Hippocamelus

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Hippocamelus
Hippocamelus antisensis in Cile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseMammalia
OrdineArtiodactyla
SottordineRuminantia
InfraordinePecora
SuperfamigliaCervoidea
FamigliaCervidae
SottofamigliaCapreolinae
TribùOdocoileini
GenereHippocamelus
Leuckart, 1816
Sinonimi

Cervequus Lesson, 1842

Specie

Hippocamelus Leuckart, 1816 è un genere di cervidi sudamericani appartenente alla sottofamiglia dei Capreolinae e alla tribù degli Odocoileini. Comprende due specie viventi, entrambe proprie della regione andina: lo huemul del nord o taruca (Hippocamelus antisensis) e lo huemul del sud (Hippocamelus bisulcus). Le due specie sono geograficamente separate. Il taruca occupa le alte Ande di Perù, Bolivia, Cile settentrionale e Argentina nord-occidentale, mentre lo huemul del sud è distribuito nelle Ande e nella Patagonia di Cile e Argentina. Pur condividendo una corporatura compatta, arti robusti, grandi orecchie e palchi relativamente semplici, le due specie differiscono notevolmente nell'ecologia: H. antisensis è soprattutto un cervide degli ambienti aperti e aridi d'alta quota, mentre H. bisulcus frequenta un mosaico di foreste temperate e subantartiche, boscaglie, praterie montane, versanti rocciosi e, nella Patagonia occidentale, perfino ambienti costieri prossimi al livello del mare. Entrambe le specie sono minacciate. La Lista rossa IUCN classifica H. antisensis come vulnerabile (VU) e H. bisulcus come in pericolo (EN). L'intero genere è inoltre incluso nell'Appendice I della CITES.

Etimologia

Il nome scientifico Hippocamelus è formato dagli elementi di origine greca hippo-, «cavallo», e dal nome latino del genere Camelus, «cammello», e significa quindi letteralmente «cavallo-cammello». Il termine hippocamelus esisteva già nel latino tardo, derivato dal greco ἱπποκάμηλος, e indicava un animale fantastico dalle caratteristiche di cavallo e cammello. Il suo impiego zoologico moderno non implica tuttavia alcuna parentela con questi animali.

Descrizione

Maschio di Hippocamelus bisulcus nel Parco nazionale Torres del Paine.

Gli Hippocamelus sono cervidi di dimensioni medie, dalla struttura corporea robusta e relativamente compatta. Gli arti sono forti e adatti alla locomozione su terreni ripidi, rocciosi e irregolari, mentre le orecchie sono grandi e mobili. Il mantello è generalmente folto e varia dal bruno-grigiastro al bruno-giallastro. Entrambe le specie possiedono regioni più chiare sul ventre e attorno alla zona perineale, ma la colorazione della testa e della coda consente di distinguerle. Il taruca presenta in particolare una marcata maschera facciale scura e una colorazione generalmente più grigiastra. Il dimorfismo sessuale è evidente soprattutto per la presenza dei palchi, che sono sviluppati soltanto nei maschi. I palchi sono relativamente corti e semplici, normalmente costituiti da una trave che si biforca formando due punte principali. Vengono persi e rigenerati annualmente. I piccoli di entrambe le specie nascono con un mantello sostanzialmente uniforme, privo della vistosa maculatura bianca caratteristica dei giovani di numerosi altri cervidi. Il taruca è generalmente più slanciato dello huemul del sud, mentre quest'ultimo possiede una corporatura particolarmente massiccia e arti relativamente corti, adatti agli ambienti accidentati della Patagonia.

Distribuzione e habitat

Il genere è endemico dell'America meridionale e strettamente associato alla Cordigliera delle Ande e alle regioni limitrofe. Hippocamelus antisensis è distribuito nel Perù centrale e meridionale, nella Bolivia occidentale, nell'estremo nord del Cile e nell'Argentina nord-occidentale, dove è presente nelle province di Jujuy, Salta, Tucumán, Catamarca e La Rioja. Il taruca vive soprattutto in ambienti aperti delle alte Ande, tra circa 1800 e 5000 m di quota. Frequenta praterie d'altitudine, steppe e boscaglie andine, pendii rocciosi, vallate e quebradas caratterizzate da vegetazione sparsa. Hippocamelus bisulcus occupa invece una fascia molto più meridionale delle Ande, dal Cile centro-meridionale e dall'Argentina sud-occidentale fino alla Patagonia australe. La distribuzione moderna è fortemente frammentata e costituita da numerosi nuclei isolati. Lo huemul del sud frequenta foreste temperate e subantartiche di Nothofagus, boscaglie, praterie, ambienti rocciosi, zone periglaciali e versanti montani. Nella Patagonia cilena alcune popolazioni vivono lungo fiordi e coste a quote molto basse, mentre altre raggiungono le regioni montane delle Ande. Di conseguenza non è corretto definire l'intero genere come costituito esclusivamente da animali di «alta montagna»: questo descrive abbastanza bene il taruca, ma non la notevole varietà altitudinale ed ecologica dello huemul del sud.

