| Haroldia mendocina | |
|---|---|
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superasteridi |
| (clade) | Asteridi |
| (clade) | Euasteridi |
| (clade) | Campanulidi |
| Ordine | Asterales |
| Famiglia | Asteraceae |
| Sottofamiglia | Asteroideae |
| Tribù | Astereae |
| Sottotribù | Chiliotrichinae |
| Genere | Haroldia Bonif., 2009 |
| Specie | H. mendocina |
| Classificazione Cronquist | |
| Nomenclatura binomiale | |
| Haroldia mendocina (Cabrera) Bonif., 2009 | |
Haroldia mendocina (Cabrera) Bonif., 2009 è una specie di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Astereae (Basal grade) e sottotribù Chiliotrichinae. È l'unica specie del genere Haroldia Bonif., 2009.
Il nome generico (Haroldia) è una dedica al botanico Harold Robinson che ha dato notevoli contributi alla tassonomia e alla sistematica delle Compositae. L'epiteto specifico (mendocina) si riferisce all'area geografica in cui si è trovato l'esemplare tipo.
Il nome scientifico della specie è stato definito dai botanici Ángel Lulio Cabrera (1908-1999) e José Mauricio Bonifacino nella pubblicazione "Smithsonian Contributions to Botany. Washington, DC" (Smithsonian Contr. Bot. 92: 50) del 2009. Il nome scientifico del genere è stato definito nella stessa pubblicazione.
Portamento. Le specie di questa voce ha un habitus di tipo arbustivo globoso.
Fusto. La parte aerea in genere è eretta e densamente ramificata. I rami hanno 6 - 8 coste con diverse ghiandole e tricomi vescicolari capitati.
Foglie. Le foglie, persistenti, sono disposte in modo lasso e alternato. Le foglie, picciolate, solitamente ridotte verso l'apice, con forme da strettamente ellittiche a strettamente ovate, con base attenuata e margini revoluti, sono coriacee e di tipo ericoide. La superficie abassiale è densamente tomentosa.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono sia scapose (capolini solitari). Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino terminale peduncolato di tipo radiato con fiori spesso eterogami. I capolini sono formati da un involucro, con forme campanulate, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee, con forme da lineari-triangolari a oblunghe, apici acuti con tricomi capitati vescicolari ghiandolari, margini membranacei e a consistenza erbacea, sono disposte in modo più o meno embricato su 2 - 3 serie. Il ricettacolo è provvisto di pagliette da a protezione della base dei fiori; la forma è leggermente convessa. Le pagliette hanno delle forme da lineari a strettamente ellittiche con apice subulato e rigido; inoltre sono abbraccianti gli acheni.
Fiori. I fiori (40 circa per capolino) sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo; in alcune specie è presente un certo dimorfismo (gli acheni dei fiori del raggio differiscono dagli acheni dei fiori del disco);
Impollinazione: tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori.
Dispersione: i semi cadono a terra e vengono dispersi soprattutto da insetti come formiche (disseminazione mirmecoria). Un altro tipo di dispersione è zoocoria: gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio che portano così i semi anche su lunghe distanze. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche per alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
La specie di questa voce è distribuita in Argentina (nord - ovest).
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1720 generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
La tribù Astereae (una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae) comprende circa 40 sottotribù. In base alle ultime ricerche nella tribù sono stati individuati (provvisoriamente) 5 principali lignaggi:
Il genere Haroldia (insieme alla sottotribù Chiliotrichinae) è incluso nel lignaggio "Basal grade". In particolare fa parte del sottogruppo relativo agli areali del Sudamerica. Le specie di questo gruppo sono caratterizzate da un livello di ploidia 2x o 4x. La sottotribù è suddivisa in tre cladi (o gruppi): Chiliotrichum clade - Nardophyllum clade - Llerasia clade. Il genere Haroldia è incluso nel clade "Llerasia" insieme ai generi Ocyroe - Llerasia. Questi generi condividono le seguenti caratteristiche morfologiche: il pappo di setole affusolate, le corolle con pubescenze ghiandolari nella porzione centrale del tubo compreso un rigonfiamento globoso non visibile alla base del tubo, le antere con alla base un colletto sclerificato e rami dello stilo lunghi e acuti. Il genere Haroldia risulta in posizione intermedia tra i cladi Llerasia e Nardophyllum e comunque più vicino al clade Llerasia.
I caratteri distintivi della specie Haroldia mendocina sono:
Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità: