| Governo Tambroni | |
|---|---|
| Stato | |
| Presidente del Consiglio | Fernando Tambroni (DC) |
| Coalizione | DC con l'appoggio esterno di: MSI, Monarchici |
| Legislatura | III legislatura |
| Giuramento | 26 marzo 1960 |
| Dimissioni | 19 luglio 1960 |
| Governo successivo | Fanfani III 27 luglio 1960 |

Il governo Tambroni è stato il quindicesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il terzo della III legislatura.
Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, rimase in carica dal 26 marzo al 27 luglio 1960 (sebbene già dimissionario dal precedente 19 luglio), per un totale di 123 giorni, ovvero 4 mesi e 1 giorno.
Ottenne la fiducia alla Camera dei deputati il 8 aprile 1960 con 300 voti favorevoli (DC, monarchici e MSI) e 293 contrari, risultando dunque determinanti, per l’unico caso nella storia repubblicana, i voti del MSI al fine di raggiungere la maggioranza. Ottenne la fiducia al Senato della Repubblica il 29 aprile 1960 con 128 voti favorevoli (DC e MSI) e 110 contrari.
Dopo l'infruttuoso tentativo di Antonio Segni, Amintore Fanfani e Giovanni Leone di formare un nuovo governo, il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, il 21 marzo, incarica Fernando Tambroni il quale, senza nuove consultazioni e trattative con i partiti, propone un monocolore DC, suscitando polemiche all'interno del suo partito ma ottenendo l'appoggio del MSI, dei monarchici del PMI, e la contrarietà di tutti i principali partiti, PCI, PSI, PSDI, PLI e PRI.
Il 4 aprile 1960 Tambroni presenta il suo governo monocolore DC al parlamento, ottenendo la fiducia alla Camera l'8 aprile con 300 voti favorevoli (DC, monarchici e MSI) e 293 contrari risultando determinanti, per l’unico caso nella storia repubblicana, i voti del MSI per raggiungere la maggioranza. Il giorno dopo, contrariati dall'appoggio del MSI al governo, si dimettono tre ministri appartenenti alla sinistra democristiana: Sullo, Bo e Pastore, nonché i sottosegretari Biaggi, Pecoraro, Spallino, mentre annunciano la volontà di dimettersi i ministri Zaccagnini, Colombo, Rumor, Martinelli, Gonella, Angelini e Segni; inoltre il direttivo dei deputati del partito chiede le dimissioni del governo e, l'11 aprile, dopo una riunione della direzione della DC, Tambroni si dimette.
Il presidente Gronchi allora riapre le consultazioni e conferisce l'incarico a Fanfani che lavora all'ipotesi di un governo sostenuto da DC, PSDI e PRI con l'astensione del PSI, ottenendo il sostegno del segretario del partito Aldo Moro e dello stesso Gronchi. Pietro Nenni, segretario del PSI, risulta possibilista all'ipotesi che il suo partito si astenga durante il voto di fiducia ponendo alcune condizioni. L'ipotesi di un governo con la partecipazione dei socialisti è fortemente osteggiata dalle correnti di destra e dei dorotei della DC. Nonostante la direzione del partito avesse autorizzato Fanfani a proseguire nelle trattative col PSI, le forti divisioni interne portano alla rinuncia di Fanfani il 22 aprile. Allora Gronchi decide di respingere le dimissioni di Tambroni il quale, avendo già ottenuto la fiducia della Camera, viene invitato dal presidente a presentarsi al Senato per concludere l’iter parlamentare sulla fiducia la quale, il 29 aprile, viene concessa con 128 voti favorevoli (DC, MSI) e 110 contrari (PCI, PSI, PSDI, PLI e PRI).
L'obiettivo politico era quello di superare l'emergenza, attraverso un "governo provvisorio", in grado di consentire lo svolgimento della XVII Olimpiade a Roma e di approvare il bilancio dello Stato entro il termine previsto dalla legislazione dell'epoca, ossia il 15 ottobre.