Biologia

Alimentazione

Gli Hippocamelus sono erbivori prevalentemente brucatori, ma sfruttano una notevole varietà di vegetali in funzione dell'ambiente e della stagione. Il taruca si nutre di erbe, piante erbacee, foglie e germogli di arbusti delle praterie e delle boscaglie d'alta quota. Può inoltre alimentarsi ai margini dei terreni agricoli, circostanza che in alcune regioni favorisce conflitti con le comunità rurali. La dieta dello huemul del sud comprende foglie e germogli di alberi e arbusti, piante erbacee, erbe, fiori e, localmente, frutti. La composizione varia notevolmente tra le foreste andine, le regioni costiere e le boscaglie patagoniche. Specie vegetali particolarmente importanti in una popolazione non possono quindi essere considerate necessariamente dominanti nell'intero areale.

Comportamento sociale

Le due specie presentano sistemi sociali relativamente flessibili. Il taruca è spesso osservato in gruppi misti formati da adulti e giovani di entrambi i sessi. Le dimensioni possono variare da pochi individui a gruppi più numerosi e cambiano nel corso dell'anno. Durante la stagione riproduttiva la composizione dei gruppi viene modificata dagli spostamenti e dalla competizione tra i maschi. Anche lo huemul del sud può vivere isolato, in coppia o in piccoli gruppi. Le aggregazioni sono generalmente ridotte e la loro composizione varia secondo il sesso, la stagione e l'habitat. Non esiste quindi una semplice contrapposizione tra un taruca «gregario» e uno huemul meridionale rigidamente solitario. Entrambe le specie possiedono buone capacità di movimento sui terreni accidentati; H. bisulcus è inoltre un buon nuotatore e nelle regioni dei fiordi patagonici può attraversare corsi d'acqua e bracci di mare.

Tassonomia

Origine del genere

Il genere fu istituito nel 1816 dal naturalista tedesco Friedrich Sigismund Leuckart nella sua dissertazione dedicata al cervide che Juan Ignacio Molina aveva descritto nel 1782 come Equus bisulcus. Leuckart istituì la specie Hippocamelus dubius, che costituisce la specie tipo del genere per monotipia. Il nome è oggi considerato un sinonimo di Hippocamelus bisulcus (Molina, 1782). Nel corso del XIX secolo furono proposti diversi altri nomi generici per questi cervidi. Tra essi figura Cervequus Lesson, 1842, oggi considerato un sinonimo junior di Hippocamelus. La seconda specie vivente, H. antisensis, fu descritta nel 1834 da Alcide Dessalines d'Orbigny con il nome Cervus antisensis, sulla base di esemplari provenienti dalle Ande boliviane.

Specie

Secondo il Mammal Diversity Database il genere comprende due specie viventi:

Non sono attualmente riconosciute sottospecie per nessuna delle due specie.

Relazioni filogenetiche

Hippocamelus appartiene agli Odocoileini, la radiazione americana dei Capreolinae. Studi molecolari hanno collocato le sue specie nella linea sudamericana comprendente anche generi quali Blastocerus, Ozotoceros, Subulo e Passalites. Le relazioni interne non sono tuttavia completamente chiarite. Analisi mitocondriali pubblicate nel corso degli ultimi anni non hanno sempre recuperato tutti i campioni attribuiti a H. antisensis all'interno di un unico clade. Uno studio del 2017 aveva già segnalato la presenza di linee mitocondriali fortemente differenziate attribuite al taruca, mentre un'analisi mitogenomica del 2024 ha nuovamente evidenziato una struttura complessa dei campioni assegnati al genere. Questi risultati possono riflettere una diversità genetica ancora insufficientemente studiata, problemi nella provenienza di vecchie sequenze o una storia evolutiva complessa. Non hanno comunque determinato, allo stato attuale, una revisione tassonomica del genere: il Mammal Diversity Database continua a riconoscere le due specie tradizionali.

