Goyazianthus tetrastichus

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Goyazianthus tetrastichus
Immagine di Goyazianthus tetrastichus mancante
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùEupatorieae
SottotribùAlomiinae
Genere Goyazianthus
R.M.King & H.Rob, 1977
Specie G. tetrastichus
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
Genere Goyazianthus
Specie G. tetrastichus
Nomenclatura binomiale
Goyazianthus tetrastichus
(B.L.Rob.) R.M.King & H.Rob, 1977

Goyazianthus tetrastichus (B.L.Rob.) R.M.King & H.Rob, 1977 è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteraceae, sottofamiglia Asteroideae, tribù Eupatorieae e sottotribù Alomiinae. Goyazianthus tetrastichus è l'unica specie del genere Goyazianthus R.M.King & H.Rob, 1977.

Etimologia

Il nome generico (Goyazianthus) deriva da due parole: "Goyaz" nome storico dello stato brasiliano Goias e da "anthos" (= fiore).

Il nome scientifico della specie è stato definito dai botanici Benjamin Lincoln Robinson (1864-1935), Robert Merrill King (1930-2007) e Harold Ernest Robinson (1932-2020) nella pubblicazione "Phytologia; Designed to Expedite Botanical Publication. New York" (Phytologia 37: 462) del 1977. Il nome scientifico del genere è stato definito nella stessa pubblicazione.

Descrizione

Portamento. La specie di questa voce ha un habitus arbustivo. Sono caratterizzate da un aspetto cinereo-pubescente e dalla presenza di ghiandole puntate.

Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa; le ramificazioni possono essere sparse o dense a seconda della specie.

Foglie. La disposizione delle foglie lungo il caule è alternata; è opposta sui rami secondari e quelli delle infiorescenze. Le lamine sono strettamente oblunghe-oblanceolate.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da gruppi di capolini raccolti in panicoli. I capolini sono di tipo discoide e sono formati da un involucro, con forme da cilindriche a campanulate, composto da 15-16 brattee disposte su 4 serie, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori del disco (quelli del raggio sono assenti). Le brattee, di dimensioni diverse, sono disposte in modo sub-embricato; sono inoltre persistenti. Il ricettacolo è glabro, piatto e privo di pagliette a protezione della base dei fiori.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi); sono più o meno numerosi (circa 4 per capolino) con forme brevemente tubulose di tipo attinomorfo; sono inoltre ermafroditi.

*/x K ∞, [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. La forma dell'achenio è prismatica con 7 coste. Il carpoforo è corto. Il pappo normalmente è formato da 50 setole dimorfiche.

Biologia

Riproduzione. Questa specie si riproduce per impollinazione tramite il vento (impollinazione anemogama) o insetti.

Dispersione. La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria) o da altri animali (zoocoria); gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.

Distribuzione e habitat

La specie di questa voce è distribuita in Brasile centrale (stato di Goias).

Sistematica

La famiglia delle Asteraceae (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.

Sinonimi

Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:

  • Eupatorium tetrastichum (B.L.Rob.) Steyerm.
  • Symphyopappus tetrastichus B.L.Rob.

Filogenesi

Questo genere appartiene alla sottotribù Alomiinae della tribù Eupatorieae; entrambi appartengono al clade denominato Phytomelanic cipsela o chiamato anche gruppo "Heliantheae Alliance", caratterizzato dalla presenza nella cipsela di uno strato di fitomelanina. La sottotribù è caratterizzata da corolle ristrette verso l'alto, dagli stigmi dello stilo espansi sia in larghezza che spessore all'apice e dalla base dello stilo per lo più pubescente.

Recenti studi hanno concluso che la sottotribù Alomiinae non è monofiletica, cioè i suoi generi non derivano tutti da un unico antenato esclusivo. Mentre il clade Alomia + Brickellia è fortemente sostenuto, al contrario, i cosiddetti "Alomiinae sudamericani" non sono strettamente imparentati con quel gruppo e ricadono nel grande clade brasiliano denominato "CAFE" (Cerrado-Atlantic Forest Eupatorieae). I generi in oggetto sono: Austrobrickellia, Planaltoa, Goyazianthus, Pseudobrickellia e Dissothrix. Questo clade comprende circa il 75% dei generi di Eupatorieae endemici del Brasile, nati da una radiazione evolutiva recente (risalente a meno di 7 milioni di anni fa) e concentrata nei biomi del Cerrado e della Foresta Atlantica.

Alcuni caratteri distintivi della specie:

  • lo stilo possiede un nodo basale allargato;
  • le setole del pappo sono di due differenti dimensioni;
  • i capolini sono formati da 4 fiori.

Il numero cromosomico della specie Goyazianthus tetrastichus è: 2n = 40.

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  2. 1 2 3 (EN) Goyazianthus tetrastichus, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 28 ottobre 2026.
  3. ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 28 ottobre 2026.
  4. ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 28 ottobre 2026.
  5. ↑ Strasburger 2007, pag. 860
  6. ↑ Judd 2007, pag.517
  7. 1 2 Funk & Susanna 2009, p. 739.
  8. 1 2 3 4 5 Kadereit & Jeffrey 2007, p. 558.
  9. ↑ Judd-Campbell-Kellogg-Stevens-Donoghue, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, p. 520, ISBN 978-88-299-1824-9.
  10. ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22/02/2026.
  11. ↑ Vanessa Lopes Rivera, Jose L. Panero, Edward E. Schilling, Bonnie S. Crozier, Marta Dias Moraes, Origins and recent radiation of Brazilian Eupatorieae (Asteraceae) in the eastern Cerrado and Atlantic Forest, in Molecular Phylogenetics and Evolution, vol. 97, 2016, pp. 90-100.

Bibliografia

Voci correlate

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