Governo Renzi

Governo Renzi
Foto ufficiale scattata dopo la cerimonia di giuramento al Palazzo del Quirinale.
StatoItalia (bandiera) Italia
Presidente del ConsiglioMatteo Renzi
(PD)
CoalizionePD, NCD, UdC, SC, PSI, DemoS, CD
con l'appoggio esterno di:
ALA, SVP, PATT, UpT, UV, ApI e MAIE, Misto
LegislaturaXVII legislatura
Giuramento22 febbraio 2014
Dimissioni7 dicembre 2016
Governo successivoGentiloni
12 dicembre 2016

Il governo Renzi è stato il sessantatreesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il secondo della XVII legislatura ed il quarto governo presieduto da un non parlamentare.

Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, rimase in carica dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016 (sebbene già dimissionario dal precedente 7 dicembre), per un totale di 1 024 giorni, ovvero 2 anni, 9 mesi e 20 giorni. È stato il quinto governo più longevo della storia della Repubblica Italiana.

Matteo Renzi ricevette l'incarico di formare un nuovo Governo dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 17 febbraio 2014, tre giorni dopo le dimissioni rassegnate dal presidente del Consiglio Enrico Letta, in conseguenza del fatto che il 13 febbraio la Direzione Nazionale del Partito Democratico aveva rilevato «la necessità e l'urgenza di aprire una fase nuova, con un nuovo esecutivo». Il 21 febbraio successivo Renzi sciolse positivamente la riserva presentando al Capo dello Stato la lista dei ministri, la quale comprendeva esponenti di diversa provenienza politica e alcuni indipendenti.

Ottenne la fiducia al Senato della Repubblica poco dopo la mezzanotte del 24 febbraio 2014 con 169 voti favorevoli e 139 contrari.

Ottenne la fiducia alla Camera dei deputati la sera del 25 febbraio 2014 con 378 voti favorevoli, 220 contrari e 1 astenuto.

Preso atto dell'esito sfavorevole del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, il Governo rassegnò le dimissioni tre giorni dopo.

Compagine di governo

Giorgio Napolitano con Matteo Renzi il giorno del giuramento del Governo, il 22 febbraio 2014.

Il Governo Renzi era composto dal Presidente del Consiglio e da 15 Ministri della Repubblica, di cui tredici con portafoglio e due senza.

Durante la vita del Governo sono cambiati quattro ministri:

Inoltre hanno rassegnato le dimissioni il viceministro Lapo Pistelli (PD) e i sottosegretari Antonio Gentile (NCD), Giovanni Legnini, Roberto Reggi e Francesca Barracciu del PD.

Appartenenza politica

L'appartenenza politica dei membri del governo e dei sottosegretari di Stato, al momento del giuramento, si può così riassumere:

Partito Presidente Ministri Viceministri Sottosegretari Totale
Partito Democratico 1 9 4 21 35
Nuovo Centrodestra - 3 2 7 12
Scelta Civica - 1 1 3 5
Unione di Centro - 1 - - 1
Popolari per l'Italia - - 1 3 4
Partito Socialista Italiano - - 1 - 1
Indipendenti - 2 - 2 4
Totale 1 16 9 36 62

L'appartenenza politica dei membri del governo e dei sottosegretari di Stato, al momento delle dimissioni, si può così riassumere:

Partito Presidente Ministri Viceministri Sottosegretari Totale
Partito Democratico 1 10 3 23 37
Nuovo Centrodestra - 3 1 9 13
Unione di Centro - 1 - - 1
Democrazia Solidale - - 2 - 2
Scelta Civica - - 1 - 1
Partito Socialista Italiano - - 1 - 1
Centro Democratico - - - 1 1
Civici e Innovatori - - - 1 1
Indipendenti - 2 - 4 6
Totale 1 16 8 38 63

Provenienza geografica

La provenienza geografica dei membri del governo si può così riassumere:

Regione Presidente Ministri Viceministri Sottosegretari Totale
  Toscana 1 2 1 7 11
  Lazio - 4 1 4 9
  Emilia-Romagna - 4 - 3 7
  Lombardia - 2 1 3 6
  Piemonte - 1 2 3 6
  Campania - - - 6 6
Sicilia (bandiera) Sicilia - 1 - 3 4
  Veneto - - 1 3 4
  Puglia - - 1 2 3
  Liguria - 2 - - 2
  Basilicata - - 1 1 2
  Calabria - - - 2 2
  Abruzzo - - - 2 2
  Umbria - - - 1 1

Situazione parlamentare

Al momento del conferimento della fiducia parlamentare (24 febbraio al Senato, 25 febbraio alla Camera dei Deputati):

Camera Collocazione Partiti Seggi
Camera dei Deputati MaggioranzaPD (293), NCD (29), SC (26), Pl'I (20), CD (5), PSI-PLI (4)
377 / 630
Appoggio esternoMin. Ling. (5), MAIE-ApI (4), Misto (2)
11 / 630
Opposizione

M5S (106), FI (67), SEL (38), LN (18), FdI-AN (9), Misto (4)

240 / 630
Senato della Repubblica MaggioranzaPD (107), NCD (31), Pl'I (12), SC (8), PlA-PSI-MAIE (3)
163 / 320
Appoggio esternoPlA-PSI-MAIE (9)
9 / 320
AstensioneMisto (3)
3 / 320
OpposizioneFI (60), M5S (50), LN (15), GAL (9), SEL (7), Misto (4)
145 / 320

Il Governo era appoggiato in Parlamento da:

In passato l'esecutivo è stato appoggiato anche dai seguenti partiti:

Statistiche

  • Matteo Renzi è stato il più giovane presidente del Consiglio dei ministri della storia della Repubblica Italiana e il quarto, dopo Carlo Azeglio Ciampi, Lamberto Dini e Giuliano Amato (limitatamente al Governo Amato II) a non essere parlamentare al momento dell'incarico.
  • Erano presenti otto ministri donne: per la prima volta nella storia della Repubblica le donne sono state la metà dell'intero consiglio dei ministri e hanno assunto la guida del Ministero della difesa (Roberta Pinotti) e del Ministero dello sviluppo economico (Federica Guidi).
  • L'età media dei ministri era 47,4 anni, la minore della storia repubblicana. I membri del Governo con meno di 40 anni erano quattro, tre in più di quelli del Governo precedente.
  • Al momento del giuramento era uno dei governi con meno ministri della storia repubblicana, pari a sedici, poi ridotti a quindici, pari al solo Governo De Gasperi III (1947).
  • Sei ministri avevano già ricoperto incarichi ministeriali in precedenza.
  • Tre sottosegretari del precedente Governo sono stati chiamati a ricoprire l'incarico di titolari di un dicastero, uno dei quali in un Ministero diverso da quello in cui era sottosegretario (Gian Luca Galletti, UdC).
  • Al momento della nomina a ministro, otto erano deputati, due senatori, uno non era parlamentare in quel momento, cinque non lo sono mai stati.

Composizione

Carica Titolare Sottosegretari
Presidenza del Consiglio dei ministri Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio
Presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi (PD)
Ministri senza portafoglio Sottosegretari di Stato
Riforme costituzionali e Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi (PD)
Semplificazione e pubblica amministrazione Marianna Madia (PD)
Affari regionali e autonomie Maria Carmela Lanzetta (PD)
Fino al 30/01/2015
Enrico Costa (NCD)
Dal 29/01/2016
Ministero Ministri Viceministri Sottosegretari di Stato
Affari esteri e cooperazione internazionale Federica Mogherini (PD)
Fino al 31/10/2014
  • Lapo Pistelli (PD)
    Delega alla cooperazione allo sviluppo
    Fino al 15/06/2015
  • Mario Giro (PpI/DemoS)
    Delega alla cooperazione allo sviluppo, alla diffusione della cultura e della lingua italiana all'estero e alle questioni relative alle attività internazionali di regioni ed enti locali
    Dal 29/01/2016
Paolo Gentiloni (PD)
Dal 31/10/2014
Interno Angelino Alfano (NCD)
Giustizia Andrea Orlando (PD)
Difesa Roberta Pinotti (PD) Carica non assegnata
Economia e finanze Pier Carlo Padoan (Ind.)
Sviluppo economico Federica Guidi (Ind.)
Fino al 05/04/2016
Matteo Renzi (PD)
(ad interim)
Dal 05/04 al 10/05/2016
Carlo Calenda (Ind.)
Dal 10/05/2016
Infrastrutture e trasporti Maurizio Lupi (NCD)
Fino al 20/03/2015
Matteo Renzi (PD)
(ad interim)
Dal 20/03 al 02/04/2015
Graziano Delrio (PD)
Dal 02/04/2015
Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina (PD)
Ambiente e tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti (UdC) Carica non assegnata
Lavoro e politiche sociali Giuliano Poletti (PD)
Delega alle politiche giovanili, al Servizio civile nazionale e all'integrazione
Carica non assegnata
Istruzione, università e ricerca Stefania Giannini (SC/PD) Carica non assegnata
  • Angela D'Onghia (PpI/Ind.)
    Delega all'alternanza scuola-lavoro, alle problematiche sulla dispersione scolastica, al riconoscimento dei titoli di studio, alla formazione professionale, agli indirizzi in materia di residenze universitarie, fondazioni per il merito, rapporti tra università e sport, stabilità economico patrimoniale delle università, all'alta formazione artistica, musicale e coreutica e alla promozione della cultura scientifica
  • Gabriele Toccafondi (NCD)
    Delega all'Agenda digitale, all'anagrafe degli studenti, all'educazione della legalità stradale e ambientale, alla salute nella scuola, alla garanzia giovani, all'istruzione post-secondaria e degli adulti, all'istruzione tecnica e professionale, al sistema delle scuola paritarie e non paritarie, al progetto Carta dello Studente e all'applicazione della riforma Gelmini
  • Roberto Reggi (PD)
    Fino al 19/09/2014
  • Davide Faraone (PD)
    Dal 10/11/2014
Beni e attività culturali e turismo Dario Franceschini (PD) Carica non assegnata
Salute Beatrice Lorenzin (NCD) Carica non assegnata

Politiche e principali provvedimenti

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con Matteo Renzi il giorno del giuramento del governo, il 22 febbraio 2014

Il governo, nato nel febbraio 2014 dopo le dimissioni del governo Letta, impostò la propria azione su un ampio programma di riforme istituzionali, economiche e amministrative, dal mercato del lavoro alla pubblica amministrazione, dalla scuola alla legge elettorale, fino alla revisione della Costituzione, la cui bocciatura referendaria ne determinò la conclusione nel dicembre 2016. Il governo ottenne la fiducia del Senato il 24 febbraio 2014 con 169 voti favorevoli e 139 contrari e quella della Camera il giorno successivo con 378 voti favorevoli, 220 contrari e un astenuto.

Le valutazioni delle istituzioni internazionali e degli analisti furono articolate. Nel rapporto del giugno 2016 il Fondo Monetario Internazionale definì «impressionante» l'elenco delle iniziative di riforma avviate, dalle riforme istituzionali a quelle della pubblica amministrazione, del fisco, del lavoro e del settore bancario, indicando il Jobs Act come il provvedimento simbolo dell'esecutivo in materia di lavoro. Nel febbraio 2017 l'OCSE rilevò che le riforme strutturali, insieme a condizioni monetarie e di bilancio favorevoli, avevano sostenuto l'uscita dalla lunga recessione, pur in presenza di una ripresa modesta, di bassa produttività e di un aumento della povertà assoluta tra le famiglie con figli. Sul versante interno, un'analisi pubblicata da lavoce.info a due anni dall'insediamento osservò che la produzione industriale restava ferma ai livelli del 2013 e criticò l'assenza di una incisiva revisione della spesa pubblica. In politica estera, il rapporto 2016 dell'Istituto Affari Internazionali individuò nella difesa del ruolo del Paese nell'Unione europea e nella riforma delle politiche europee, soprattutto in materia economica e migratoria, i due obiettivi centrali dell'esecutivo, a fronte dell'instabilità del vicinato, della crisi migratoria e della minaccia terroristica.

Nell'intera XVII legislatura, comprendente i governi Letta, Renzi e Gentiloni, furono emanati 100 decreti-legge, di cui 27 nel 2014, 21 nel 2015 e 14 nel 2016; 44 furono convertiti dopo la posizione della questione di fiducia. Nei primi dodici mesi il governo Renzi portò in Parlamento 28 decreti-legge, poco più di due al mese, e chiese e ottenne 34 voti di fiducia, con una quota di conversione definitiva dei decreti dell'82%. Con 66 questioni di fiducia il governo Renzi fu l'esecutivo che vi ricorse più spesso, con una media di circa due al mese.

Ambiente ed energia

Renzi a colloquio con il sindaco di Parma Federico Pizzarotti durante la visita ai comuni alluvionati (20 novembre 2014)

Il ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare fu guidato da Gian Luca Galletti. La legge 22 maggio 2015, n. 68 introdusse nel codice penale il titolo VI-bis dedicato ai delitti contro l'ambiente, con nuove fattispecie di reato, aggravanti, confische e misure premiali.

Economia, fisco e bilancio

Il Ministero dell'economia e delle finanze fu guidato da Pier Carlo Padoan. Il decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66 introdusse da maggio 2014 il cosiddetto «bonus 80 euro», un credito IRPEF fino a 640 euro annui per i lavoratori dipendenti con redditi tra 8.000 e 24.000 euro, decrescente fino a 26.000 euro. Secondo uno studio della Banca d'Italia, le famiglie beneficiarie aumentarono la spesa mensile di circa 20 euro per alimentari e 30 euro per mezzi di trasporto, consumando nello stesso anno circa il 50–60% del bonus, con quote più elevate tra le famiglie soggette a vincoli di liquidità. La legge di stabilità 2016 (legge 28 dicembre 2015, n. 208) eliminò clausole di salvaguardia per 16,8 miliardi di euro, esentò dall'IMU i terreni agricoli e dalla TASI l'abitazione principale e ridusse l'IRES al 24% dal 2017. Secondo l'Ufficio parlamentare di bilancio, la TASI sull'abitazione principale aveva prodotto nel 2014 un gettito di 3.434 milioni di euro a carico di 19,6 milioni di contribuenti, con un'incidenza sul reddito più elevata per il primo decile (1,2%) e compresa tra 0,7% e 0,5% per gli altri; circa il 68% delle risorse liberate sarebbe andato ai decili dal quinto al decimo, con un aumento stimato dei consumi di circa 1,5 miliardi di euro. Il decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175 introdusse la dichiarazione dei redditi precompilata e la legge 4 agosto 2016, n. 163 riformò il contenuto della legge di bilancio, in attuazione della legge 24 dicembre 2012, n. 243 sul pareggio di bilancio.

Emergenze e ricostruzione

Dopo il terremoto del 24 agosto 2016 nell'Italia centrale (sequenza sismica del Centro Italia), Vasco Errani fu nominato con decreto del presidente della Repubblica del 9 settembre 2016 commissario straordinario del governo per la ricostruzione nei comuni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dal sisma. Il decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, dettò interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite.

Giustizia e sicurezza

Il ministero della giustizia fu guidato da Andrea Orlando, quello dell'interno da Angelino Alfano. La legge 27 febbraio 2015, n. 18 riformò la responsabilità civile dei magistrati, anche per adeguarla alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, eliminando il filtro di ammissibilità e rendendo obbligatoria l'azione di rivalsa dello Stato. Il decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, soppresse all'articolo 19 l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, trasferendone compiti e funzioni all'Autorità nazionale anticorruzione. La legge 27 maggio 2015, n. 69 intervenne sulla disciplina dei delitti contro la pubblica amministrazione, dell'associazione di tipo mafioso e del falso in bilancio; la legge 23 marzo 2016, n. 41 introdusse i reati di omicidio stradale e di lesioni personali stradali, accolti negativamente dai commentatori per la sproporzione delle pene, «assimilabili a quelle dell'omicidio volontario», per l'incongruenza con gli istituti della parte generale del diritto penale e per i problemi di coordinamento con le contravvenzioni del codice della strada.

Infrastrutture e trasporti

Il ministero delle infrastrutture e dei trasporti fu guidato da Maurizio Lupi fino al 20 marzo 2015, poi ad interim da Renzi e, dal 2 aprile 2015, da Graziano Delrio. Il decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 («Sblocca Italia») dettò misure per l'apertura dei cantieri, le infrastrutture, le reti, l'edilizia e l'energia, tra cui la nomina di un commissario per la tratta ferroviaria Napoli–Bari. Il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, in attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE, approvò il nuovo codice dei contratti pubblici, in vigore dal 19 aprile 2016.

Innovazione e digitale

Le politiche per l'innovazione digitale della pubblica amministrazione fecero capo alla ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione Marianna Madia. Il 3 marzo 2015 il Consiglio dei ministri approvò la Strategia per la banda ultralarga e il Piano crescita digitale 2014–2020, in coerenza con gli obiettivi dell'Agenda digitale europea. Dal 15 marzo 2016 furono rilasciate le prime identità digitali SPID, gestite dall'Agenzia per l'Italia digitale.

Istruzione, università e ricerca

Il ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca fu guidato da Stefania Giannini. La legge 13 luglio 2015, n. 107 (Buona scuola), composta da un unico articolo e 212 commi, previde un piano straordinario di assunzioni, l'obbligo di alternanza scuola-lavoro nell'ultimo triennio, un fondo per la valorizzazione dei docenti e la carta del docente da 500 euro. Nel 2015 furono stabilizzati circa 87.000 docenti, ma nell'anno scolastico 2015/2016 i contratti a tempo determinato scesero soltanto da 103.767 a 99.768, un calo che la FLC CGIL giudicò insoddisfacente, attribuendolo tra l'altro ai ritardi nell'aggiornamento delle graduatorie e alle nomine della fase C.

Lavoro e welfare

Il ministero del lavoro e delle politiche sociali fu guidato da Giuliano Poletti. In attuazione della legge delega 10 dicembre 2014, n. 183 (Jobs Act), il decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 introdusse per i nuovi assunti il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, limitando la reintegrazione ai licenziamenti discriminatori, nulli o per insussistenza del fatto materiale e prevedendo negli altri casi un'indennità crescente con l'anzianità. La legge 29 ottobre 2016, n. 199, in vigore dal 4 novembre 2016, rafforzò il contrasto al lavoro nero e al caporalato in agricoltura, estendendo le sanzioni ai datori di lavoro e prevedendo la confisca dei patrimoni e l'arresto obbligatorio in flagranza. La legge delega 6 giugno 2016, n. 106 sulla riforma del terzo settore previde all'articolo 8 l'istituzione del servizio civile universale, disciplinato poi dal decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40 adottato dal governo Gentiloni. Un'analisi preliminare sui dati amministrativi dell'INPS condotta da Tito Boeri e Pietro Garibaldi sulle imprese tra 10 e 20 addetti nel periodo 2013–2016 rilevò, dopo il contratto a tutele crescenti e la decontribuzione, un aumento della mobilità nel mercato del lavoro e del numero di imprese che superavano la soglia dei 15 dipendenti. Secondo una stima della Banca d'Italia, circa il 40% delle nuove assunzioni a tempo indeterminato del 2015 fu dovuto all'incentivo contributivo e un ulteriore 5% alla revisione della disciplina dei licenziamenti.

Politica europea ed estera

Renzi con la cancelliera Angela Merkel al G7 di Bruxelles
Renzi con il primo ministro francese Manuel Valls al Festival dell'economia di Trento (30 maggio 2015)
Renzi e la moglie al cimitero nazionale di Arlington (19 ottobre 2016)