Conservazione

Lo huemul del sud e il condor delle Ande nello stemma del Cile.

Entrambe le specie sono minacciate, ma lo stato dello huemul del sud è più grave. Il taruca è classificato dalla Lista rossa IUCN come vulnerabile (VU) secondo i criteri A2cd; C2a(i). L'ultima valutazione globale stima tra 4162 e 5750 individui maturi e considera la popolazione complessivamente in diminuzione. Le principali minacce comprendono la caccia illegale, la conversione degli habitat per agricoltura e allevamento, la competizione con il bestiame, il disturbo umano e la frammentazione delle popolazioni. Lo huemul del sud è classificato come in pericolo (EN) secondo i criteri B2ab(i,ii,iii,iv,v); C2a(i). Le popolazioni moderne sono piccole e fortemente frammentate e occupano soltanto una parte dell'areale storico. Tra le principali minacce figurano la perdita e frammentazione dell'habitat, la caccia e il bracconaggio, il bestiame domestico, gli ungulati introdotti, i cani, le malattie e lo sviluppo di strade e altri insediamenti. L'intero genere Hippocamelus è incluso nell'Appendice I della CITES, il livello di protezione previsto per le specie minacciate di estinzione per le quali il commercio internazionale è sottoposto alle restrizioni più severe. Nonostante la classificazione globale sfavorevole, la situazione delle singole popolazioni è variabile. Alcuni nuclei di H. bisulcus presenti in aree protette hanno mostrato recuperi locali dopo la riduzione della caccia, l'allontanamento del bestiame e altre misure di gestione, mentre altre popolazioni rimangono estremamente piccole e isolate.

Rapporti con l'uomo

Entrambe le specie possiedono una notevole importanza culturale nei paesi andini. Il taruca è stato dichiarato Monumento Naturale Nazionale in Argentina ed è fortemente associato alle culture delle alte Ande. Il nome taruca o taruka è di origine indigena andina ed è ampiamente utilizzato in Perù, Bolivia e Argentina. Lo huemul del sud è uno dei principali simboli faunistici del Cile e compare insieme al condor delle Ande nello stemma del Cile. È inoltre Monumento Naturale Nazionale sia in Cile sia in Argentina.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Mammal Diversity Database, Mammal Diversity Database, 2.5, 2026, DOI:10.5281/zenodo.17033774.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Barrio, J., Hippocamelus antisensis (Artiodactyla: Cervidae), in Mammalian Species, vol. 45, n. 901, 2013, pp. 49–59, DOI:10.1644/901.1.
  3. 1 2 3 4 5 (EN) Black-Decima, P. A., Corti, P., Díaz, N., Fernandez, R., Geist, V., Gill, R., Gizejewski, Z., Jiménez, J., Pastore, H., Saucedo, C. e Wittmer, H., Hippocamelus bisulcus, in The IUCN Red List of Threatened Species, vol. 2016, 2016, pp. e.T10054A22158895, DOI:10.2305/IUCN.UK.2016-1.RLTS.T10054A22158895.en.
  4. 1 2 3 4 5 (EN) Barrio, J., Nuñez, A., Pacheco, L., Regidor, H. A. e Fuentes-Allende, N., Hippocamelus antisensis, in The IUCN Red List of Threatened Species, vol. 2017, 2017, pp. e.T10053A22158621, DOI:10.2305/IUCN.UK.2017-2.RLTS.T10053A22158621.en.
  5. ↑ Ippocamelo, in Vocabolario Treccani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  6. ↑ (EN) Hippocamelus Leuckart, 1816, su Integrated Taxonomic Information System. URL consultato il 12 ottobre 2026.
  7. ↑ (EN) Gutiérrez, E. E., Helgen, K. M., McDonough, M. M., Bauer, F., Hawkins, M. T. R., Escobedo-Morales, L. A., Patterson, B. D. e Maldonado, J. E., A gene-tree test of the traditional taxonomy of American deer: the importance of voucher specimens, geographic data, and dense sampling, in ZooKeys, vol. 697, 2017, pp. 87–131, DOI:10.3897/zookeys.697.15124.
  8. ↑ (EN) The first living cervid species described in the 21st century and revalidation of Pudella (Artiodactyla), in Journal of Mammalogy, vol. 105, n. 3, 2024, pp. 577–588, DOI:10.1093/jmammal/gyae012.
  9. ↑ (EN) Appendices I, II and III, su Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora. URL consultato il 12 ottobre 2026.

Bibliografia

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