Giuseppe Spataro

Giuseppe Spataro

Ministro dei trasporti
Durata mandato26 luglio 1960 –
21 febbraio 1962
PresidenteAmintore Fanfani
PredecessoreMario Ferrari Aggradi
SuccessoreBernardo Mattarella

Ministro dell'interno
Durata mandato25 marzo 1960 –
26 luglio 1960
PresidenteFernando Tambroni
PredecessoreAntonio Segni
SuccessoreMario Scelba

Ministro della marina mercantile
Durata mandato1º luglio 1958 –
15 febbraio 1959
PresidenteAmintore Fanfani
PredecessoreGennaro Cassiani
SuccessoreAngelo Raffaele Iervolino

Ministro dei lavori pubblici
Durata mandato16 luglio 1953 –
2 agosto 1953
PresidenteAlcide De Gasperi
PredecessoreSalvatore Aldisio
SuccessoreUmberto Merlin

Ministro delle poste e delle telecomunicazioni
Durata mandato27 gennaio 1950 –
7 luglio 1953
PresidenteAlcide De Gasperi
PredecessoreAngelo Raffaele Iervolino
SuccessoreGiuseppe Togni

Durata mandato15 febbraio 1959 –
23 marzo 1960
PresidenteAntonio Segni
PredecessoreAlberto Simonini
SuccessoreAntonio Maxia

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato16 maggio 1963 –
4 luglio 1976
LegislaturaIV, V, VI
Gruppo
parlamentare
Democrazia Cristiana
CircoscrizioneAbruzzo e Molise
CollegioLanciano-Vasto
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato5 aprile 1945 –
15 maggio 1963
LegislaturaCN, AC, I, II, III
Gruppo
parlamentare
Democrazia Cristiana
CircoscrizioneAbruzzo
CollegioL'Aquila e CUN (II Legislatura)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politicoPartito Popolare Italiano (1919-1926)
Democrazia Cristiana
Titolo di studioLaurea in giurisprudenza
ProfessioneDirigente d'azienda

Giuseppe Spataro (Vasto, 12 giugno 1897 – Roma, 30 gennaio 1979) è stato un politico e dirigente d'azienda italiano.

Biografia

Inizi in politica

Quando si trasferì a Roma per studiare giurisprudenza entrò nella Federazione universitaria cattolica italiana, di cui fu presidente dal 1920 al 1922. Impegnato in politica già da giovane, aderì al Partito Popolare Italiano di don Luigi Sturzo, di cui fu vicesegretario nazionale. Durante la dittatura fascista svolse un'importante opera di preparazione alla riorganizzazione democratica del Paese, tenendo insieme le file dell'ormai disciolto Partito Popolare Italiano e di alcuni ambienti antifascisti organizzando riunioni clandestine nella sua abitazione romana in via Cola di Rienzo 217. Partecipò al Comitato di Liberazione Nazionale centrale insieme ad Alcide De Gasperi e Giovanni Gronchi, e contribuì in maniera rilevante alla fondazione della Democrazia Cristiana e alla riorganizzazione del quotidiano il Popolo.

Nella Resistenza romana

In qualità di delegato della DC presso la giunta militare del CLN, sin dalla fine del 1943 Giuseppe Spataro, preoccupato dalle azioni dei partigiani comunisti dei Gruppi di Azione Patriottica, «manifesta[va] in ogni occasione la necessità di osservare cautela per non provocare le rappresaglie».

In seguito contestò l'attentato di via Rasella effettuato dai GAP il 23 marzo 1944, al quale il giorno successivo i tedeschi risposero commettendo per rappresaglia l'eccidio delle Fosse Ardeatine. Nella riunione della giunta militare del CLN, tenutasi il 26 marzo, Giuseppe Spataro non solo si oppose all'emanazione di un comunicato di rivendicazione proposta da Giorgio Amendola, rappresentante del Partito Comunista Italiano ed ideatore dell'azione partigiana, ma gli contrappose una mozione con cui al contrario chiedeva un comunicato di dissociazione. Poiché la giunta deliberava solo all'unanimità, non fu approvata nessuna delle due mozioni e i comunisti rivendicarono l'attentato autonomamente su l'Unità del 30 marzo. Giuseppe Spataro omise ogni riferimento alla vicenda nel suo libro sull'attività della DC nella Resistenza e, interrogato sulla questione, preferì non rispondere.

