Cafiero De Raho dal 4 maggio 2022 in carica
  Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie