Gusto acquisito

Un gusto acquisito è un apprezzamento per qualcosa che difficilmente può piacere a una persona che non abbia avuto un'esposizione sostanziale a esso. È l'opposto del gusto innato, che invece è l'apprezzamento per cose che sono godibili da qualsiasi persona senza una precedente esposizione a esse. Entrambe queste definizioni sono fortemente influenzate dal contesto culturale in cui ogni persona si trova.

In caso di cibi e bevande, la difficoltà di apprezzare il prodotto potrebbe essere dovuta a un forte odore (ad esempio i formaggi erborinati, come il gorgonzola, diversi pesci fermentati e/o conservati sotto sale o essiccati come l'hákarl islandese, il surströmming svedese e la salacca, il sale nero, nattō, fieno-greco, tofu fermentato e durian), a un gusto (bevande alcoliche, caffè, tè verde, cioccolato fondente, liquirizia salata, il garnatálg faroese e le creme spalmabili a base di estratti di lievito come la Vegemite o la Marmite), sensazione in bocca (come il sashimi e il sushi e più in genere i prodotti del mare crudi), aspetto o associazione (come mangiare insetti o frattaglie).

Acquisizione del gusto

Acquisizione generale dei gusti

Il processo di acquisizione di un gusto può dipendere dall'avanzamento dello sviluppo fisico, dalla genetica (sia della sensibilità ai gusti sia della personalità), dall'esempio fornito in famiglia e dai benefici biochimici che sono forniti dagli alimenti. I neonati nascono preferendo cibi dolci e rifiutando i sapori aspri e amari e sviluppano una preferenza per il sale a circa 4 mesi. La neofobia (paura della novità) tende a variare con l'età in modo prevedibile, ma non lineare. Quando i bambini iniziano a mangiare cibi solidi, generalmente accettano un'ampia varietà di cibi, i bambini piccoli e i ragazzi sono relativamente neofobi nei confronti del cibo mentre i ragazzi più cresciuti, gli adulti e gli anziani sono più facilmente predisposti a sperimentare nuovi cibi e esplorare una più ampia gamma di sapori.

La predisposizione personale alla ricerca di novità in generale non è necessariamente correlata alla disponibilità a provare nuovi alimenti. Il livello di temerarietà alimentare può spiegare gran parte della variabilità delle preferenze alimentari osservata nei "supertaster". I supertaster sono altamente sensibili ai sapori amari, piccanti e pungenti, e alcuni li evitano e amano mangiare solo cibi delicati, semplici, ma molti dei supertaster che hanno una forte attitudine a sperimentare nuovi cibi invece godono di questi sapori intensi e li cercano. Alcune sostanze chimiche o combinazioni di sostanze chimiche negli alimenti forniscono sia sapore sia effetti benefici o piacevoli per il corpo e la mente e possono essere rinforzanti, portando all'acquisizione di un nuovo gusto acquisito. Uno studio che ha analizzato l'effetto dell'aggiunta di caffeina e teobromina (composti presenti nel cioccolato) a bevande dal sapore identico, rispetto a un placebo, e facendola assaggiare ripetutamente ai partecipanti, è risultato nella constatazione di una forte preferenza per la bevanda con i composti.

Acquisizione intenzionale di gusti

Il cambio intenzionale delle proprie preferenze può essere difficile da realizzare. Di solito richiede uno sforzo deliberato, comportandosi come se si amasse qualcosa in modo da predisporsi a valutare le risposte e le sensazioni con un pregiudizio funzionale al gusto desiderato. La difficoltà diventa quella di distinguere i gusti acquisiti in modo autentico o legittimo a seguito di cambiamenti di preferenze maturati profondamente da quelli non autentici motivati dalla volontà di adeguarsi a uno status o al conformismo.

Esempi di gusto acquisito

Alcuni alimenti, comunemente accettati in certe regioni o in certe culture che ne hanno acquisito il gusto innato con il tempo, possono invece essere considerati spiacevoli per altri, e questa è una lista di esempi, naturalmente incompleta:

Cibi a base di pesce e frutti di mare

Cibi a base di carne

Cibi a base di latte

Cibi di origine vegetale

Cibi con origine insolita

Note

  1. ↑ L. L. Birch, Development of food preferences, in Annual Review of Nutrition, vol. 19, n. 1, 1999, pp. 41-62, DOI:10.1146/annurev.nutr.19.1.41.
  2. ↑ N. V. Ullrich, R. Touger-Decker e J. O’Sullivan-Maillet, PROP taster status and self-perceived food adventurousness influence food preferences, in Journal of the American Dietetic Association, vol. 104, n. 4, 2004, pp. 543-549, DOI:10.1016/j.jada.2004.01.011.
  3. ↑ H. J. Smit e R. J. Blackburn, Reinforcing effects of caffeine and theobromine as found in chocolate, in Psychopharmacology, vol. 181, n. 1, 2005, pp. 101-106, DOI:10.1007/s00213-005-2209-3.
  4. ↑ L. Bovens, Sour Grapes and Character Planning, in The Journal of Philosophy, vol. 89, n. 2, 1992, pp. 57-78, DOI:10.2307/2027152.
  5. ↑ L. Bovens, The Intentional Acquisition of Mental States, in Philosophy and Phenomenological Research, vol. 55, n. 4, 1995, pp. 821-840, DOI:10.2307/2108334.
  6. ↑ (EN) Lars Bevanger, Airlines ban 'foul'Swedish fish, BBC, 1º aprile 2006. URL consultato il 18 agosto 2022.

Bibliografia

Voci correlate

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