Secondo le memorie del gappista Rosario Bentivegna, protagonista dell'azione del 23 marzo, l'atteggiamento tenuto da Giuseppe Spataro determinò l'annullamento di un analogo attacco partigiano programmato per il 28 marzo.

Attività politica dal dopoguerra

Giuseppe Spataro nel 1948

Dopo la guerra rivestì importanti incarichi di governo: fu sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, ministro delle poste e delle telecomunicazioni, ministro dei lavori pubblici, ministro della marina mercantile, ministro dell'interno e ministro dei trasporti. Dal 1946 al 1951 fu inoltre presidente della Radio Audizioni Italiane.

Nel 1960 fu ministro dell'interno del Governo Tambroni ed in tale veste autorizzò il congresso del Movimento Sociale Italiano a Genova, da cui derivò una forte protesta popolare. Da non dimenticare la sua opera culturale, essendo stato per molti anni presidente dell'Istituto Luigi Sturzo.

Autonomia del Molise

Anche se ufficialmente non ebbe un ruolo chiave nel ruolo dell'autodeterminazione molisana, suo nipote Giacomo Sedati, all'epoca deputato della DC, fu aiutato dallo zio nell'opera di convincimento sia nazionale che locale per portare a compimento la tanto agognata autonomia regionale per il Molise.

Opere

Intitolazioni

Il monumento a Giuseppe Spataro, sito a Vasto, in uno slargo in piazza del Popolo

Riconoscimenti

Note

  1. ↑ Targa in memoria di Giuseppe Spataro, su rerumromanarum.com.
  2. ↑ Amendola (1973), p. 243.
  3. ↑ Amendola (1973), pp. 295-296.
  4. ↑ Spataro (1968), passim; Spataro contrario all'attentato di via Rasella, in il Centro, Pescara, 24 settembre 2003 (archiviato dall'url originale il 2 maggio 2015) (nella testimonianza raccolta nell'articolo si sostiene erroneamente che l'attentato fu discusso e messo ai voti prima della sua attuazione).
  5. ↑ Bentivegna (2004), p. 208.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

Predecessore Ministro dei lavori pubblici Successore
Salvatore Aldisio 16 luglio 1953 – 2 agosto 1953 Umberto Merlin

Predecessore Ministro della marina mercantile Successore
Gennaro Cassiani 1º luglio 1958 – 15 febbraio 1959 Angelo Raffaele Iervolino

Predecessore Ministro delle poste e delle telecomunicazioni Successore
Angelo Raffaele Iervolino 27 gennaio 1950 – 19 luglio 1951 Giuseppe Spataro I
Giuseppe Spataro 26 luglio 1951 – 7 luglio 1953 Giuseppe Togni II
Alberto Simonini 15 febbraio 1959 – 23 marzo 1960 Antonio Maxia III

Predecessore Ministro dell'interno Successore
Antonio Segni 25 marzo 1960 – 26 luglio 1960 Mario Scelba

Predecessore Ministro dei trasporti Successore
Mario Ferrari Aggradi 26 luglio 1960 – 21 febbraio 1962 Bernardo Mattarella

Predecessore Presidente della Rai Successore
Arturo Carlo Jemolo 9 agosto 1946 - 17 maggio 1951 Cristiano Ridomi
Controllo di autoritàVIAF (EN) 3905821 · ISNI (EN) 0000 0000 7820 9972 · SBN CFIV015087 · LCCN (EN) n85127656 · GND (DE) 123364671 · BNE (ES) XX5316670 (data) · BNF (FR) cb11998340q (data)