Highgrove House

Highgrove House
Highgrove House in un'incisione del 1825
Localizzazione
StatoRegno Unito (bandiera) Regno Unito
   Inghilterra (bandiera) Inghilterra
RegioneGloucestershire
LocalitàTetbury Upton
Coordinate51°37′23.09″N 2°10′43.68″W
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1796-1798
Ricostruzione1894
StileNeoclassico
UsoResidenza privata
Piani3
Realizzazione
ArchitettoAnthony Keck (attribuito)
John Hart (ricostruzione del 1894)
ProprietarioDucato di Cornovaglia
CommittenteJohn Paul Paul

Highgrove House è una casa di campagna inglese situata nella località di Doughton, nella parrocchia civile di Tetbury Upton, nei pressi di Tetbury, nel Gloucestershire, in Inghilterra. Parte del patrimonio del Ducato di Cornovaglia, è la residenza privata di Carlo III e della regina Camilla.

Costruita tra il 1796 e il 1798 per John Paul Paul, la casa fu gravemente danneggiata da un incendio nel 1893 e largamente ricostruita l'anno successivo dall'architetto John Hart di Bristol, conservandone l'aspetto precedente. Nel 1980 la tenuta fu acquistata dal Ducato di Cornovaglia come residenza di campagna dell'allora principe di Galles e nei decenni successivi divenne particolarmente nota per i giardini sviluppati sotto la direzione di Carlo secondo principi di gestione biologica e sostenibile. Highgrove House è tutelata dal 1985 come edificio classificato di grado II.

Storia

Origini e costruzione

Highgrove House fu costruita tra il 1796 e il 1798 per John Paul Paul, la cui famiglia possedeva la tenuta dalla seconda metà del XVIII secolo. La nuova residenza, concepita secondo il gusto neoclassico, è tradizionalmente attribuita all'architetto Anthony Keck, attivo nel Gloucestershire negli ultimi decenni del XVIII secolo.

L'Ottocento e la ricostruzione del 1894

La proprietà rimase alla famiglia Paul fino al 1860, quando fu ceduta al colonnello E. J. Strachey; quattro anni più tardi fu acquistata da William Hamilton Yatman. Nel corso dell'Ottocento anche l'edificio conobbe alcune trasformazioni: alla metà del secolo risale il corpo centrale aggettante a due piani sul fronte rivolto verso il giardino.

Nel 1893 Highgrove fu gravemente danneggiata da un incendio, che costituì la principale cesura nella storia materiale dell'edificio. L'anno successivo la casa fu in larga parte ricostruita da John Hart di Bristol, conservandone l'aspetto generale ma rinnovandone ampiamente gli interni; l'intervento comprese inoltre la realizzazione di un nuovo portico sul fronte sud-orientale.

La ricostruzione mantenne la fisionomia tardo-settecentesca della residenza nonostante la portata degli interventi, preservandone così il carattere neoclassico originario. Nel 1894 Yatman vendette Highgrove ad Arthur C. Mitchell.

Dai Mitchell all'acquisto del 1980

Durante la prima metà del Novecento Highgrove rimase una residenza privata. Nel 1956 la casa fu acquistata da Maurice Macmillan, figlio di Harold Macmillan, che l'anno successivo divenne primo ministro del Regno Unito.

Nel corso del Novecento l'edificio fu inoltre adattato alle mutate esigenze residenziali. Nel 1966 venne demolita un'ala adibita a uffici situata sul retro, a nord-ovest del corpo principale.

Prima dell'acquisto di Highgrove, l'allora principe Carlo aveva valutato diverse soluzioni per una propria residenza di campagna. Dal 1974 era stato designato come possibile utilizzatore di Chevening House, nel Kent, tenuta affidata a un consiglio di amministrazione nell'ambito del Chevening Estate Trust, ma non vi si stabilì e nel 1980 rinunciò alla possibilità di utilizzarla. La posizione della proprietà, meno conveniente per i collegamenti con Londra, il Galles e le proprietà del Ducato di Cornovaglia in Cornovaglia, e la necessità di operare nell'ambito dell'amministrazione fiduciaria contribuirono alla ricerca di un'alternativa.

Carlo prese in considerazione proprietà a Stoke Climsland, in Cornovaglia, e a Orchardleigh, nel Somerset, prima di orientarsi verso il Gloucestershire. La regione offriva una posizione intermedia tra Londra e la Cornovaglia ed era già familiare al principe, che fin dall'infanzia frequentava la zona intorno a Badminton House. Nel 1980 Highgrove fu quindi acquistata dal Ducato di Cornovaglia come sua residenza di campagna.

La residenza di Carlo

Carlo si stabilì a Highgrove nel 1980 e ne fece una delle proprie principali residenze private. Al suo arrivo, i terreni circostanti comprendevano soprattutto pascoli, un orto trascurato, un boschetto invaso dalla vegetazione e alcune vecchie querce; nei decenni successivi furono progressivamente trasformati in un articolato sistema di giardini e spazi paesaggistici sviluppati sotto la sua direzione.

La trasformazione interessò anche la casa. Nella seconda metà degli anni Ottanta Carlo promosse una rielaborazione dell'esterno, elaborata inizialmente dall'artista neozelandese Felix Kelly e tradotta in un progetto architettonico da Peter Falconer. Gli interventi, realizzati nel 1987, accentuarono il carattere classicista dell'edificio.

Parallelamente Carlo avviò lo sviluppo dei giardini e introdusse progressivamente criteri di gestione biologica nella tenuta. Nel 1985 tali metodi furono applicati a terreni della Home Farm; nel 1994 la tenuta raggiunse lo status interamente biologico e nel 1996 i giardini furono aperti al pubblico.

Highgrove continuò a essere utilizzata da Carlo e dalla sua famiglia e, dopo il matrimonio con Camilla Shand nel 2005, divenne una delle principali residenze della coppia. La casa rimase separata dalle attività aperte al pubblico, concentrate nei giardini e negli altri spazi della tenuta.

Con l'ascesa al trono di Carlo III nel settembre 2022, il principe William divenne duca di Cornovaglia e subentrò quale titolare del Ducato di Cornovaglia. Highgrove rimase parte del patrimonio del ducato, ma continuò a essere utilizzata da Carlo III e dalla regina Camilla come residenza privata; il Ducato la identifica come la casa del sovrano nel Gloucestershire, mentre il sito ufficiale di Highgrove la definisce la casa familiare della coppia reale.

Secondo la House of Commons Library, che riprende un'inchiesta del Sunday Times, poco prima dell'ascesa al trono Carlo costituì Highgrove Nominees Limited, società attraverso la quale fu concluso con il Ducato di Cornovaglia un accordo ventennale per la locazione della tenuta, consentendogli di continuarne l'utilizzo dopo il passaggio del ducato al nuovo duca di Cornovaglia.

Architettura

Highgrove House presenta un impianto compatto di carattere neoclassico, derivato dalla costruzione realizzata alla fine del XVIII secolo e modificato in più fasi nel corso dei due secoli successivi. Il corpo principale, a pianta rettangolare, si sviluppa su tre piani ed è articolato su cinque campate per tre; è costruito in conci di pietra squadrata e coperto da tetti in lastre di pietra. Le facciate sono scandite da paraste che attraversano i piani superiori e concluse da un cornicione e da un parapetto. Sul prospetto sud-occidentale rivolto verso il giardino, anch'esso di cinque campate, sporge un avancorpo centrale poligonale a due piani, aggiunto alla metà del XIX secolo. Le finestre sono prevalentemente a ghigliottina suddivise in dodici riquadri, mentre sul prospetto sud-orientale alcune aperture sono inserite entro recessi arcuati.

L'aspetto originario della casa è documentato da un'incisione pubblicata negli anni Venti dell'Ottocento. Il prospetto d'ingresso orientale presentava al centro una serliana, inserita sotto una più ampia arcata, mentre arcate cieche inquadravano le finestre del pianterreno e paraste di gusto egittizzante separavano quelle dei piani superiori. Lo storico dell'architettura Nigel R. Jones descrive la Highgrove settecentesca come una residenza sobria e attribuisce il progetto ad Anthony Keck, il cui linguaggio architettonico era caratterizzato da un neoclassicismo austero e misurato.

L'incendio del 1893 determinò la trasformazione più profonda dell'edificio. Le fiamme distrussero gli interni e danneggiarono in particolare il prospetto occidentale, dove l'avancorpo poligonale crollò sulla terrazza trascinando parte della muratura sovrastante. La ricostruzione condotta nel 1894 da John Hart di Bristol mantenne l'aspetto generale della casa precedente, ma comportò una nuova distribuzione degli ambienti interni e modifiche sostanziali all'esterno. Il tetto fu nascosto dietro un alto parapetto pieno, scomparve la serliana che aveva caratterizzato il prospetto settecentesco e sul fronte sud-orientale venne realizzato un nuovo portico. Un'ala adibita a uffici sul retro dell'edificio fu successivamente demolita nel 1966.

Una nuova fase di trasformazione ebbe luogo nella seconda metà degli anni Ottanta del XX secolo per iniziativa del principe Carlo. L'artista neozelandese Felix Kelly elaborò una rappresentazione ideale della casa nella quale l'alto parapetto pieno era sostituito da una balaustra aperta, le precedenti paraste da elementi di ordine ionico e il centro della facciata era coronato da un frontone con apertura circolare. La proposta richiamava modelli del palladianesimo inglese del XVIII secolo.

La concezione di Kelly fu tradotta in un progetto architettonico da Peter Falconer e realizzata nel 1987, con l'introduzione della nuova balaustra, delle paraste ioniche e del frontone. Gli interventi accentuarono il carattere classicista dell'edificio e conferirono al prospetto principale l'aspetto che caratterizza la casa contemporanea.

Anche gli interni furono oggetto di successive campagne decorative. In occasione del matrimonio tra Carlo e Diana Spencer nel 1981, la decorazione della casa fu affidata all'interior designer sudafricano Dudley Poplak, per il quale Highgrove costituì il primo incarico svolto per la coppia. Poplak adottò una reinterpretazione giovanile dello stile tradizionale delle case di campagna inglesi, caratterizzata da tonalità chiare, tra cui verde lime e acquamarina, e da un uso misurato di tessuti e motivi decorativi.

In una fase successiva gli interni furono rielaborati da Robert Kime, antiquario e decoratore britannico che lavorò anche a Clarence House per Carlo. Il suo linguaggio decorativo, basato sull'accostamento di mobili, tessuti, opere d'arte e oggetti di epoche e provenienze diverse, conferì agli ambienti un carattere stratificato e informale, più vicino a quello di una casa formatasi nel tempo che a un insieme concepito unitariamente.

Al nucleo residenziale appartengono inoltre alcuni edifici di servizio risalenti alla fine del XVIII secolo. A nord-ovest della casa sorge la rimessa per le carrozze, costruita in pietra squadrata e coperta da un tetto a padiglione in lastre di pietra. A pianta rettangolare e alta un piano e mezzo, presenta sul fronte principale nord-occidentale tre campate ad arco con ingresso centrale, mentre il livello superiore è illuminato da piccole aperture quadrate.

A est della casa si trovano il lodge d'ingresso e quattro pilastri di cancello, anch'essi risalenti alla fine del XVIII secolo. Il lodge, costruito in pietra squadrata con copertura in lastre di pietra, è un edificio a un piano con pianta a L e conserva sul prospetto occidentale una serliana. I quattro pilastri sono bugnati, decorati da fregi scanalati e conclusi da coronamenti a cupola; i cancelli metallici attuali sono di epoca moderna.

Highgrove House, la rimessa per le carrozze e il lodge con i pilastri d'ingresso furono classificati separatamente il 21 marzo 1985 e sono tutelati come edifici classificati di grado II.

Giardini

I giardini di Highgrove si estendono per circa 15 acri intorno alla residenza e sono articolati in una successione di ambienti interconnessi. Comprendono giardini formali, spazi boschivi, aree produttive, prati naturalistici, percorsi e arte topiaria, accomunati da una gestione improntata a criteri biologici. Nel quadro della tradizione dei giardini associati alle residenze reali britanniche, Roderick Floud ha indicato Highgrove come uno degli esempi contemporanei più rappresentativi.

Sviluppo e progettazione

Quando Carlo giunse a Highgrove nel 1980, i terreni intorno alla casa erano ancora in larga parte da sviluppare come giardino: oltre ai pascoli e agli alberi già presenti, comprendevano un orto trascurato e aree boschive poco curate. Fin dall'inizio il principe orientò lo sviluppo dei giardini verso metodi di coltivazione biologica e si avvalse del consiglio di esperti di giardinaggio e conservazione.

Nel 1981 Carlo coinvolse il paesaggista statunitense Lanning Roper nella prima fase di sviluppo dei giardini. Roper, che aveva già lavorato per la famiglia di Camilla Parker Bowles ed era stato raccomandato da quest'ultima, poté tuttavia contribuire al progetto solo per un periodo limitato a causa della malattia che lo condusse alla morte nel 1983.

Tra le altre figure coinvolte nei primi anni vi fu la marchesa di Salisbury, esperta di giardinaggio biologico, con la quale Carlo predispose intorno alla casa piantagioni di specie profumate. Nel 1981 fu completato il Sundial Garden, primo dei nuovi giardini formali, mentre l'anno successivo la naturalista Miriam Rothschild contribuì alla creazione del Wildflower Meadow, seminato inizialmente con una miscela di 32 specie. Nel 1984 seguì il Terrace Garden e nel 1988 Rosemary Verey partecipò all'avvio del Cottage Garden. Il coinvolgimento di Verey a Highgrove appartiene alla fase più matura della sua attività di progettista di giardini.

Lo sviluppo proseguì negli anni Novanta con la formazione dell'Arboretum e del Thyme Walk e, dal 1992, dello Stumpery, realizzato con il contributo di Julian e Isabel Bannerman. Nel 1994 fu piantata la Lime Avenue e l'anno successivo venne creato il Southern Hemisphere Garden. Nei primi anni Duemila fu trasferito a Highgrove il Carpet Garden, progettato da Emma Clark e ispirato a due tappeti turchi conservati nella casa, dopo essere stato presentato al Chelsea Flower Show nel 2001.

Tra gli elementi preesistenti del paesaggio figurava un cedro del Libano di circa due secoli, situato a ovest della casa, che aveva contribuito all'interesse di Carlo per Highgrove al momento della scelta della proprietà. Divenuto malato, l'albero fu abbattuto nel 2007; attorno alla base conservata venne costruito un padiglione in quercia progettato da Mark Hoare e coronato da una guglia ispirata a quella della chiesa di Tetbury.

Il Southern Hemisphere Garden, danneggiato dai rigidi inverni del 2010 e del 2011, fu sostituito nel 2012 dal Winterbourne Garden.

La progressiva aggiunta di nuovi spazi non seguì un unico progetto iniziale, ma diede origine nel tempo a una successione di ambienti caratterizzati da differenti atmosfere, visuali e schemi di piantagione. La composizione complessiva è basata sull'alternanza tra assi prospettici, spazi più raccolti, topiaria, aree naturalistiche e piccoli elementi architettonici che collegano i diversi giardini.

Organizzazione e principali ambienti

Nelle immediate vicinanze della casa prevalgono gli spazi di carattere più formale. Il Sundial Garden, originariamente progettato come roseto dalla marchesa di Salisbury, prende il nome dalla meridiana in pietra posta al centro ed è delimitato da siepi di tasso; la composizione attuale è dominata da bordure erbacee nelle tonalità del blu, del rosa, del bianco e del viola. A ovest della casa, il Thyme Walk costituisce uno dei principali assi prospettici del giardino: lungo il percorso sono coltivate numerose varietà di timo, alternate a maggiorana e primule, tra tassi dorati modellati secondo forme topiarie. La siepe di tasso che delimita il prato adiacente fu progettata da Roy Strong.

Il Kitchen Garden combina funzione produttiva e ornamentale all'interno di un giardino murato a impianto geometrico. Ortaggi, piante erbacee e alberi da frutto sono disposti su più livelli, con tunnel formati da meli e filari di altre specie da frutto; i prodotti sono destinati sia alla residenza sia alle attività di ristorazione della proprietà.

Tra gli spazi di carattere boschivo si distinguono l'Arboretum e lo Stumpery. L'Arboretum, sviluppato dal 1992, comprende numerose varietà di aceri, faggi, ciliegi e magnolie, accompagnate da estese piantagioni di bulbose nel sottobosco. Lo Stumpery riprende invece una tradizione del giardinaggio vittoriano, utilizzando ceppaie e tronchi come elementi strutturali tra felci e vegetazione ombrofila. Lo spazio comprende inoltre piccoli templi in quercia verde, sculture e altri elementi ornamentali inseriti nel paesaggio.

Il Wildflower Meadow costituisce il principale spazio naturalistico del complesso. Esteso per quattro acri davanti alla casa, è punteggiato da querce, castagni, pioppi e faggi e costituisce un elemento di raccordo visivo tra il paesaggio aperto e le aree più strutturate del giardino. Un carattere distinto presenta il Carpet Garden, ispirato alla tradizione dei giardini islamici e a motivi decorativi derivati da tappeti turchi conservati a Highgrove; la composizione combina aiuole geometriche, elementi d'acqua e decorazioni musive in un ambiente di matrice diversa rispetto agli altri giardini della tenuta.

Gestione biologica e conservazione

I giardini di Highgrove sono gestiti secondo criteri biologici. Le pratiche adottate comprendono forme di lotta biologica mediante l'impiego di antagonisti naturali contro gli organismi nocivi, la produzione interna di compost e terriccio di foglie e il recupero dell'acqua piovana per l'irrigazione. Gli elementi d'acqua sono inoltre dotati di accorgimenti destinati alla fauna, mentre fontane e vasche forniscono punti di abbeverata agli uccelli.

Particolare rilievo assume la gestione del Wildflower Meadow. Creato nel 1982 su consiglio di Miriam Rothschild, il prato viene mantenuto secondo pratiche tradizionali: ogni anno viene introdotto fieno ricco di semi, lo sfalcio avviene durante l'estate e in autunno l'area viene pascolata dalle pecore, favorendo la dispersione dei semi nel terreno. Dalle 32 specie della miscela iniziale il prato è arrivato a ospitare più di settanta varietà vegetali e diverse specie di orchidee.

Highgrove svolge inoltre un ruolo nella conservazione delle varietà coltivate. La proprietà ospita due National Plant Collections riconosciute da Plant Heritage, dedicate rispettivamente al genere Fagus e alle varietà di Hosta a foglia larga e gigante; la collezione di hosta è concentrata in particolare nello Stumpery.

Alla documentazione botanica dei giardini è dedicato anche The Highgrove Florilegium, progetto sviluppato nell'arco di sette anni con la partecipazione di 72 artisti botanici provenienti da diversi paesi. L'opera, pubblicata in due volumi nel 2008 e nel 2009, raccoglie 124 acquerelli raffiguranti piante, alberi, frutti e ortaggi coltivati a Highgrove, accompagnati da testi scientifici redatti da botanici del Natural History Museum.

L'esperienza maturata nel Wildflower Meadow ebbe infine sviluppi al di fuori della tenuta. Nel 2013 Highgrove ospitò il lancio di Coronation Meadows, progetto promosso dall'allora principe di Galles con Plantlife, The Wildlife Trusts e Rare Breeds Survival Trust per favorire la conservazione e il ripristino dei prati britannici ricchi di specie. Il Wildflower Meadow di Highgrove fu indicato come il primo dei sessanta prati scelti simbolicamente per il programma.

Tenuta e attività agricole

La componente agricola legata a Highgrove è costituita dalla vicina Duchy Home Farm, proprietà del Ducato di Cornovaglia distinta dalla casa e dai suoi giardini. Nel rapporto annuale del 2023 il Ducato la descrive come un'azienda agricola di 425 ettari, interamente condotta secondo i criteri dell'agricoltura biologica e data in locazione. A partire dagli anni Ottanta la fattoria costituì uno dei principali ambiti di applicazione delle concezioni di Carlo in materia di agricoltura biologica e gestione ambientale.

Duchy Home Farm

Il processo di conversione all'agricoltura biologica ebbe inizio alla metà degli anni Ottanta. Nel 1984 Carlo visitò l'Elm Farm Research Centre, che successivamente iniziò a fornire consulenza alla Duchy Home Farm per la conversione dei terreni. Nel 1985 le prime sperimentazioni furono avviate su un appezzamento precedentemente destinato a seminativo, coltivato con trifoglio rosso e graminacee; negli anni successivi il sistema fu progressivamente esteso al resto dell'azienda, integrando colture, pascoli e allevamento.

La gestione agricola si sviluppò secondo un sistema misto, nel quale seminativi e allevamento contribuivano congiuntamente al mantenimento della fertilità del suolo. Vennero adottate diverse rotazioni colturali, alternando periodi a trifoglio e graminacee a cereali e leguminose, mentre una parte dei terreni rimase destinata stabilmente a pascolo. La produzione comprendeva latte, carne bovina e ovina e cereali, con attenzione anche all'allevamento di razze meno diffuse.

Carlo conduceva Home Farm come affittuario del Ducato di Cornovaglia, al quale corrispondeva un canone; la conduzione dell'azienda agricola rimaneva pertanto distinta dalla gestione patrimoniale del ducato. Nel 2021 la conduzione della fattoria passò all'affittuario Henry-James Gay. Nel 2026 Home Farm comprendeva una mandria di circa 230 bovini da latte della razza Ayrshire, circa 150 ettari di seminativi, un piccolo gregge ovino e una mandria di bovini Gloucester, razza locale poco diffusa. La fattoria partecipava inoltre al programma Duchy Carbon Focus Farm, con interventi rivolti alla salute del suolo, alla gestione dei boschi e dei margini dei campi, alla creazione di habitat e all'efficienza energetica.

Produzione e sostenibilità

La produzione biologica di Home Farm fu all'origine anche di un'iniziativa commerciale più ampia. Nel 1990 Carlo fondò il marchio Duchy Originals, il cui primo prodotto fu un biscotto preparato con avena e frumento coltivati biologicamente nella fattoria. Il marchio fu successivamente esteso a una più ampia gamma di prodotti; nel 2009 fu concesso in licenza esclusiva a Waitrose, che sviluppò la linea Waitrose Duchy Organic, mentre nel 2024 la proprietà del marchio fu trasferita alla stessa Waitrose secondo quanto previsto dall'accordo originario.

I criteri di sostenibilità applicati alla proprietà riguardano anche gli edifici e le infrastrutture. Highgrove House, l'Orchard Room, le scuderie e gli uffici sono riscaldati mediante caldaie a biomassa alimentate a pellet di legno; parte dell'elettricità è prodotta da pannelli fotovoltaici installati sui fabbricati agricoli, mentre cottage del personale, serre e alcuni edifici di servizio utilizzano pompe di calore geotermiche o ad aria.

Le acque reflue della proprietà sono trattate mediante un impianto di fitodepurazione a letto di canne. A queste infrastrutture si affiancano il recupero dell'acqua piovana e altre pratiche volte alla riduzione del consumo di risorse, estendendo così i criteri di gestione ambientale adottati a Highgrove dalle attività agricole agli edifici e agli spazi residenziali della tenuta.

Apertura al pubblico

I giardini di Highgrove furono aperti al pubblico nel 1996, mentre la casa rimase una residenza privata. L'apertura fu accompagnata dallo sviluppo di strutture destinate all'accoglienza dei visitatori: tra il 1998 e il 1999 venne costruita l'Orchard Room, progettata dall'architetto Charles Morris come spazio per il ristoro.

La Royal Horticultural Society indica un'affluenza di circa 40.000 visitatori all'anno. Le visite riguardano i giardini e gli spazi della tenuta destinati al pubblico, mentre Highgrove House non è visitabile.

Dal 2021 la King's Foundation è custode dei giardini di Highgrove e ne sovrintende la conservazione e l'apertura al pubblico. La fondazione utilizza inoltre alcuni spazi della tenuta per programmi educativi e corsi dedicati, tra l'altro, alle arti e ai mestieri tradizionali; i proventi derivanti dalle visite e dalle altre attività collegate a Highgrove contribuiscono al finanziamento dei suoi programmi.

Note

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  2. 1 2 3 4 5 (EN) Highgrove Estate History, su Highgrove. URL consultato il 9 agosto 2026.
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Bibliografia

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