| Giovanni Ruazzi | |
|---|---|
| Nascita | Badia, 23 maggio 1914 |
| Morte | Amba Tzaelegherghis, 24 giugno 1938 |
| Cause della morte | Caduto in combattimento |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Regio Esercito |
| Arma | Fanteria |
| Corpo | Regio corpo truppe coloniali d'Eritrea |
| Anni di servizio | 1935-1938 |
| Grado | Sottotenente di complemento |
| Guerre | Guerra d'Etiopia |
| Campagne | Arbegnuoc |
| Decorazioni | vedi qui |
| dati tratti da Le Medaglie d'Oro al Valor Militare, volume 1 (1935-1941) | |
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Giovanni Ruazzi (Badia, 23 maggio 1914 – Amba Tzaelegherghis, 24 giugno 1938) è stato un militare italiano, decorato con la medaglia d'oro al valor militare alla memoria.
Nacque a San Cassiano di Badia, provincia di Bolzano, il 23 maggio 1914, figlio di Giovanni e Lina Rudiferia. Giovane studente presso l'università di Padova, allo scoppio della guerra di Etiopia (ottobre 1935) si arruolò volontario nel Battaglione universitario "Curtatone Montanara", che inquadrava tutti gli studenti volontari per quella campagna militare. Partito da Napoli il 14 dicembre, sbarcò a Mogadiscio, in Somalia, il 21 di quel mese. Assegnato al Regio corpo truppe coloniali della Somalia italiana, prese parte alla operazioni belliche su quel fronte, sotto il comando del generale Rodolfo Graziani, ritornando in Italia nel giugno 1936. Promosso sottotenente di complemento il 25 di quello stesso mese, fu assegnato a prestare servizio presso il 232º Reggimento fanteria "Avellino". Posto in congedo nel luglio 1937, l'anno successivo fu richiamato in servizio attivo a domanda e, assegnato al Regio corpo truppe coloniali d'Eritrea, sbarcò a Massaua nel mese di maggio. Assunto il comando di una compagnia del XLI Battaglione Coloniale, cadde in combattimento il 24 giugno del 1938 sull'Amba Tzaelegherghis durante un assalto a postazioni difese dalla resistenza abissina. Per onorarne il coraggio gli fu assegnata la Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.
Alla scomparsa fece seguito il 2 aprile 1939 la nomina di suo padre Giovanni a rettore effettivo del Rettorato provinciale; sempre il padre, il 27 marzo 1941, venne nominato vicesegretario federale del direttorio federale della Federazione dei Fasci di combattimento di Bolzano.
Nel 1938 l'università di Padova gli conferì la laurea ad honorem e nel 1940 in un affresco dipinto all'interno della struttura raffigurante episodi che avevano coinvolto studenti volontari dell'ateneo nelle varie guerre nazionali, fu ritratto anche Giovanni Ruazzi.
Il 15 ottobre 1967 l'amministrazione dell'esercito italiano ricordò la figura dell'ufficiale dedicandogli la nuova caserma di Elvas a Bressanone, sede di un reparto della neocostituita 3ª Brigata missili "Aquileia", il 1º Gruppo artiglieria pesante "Adige".
La ricerca storica ha messo in luce quanto la vicenda di Giovanni Ruazzi non si sia esaurita con la sua morte in Africa, ma abbia piuttosto acquisito una funzione importante nella costruzione di un eroe di guerra da parte del regime fascista nella valli ladine, ma anche in ambito nazionale, financo dopo il 1945. Segni tangibili ne sono, oltre alla laurea ad honorem patavina, la realizzazione di un busto a San Cassiano nell'agosto del 1941, inserendo la figura in tal modo «nel pantheon civile dell'impero», nonchè l'intitolazione della caserma nel 1967, in pieno periodo democratico, a lui.