Il ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale fu guidato da Federica Mogherini e, dal 31 ottobre 2014, da Paolo Gentiloni. Dal 1º luglio al 31 dicembre 2014 l'Italia esercitò la presidenza del Consiglio dell'Unione europea, il cui programma fu presentato da Renzi al Parlamento europeo il 2 luglio. Il 30 agosto 2014 il Consiglio europeo nominò Mogherini alto rappresentante per la politica estera dell'Unione. Nel novembre 2014 l'operazione Mare nostrum, che aveva soccorso circa 150.000 persone, fu sostituita dall'operazione europea Triton di Frontex, con mezzi ridotti e finalità prevalenti di controllo delle frontiere. Secondo l'Istituto Affari Internazionali, l'esecutivo rafforzò il ruolo italiano nel Mediterraneo e la partecipazione alle missioni internazionali, pur tra persistenti tensioni con le istituzioni europee. I rapporti con l'Egitto si deteriorarono dopo l'omicidio di Giulio Regeni. La legge 21 luglio 2016, n. 145 introdusse una disciplina quadro della partecipazione dell'Italia alle missioni internazionali.

Pubblica amministrazione ed enti locali

Il ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione fu guidato da Marianna Madia. La legge 7 aprile 2014, n. 56 (legge Delrio) istituì dieci città metropolitane, operative in prevalenza dal 1º gennaio 2015, e riordinò le province come enti di secondo grado. La legge 7 agosto 2015, n. 124, conferì deleghe per la riorganizzazione dell'amministrazione statale, la dirigenza pubblica, la cittadinanza digitale, la trasparenza e i testi unici su lavoro pubblico, società partecipate e servizi pubblici locali. In attuazione della stessa delega, il decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177 dispose l'assorbimento del Corpo forestale dello Stato nell'Arma dei Carabinieri, che ne affidò le funzioni al Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari. Già nella relazione al Parlamento del 2015 sul riordino delle province la Corte dei conti aveva segnalato una costante tensione sulle entrate, vistosi ritardi nei trasferimenti erariali e regionali e l'uso di entrate straordinarie per finanziare la spesa corrente, osservando che le reiterate manovre avevano di fatto annullato la capacità programmatoria degli enti; nel 2017 la stessa Corte rilevò ritardi e difficoltà nell'attuazione del riordino delle province, in particolare per le funzioni delegate o trasferite, e una condizione di precarietà degli assetti gestionali, aggravata dalle riduzioni di spesa corrente previste dalla legge di stabilità 2015 (1 miliardo di euro nel 2015, 2 nel 2016 e 3 nel 2017).

Riforme istituzionali

Le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento furono affidati alla ministra Maria Elena Boschi. Sul piano istituzionale il governo promosse la legge elettorale italiana del 2015 (Italicum) dichiarata in parte costituzionalmente illegittima dalla Corte Costituzionale il 25 gennaio 2017 e mai applicata in una elezione. Da sottolineare anche la riforma costituzionale Renzi-Boschi, che prevedeva tra l'altro il superamento del bicameralismo paritario; al referendum confermativo del 4 dicembre 2016 prevalse il «No» con il 59,1% dei voti.

Sanità e diritti civili

Il ministero della salute fu guidato da Beatrice Lorenzin. La legge 20 maggio 2016, n. 76 (legge Cirinnà) regolamentò le unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplinò le convivenze, entrando in vigore il 5 giugno 2016. La legge 22 giugno 2016, n. 112 («Dopo di noi»), in vigore dal 25 giugno 2016, dettò misure di assistenza, cura e protezione per le persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, istituendo un apposito fondo con una dotazione di 90 milioni di euro per il 2016. La legge 6 maggio 2015, n. 55 (divorzio breve) ridusse da tre anni a dodici mesi, o a sei mesi in caso di separazione consensuale, il periodo di separazione necessario per chiedere il divorzio, e anticipò lo scioglimento della comunione dei beni.

