Great Saint James è un'isola privata delle Isole Vergini Americane, situata a sud-est dell'isola di Saint Thomas.
| Great Saint James | |
|---|---|
| Geografia fisica | |
| Localizzazione | Mar dei Caraibi |
| Coordinate | 18°18′35″N 64°49′44″W |
| Arcipelago | Isole Vergini |
| Superficie | 0,66 km² |
| Classificazione geologica | vulcanica |
| Geografia politica | |
| Stato | |
| Cartografia | |
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L'isola fu acquistata dall'imprenditore e criminale Jeffrey Epstein nel 2016 insieme alla vicina Little Saint James, per antonomasia conosciuta come Epstein Island.
Great Saint James è un'isola vulcanica del gruppo delle Isole Vergini (politicamente appartiene alle Isole Vergini Americane), appartenenti all'arcipelago delle Piccole Antille nel Mar dei Caraibi; si trova a nord-ovest della ben più nota Little Saint James, dalla quale è separata da un canale sottomarino, ed entrambe sono collocate al largo della costa meridionale di Saint Thomas. Appartiene al sotto-distretto di East End di Saint Thomas. L'isola ha una grandezza di circa 0,66 km² o 165 acri.
La baia dell'isola, conosciuta come Christmas Cove, era un punto popolare per lo snorkeling e dove ormeggiavano barche a noleggio e yacht – erano presenti ventidue spazi d'ormeggio affittabili durante la notte, ma ormai non ricevono più manutenzione.
A partire dal 1672 gran parte delle attuali Isole Vergini Americane, del tutto disabitate, finirono per essere gradualmente acquisite dalla compagnia danese delle Indie occidentali (che lavorava per conto prima della Danimarca-Norvegia e poi del Regno di Danimarca), andando così a formare le Indie occidentali danesi o Antille danesi. L'arcipelago subì due occupazioni da parte dei britannici rispettivamente nel 1801 e nel 1807, e alla fine nel 1917 passò agli Stati Uniti d'America per un prezzo di 25 milioni di dollari, andando a formare l'odierno territorio non incorporato. Al contrario della sua controparte più piccola, l'isola non era inizialmente privata e aveva una popolazione stabile.
Alla metà del XX secolo Great Saint James era di proprietà di una donna anonima e l'isola aveva un valore di circa 3 milioni di dollari, la proprietaria viveva in uno chalet e dopo la sua morte l'isola venne ereditata da tre esecutori testamentari. Sin dalla fine degli anni '70 l'isola era proprietà della famiglia del politico conservatore danese Christian Kjær, per poi passare nelle mani degli imprenditori Robert Addie e Jorge M. Pérez. La proprietà venne trasferita al giocatore dei Miami Dolphins Jason Taylor che la comprò nel 2004, ma in seguito fece causa ai precedenti proprietari per alcuni mancati pagamenti durante la transazione.
Jeffrey Epstein, che nel 1998 aveva già acquistato Little Saint James, si interessò per la prima volta all'isola quando ancora era nelle mani della famiglia Kjær, ma l'offerta venne rifiutata da Susan Astani su richiesta dei pochi abitanti. Nel 2016 Epstein contattò Sultan Ahmed bin Sulayem e lo rese il suo benefattore riuscendo a comprare gli edifici sull'isola, per poi comprare l'intera isola attraverso la sua società di comodo L.S.J. LLC (di cui Epstein è l'unico acquirente noto) per un prezzo complessivo di 22,5 milioni di dollari, da allora la utilizzò come casa vacanze, mentre la sua residenza principale era sulla Little Saint James.
Epstein in seguito entrò in conflitto con la Virgin Islands Department of Planning and National Resources (DPNR) riguardo alcune norme sullo sfruttamento del territorio. Inizialmente gli architetti di Epstein avevano ricevuto dei permessi necessari dal governo locale ma scadettero nel 2016, e nonostante ciò Epstein continuò a lavorare senza permessi; di conseguenza la DPNR emise un cease and desist e venne multato di 280.000 dollari, cifra poi commutata in 70.000 dollari, Epstein intendeva anche donare $320.000 al St. Thomas Historical Trust, ma la transazione non si concretizzò, e il CEO dell'Historical Trust dichiarò che l'intera azione era stata condotta attraverso metodi fraudolenti. Un altro cease and desist è seguito ad ottobre del 2016 per costruzioni illegali sulla costa dell'isola. Epstein entrerà in seguito in accordo con la DPNR per riottenere i permessi necessari per le costruzioni, il nuovo progetto includeva la costruzione di: una strada privata, un molo, due case, alcune cabine, un teatro, aree verdi, un sistema di dissalazione, pannelli solari, edifici di sicurezza, uffici, negozi e una piscina, il permesso imponeva di modellare il territorio nel rispetto del suo ecosistema (colonie di coralli e serpenti boa delle Isole Vergini, specie locale), perciò Epstein fu costretto a chiudere il Christmas Cove.
La maggior parte degli edifici pianificati non vennero però mai costruiti, infatti Epstein ricevette un terzo cease and desist dato che, a detta del DPNR non aveva mantenuto ciò che veniva espresso nel permesso perché aveva costruito alcune strade aggiuntive e alcune infrastrutture minori, rischiando di venire multato per 1 milione di dollari. Per sistemare la controversia la guardia costiera e l'agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente organizzarono un'ispezione dell'isola per esaminare possibili danni o rischi all'ecosistema dell'isola e rinnovare i permessi a luglio 2019.
Epstein venne arrestato e morì in circostanze non meno chiare intorno allo stesso periodo, lasciando in sospeso diverse procedure, permessi e cantieri poi abbandonati (non fu costruita nemmeno la residenza principale), nonostante i tentativi di rinnovarli portati avanti da Jeffrey Bateman, ingegnere di Saint Croix.
Nel 2022 Great Saint James e Little Saint James furono quotate in vendita e venne proposto il prezzo di $125 milioni, cifra che gli avvocati di Epstein avrebbero utilizzato per sistemare alcune cause legali. Nel 2023 entrambe le isole furono acquistate da Stephen Deckoff per sessanta milioni.