Numerose furono le manifestazioni in tutta Italia contro l'apertura della DC all'appoggio del MSI al governo. Il congresso nazionale del MSI previsto a Genova per il 2 luglio è causa di uno sciopero il 30 giugno che porta a scontri con la polizia e vari disordini. Seguono altre manifestazioni antifasciste in tutto il paese. Dopo i disordini di Genova, la questura tenta di calmare le acque proponendo al MSI di spostare il congresso a Nervi. Il ministro dell’Interno Spataro risponde alla Camera e al Senato alle interrogazioni parlamentari sui fatti di Genova nelle quali sia Saragat che Nenni propendono per l’apertura della crisi. L'indomani è decisa dal governo la sospensione del congresso e i dirigenti missini decidono per protesta di annullarlo definitivamente.
Durante la votazione del 5 luglio al Senato, il MSI di conseguenza vota contro l'approvazione del bilancio del ministero dell’Interno, facendo mancare la maggioranza. A Roma vengono vietate manifestazioni e comizi e in Sicilia, durante una manifestazione la polizia uccide un giovane. Si continua a manifestare in vari parti d'Italia anche contro l'intervento dei carabinieri che a Roma, con una carica a cavallo, hanno sciolto una manifestazione. Altre manifestazioni con feriti e a Reggio Emilia, durante una manifestazione, vengono uccisi alcuni manifestanti dalla polizia. Il 7 luglio vengono presentate altre interpellanze al governo sui disordini dei giorni precedenti ma continuano le manifestazioni con altri morti e feriti.
A seguito delle interpellanze sui fatti accaduti a Roma e Reggio Emilia viene convocata per il giorno dopo, il 13 luglio, la Direzione della DC per sollecitare un nuovo governo d'emergenza con l'appoggio del PSI.
Tambroni replica alle interpellanze il 14 luglio dichiarando che il governo si dimetterà quando i partiti avranno trovato l’accordo per una nuova maggioranza che viene raggiunto il 16 luglio quando viene annunciato la proposta di un governo monocolore DC presieduto da Fanfani e sostenuto con l’appoggio esterno del PSDI, PLI e PRI e l'astensione di PSI e monarchici.
Il tutto mentre in Italia continuano le manifestazioni contro l'appoggio del MSI al governo Tambroni, che si dimette il 19 luglio. Il nuovo governo Fanfani III si insedia il 27 luglio 1960.
L'appartenenza politica dei membri del Consiglio dei ministri si può così riassumere:
| Partito | Presidente | Ministri | Sottosegretari | Totale | |
|---|---|---|---|---|---|
| Democrazia Cristiana | 1 | 22 | 38 | 61 | |
| Totale | 1 | 22 | 38 | 61 | |
La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei ministri si può così riassumere:
| Regione | Presidente | Ministri | Sottosegretari | Totale |
|---|---|---|---|---|
| 1 | - | 1 | 2 | |
| - | 3 | 3 | 6 | |
| - | - | 6 | 6 | |
| - | 1 | 4 | 5 | |
| - | 3 | 1 | 4 | |
| - | 2 | 2 | 4 | |
| - | 2 | 2 | 4 | |
| - | - | 4 | 4 | |
| - | 2 | 1 | 3 | |
| - | - | 3 | 3 | |
| - | - | 3 | 3 | |
| - | 2 | - | 2 | |
| - | 1 | 1 | 2 | |
| - | - | 2 | 2 | |
| - | - | 2 | 2 | |
| - | - | 2 | 2 | |
| - | 1 | - | 1 |
| Camera | Collocazione | Partiti | Seggi |
|---|---|---|---|
| Camera dei Deputati | Governo | DC (273) | 273 / 596 |
| Appoggio esterno | MSI (24), IND-MON (4) | 28 / 596 | |
| Opposizione | PCI (140), PSI (84), PSDI (22), PDIUM (21), PLI (17), PRI (6), Misto (5) | 295 / 596 | |
| Senato della Repubblica | Governo | DC (123) | 123 / 246 |
| Appoggio esterno | MSI (8) | 8 / 246 | |
| Opposizione | PCI (60), PSI (36), PDIUM (7), PSDI (5), Misto (7) | 115 / 246 | |