Turismo, cultura e sport

Il ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo fu guidato da Dario Franceschini. Il decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito nella legge 29 luglio 2014, n. 106, introdusse l'Art bonus, credito d'imposta per le erogazioni liberali a sostegno della cultura, reso permanente al 65% dalla legge di stabilità 2016. Con la riorganizzazione del ministero, venti tra i principali musei statali ottennero autonomia speciale e, nell'agosto 2015, nuovi direttori scelti con selezione internazionale, sette dei quali stranieri. La legge 28 dicembre 2015, n. 220 riformò la Rai e il servizio pubblico radiotelevisivo, riducendo a sette i membri del consiglio di amministrazione e introducendo la figura dell'amministratore delegato. La legge 14 novembre 2016, n. 220 («legge Franceschini»), in vigore dall'11 dicembre 2016, ridisciplinò il settore del cinema e dell'audiovisivo istituendo dal 2017 il Fondo per il cinema e l'audiovisivo, destinato a incentivi fiscali, contributi automatici e selettivi, promozione, potenziamento delle sale e digitalizzazione del patrimonio, con una dotazione pari all'11% di determinate entrate erariali e comunque non inferiore a 400 milioni di euro annui. Il governo non ebbe un ministro per lo sport: la delega fu attribuita al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, che la esercitò dal 22 febbraio 2014 al 2 aprile 2015. In materia sportiva la legge 20 gennaio 2016, n. 12, in vigore dal 16 febbraio 2016, introdusse il cosiddetto ius soli sportivo, consentendo il tesseramento dei minori stranieri residenti in Italia almeno dal compimento dei dieci anni. La legge di stabilità 2016 (legge 28 dicembre 2015, n. 208) ridusse il canone televisivo a 100 euro, introdusse la presunzione di detenzione dell'apparecchio in presenza di un'utenza elettrica nel luogo di residenza e ne dispose l'addebito nella bolletta elettrica in dieci rate mensili.

Note

Esplicative

  1. ↑ Fino al 31 marzo 2014.
  2. ↑ di cui 1 vicino al Partito Democratico
  3. ↑ di cui 1 vicino al Partito Democratico e 1 vicino al Centrodestra
  4. ↑ vicini al Partito Democratico
  5. ↑ di cui 2 vicini al Partito Democratico, 1 vicino ad ALA, 1 iscritta a GAL
  6. ↑ PpI (12), UdC (8).
  7. ↑ SA (1 - il deputato Rudi Marguerettaz), Altri (1) - il deputato Edoardo Nesi.
  8. ↑ La Presidente Laura Boldrini per prassi non ha votato.
  9. ↑ Il Presidente Pietro Grasso per prassi non ha votato.
  10. ↑ PpI (10), UdC (2).
  11. ↑ Comprende il senatore a vita Mario Monti.
  12. ↑ DemoS (2), PSI (1).
  13. ↑ SVP (2), MAIE (2), PATT (1), UpT (1), UV (1), Altri (2) - I senatori a vita Elena Cattaneo e Carlo Rubbia.
  14. ↑ Tecnicamente, secondo il Regolamento del Senato (a differenza della Camera), nei voti di fiducia parlamentare essa corrisponde ad un voto contrario e dunque assumere tale posizione determinava o il dover fisicamente uscire dall’aula per non essere computati nel quorum e/o dargli concretamente effetto solo successivamente per permettere al governo di perseguire stabilmente il proprio indirizzo politico.
  15. ↑ Altri (3) - I senatori a vita Carlo Azeglio Ciampi e Renzo Piano ed il senatore Michelino Davico (ex-GAL).
  16. ↑ Comprende il senatore Claudio Zin (ex-PlA-PSI-MAIE).
  17. ↑ ”Ministero degli Affari esteri” fino al 29/08/2014; Delega al coordinamento delle attività inerenti al semestre di presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea fino al 31/10/2014.
  18. ↑ poi vicino al Partito Democratico
  19. ↑ vicino al Partito Democratico
  20. ↑ di Centrodestra, vicino ad ALA
  21. ↑ vicino al Partito Democratico
  22. ↑ poi vicino al Partito Democratico
  23. ↑ vicino al Partito Democratico
  24. ↑ Delega a Expo 2015.
  25. ↑ iscritta al gruppo di Grandi Autonomie e Libertà

Bibliografiche

  1. ↑ Ricardo Merlo, Mario Borghese, Claudio Zin: "Non c’è più motivo per appoggiare questa maggioranza. Il MAIE passa all’opposizione.”, su maiemondiale.com. URL consultato il 7 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale l'11 ottobre 2014).
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